Archivio Temporale
Contributi audio da Cosenza
Sab, 02/02/2008 - 21:53SCARICA I CONTENUTI AUDIO DELLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE TENUTASI A COSENZA;
interventi di Haidi Giuliani, Agnoletto,Casarini, Laboratorio Crash, Movimento Campano, RadioFranca di Palermo
( a cura di radio ciroma,cosenza) nella sezione download di www.radiosonar.net
appello 8 febbraio 2008 - per la memoria, contro il fascismo
Sab, 02/02/2008 - 18:49VENERDI 8 FEBBRAIO 2008- INIZIATIVE PER LA MEMORIA E CONTRO OGNI FASCMISMO, RAZZISMO ED INTOLLERANZA
Venerdì 8 Febbraio i soliti gruppi di neofascisti tenteranno di strumentalizzare la storia, le tragedie ed i morti per portare avanti la loro infame propaganda.
Un gruppo studentesco, dichiaratamente neofascista (come verificabile sul loro stesso sito, e come ampiamente documentato dal dossier preparato dagli studenti democratici negli scorsi mesi) e protagonista di numerose aggressioni nelle scuole della città, ha indetto una manifestazione che ritiene di poter "commemorare i martiri delle foibe" dando vita ad una parata in camicia nera.
La manifestazione, inoltre, terminerà al teatro brancaccio - dove è previsto un sedicente convengo dall'emblematico titolo "istria slovenia dalmazia, anche le pietre parlano italiano".
Convegno senza alcun profilo storico, organizzato dall'Ufficio di Presidenza della Consulta degli Studenti, organismo che tutte le associazioni democratiche studentesche ritengono illegittimo dopo le elezioni inficiate da brogli ed azioni squadriste.
Un convegno autoreferenziale, che tenta di trasformare la storia in propaganda, presso cui convergerà una sfilata di vessilli e slogan fascisti.
Questo è lo scenario che qualcuno sta disegnando per Venerdì 8 Febbraio.
Laddove la memoria e la coscienza sono in crisi, si insinua chi vuole usare il disagio per i propri biechi scopi.
E, per farlo, ha la necessità di scrivere un'altra storia, possibilmente semplificata e sloganistica per poter meglio essere piegata alle proprie esigenze.
Il solo sfilare di chi, tranquillamente, inneggia al Duce, definisce la marcia su roma "una bella cosa" (come fatto da un rappresentante di una
"occupazione" fascista dove si riuniscono gli studenti neofascisti) o persino festeggia la ricorrenza della presa di potere di hitler (come scritto dall'ideologo dell'area delle occupazioni non conformi),rappresenterebbe una ferita aperta per la città di roma e la sua storia.
Ma assume un valore ben piu' inquietante quando essa si rivolge agli studenti, tentando di diffondere anche con simili mezzi la propria drammatica cultura di intolleranza e violenza fra i piu' giovani.
Su questi ed altri temi, si è confrontata il 30 gennaio una ampia assemblea promossa dal Comitato Madri per Roma Città Aperta, raccogliendo un appello promosso in autunno dall'ANPI, da diverse associazioni studentesche e da personalità della cultura e della politica.
Anche da questa assemblea nasce l'idea di fare dell'8 Febbraio invece una gioranta di memoria, coscienza e partecipazione.
Senza aver nessuna remore ad affrontare, sul serio, la vicenda triestina in tutte le sue implicazioni, come avverrà ad esempio nel dibattito previsto alla Casa della Memoria. Senza lasciare però alcuno spazio a chi, ancora oggi, vorrebbe elogiare il regime fascista e riproporne, in nuove forme, la mentalità e la cultura di prevaricazione.
Ci appelliamo quindi a tutte le associazioni, i partiti, le organizzazioni sindacali, i democratici perchè si facciano promotori di iniziative diffuse nella città sulla memoria, quella vera. E perchè denuncino e si attivino, in tutte le forme, per denunciare ed impedire il tentativo dei neofascisti di legittimarsi indossando la maglia del revisionismo.
Ci appelliamo sopratutto al mondo della scuola, dagli studenti ai docenti,perchè quel giorno - ed in tutti i giorni seguenti - si torni a parlare di storia e di attualità, in modo partecipato quanto serio. Le scuole non possono divenire gli spazi per le scorribande e la propaganda dei neofascisti, ma invece essere presidi della democrazia, del rispetto, della partecipazione.
