Archivio Temporale
CENA POPOLARE @ LA TALPA
Ven, 09/05/2008 - 14:43domenica 11 maggio ore 21.00
cena popolare con pasta fresca e grigliata (anche per vegetariani!)
costo 10euro (vino incluso!)
a sostegno dello spazio sociale
durante la cena proiezione videoclip dei Clash
e del film 'Rude Boy'
Laboratorio Sociale La Talpa
(Quarticciolo, Via Ostuni 9, ex questura occupata)
www.talpalab.com
Ricordando Peppino Impastato
Ven, 09/05/2008 - 14:05In questi giorni ricorre l'anniversario della morte di Peppino Impastato, i TG nazionali non lo ricordano, noto con rammarico che nemmeno Grillo che giustamente li critica aspramente non accenna minimamente a questo ragazzo di lotta continua. Doveroso allora che lo ricordiamo noi.
L'assassinio di Peppino, badate bene, non è stato un semplice omicidio mafioso come si potrebbe immaginare. Riporto una frase di Erri De Luca :"E' stato un omicidio fatto con sapienza, è stato eliminato lui per troncare tutti."
Si perchè questo ragazzo è stato un rivoluzionario,e l'Italia negli anni '70 sfondò una quantità enorme di tali militanti. Oggi questo attributo è vago e subordinato a quello di terrorista, oggi i terroristi sono considerati anche i gruppetti di tifosi che si scontrano con la polizia. Oggi i terroristi sono anche chi brucia una bandiera, chi manifesta contro il G8, chi occupa i binari di un treno per reclamare i propri diritti.
Io voglio in questo mio scritto ridare il suo vero significato a questo aggettivo. Terrorista è la strage di Piazza Fontana, è la strage di Stato, è anche l'informazione che fa "terrorismo".
Terrorista è il bombardamento aereo di una città, che ha lo scopo di seminare terrore tra indifesi ed inermi. Il terrorismo comincia a Guernica nel 1937, sotto le bombe tedesche. Quelle sganciate durante un giorno di mercato. Nella sala dell'ONU c'è il quadro di Picasso che rappresenta quella strage, ma che poi ogni tanto viene coperto dalla vergogna quando approvano una risoluzione di guerra.
Il terrorismo non aveva niente da spartire con i ragazzi degli anni '70, erano dei rivoluzionari. Le loro lotte non avevano obiettivi estremisti. Si organizzavano per occupare le case lasciate vuote dagli speculatori, si lottava in fabbrica per ottenere più sicurezza sul posto di lavoro, si lottava addirittura nell'esercito perchè i soldati li consideravano dei "proletari in divisa".
I rivoluzionari, definiti la meglio gioventù da Pasolini, puntavano ad obbiettivi pratici e moderati. Ma la repressione contro di loro fu talmente massiccia che li trasformò in rivoluzionari a tempo pieno. I militanti di sinistra rivoluzionaria(ostacolati anche dal PC) sono stati i più incarcerati per motivi politici. Anche rispetto al ventennio fascista. E ovviamente fu anche un bene perchè anche lì ,in carcere, hanno organizzato scioperi per richiedere una qualità della vita decente per gli incarcerati.
In quegli anni non esisteva internet dove noi comodamente possiamo fare controinformazione, quei ragazzi dovevano sudare per praticala! E quindi aprivano delle radio clandestine, le cosiddette radio libere. Peppino aveva aperto Radio Aut. Apriva i notiziari con cronache dal mondo, quelle che i media non dicevano, poi parlava della mafia locale. Qui c'era giornalismo vero e già solo per questo rivoluzionario.
Questa forza incredibile di rivoluzione è stata fatta sparire, non è svanita da sola. Perchè quando Peppino è morto in concomitanza con l'omicidio di Aldo Moro(coincidenza?), tutto è finito. C'è stata la sconfitta del movimento grazie al terrore pianificato.
Sono arrivati i bui anni '8o, l'appiattimento culturale degli anni '90 e l'attuale rassegnazione di questo nuovo millennio.
Ma ci vuole un inversione di rotta. Perchè la libertà non ci viene regalata da nessuno ,la libertà và conquistata.
http://incarcerato.blogspot.com/
l'incarcerato
sui "bigattini" al Giulio Cesare
Ven, 09/05/2008 - 13:46IL BIGATTINO: QUESTO NEMICO DELLA PRODUTTIVITA’ E DELLA DISCIPLINA DEGLI STUDENTI, E DELL’EFFICACIA DELL’INSEGNAMENTO NELLA SCUOLA PUBBLICA
Nella serata di martedì al Liceo Giulio Cesare di Roma c’è stata una strana e anomala comparsa dei cosiddetti “bigattini”, ovvero piccoli vermi da pesca assai prolifici. Risultato la Preside dell’istituto dopo essersi consultata con il Campidoglio (a tutti sfugge cosa c’entra il sindaco Alemanno, ma comunque) per chiudere il liceo per disinfestazione.
