Archivio temporale
Quando i fasci aiutano i "compagni"
Ven, 15/02/2008 - 18:24In questi giorni che si stanno raccogliendo le firme per la presentazione delle liste elettorali, si viene a sapere di alcuni comportamenti sconcertanti che riguardano alcuni compagni appartenenti a partiti comunisti pseudo-intransigenti. Si viene a sapere che alcuni micropartitini pseudo comunisti che sventolano ai quattro venti la loro opposizione a Berlusconi e a Prodi, pur di riuscire a raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni politiche e amministrative si fanno aiutare da parititi di destra. Dopo la presentazione delle liste uscirà un mini-dossier con delle testimonianze su quanto detto, facendo i nomi dei partiti pseudo comunisti che hanno fatto questa ignobile alleanza.
FUMETTO "Sa Balentia". Prodotto da Dott. Fonk
Ven, 15/02/2008 - 13:49Fumetto pensato e realizzato da Dott. Fonk, disegnatore sardo impegnato nella controinformazione e in particolare nelle battaglie contro le basi NATO, la guerra, la repressione e il colonialismo.
Un pensiero particolare ai 3 compagni sardi, i nuoresi Pauleddu, Ivano e Antonella, condannati in questi giorni a 4 anni di carcere per le loro\nostre idee e la loro\nostra lotta!
LIBERTADE PRO SOS CUMPANZOS!
Siti legati a Dott. Fonk:
http://www.myspace.com/konflitto
http://www.fotolog.com/konflitto
Sono passati 9 anni da quando ebbi l'idea di comunicare le mie idee e i miei studi tramite fumetti firmandoli Dott. Fonk.
Oggi riguardo i primi lavori e sorrido per le imperfezioni e le prospettive non sempre azzeccate.
9 anni in cui ho potuto autoapprendere, tramite libri ed altro, come rendere il fumetto un medium potente e artistico. Ho scoperto - in questo tempo - che spesso un disegno ben studiato può dire molto più di una vignetta carica di parole scritte.
Per via del mio spirito un po' anarchico e introverso ho sempre rifiutato di essere inglobato in realtà organizzate. Mi sono sempre tenuto indipendente dagli schieramenti e contemporaneamente aperto verso tutto il Movimento Sardo. Pur mantenendo dei punti fermi quali l'antifascismo, la lotta di classe e l'amore per la mia terra.
Ho sempre lasciato la libertà di pubblicare gratuitamente i miei lavori, così spesso qualche disegno è apparso qua e la su pubblicazioni sarde e non (da poco ne ho scoperto uno su una
fanza anarchica italiana)...
Grazie ad Indymedia ho potuto essere conosciuto da molti compagni al di là dei confini nazionali sardi e raccontargli, in maniera semplice ed immediata, che avviene nella nostra piccola isola.
Ma i miei fumetti non sono pensati per un limitato pubblico militante, essi vanno ad influenzare e informare anche i più giovani. Perchè è su questi che dobbiamo puntare: con loro al nostro fianco combatteremo il cancro fascista in seno agli Stati dell'Occidente. E'
ai più giovani che dobbiamo ricordare che la libertà e i diritti si mantengono con la lotta.
Negli ultimi anni ho lavorato affianco a Sardigna Ruja a Pisa ed ho deciso di collaborare con la rivista sarda Camineras. Entrambe queste realtà puntano tutto sulla cultura e sullo studio del nostro
passato per capire e esplorare le potenzialità del popolo sardo.
Quest'ultimo fumetto prende vita dalla cronaca dell'omicidio Marotto ad Orgosolo. Un uomo e un posto ricchi di significato e di suggestioni.
Marotto era un vecchio compagno che ha vissuto mezzo secolo di lotte e repressione in Sardegna. Orgosolo è invece considerata da tutti i sardi il cuore della Sardegna, culla della sardità.
Il fumetto è un omaggio ad Orgosolo con i suoi bellissimi murales e la sua cultura.
Vuole solo accennare in punta di piedi alla vicenda Marotto, lasciando ai suoi versi - sui fatti di Pratobello - e ai miei disegni l'arduo compito di esplicare cosa sia realmente la 'Balentìa' per noi sardi.
