Archivio temporale
Indy-Colombia: E le altre vittime? Le altre atrocità?
Mar, 26/02/2008 - 22:04Le prove di sopravvivenza dei sequestrati in mano alle Farc sono risultate anche prove di ignominia, poiché hanno mostrato quello che già si sapeva: le terribili condizioni in cui vivono i sequestrati. Era quindi naturale che queste prove risvegliassero la sensibilità dei cittadini e che provocassero proteste contro i sequestri delle Farc, una pratica che è totalmente inaccettabile.
Però l’indignazione cittadina contro il sequestro e la protesta contro le Farc, pienamente giustificata, divengono moralmente e politicamente problematiche quando non si accompagnino ad una condanna ugualmente vigorosa delle altre atrocità che si verificano in Colombia. E la ragione è semplice: le Farc non detengono il monopolio in fatto di crudeltà nel nostro paese.
Negli ultimi due anni, le versioni libere di alcuni capi paramilitari che hanno aderito al processo di smobilitazione, il processo della “parapolitica”, la riesumazione di centinaia di fosse comuni e le numerose condanne della Corte Interamericana contro la Colombia, hanno dimostrato che le denunce delle organizzazioni nazionali ed internazionali dei diritti umani contro il fenomeno del paramilitarismo erano inesatte: erano troppo leggere.
Oggi è chiaro che negli ultimi vent’anni, soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, migliaia di colombiani furono massacrati dai gruppi paramilitari, diventando spesso “desaparecidos”. Questi gruppi, in più, hanno potuto contare sulla complicità degli alti comandi della Forza Pubblica e delle elites politiche ed economiche.
Un solo esempio: nella sua libera dichiarazione dell’ottobre dell’anno scorso, il capo paramilitare HH confessò che in soli due anni (1995 e 1996), solo in una piccola regione del paese (i quattro municipi dell’Urabà antioqueño), il suo gruppo paramilitare, agendo con la complicità dei capi militari della zona, assassinò tra le 1200 e le 1500 persone.
Se però questa cifra, oltre al dolore che esprime, non dovesse commuovere il lettore, lo invito a leggere una qualunque delle recenti decisioni della Corte Interamericana contro la Colombia, che descrivono in concreto le atrocità commesse. Per esempio, nella sentenza di Ituango, questo tribunale riconosce che tra il 22 ottobre e il 12 novembre 1997, nell’Aro, “un gruppo paramilitare che si mosse per alcuni giorni a piedi con l’aquiescenza, la tolleranza, o l’appoggio di membri della Foza Pubblica” assassinò numerose persone, dopo averle torturate.
La Corte descrive così uno dei crimini: “il signor Marco Aurelio Areiza Osorio, commerciante di 64 anni, fu obbligato a seguire i paramilitari che lo accompagnarono nelle vicinanze del cimitero, dove lo legarono e lo torturarono fino ad ucciderlo. Il suo corpo presentava segni di tortura agli occhi, alle orecchie, al petto, agli organi genitali e alla bocca”.
La dimensione dell’orrore paramilitare non è solo confermata a livello giudiziario: oggi è totalmente pubblica.
Queste atrocità, però, non ricevono lo stesso ripudio da parte della cittadinanza, dei crimini delle Farc. Esiste una sorta di asimmetria morale della reazione della popolazione urbana, che protesta in massa contro le Farc ed i sequestri, ma che si mostra molto più silenziosa di fronte all’orrore paramilitare
Esistono alcuni fattori sociologici che potrebbero spiegare questa asimmetria: le vittime dei paramilitari di solito sono contadini e coloni poveri, che non hanno voce politica altrettanto forte delle vittime della guerriglia; la percezione, totalmente errata, che il paramilitarismo sia stato debellato mentre al guerriglia continua ad operare; le Farc tendono a minacciare gli abitanti delle città mentre i paramilitari pretendono di apparire come loro protettori; le complicità che i paramilitari hanno intrecciato in questi anni assicurano loro appoggio politico in alcuni settori; le stesse reazioni del Governo, che condanna molto più duramente le atrocità della guerriglia dei crimini dei paramilitari contribuiscono allo sviluppo di questa asimmetria, etc..
