Archivio Temporale
IMMAGINATE UN MONDO DOVE I BAMBINI PESANO 500 GRAMMI - DOMANI, NO VAT
Ven, 08/02/2008 - 22:05Immaginate un bambino senza cervello.
Immaginate un bambino con gravi malformazioni fisiche e mentali.
Immaginate di essere genitori e dover accudire una pianta dalla forma umana.
Immaginate la scelta difficile di abortire.
Immaginate che i medici, nonostante il vostro parere, decidano di mantenere in vita il bambino. Di condannarlo ad una vita di stenti. Forse appeso ad una macchina. Forse costretto ad un letto.
Immaginate un bambino minuscolo, leggero come una piuma, 500 grammi forse.
Immaginate i salti di gioia della Chiesa Cattolica appena sentita la notizia aberrante.
Immaginate Ferrara che si srotola nel fango felice, la penna in pugno, pronto a firmare la moratoria contro l’aborto.
Immaginate di essere donne e di scegliere di abortire e trovare, ai piedi dell’ospedale, un gruppo di fanatici che vi urlano contro.
Immaginate i Soldati di Dio, i seguaci di Ratzinger, i lecchini della domenica.
Immaginate adesso uno Stato. Immaginate che questo Stato abbia al suo interno un altro Stato e che quest’altro Stato scelga le sorti dello Stato che lo ospita. Immaginate una qualunque città europea. Immaginate Roma. E un uomo che grida al degrado. Immaginate un sindaco che piange per le parole pronunciate da quest’uomo. Immaginate un tedesco vecchio stampo, uno che faceva parte dell’esercito di Hitler; immaginate, per assurdo, che quest’individuo diventi la più alta figura religiosa di tutto l’occidente. Immaginate adesso i campi di concentramento. E ricordate che all’interno di questi campi oltre agli zingari e agli ebrei venivano rinchiusi gli omosessuali. Immaginate che l’uomo che siede sul Sacro Trono, il tedesco con le occhiaie, intraprenda una battaglia contro gay, lesbiche e trans. Immaginate che quest’uomo, seguito da tutta la classe politica dello Stato ospitante, intoni parole di sdegno nei confronti degli omosessuali. Che li tacci di malattia; oppure che accosti, tramite i suoi scagnozzi, l’omosessualità alla pedofilia.
Immaginate poi Galileo Galilei e ricominciate a pensare all’eresia, o all’inquisizione. Immaginate il tg2 che da del cretino a Galileo per dar ragione al Papa.
Immaginate la più grande università di Roma blindata, con poliziotti in tenuta antisommossa. Immaginate che al suo interno i nuovi fascisti facciano da padroni e che fuori venga vietato agli studenti di parlare. Immaginate un Papa costretto a confrontarsi con chi non la pensa come lui. Immaginate un Papa che rinuncia gettando fango sugli studenti e i professori contrari al suo arrivo. Immaginate la mancanza di libertà. Immaginate un uomo che sta tutto il tempo in televisione, osannato da qualunque giornale. Immaginate di sapere tutto di lui, perché lo vedete sempre, anche quando non vorrete vederlo.
Immaginate di essere atei e di sentirvi dire che siete senza etica.
Immaginate di essere musulmani e di ascoltare le parole pronunciate dal Papa rispetto all’Islam.
Immaginate di avere le scuole piene zeppe di crocifissi.
Infine immaginate che una delle più potenti multinazionali al mondo non paghi le tasse. Immaginate gli alberghi di lusso che ha questa multinazionale.
Immaginate che tutto questo sia reale.
E poi decidete voi.
DOMANI, ROMA, NO VAT
H. 14 piazzale ostiense
A MODEST PROPOSAL
Ven, 08/02/2008 - 21:57The next vote should be cast globally, by each and every human being alive on the face of the earth, as though one nation encompasses all ; the issue to be decided may be framed somewhat as follows: Please vote 'Yes' or 'No' to the following proposition:
End by moratorium all war/conflict/violence on earth now and for all times , with no exception, no strings attached, and no room for negotiations.
Each person must let his/her vote be made public and each child is given the vote of "Yes" by the universal recognition that if not corrupted by parents, teachers and governments no child would vote in favor of torture, imprisonment, death, or war.
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Please remember that our Maker (& Sons and Daughters of the Holy Spirit)require that each of us, consistent with our capacity and experience, stand up to and intellectually confront with love in our hearts and with a brave soldier's resolve, those persons who torture, imprison or kill our Brothers and Sisters everywhere on this earth; we may not,for the most part, simply hide under the image of the Great One whom we pretend to worship and thereby presume to live eternally in God's graceful company.
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Giornata del ricordo o giornata dell'alienazione?