Sa lotta de Pratobello
Versi di Peppino Marotto
Canto a binti de maju sun torrados
Sos pastores in su sesantanoe
Tristos, né untos e nen tepenados.
Su vinti'e santandria proe proe
Fini partidos cun sa roba anzande
Da sa montagna, passende in Locoe;
càrrigos e infustos viaggende
cun anzones in manu a fedu infatti,
su tazzu arressu muttinde e truvande;
avvilidos, pessende a su riccattu
impostu da su mere 'e sa pastura:
mettade 'e fruttu e piùsu in cuntrattu.
Est obbligu emigrare in pianura
Pro salvare su magru capitale
Da sos frittos iverros de s'altura.
Tùndene e murghen pro su principale,
ma da su mere e da sa mal'annada
si ristabìlin in su comunale,
ca sa paga 'e s'affittu est moderada
e poden liberamente pascolare
sen'agattare muros in filada.
Ma in lampadas devene isgombrare
tottuganta sa montagna orgolesa
pro vàghere una base militare.
L'ordina su ministru 'e sa difesa
cun manifestos mannos istampados,
postos in sos zilléris a sorpresa…
che bandu de bandidos tallonados.
E sos pastores cand'han bidu gai,
Sos cuìles in su bandu elencados:
Su pradu, S'ena, Olìni e Olài
Costa de turre cun Su Soliànu,
Loppàna, Ottùlu, Unìare e Fumài;
belle tottu su pasculu montanu
isgombru de animales e de zente
cheret su ministeru italianu,
espostu a su bersàgliu su padente
de bombas e mitraglias e cannone;
dana su bandu: pro motivu urgente
si riúnat sa popolazione
de ambo sessos mannos e minores
bénzana tottus a sa riunione.
S'improvvisana tantos oratores
e decidene de lottare unidos
istudentes, bracciantes e pastores;
d'accordu sindacados e partidos,
proclama cattolicos, marxistas:
sos bandidores síana bandídos…
Serran buttega artigianos, baristas,
e partin tottus, minores e mannos,
pro che cazzare sos militaristas:
pizzinneddos e bezzos de chent'annos
e zovaneddas de sa prima essida
han'indossadu sos rusticos pannos.
Tottu sa idda in campagna est partída,
in càmiu e in macchina minore.
Sa lotta durat piús d'una chida;
a Pratobello finas su rettore
ch'est arrivadu cun su sagrestanu
pro difende su pradu e su pastore…
Sos polizottos cun mitras in manu
Chircaìan sa lotta de virmare,
ma mutìana e currìana invano,
ca dae s'assemblea popolare
ch'in bidda si vaghìa frecuente
sa zente vi decisa a non mollare
sa zente vi decisa a non mollare
e de lottare in modu intelligente
tuttuganta sa popolazione
contra cussu invasore prepotente:
respingere ogni provocazione,
bloccare cun sas massas sas istradas,
impedire s’sercittazione
de sos tiros a sas forzas armadas,
chi calpestare cherìan sas prendas
de sas terras comunes non muradas
dae s’edittu de sas chiudendas.
A sos sordados chi tentan d’esstre,
Sa zente che los tòrrad’a sas tendas,
Finas ch’hana decisu de partire,
unida e forte sa zente orgolesa
sa lotta vi disposta de sighìre.
E cando l’hana raggiunta s’intesa
Sos delegados dae s’assemblea,
a Roma, in su ministru ‘e sa difesa,
sos cumbattenttes de sa idda mea,
fizzos de sa Barbagia de Ollolài,
parìa sos sordados de Corea…
E una lotta de populu gai,
naraìan sos bezzos pili canos,
chi in bida insoro non l’han bida mai.
Tottus sos progressistas isolanos
Solidales, cun tanta simpattia
A Orgosolo toccheddana sas manos
E naran: custa sì ch’est balentìa
TRADUZIONE
La Lotta di Pratobello
Quando il venti di maggio son tornati
i pastori nel sessantanove
tristi, né unti né pettinati.
Il venti di novembre sotto la pioggia
eran partiti con le bestie che figliavano
dalla montagna, passando da Locoe;
carichi e fradici viaggiando
con agnelli in mano e la madre dietro
il gregge magro chiamando e intruppando;
avviliti pensandola ricatto
imposto dal padrone della pastura:
metà del frutto e più in contratto.