Che questa asimmetria, però, possa essere spiegata non significa che sia giustificabile. Essa è inammissibile, poiché implica una sorta di gerarchia tra le vittime. Le vittime dei paramilitari e di alcuni agenti statali ed i loro familiari soffrono in silenzio, mentre le vittime della guerriglia ricevono una maggiore attenzione da parte dei media e delle autorità. O, peggio ancora, alcuni sembrano ammettere implicitamente che le atrocità dei paramilitari siano un “male minore” per potersi liberare di quello che molti vedono come il “male maggiore”, ovvero la guerriglia.
Queste teorie sono inaccettabili ed esprimono una profonda debolezza etica e politica della nostra democrazia. Dobbiamo superare questa asimmetria, essere solidali con le vittime di tutti gli attori armati e condannare tutte le atrocità.
Le considerazioni di cui sopra non significano che non dobbiamo protestare contro il sequestro: il dolore dei sequestrati e dei loro familiari merita tutta la nostra partecipazione e la nostra solidarietà; ed è importante che la cittadinanza esprima la sua condanna alle Farc ed a tutte le altre organizzazioni che ricorrono a questa pratica disumana. Questa giusta condanna non deve però far passare sotto silenzio le atrocità compiute dai paramilitari e da alcuni agenti statali, né la terribile sofferenza delle loro vittime e dei familiari di queste.
In questo contesto, la marcia del prossimo 4 febbraio contro le Farc e contro il sequestro, convocata tramite internet ma appoggiata dal governo e dai grandi media di comunicazione, non manca di risultare ambigua, per l’insistenza dimostrata da parte dei suoi organizzatori nel limitare la condanna espressa, alle Farc e al sequestro.
Volendo fugare ogni dubbio, è molto positivo che in Colombia, paese caratterizzato da un’enorme difficoltà a creare mobilitazioni collettive e da una certa indolenza di fronte alla sofferenza delle vittime, la cittandinanza rifiuti in massa le atrocità compiute da uno degli attori armati. Però, se noi colombiani ci limitiamo a protestare contro il sequestro e le Farc, andrà accentuandosi l’inaccettabile asimmetria nella risposta cittadina di fronte alle vittime e alla violenza.
Non possiamo ribellarci unicamente alla crudeltà delle Farc.
Da noi, come cittadini, dipenderà quindi che la marcia del 4 febbraio accentui questa sgradevole asimmetria, o che, al contrario, si muti in un passo importante per la conformazione di un ampio movimento sociale che, condannando le atrocità, da qualsiasi parte provengano, fortifichi la nostra precaria democrazia.
* Il Centro di Studi di Diritto, Giustizia e Società –DeJusticia– (www.dejusticia.org) è stato creato nel 2003 da un gruppo di professori uniersitari, al fine di contribuire al dibattito sul diritto, le istituzioni e le politiche pubbliche, creando alla base studi rigorosi che promuovano la formazione di una cittadinanza senza esclusioni e la permanenza della democrazia, dello Stato Sociale di diritto e dei diritti umani
Milano - Presidio/Corteo di Ladestra-Fiamma Tricolore il 16 marzo anniversario della morte di DAX
Mar, 26/02/2008 - 21:08fonte il corriere della Sera
Politica: Santanchè: solo la Bindi coraggiosa come me
22.02.2008
«Le parlamentari di Silvio non sono tigri ma gatte, tutte le altre hanno il complesso di Edipo»
[...]