Ci rivolgiamo inoltre al Comune di Roma ed in particolare all'assessore alla cultura Di Francia, cui abbiamo indirizzato una lettera chiedendo un incontro, perchè non pensiamo si possa continuare ad alimentare quel meccanismo che sembra voler ricondurre ad una unicità gli squadristi e chi lotta per i diritti di tutti e tutte.
Ricordiamo, peralto, che il Teatro Brancaccio è finanziato dal Comune di Roma, e ci sembra paradossale la collettività ospiti una iniziativa ristretta ed autoreferenziale, attuata oltretutto con l'esproprio violento di un organo di rappresentanza studentesca.
Venerdì 8 Febbraio deve essere una occasione per tutte e tutti di prendere ancora una volta, assieme, la parola. Di stare assieme, discutere, far vivere la memoria per sviluppare oggi una idea di convivenza diversa da quella che qualcuno vorrebbe imporre.
Di essere nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, fuori da ogni silenzio o complicità.
Comitato Madri per Roma Città Aperta
studenti e studentesse antifascisti di roma
Diretta Manifestazione Nazionale di Cosenza
Sab, 02/02/2008 - 15:39Dalle ore 15.00 POnte radio con Radio Ciroma ( cosenza ) per la manifestazione Nazionale contro la repressione, per le Libertà e la Giustizia sociale.
Radiosonar trasmette in .ogg, ovvero in formato non proprietario e libero, esprimendo anche così la propria
e naturale propensione all'uso di software free e open source, contro i monopoli dell'informatica.
Il formato Ogg Vorbis è compatibile con la maggioranza dei player audio gratuiti.
www.radiosonar.net
da client: http://stream.radiosonar.indivia.net/sonar.ogg
DIRETTA DAL CORTEO ( fonte radiociroma.org)
Radio Ciroma seguirà in diretta tutto il corteo, a partire dalle ore 15 con corrispondenze dalla piazza ed interventi in studio. Per intervenire in diretta i numeri di telefono sono 0984 28250 oppure 0984 77055. Si possono lasciare commenti, riflessioni o foto sul MURO del sito. Per ascoltare via streaming cliccare sul tasto WEBRADIO in alto a destra (streaming in .ogg funziona con qualsiasi player eccetto Windows Media Player)
APPELLO ALLA MOBILITAZIONE
Erano passati pochi giorni dalla manifestazione di un milione di persone contro la guerra in Iraq che aveva concluso il Forum Sociale Europeo di Firenze, una delle più importanti esperienze di partecipazione democratica realizzate nel nostro paese.
La notte del 15 novembre 2002 venti persone che erano state fra gli organizzatori di quel Forum furono arrestate dai reparti speciali dei ROS e dei GOM. Ad altri cinque furono notificati gli arresti domiciliari. Quarantatre persone finirono indagate nel filone di inchiesta. Le irruzioni di uomini armati fino ai denti e con il volto coperto terrorizzarono molte famiglie a Cosenza, Napoli e Taranto.
Tredici persone furono rinviate a giudizio, accusate di aver voluto "sovvertire violentemente l'ordine economico costituito nello stato" per essere stati fra gli animatori delle grandi manifestazioni di popolo in occasione del vertice OCSE di Napoli e del G8 di Genova nel 2001.
Quel processo, iniziato il 2 dicembre 2004 presso la Corte di Assise di Cosenza, è alle sue battute finali. La requisitoria del Pubblico Ministero è prevista per il 24 gennaio, e poco dopo sarà emessa la sentenza.
Solo un mese fa il Tribunale di Genova ha comminato più di un secolo di carcere a ventiquattro manifestanti. Sono stati inflitti fino a 11 anni di carcere utilizzando reati da codice di guerra come l'accusa di "devastazione e saccheggio".
Al contrario, nessuno ha pagato per le inaudite violenze compiute dalle forze dell'ordine sui manifestanti a Genova, giudicate da Amnesty International la più grave violazione dei diritti umani in Europa dal dopoguerra.
Nessuno dei dirigenti responsabili ha dovuto rendere conto degli errori ed orrori commessi: al contrario, sono stati tutti promossi. I processi per la macelleria della Diaz e le torture a Bolzaneto si avviano alla prescrizione per decorrenza dei termini. L'omicidio di Carlo Giuliani è stato archiviato senza un processo. Il Parlamento ha respinto la richiesta di istituzione di una Commissione di Inchiesta. Al contrario, gli imputati di Cosenza rischiano pene severissime.