è obbligo emigrare in pianura
per salvare il magro capitale
dai freddi inverni dell’altura.
Tosano e mungono per il principale,
ma dal padrone e dalla mal’annata
si rifanno nel comunale,
perché la paga dell’affitto è moderata
possono liberamente pascolare
senza trovare muri in infilata.
Ma a giugno devono sgomberare
tutta quanta la montagna orgolese
per fare una base militare.
L’ordina il ministro della Difesa
con manifesti grandi stampati,
messi nelle bettole a sorpresa…
come bando di banditi tallonati.
E i pastori quand’hanno visto così,
gli ovili nel bando elencati:
Su pradu, S’ena, Olìni e Olài
Custa de turre cun Su soliànu,
Loppàna, Ottùlu, Unìare e Fumài;
quasi tutto il pascolo montano
sgombro di animali e di gente
vuole il ministro italiano,
esposta al bersaglio la foresta
di bombe e mitraglie e canone;
danno il bando: per motivo urgente
si riunisca la popolazione
di ambo i sessi, grandi e piccolini
vengono tutti alla riunione.
S’improvvisano tanti oratori
e decidono di lottare uniti
studenti, braccianti e pastori;
d’accordo sindacati e partiti
proclamano, cattolici, marxisti:
i banditori siano banditi…
Chiudon bottega artigiani, baristi,
e parton tutti, piccoli e grandi,
per cacciare i militaristi:
piccini e vecchi di cent’anni
e giovanette alla prima uscita
hanno indossato i panni rustici.
Tutto il paese in campagna è partito
in camion e in macchina piccola.
La lotta dura più d’una settimana;
a Pratobello anche il prete
è arrivato con il sacrestano
per difendere Su pradu e il pastore…
I poliziotti con mitra in mano
cercano la lotta di fermare
ma chiamavan e correvano invano,
perché dall’assemblea popolare
che in città si faceva frequente
la gente era decisa a non mollare
e di lottare in modo intelligente
tutta quanta la popolazione
contro quell’invasore prepotente:
respingere ogni provocazione,
bloccare con le masse le strade,
impedire l’esercitazione
dei tiri alle forze armate,
che calpestare volevan le perle
delle terre comuni non murate
dall’editto delle chiudende.
I soldati che cercan d’uscire
la gente li respinge nelle tende
finchè han deciso di partire,
unita e forte la gente orgolese
la lotta era disposta a continuare.
E quando l’han raggiunta l’intesa
i delegati dall’assemblea,
a Roma, nel ministero della Difesa,
i combattenti del paese mio,
figli della Barbagia di Ollolai,
sembravano i soldati di Corea…
E una lotta di popolo così,
dicevan i vecchi dai capelli canuti
che in vita loro non l’han mai vista.
Tutti i progressisti isolani
solidali, con tanta simpatia
Orgosolo applaudono
e dicono: questa si che è Balentìa.
E’ PASSATO IL PIANO REGOLATORE VOLUTO FORTEMENTE DAI COSTRUTTORI.
Ven, 15/02/2008 - 13:30
COMUNICATO STAMPA
Roma, 13.02.08
E’ PASSATO IL PIANO REGOLATORE VOLUTO FORTEMENTE DAI COSTRUTTORI.
UN PIANO DOVE NON SONO STATE ACCETTATE LE CENTINAIA DI OSSERVAZIONI DI COMITATI E ASSOCIAZIONI CHE CHIEDEVANO MAGGIORI TUTELE E REGOLE PER I BENI AMBIENTALI E CULTURALI
UN PIANO CHE PERMETTERA’ VARIANTI IN TUTTI I QUARTIERI DI ROMA SENZA PIU PASSARE IN CONSIGLIO COMUNALE
UN PIANO CHE NON TUTELA IL VERDE PUBBLICO E GLI STANDARD URBANISTICI DEI SINGOLI QUARTIERI E SENZA UNA VALIDA “RETE ECOLOGICA”
UN PIANO CHE PERMETTERA’ DI DEMOLIRE E RICOSTRUIRE IN CENTRO STORICO SENZA LA GARANZIA DI UN PIANO DI RECUPERO.