La ragazza di Cuneo, capitale della Resistenza, è alleata con i fascisti della Fiamma tricolore. «Ma non ci sono nostalgici con noi. Ci sono anticonformisti, senza complessi, senza ansia di essere legittimati dai circoli internazionali, finanziari o mediatici. La prima sberla l’ho presa a tredici anni, a Cuneo, per aver distribuito i volantini di un comizio di Almirante. Non ero proprio missina, ero ribelle, non credevo alla leggenda dei partigiani tutti buoni e dei neri tutti cattivi. Sono orgogliosa di essere concittadina di Giorgio Bocca, un grande giornalista; ma sulla Resistenza la penso come Pansa. Quando arrivai a Torino a Scienze politiche, nell’80, trovai un’università piena di eskimo, e mi divertivo a provocare: Mini Clubman, borsa Fendi, scarpe rosse con bordino oro. I miei esami erano spettacoli, con due tifoserie contrapposte: da una parte barbe incolte e capelli lunghi, dall’altra i "cremini", i figli degli Anni ’80, quelli che a Milano si chiamavano sanbabilini. Per questo il 16 marzo manifesteremo a San Babila: per riprenderci la "nostra" piazza.
[...]
Panama: video " cronaca di 2 morti annunciate"
Mar, 26/02/2008 - 19:43Queste video presenta le denunzie dello sindacato SUNTRACS ( Sindicato Único di lavoratori dell´ Costruzione ) ,fronte alla intruduzione dei sicari nello sectore dell´contruzione , denunzia che fue ignorate per le autorita produziendose la ucsione dei giovani lavoratori dello SUNTRACS, Osvaldo Lorenzo e Luiyi Argüelles.
Questa prodizione dei media alternativi sviluppa piu vigenzia fronte a la ucsione di Al Iromi Smith il 12 di Febbraio , http://toscana.indymedia.org/article/2468?&condense_co... fatti sucesi dopo la denunzia di SUNTRACS , che possevevano informazione nella che parlava di ucsidere a dirigenti sindicali .
Il video e diviso in 4 parti , e é in castellano
http://www.lahaine.org/index.php?p=24361
Sito web sindacato SUNTRACS
Panama ; colpo di stato
http://www.lahaine.org/index.php?p=28226
Piu informazione su lotta in Panama
In difesa dei lavoratori della Vetralla Servizi
Mar, 26/02/2008 - 19:43Finalmente sono usciti allo scoperto.
Dopo infinite riunioni sindacali con l'amministratore della Vetralla servizi e rappresentanti dell'amministrazione comunale di Vetralla, in cui la RdB ha avanzato varie proposte tra cui: la reinternalizzazione dei servizi e del personale, oppure l'affidamento di altri servizi alla società in house, od ancora di aumentare il budget ad essa destinato, ed infine l'adozione di contratti di solidarietà per risolvere almeno per i prossimi 2 anni i problemi finanziari della Vetralla servizi creati dallo stesso comune, ecco che per volontà politica si parte con la messa in mobilità e quindi il licenziamento di almeno dieci lavoratori, su venticinque dipendenti rimasti.
La RdB CUB di Viterbo non ha dubbi, si è perso tempo, con riunioni infinite, per arrivare comunque a questa soluzione.
Qui c'è la volontà di smantellare la Società in house e di mandare a casa quanti più lavoratori possibili, con quale scopo?
A pensar male si fa peccato ma... dato che ora la Vetralla servizi, interamente di proprietà del Comune di Vetralla, svolge compiti di manutenzione strade, immobili comunali ed aree verdi, illuminazione votiva al cimitero e riscossione canone, servizi cimiteriali, liquidazione ed accertamento tributi, servizio educativo ludoteche, vigilanza boschiva e biblioteca comunale, a chi saranno affidati tali servizi nel futuro?
Non è possibile privare i cittadini di Vetralla di uno qualunque di questi servizi, ne è concepibile che una amministrazione comunale ipotizzi ciò, quindi, o vi è il progetto di affidarli a qualche privato, con una lievitazione dei costi non indifferente, oppure dopo la cura dimagrante a carico degli attuali lavoratori della società, ci sarà necessariamente bisogno di assumere altro personale, e questo per migliorare le professionalità? oppure come si chiederebbe un cittadino comune farebbe pensare ad un turn over con persone più affini all'attuale maggioranza?
Se c'è la volontà politica di risolvere positivamente la questione le prospettive ci sono, tra cui anche la possibilità di accedere a finanziamenti regionali per la stabilizzazione degli ex precari.