Articoli sui giornali e servizi sui telegiornali si sono scatenati nella caccia al bullo, al vandalo, al teppista, qualche preside, professore, sociologo o tuttologo si è interrogato su cosa passa nella testa a questi giovani presentando tutti con scandalo e meraviglia l’accaduto.
A noi non ci pare che in quello che è successo al Giulio Cesare ci sia niente di nuovo: da quando esiste la scuola esistono bigattini pronti ad intrufolarsi negli istituti per far perdere ore di lezione agli studenti (in particolare quando le giornate si allungano, esce il sole e i prati si fanno verdi, soffici ci viene da dire irresistibili).
Se la scuola è un luogo grigio, in cui gli studenti sono solo numeri a cui dare voti, da dividere e incasellare, un luogo non da vivere come spazio di socialità, di aggregazione, discussione e crescita, ma in cui gli studenti devono solo stare seduti un tot di ore sulla loro sedia senza uscire minimamente dagli schemi preordinati senza poter pretendere nulla di diverso (pena provvedimenti disciplinari, colloqui con lo psicologo, bocciature, ritorsioni), perché stupirsi se gli studenti ricorrono al più antico e conosciuto modo per saltarla?
Inoltre ci chiediamo perché così tanta attenzione sull’ “affaire bigattino” da parte dei mezzi di comunicazione, che si potrebbero invece interrogarsi sui reali bisogni degli studenti e sulla realtà che vivono: le scuole che cadono a pezzi, un futuro e un presente di precarietà, gli inutili e costosissimi “corsi di recupero” (ultimo regalo del Ministro Fioroni) la realtà di una scuola fatta solo di voti e orari sempre più piegata alle esigenze dei privati e delle imprese e sempre di meno a quelle degli studenti.
alcuni studenti di Roma
Antifà a piazza Trilussa
Ven, 09/05/2008 - 13:09BASTA OMICIDI FASCISTI
VIVA LA NUOVA RESISTENZA!
VENERDI 9 MAGGIO ORE 19 PIAZZA TRILUSSA
Un altro omicidio di stampo fascista riempie le cronache di questi giorni. Nicola Tommasoli, 29 anni, è stato assassinato a Verona nella notte del 1° maggio da una banda di cinque neonazisti. Lo hanno ammazzato a calci e pugni, colpevole soltanto di avere un aspetto non conforme, in quelle strade centrali della città veneta dove tutti i giorni vengono aggredite e insultate le persone riconoscibili come immigrate, frequentatrici dei centri sociali, antifasciste, alternative, “diverse”, le stesse categorie sociali messe nel mirino dalle deliranti paranoie securitarie del sindaco Tosi, amico e alleato dei camerati scaligeri.
Un omicidio che ha la sua genesi nel clima di odio e di intolleranza che si respira non solo nel Veneto ma in tutto il paese, investito dalle politiche securitarie di sindaci e politici di destra come di centro sinistra che riducono le contraddizioni sociali (e il conflitto sociale che ne deriva) a problema di ordine pubblico. Il nemico diventa il lavavetri, il baraccato, il writer, l’occupante di case, il capellone, la prostituta, lo straniero, additati come obiettivi da colpire a un’opinione pubblica spaventata da campagne giornalistiche vergognose. Si sorvola naturalmente sulle morti nei cantieri dove si lavora in nero, sulla mancanza di case a prezzi sostenibili, sul carovita, sulla precarizzazione generalizzata della vita di tutti e tutte noi, sulla devastazione ambientale. Per nascondere i problemi reali e colpire l’opposizione sociale si lanciano campagne di odio contro nemici immaginari.
In questo contesto i fascisti svolgono il ruolo di braccio armato. Nella nostra città negli ultimi due anni si sono verificate centinaia di aggressioni fasciste, di assalti a case occupate, centri sociali, sedi di sinistra, singole persone. Come quella dove ha trovato la morte il nostro compagno e fratello Renato Biagetti, a Focene, reo di frequentare un luogo “di sinistra”. Anche in quell’episodio si è parlato di “banale rissa”, si è detto che la politica non c’entrava, si è cercato di minimizzare, come vergognosamente sta accadendo in questi giorni in merito all’omicidio di Nicola, e come era già successo a Milano quando fu assassinato il compagno Davide Cesare detto Dax. Come vergognoso è l’atteggiamento del camerata Gianfranco Fini che getta la maschera affermando essere più grave bruciare una bandiera che assassinare una persona. Come vergognosi sono stati gli atteggiamenti di “equidistanza” e di revisionismo storico assunti da tanti esponenti del sedicente centro-sinistra.