Ancora una volta c'è bisogno di difendere la dignità calpestata del nostro paese e le garanzie democratiche - nel sessantesimo della Costituzione. Una volta ancora bisogna pretendere verità e giustizia sui fatti di Genova, e difendere il diritto a costruire un "un altro mondo possibile".
Il nostro paese è pieno di lotte, vertenze nazionali e locali, resistenze e proposte per i diritti umani, sociali, civili, politici, ambientali, per la difesa dei beni comuni, contro la guerra e il riarmo. L'attivismo civile e la mobilitazione sociale dovrebbero essere considerati una risorsa di questo paese.
Al contrario, questi conflitti finiscono sotto processo e tante persone rischiano di vedersi rovinata la vita per il loro impegno sociale. Crediamo sia necessario allargare la riflessione, la solidarietà e l'iniziativa unitaria di fronte ai segnali di una deriva securitaria e repressiva contro ogni forma di diversità e di dissenso.
Agli imputati di Cosenza viene contestato di essere protagonisti attivi del movimento altermondialista e delle lotte per il cambiamento, attività che viene quindi considerata sovversiva e cospirativa.
Questo processo riguarda perciò fino in fondo tutti coloro che credono doveroso impegnarsi per una società e un pianeta più giusti e che vogliono per tutti e per tutte il diritto ad agire, ad opporsi, a praticare e vivere alternative.
E' tempo di tornare a Cosenza da ogni parte d'Italia, come facemmo il 23 novembre del 2002 protestando insieme a tutta la città.
Costruiamo insieme una nuova grande manifestazione a Cosenza sabato 2 febbraio per liberare chi è sotto processo da accuse inaccettabili.
DIFENDIAMO IL DIRITTO A VOLER CAMBIARE IL MONDO
radiosonar.net - indipendent radio streaming - radio against oil warz.
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La prima delle Grandi Riforme Istituzionali
Sab, 02/02/2008 - 11:58La prima delle Grandi Riforme Istituzionali (quelle, per intenderci, tanto care ai neoliberisti, di Destra e di Sinistra).
La Costituzione della Repubblica Italiana
PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica,
mercantile e divisa in classi,
fondata sulla negazione della Resistenza
e sullo sfruttamento illimitato del lavoro salariato.
Crisis inmobiliaria o...el fin de USA?
Sab, 02/02/2008 - 11:18Que USA vive una de sus más grandes crisis financieras no es ninguna primicia, pero a la mass media internacional no le conviene que el mundo sepa la verdadera magnitud de la crisis que se vive por estos días en el país del norte.
Completo en:
www.laposta2007.blogspot.com
"Lo que los medios no transmiten es que esto no es una 'crisis inmobiliaria' como la han denominado, sino la crisis financiera politica social y hasta cultural te diría, que está acabando con la USA de Bush. Yo, personalmente -nos dice Marcel- creo que la crisis se debe a que el modelo era inviable, pero hay quienes dicen que el ala dura del Congreso Norteamericano, ante el peligro de que asumiera un presidente negro y con nombre de origen árabe (Barak Obama) preferían cortarse las bolas, y así lo hicieron, con la consiguiente desangración y posterior muerte de toda la derecha fascista norteamericana".
La información que me brindó el Mudo, fue coherente con lo que pude observar en los días siguientes.
Ya habrá quienes dibujen la historia y la conviertan en un sueño idílico, pero la verdad es que el sangriento régimen capitalista, como su antiguo rival del Este, ha caído por su propio peso, más que por ningún ataque terrorista y/o chavizta. Mucho menos el causante ha sido su pueblo, que dominado por tantas décadas con la hábil propaganda del régimen, salió a la calle recién cuando las emisoras televisivas dejaron de emitir señal, debido a la caída de los satélites norteamericanos. A esa altura ya no había régimen que derrocar, el mismo se había suicidado solo, sin pedir ayuda. La turba igual destrozó vidrieras.
Nunca fui adicto al régimen capitalista ni a la USA de Bush, pero reconozco que sentí una gran desolación al ver como La Estatua de la Libertad, iba siendo desmontada tirada y se ahogaba en lo profundo del océano acompañada de una lluvia de piedras y vitoreos de la turba que ahora, sin el miedo a los antiguos aparatos represivos del sistema, se expresaba libre y democráticamente.