Sì perché molti di questi lavoratori sono ex Lpu ed ex Cs per i quali è previsto dalla legge regionale Lazio n° 21 del 2002 un congruo contributo per la stabilizzazione, fino a 20.000 euro a persona per tre anni.
Quello che vediamo però è che, secondo noi, l'attuale maggioranza al comune di Vetralla non ha la capacità di fare il bene della propria società e di questi lavoratori più volte bistrattati, in primis nel 2004 quando potevano essere stabilizzati nei ruoli del Comune per poi trovare una soluzione di ripiego, ed oggi con una Amministrazione che strangola la propria creatura e mette in mezzo ad una strada molti dipendenti, per miopia amministrativa o per altri, in parte oscuri, motivi.
In ogni caso chi ci rimette è sempre il lavoratore, ma la RdB, che finora ha cercato di condurre in porto una trattativa che potesse salvaguardare i posti di lavoro ed ottemperare alle esigenze dei cittadini, anche attraverso una iniziale riduzione delle ore di lavoro, non ci sta più ed oltre che mettere a disposizione dei lavoratori i propri legali, presenterà una interrogazione scritta alla Provincia, alla Regione ed alla Camera dei Deputati, ed avrà un incontro con l'Assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio Alessandra Tibaldi per interessarla della vicenda.
Dedicato a Michele Fabiani
Mar, 26/02/2008 - 19:29Viva l'anarchia!
Dedicato a Michele Fabiani e a tutte le vittime della repressione:
"SU FRATELLI PUGNAMO DA FORTI", bellissima canzone de Les Anarchistes..:
http://www.youtube.com/watch?v=xFu2FD2SC2w&feature=rel...
Per poter inviare telegrammi (dal telefono il numero è il 186) o lettere di solidarietà l'indirizzo è:
Michele Fabiani
Casa Circondariale - Casa di Reclusione
via Lamaccio 21
67039 - Sulmona (Aq)
Ferrando: "Pcl oggetto di ripetute e gravissime intimidazioni"
Mar, 26/02/2008 - 18:40'A Palermo, Enna e Caltanissetta, diversi candidati del Partito comunista dei lavoratori per le elezioni politiche sono stati oggetto di ripetute e gravissime intimidazioni e minacce di marca mafiosa''. A denunciarlo in una nota e' il leader del Pcl, Marco Ferrando.
In particolare, rileva Ferrando, ''Luigi Buscetta, segretario della nostra sezione di Enna e capolista al Senato per il Pcl in Sicilia, dopo aver subito l'incendio della propria automobile e diverse aggressioni verbali e fisiche da parte della manovalanza mafiosa, e' oggi ufficialmente sotto scorta per decisione della Questura di Enna''. Pertanto ''chiediamo l'attenzione della pubblica informazione su questa grave vicenda. E soprattutto misure che tutelino realmente i diritti del nostro partito, dei suoi candidati, dei suoi militanti, in un momento in cui, unici in Italia, siamo impegnati su tutto il territorio nazionale nella raccolta delle firme per la nostra presentazione elettorale''.
Di certo, conclude Ferrando, ''il Pcl non si fara' intimidire, ne' in Sicilia ne' altrove. Ma sviluppera' con determinazione ancora maggiore la propria campagna contro le classi dirigenti del paese, intrecciate ad ambienti malavitosi, per un'alternativa anticapitalistica''.
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/1...
mobilitazione consulta studenti
Mar, 26/02/2008 - 18:36Questa mattina, ancora una volta, gli studenti e le studentesse di Roma hanno dimostrato che non ci può essere alcuno spazio per il fascismo nelle scuole della nostra città.
Si doveva infatti tenere la assemblea plenaria della Consulta degli Studenti, convocata in modo arrogante e provocatoria dal sedicente Presidente Moi, che provvedeva persino ad inviare una lettera a tutti i rappresentanti con il suo personale punto di vista sulla giornata dell'8 Febbraio, quando migliaia di studenti si sono mobilitati per impedire una strumentalizzazione vergognosa ad opera di alleanza nazionale e fiamma tricolore, portando all'annullamento di una iniziativa al teatro brancacccio ed assediando un ridicolo corteo di duecento neofascisti.