Ma gli antifascisti e le antifasciste di questa città non hanno mai piegato la testa in questi anni difficili, hanno continuato a praticare l’antifascismo nella loro attività quotidiana, nelle lotte sociali, nelle relazioni, nella solidarietà, nel contrasto determinato e consapevole alle bande fasciste. Ancora più forte deve essere oggi la nostra unità e determinazione, in questa fase storica infausta che vede lo squadrista Alemanno conquistare il Campidoglio.
Anche questa volta, con rabbia e con dolore, non intendiamo abbassare la testa.
Invitiamo tutti e tutte a mobilitarsi venerdi 9 maggio dalle ore 19 a Piazza Trilussa a Trastevere per dare una prima risposta di “questa città ribelle e mai domata” alla violenza fascista e alla deriva securitaria. Analogamente invitiamo tutti e tutte a riempire i pulmann che ci porteranno a Verona sabato 17 maggio per la manifestazione nazionale antifascista in ricordo di Nicola.
IL FUTURO CI APPARTIENE
Gli antifascisti e le antifasciste di Roma
Forza Nuova e gli assassini di Verona
Ven, 09/05/2008 - 12:45Anche se la connessione tra questo omicidio squadrista e le organizzazioni politiche del fascismo istituzionale è ovvia e scontata, apprendiamo un’ulteriore riprova della stessa.
NICOLA E' OGNUNO DI NOI - corteo nazionale a Verona
Ven, 09/05/2008 - 12:24Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE
partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00
Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che
troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza
perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata
perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro
tempo e della nostra città.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta
alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
precisazioni sull'annullamento delle iniziative dei collettivi - primi atti della nuova giunta comunale
Ven, 09/05/2008 - 12:18Il pretesto per l'annullamento della festa prevista e autorizzata già da tempo negli spazi della facoltà di Lettere è stata un presunto regolamento che proibirebbe eventi pubblici all'interno dell'università durante il periodo delle elezioni studentesche.
A sollevare la questione sono stati gli studenti di Azione Giovani, ramo giovanile del Partito "Alleanza Nazionale": una volta suggerita al preside della facoltà di lettere tale inesistente clausola (non compare in nessun regolamento d'ateneo), sono stati i piani alti dello stesso partito a fare pressioni sul direttore amministrativo dell'Università, ottenendo la revoca immediata dell'autorizzazione alle feste di stasera e ieri sera, entrambe regolarmente approvate dal preside Abrusci, dimessosi due giorni fa.
La nuova amministrazione comunale non aspetta nemmeno un giorno a far sentire il proprio peso tentando di tappare la bocca ad ogni forma di dissenso, secondo la migliore tradizione fascista, partendo dalle realtà meno visibili e con minore impatto immediato sulla vita della capitale.
L’università è un terreno fondamentale per il nostro futuro. “Alleanza Nazionale” lo sa bene e da anni porta avanti su Roma3 una strategia di iscrizioni mirate sponsorizzate dal partito: ragazzi iscritti al solo scopo di assicurare il proprio voto alle elezioni studentesche e a dare una mano (o un pugno di ferro) alla campagna elettorale della loro lista (“Alleanza Universitaria”).
Ma questo è solo il primo passo verso una repressione che coinvolgerà ogni aspetto della cultura romana, dalla musica alle arti, dalla minacciata chiusura di poli culturali e dei centri sociali alla criminalizzazione e all’oscurazione di chi porta avanti un’informazione indipendente dal circuito mediatico “confederato”.
Per questo è essenziale dare un segnale ora, prima di abituarci alla repressione, prima di abbandonare le speranze e, per disperazione, anche la Nostra Città.
Antifascista sempre
Sardegna;i ricchi si riprendono i soldi dai poveri
Ven, 09/05/2008 - 11:39La vendetta dei miliardari.La Sardegna è una regione con poco lavoro,specie nell'interno.Qualche anno fa il presidente della regione ha pensato di mettere una tassa di "pedaggio" ai beni semoventi di lusso che a migliaia da tutto il mondo ci vanno a fare vacanza.Serviva per avere un pò di risorse da distribuire alle amministrazioni dei paesi e redistribuire nelle zone povere dell'interno.Si applicava solo a barche dai 14mt. in sù,ad aerei privati,e cose del genere possedute da miliardari in lire o milionari in euri.Per loro quella tassa non è niente,dal punto di vista del danno economico.Hanno yacht e piper,ville con piscina,campi da golf,camerieri ,ma proprio quella tassuccia ridicola non gli andava giù per principio.Hanno fatto ricorso e hanno vinto.Adesso riavranno i loro soldi e i poveri della Sardegna qualche possibilità in meno.E se disgraziatamente riprenderanno i sequestri ci penserà la polizia o l'esercito a menare per loro.Poi alla tv parlano di "valori" ,di "solidarietà" e di "opportunità".