UN PIANO CHE CANCELLERA’ LE MEMORIE STORICHE DI ROMA PERMETTENDO DI DEMOLIRE GLI ANTICHI CASALI E GLI EDIFICI DI
ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE CHE ERANO TUTELATI DAL “PIANO DELLE CERTEZZE”
UN PIANO CHE NON RISOLVERA’ IL PROBLEMA DELLA CASA PERCHE’ PERMETTE DI FINANZIARE CON RISORSE PUBBLICHE LE VILLE E GLI APPARTAMENTI VOLUTI DAI COSTRUTTORI INVECE DI UTILIZZARE I FONDI PER COSTRUIRE ALLOGGI DI PROPRIETA’ PUBBLICA.
Infine un piano votato in un’aula del consiglio comunale, mezza vuota con la presenza di costruttori e imprenditori edili ( sembra espressamente invitati ) mentre e’ stato impedito l’accesso ai rappresentanti dei comitati e di ITALIA NOSTRA che hanno chiesto per ore ai consiglieri comunali di potere entrare senza ricevere alcun aiuto –
Ci vuole la faccia tosta del dimissionario Sindaco Veltroni che ha dichiarato :
“ un piano che e’ stato approvato dalla democrazia della citta’ “ quando passera’ invece alla storia come il sindaco che non ha voluto la partecipazione della città non rispondendo mai agli appelli delle associazioni e dei cittadini che gli chiedevano di fare applicare il regolamento della partecipazione.
Per informazioni : Mirella Belvisi 3381137155
Italia Nostra - Roma
no all’estradizione, no all'espulsione di avni er e zeynep kiliç
Ven, 15/02/2008 - 12:14NO ALL’ESTRADIZIONE, NO ALL'ESPULSIONE
DI AVNI ER E ZEYNEP KILIC
Il 1 aprile 2004 un'operazione repressiva di dimensioni internazionali organizzata dalle Autorità turche in collaborazione con le Autorità di vari Stati europei, provoca l'arresto di 82 persone in Turchia e 59 persone tra Germania, Olanda, Belgio e Italia.
Sono giornalisti della stampa di opposizione, membri di organizzazioni democratiche di massa, avvocati, architetti, artisti, ex prigionieri politici, tutti impegnati nel campo dei diritti umani e dell'informazione.
Tra di essi, i militanti comunisti Avni Er (turco) e Zeynep Kiliç, (curda, il cui vero nome è Nazan Ercan), che svolgevano qui in Italia, a Perugia, uno strenuo lavoro di contro-informazione sulla politica fascista e criminale dello Stato turco.
Avni Er e Zeynep Kiliç sono, di tutti gli incriminati dell'operazione internazionale del 2004, le uniche due persone ad essere ancora oggi rinchiuse in un carcere.
La Corte di Assise di Perugia, il 20 dicembre 2006, li ha condannati infatti a 7 e 5 anni di detenzione per “appartenenza” al DHKP-C, un partito comunista della sinistra rivoluzionaria turca inserito nelle famigerate liste nere stilate dall'Unione Europea dopo l'11 settembre.
E recentemente, il 23 gennaio 2007, la Corte d’Appello di Perugia ha confermato le condanne di primo grado, con l'espulsione dal territorio italiano a fine pena.
Alcune cifre della repressione in Turchia: 4 i colpi di stato dalla fondazione dello Stato turco
(l’ultimo nel 1980); 30.000 i Kurdi uccisi, 8.000 i villaggi bruciati e centinaia di migliaia i profughi della guerra del Kurdistan turco del 1990; 21 le prigioni che, il 19 dicembre del 2000, per 4 giorni vennero assaltate da 8 battaglioni della gendarmeria e 8.335 i soldati utilizzati per stroncare la resistenza dei detenuti che si opponevano al trasferimento nelle celle di isolamento di tipo-F, 20.000 le bombe lanciate nei dormitori, 28 i prigionieri assassinati e circa un migliaio quelli feriti e/o violentati in questa operazione definita cinicamente “Ritorno alla vita”; 122 i martiri dello sciopero della fame fino alla morte contro la violazione dei diritti umani e l’isolamento carcerario; 2.000 i prigionieri politici, decine gli intellettuali minacciati dall’estrema destra al potere e parecchie migliaia i mandati
d’arresto internazionali contro gli oppositori in esilio……..