I rappresentanti della Consulta, insieme agli studenti e le studentesse della città, in almeno duecento stamattina sono rimasti sotto la sede dell'Ufficio Scolastico Regionale, in via Ostiense per poi spostarsi in corteo, lungo via ostiense e viale marconi, fino all'ex cinodromo occupato per tenere una assemblea.
Nel corso dell'assemblea, si è ribadito che il Consiglio di Presidenza della Consulta è un organismo illegittimo, in quanto eletto con rappresentanti dichiaratamente neofascisti con una votazione inficiata da brogli ed intimidazione.
Quindi gli studenti si sono dichiarati come l'unica reale Consulta degli Studenti e si aspettano le istituzioni della città di riconoscere questo dato di fatto.
La autoconvocata e democratica Consulta degli Studenti ha quindi deciso di farsi promotrice di una manifestazione contro il fascismo nelle scuole per il 25 Aprile, nonché di iniziative artistiche e culturali nel mese di Marzo.
Ha poi denunciato la gestione della giornata di oggi da parte delle istituzioni. Sia le forze dell'ordine, che hanno consentito a cinque provocatori neofascisti – tutt'altro che studenti - di tenere un proprio comizio (anche oggi i patetici individui hanno scandito "dove sono gli antifascisti", ormai dimostrando di avere seri problemi di vista) sotto la sede dell'Ufficio Scolastico Regionale mentre invece facevano pressione sugli studenti antifascisti. Sia del Direttore Sanzo, che si ostina a legittimare un organismo privo di ogni validità , rifiutando persino di rinviare la seduta di oggi per allentare la tensione.
Ha poi ricordato che i neanche cinquanta rappresentanti (su circa quttrocento) che hanno partecipato alla sedicente Consulta degli Studenti non avevano neppure il numero legale previsto dal regolamente, come testimoniato dallo stesso Sanzo, e pertanto non hanno potuto tenere la seduta prevista ed in ogni caso illegittima.
La Consulta degli Studenti, riunita all'ex cinodromo, ha infine espresso la propria solidarietà al compagno Simone, vigliaccamente aggredito la scorsa domenica sotto casa.
Ancora una volta gli studenti e le studentesse, e tutta la città di roma, hanno dimostrato che non esiste – al di là di quanto possono fare con aggressioni e brogli – alcuni spazio per i neofascisti con la loro schifosa pratica e cultura di odio, sopraffazione, intolleranza.
Consulta democratica degli Studenti di Roma
studenti e studentesse antifascisti di roma
Verbano-Mattei, un abbraccio di speranza
Mar, 26/02/2008 - 17:05http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=19451&sez=H...
ROMA (24 febbraio) - «Quando sono arrivata e mi hanno detto che c'era il signor Mattei, io d'istinto mi sono alzata e l'ho abbracciato: mi è venuto spontaneo, mi ha fatto piacere». Il dolore e la solidarietà si sono incontrati sul palco della manifestazione "Viva Roma" del Pd. Rina Zappelli, madre di Valerio, il giovane militante di sinistra ucciso nel 1980 dai Nar con un colpo di pistola alla schiena, ha teso prima la mano, poi ha stretto forte Giampaolo Mattei, fratello dei due giovani militanti dell'allora Msi uccisi nel rogo di Primavalle. «I morti - ha spiega la signora Zappelli - sono tutti morti, non c'è nessun colore, né rosso né nero». L'esile corpo di mamma Rina è quasi scomparso, soffocato dall'affetto e dalla mole di Giampaolo. Insieme, mano nella mano, hanno abbandonato la platea che si era alzata in piedi non appena Veltroni aveva chiamato i due ed è scoppiata in un applauso vedendoli abbracciarsi.
Veltroni, uniti contro l'odio. «Questo deve essere un simbolo - ha spiegato Veltroni - di come l'Italia possa essere unita contro l'odio e la violenza». Ed è così che sono scomparse differenze di ideologie e di colore, quelle che spezzarono tante vite durante gli anni di piombo. Veltroni ha poi ricordato l'inaugurazione delle strade della capitale alle vittime del terrorismo, sia di destra che di sinistra, per continuare a pensare a «quelle vite spezzate nella più inutile delle guerre».
Per Amato un simbolo importante. «Ci sono piccoli episodi che possono diventare simboli importanti: l'abbraccio di oggi tra la mamma di Valerio Verbano e il fratello dei Mattei è uno di questi» ha detto il ministro dell'Interno, Giuliano Amato. «A Roma - ricorda il ministro - questi due barbari delitti hanno rappresentato una stagione di odio e contrapposizione violenta. Oggi abbiamo una ragione in più per poter sperare che quella stagione sia definitivamente alle nostre spalle».
La protesta di Rampelli. Il parlamentare di An Fabio Rampelli ha accusato Veltroni di aver «strumentalizzato la memoria dei ragazzi caduti
negli anni '70» e definisce il gesto di cattivo gusto. «Un conto è promuovere da sindaco il dialogo tra i reduci degli anni di piombo e un conto è far salire sul palco di un comizio di partito i parenti di persone barbaramente trucidate. Ma l'uso spregiudicato del dolore non ha mai aiutato nessuno».
Festa d'inaugurazione della Sala Prove RENOIZ @ L.O.A. Acrobax
Mar, 26/02/2008 - 15:50Scegliere di costruire un laboratorio musicale è una scommessa al buio poiché investire sul linguaggio, qualunque esso sia, comporta l'enorme incertezza dell'interpretazione personale.
Questa incertezza si crea quando più soggetti provano a ricercare un vocabolario comune coscienti che le sfumature saranno dominanti e determinanti; questi soggetti scelgono di utilizzare un linguaggio sonoro che, sicuramente, si riferisce all'ingegno intellettuale ma si rivolge fortemente al gusto, alle passioni, alle "pulsioni della pancia" rischiando di fraintendersi e non comprendersi.
Ma quest'incertezza, quest'ansia, questo salto nella commistione e nella sperimentazione, come anche la prodotta "confusione", creano la pulsione necessaria alla genesi e all'ascolto.
Il desiderio costruisce contaminazioni e solidifica legami impensabili costituendo l'elemento primario dell'innovazione e del voler fare, ascoltare e vivere la musica.
Il 1 marzo inauguriamo una sala prove/studio di registrazione. Inauguriamo la realizzazione di un desiderio collettivo. La nostra volontà di dare vita ad uno dei sogni di Renato.
Uno spazio fisico nel quale realizzare un intreccio di espressioni musicali differenti, nell'intento di costruire un meticciato culturale che faccia convivere e mescolare generi differenti in una condizione generale di condivisione, inclusione e riappropriazione.
RENOIZE PROJECT
ore 18: BRASSMATI AW!RKESTRA con aperitivo
ore 22: FILIPPO GATTI in concerto
ore 23: BARACCA SOUND + LIONHEART SOUND + MORE FIRE + RADIO TORRE (si salvi chi può crew) + WOMEN IN REGGAE
Acrobax-excinodromo
Via della Vasca Navale, 6 - Roma
www.acribax.org
Nel 40° di Valle Giulia: viva il '68! sabato 1 marzo @csioa Villaggio Globale Roma
Mar, 26/02/2008 - 15:29Al Villaggio Globale il 1° marzo alle 20,30 per una serata di festa e riflessione sui valori di quel grande movimento libertario (internazionalismo, anticapitalismo, antiautoritarismo, rivolta contro ogni forma di oppressione e gerarchia).
Con Piero Bernocchi, Roberto Massari, Antonella Marazzi, Franco Piperno, Oreste Scalzone
Nella serata verranno proiettati i film di P. Bertelli su Franco Leggio
e su Luciano Della Mea.
Verranno anche lette poesie di Paola Caciari, in suo ricordo.