Cos’è terrorismo? Chi sono i veri terroristi?
Per permetterci di rispondere correttamente a questa domanda Zeynep e Avni si sono posti contro chi per interessi finanziari enormi promuove l’immagine di una Turchia democratica, pronta a fare il suo ingresso nella democratica Europa.
Per questo essi si sono meritati l’accusa di terrorismo internazionale, per questo essi ora rischiano l’estradizione o espulsione…..verso la tortura.
Per Avni infatti le Autorità turche hanno avanzato una richiesta di estradizione su cui la Corte d'Appello di Sassari, che doveva pronunciarsi il 7 febbraio, ha espresso dei dubbi rinviando la sentenza al 10 aprile 2008.
Per Zeynep qualora fosse scongiurata l'estradizione in Germania, già accolta dall'ex ministro
Mastella, persiste l'imminente rischio di espulsione verso la Turchia ad aprile prossimo quando avendo scontato i 4/5 della sua pena, sarà, secondo la legge, liberata.
Le Autorità italiane procedendo all'estradizione o/e espulsione di Avni Er e Zeynep Kiliç consegneranno due oppositori politici nelle mani dei loro aguzzini, contravvenendo alle stesse norme di diritto internazionale che non consentono di rimpatriare verso paesi che praticano la tortura e violano i diritti democratici, ignorando altresì quanto sentenziato il 23.01.2008 dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) che ha riconosciuto le procedure impiegate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (CSNU) e dalla UE- al fine di iscrivere sulla lista nera i nomi di coloro che sono sospettati di avere presunti legami con il terrorismo- lesive dei diritti umani fondamentali e “completamente arbitrarie”.
In Europa il 7 febbraio 2008 la Corte d'Appello belga di Anversa, chiamata ad esprimersi sul caso di 11 presunti membri del DHKP-C, anch'essi oppositori politici del regime di Ankara, recependo positivamente quanto sentenziato dal Consiglio d'Europa, ha rifiutato di criminalizzare il DHKP-C (in relazione alla sua presenza in Belgio e alle azioni che questa organizzazione ha condotto in questo stato, il DHKP-C non può essere considerato né un'associazione di malfattori, né un'organizzazione criminale, né un gruppo terroristico) ed ha prosciolto tutti gli imputati di quel processo dall'accusa di appartenenza ad una organizzazione "criminale e terroristica".
I processi contro Avni e Zeynep sono stati processi sommari, che hanno leso ripetutamente i diritti della difesa e accolto “per oro colato” testimonianze a carico degli imputati rese da ufficiali di collegamento turchi “incappucciati”.
Le accuse mosse contro i due militanti sono inconsistenti ed errate.
Lottare contro l’estradizione e/o espulsione di Avni e Zeynep significa lottare in difesa delle libertà democratiche, contro ogni forma di fascismo, contro la persecuzione dei comunisti, dei rivoluzionari e dei progressisti; significa lottare in definitiva contro la barbarie del sistema capitalista unica vera causa dello sfruttamento, della miseria e delle guerre.
Invitiamo tutti a esprimersi pubblicamente contro l’estradizione e/o espulsione dei compagni Avni Er e Zeynep Kiliç inviando telegrammi e fax di protesta al Ministero di Giustizia, Via Arenula 70, 00186 Roma. Fax:+39 06.68897777. Inviare una e-mail per conoscenza all’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP), e-mail: Ass-solid-prol@libero.it
Firma l’Appello
“NO ALL’ESTRADIZIONE, NO ALL'ESPULSIONE DI AVNI ER
E ZEYNEP KILIC”
inviando una e-mail a Ass-solid-prol@libero.it
sito web:www.avni-zeynep.net
Negazionista l'autore della lista
Ven, 15/02/2008 - 11:56Antisemitismo
Negazionista l’autore della lista
Roma
Si difende, nega di essere lui l’autore della black list con i nomi dei docenti ebrei, ma gli inquirenti non hanno dubbi: Paolo Munzi e H5N1 sono la stessa persona. La polizia postale è arrivata fino al 39enne di Forano, un piccolo paese in provincia di Rieti, lunedì sera, dopo tre giorni passati a ripercorrere tutte le tracce telematiche lasciate dal blogger antisemita. L’abitazione della madre di Munzi, Matilde Castellani, ex sindaco radicale del paese, è stata perquisita e il computer dal quale sarebbe stata inserita la lista e altri proclami antisemiti sequestrato. Munzi, da parte sua, nega ogni responsabilità. L'inchiesta che lo riguarda? «Una strumentalizzazione allucinante,su delle basi infondate», ha detto ieri. Nei prossimi giorni l’uomo, a cui vengono contestate i reati di violazione della privacy, diffamazione e l’aggravante delle finalità di discriminazione, verrà interrogato dal sostituto procuratore della repubblica di Roma Franco Ionta e dal pm Giuseppe Corasaniti ai quali avrà modo di raccontare la sua versione dei fatti. I magistrati sono convinti che la parte finale della lista, dove si scriveva di fare attenzione ai cognomi di chi insegna, abbia come scopo quello di isolare e discriminare i professori ebrei. Di certo Munzi non è un personaggio estraneo a manifestazioni antisemite. L’anno scorso, infatti,ha firmato un appello a favore dello storico negazionista Robert Faurisson, la cui partecipazione a un convegno organizzato per il 18 maggio passato all’università di Teramo dal professor Claudio Moffa venne fortemente contestata. Faurisson appartiene a quella schiera di studiosi che puntano a invalidare l'esistenza stessa dell’Olocausto. In particolare lo storico francese è diventato famoso per le sue teorie nella quali non solo si nega l’esistenza di un piano nazista per sterminare gli ebrei, ma si mette in dubbio anche che nei lager siano morti sei milioni di ebrei parlando di un numero molto inferiore. A sostegno di queste tesi Faurisson sostiene l’impossibilità dello sterminio col fatto che nei lager non ci sarebbero state camere a gas e che l’Olocausto altro non sarebbe che un’invenzione propagandistica a favore di Israele.
CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: LE LOTTE DI IERI, OGGI E DOMANI.
Ven, 15/02/2008 - 10:40Stiamo assistendo, a partire dalla fine del 2007, a ripetuti attacchi alla legge 194, anche attraverso la proposta di legge di moratoria sull'aborto, ponendo sullo stesso piano la pena capitale e la decisione responsabile delle donne di decidere della propria vita e di quella di un nascituro.
Con la strumentale motivazione di proteggere un generico "diritto alla vita" si mina la legge 194, una delle più significative conquiste del mondo femminile poiché ne tutela la libertà e la capacità di autodeterminarsi. La 194 ha permesso di ridurre il numero degli aborti clandestini e di proteggere la salute delle donne.
il programma:
VENERDI' 15
ore 21.30 - videoproiezione
4 MESI, 3 SETTIMANE, 2 GIORNI
di Christian Mungiu (Romania 2007 113'). Il film affronta il tema
dell'aborto.
SABATO 16
Giornata sul tema della violenza maschile contro le donne, in particolar modo la violenza domestica, rilevabile dall'elevato numero di donne abusate o uccise da uomini che non ne accettano le scelte di libertà. La risposta a questo "bollettino di guerra" e al tentativo delle istituzioni di ridurre tutto ad un problema di ordine pubblico, è stata la manifestazione nazionale tenutasi a Roma il 24 novembre del 2007.
ore 19.00 - incontro
Una rappresentante del Centro Donna Lisa (info: www.centrodonnalisa.it), realtà promotrice del corteo, ci aggiornerà sui contenuti del dibattito in rete e sulla due giorni di discussione prevista per sabato 23 e domenica 24 febbraio prossimi.
ore 21.00 - reading
Poesie selezionate che hanno per tema la violenza subita dalle donne non solo come violenza fisica ma anche come privazione e negazione di diritti in diversi contesti:
lavoro, guerra, istituzioni.
ore 21:30 - videoproiezione
TI DO I MIEI OCCHI
di Iciar Bollain (Spagna 2003)
Film sociale che affronta con coraggio il delicato e diffuso dramma della violenza sulle
donne.
----------
CASALE PODERE ROSA
via Diego Fabbri snc (angolo via A. De Stefani), 00137 Roma
bus: linea atac343 da piazza Sempione o da MetroB-Rebibbia
info: tel/fax 06.8271545 - info@casalepodererosa.org
web: http://www.casalepodererosa.org
----------