Ven, 08/02/2008 - 15:16Via Giovanni Lanza è bloccata. Come in un rigurgito intestinale macchine e
motorini e camion, lanciati verso Via Cavour vengono respinti e sono
costretti a risalire verso Largo Brancaccio. Anch'io con loro. C'è una
manifestazione. Ma non sono né i sindacati né gli studenti di sinistra. Sono
alcune centinaia di pischelli di destra con bandiere e bandiere dell'Italia.
Sono bloccato dalla polizia su una traversa di Via cavour. Allora mi fermo,
spengo il motorino e me li godo. Le manifestazioni tutte le manifestazioni
hanno qualcosa di affascinante e di mistico. Qui poi il tema rivendicato è
quanto di più misterioso e oscuro: la morte. A Roma c'è un sole splendido,
un clima mite, è una giornata ideale per fare sega. Questi ragazzi invece
manifestano per rendere onore ai martiri delle foibe. Il contrasto non
potrebbe essere più straniante. Accanto a me si ferma un motociclista.
Spegne la moto e comincia a salutare i poliziotti che in parecchi si
avvicinano a lui. Gli chiede di che si tratta e un poliziotto, probabilmente
un suo collega gli dice: "c'hanno tutti tra gli 11 e i 14 anni manifestano
per le Foibe una cosa de 60 anni fa'". Il cinismo romano del poliziotto non
potrebbe essere più schietto. La scena però ce la godiamo in parecchi, c'è
un altro accanto a me con un'altra grossa moto che mi fa: "si vede che non
hanno fatto il militare", io gli chiedo: "perché", "perché all'Inno di
Mameli fanno poropompo po po po, come i calciatori" mentre a noi al militare
ci insegnano a cantare. "libertà libertà libertà".
C'è in tutti gli adulti una certa sufficienza e benevolenza. una
manifestazione del genere non mette paura, fa quasi tenerezza.. E penso che
non sia un sentimento negativo. Se questi ragazzi venissero presi sul serio
del resto ci sarebbe da preoccuparsi. Un coro dice: "né Slovenia né Croazia
Istria Fiume e Dalmazia", che vuol dire? che andiamo a fare la guerra per
riottenere i territori perduti? Sono adolescenti che vivono in modo titanico
la nostalgia. Non c'è la voglia di cambiare il mondo ma di ricordare il
dolore: "per sessant'anni non ne parlate la nostra storia non cancellate",
"rispetto e onore ai martiri infoibati nessuno di noi li ha mai
dimenticati". Si sente un legame e un dovere verso chi non c'è più. E'
assurdo e per certi versi alienante che a 14/15 anni il sentimento più forte
e intimo della propria personalità sia il ricordo. Un altro coro, sulle note
de "la mula de Parenzo", dato l'argomento, la canzone giusta, intona:
"compagni e democristiani hanno coperto le gesta del loro amico Tito infame
comunista". Centinaia di ragazzi per lo più nati dopo la fine della Guerra
Fredda, dopo la fine della DC dopo la fine del PCI, evocano con forza e
disperazione colpe di persone verso cui non possono esercitare alcuna azione
di responsabilità. Non è nemmeno il caso di parlare di dire ma ragazzi
allora c’era la "guerra fredda", provate a contestualizzare le cose e i
fatti" ecc. E' chiaro che non si vuole ragionare ma solo semplificare. E' un
processo giusto e comprensibile. Il paradosso però che venga esercitato al
passato e da quindicenni.
Ovviamente tutto questo ragionamento non può portare a parlare di
neofascisti. Questa che ha sfilato oggi a Roma non è una gioventù fascista
ma una gioventù alienata e triste che esprime nella rievocazione di una
ferita, la nostalgia lancinante della perdita, definitiva, della dimensione
di comunità. Invece di costruire il futuro si punta a ricostruire il
passato, ma senza alcuna idea di superamento, una manifestazione di
adolescenti fuori dal presente e dunque clamorosamente fuori dalla storia,
adolescenti che esaltano nella rievocazione del dolore tutta la propria
impotenza a fare, a incidere, a personalizzare il mondo.
Crash! sotto sequestro - La magistratura all'attacco delle occupazioni
Ven, 08/02/2008 - 14:54Un macigno scagliato contro tutte le esperienze, passate e presenti, di occupazione di centri sociali in Italia e contro la pratica dell'occupazione stessa. Genova, Cosenza, Firenze e ora anche Bologna, diventano teatro di un nuovo ruolo che la magistratura accoglie a sé. Un ruolo tutto politico di ridefinizione degli ambiti di agibilità del movimento, un tentativo di arginare le lotte che si sviluppano nei territori passando non solo dalla criminalizzazione di significativi segmenti passati del movimento contro la globalizzazione e la guerra, ma anche andando ad attaccare nello specifico gli stessi luoghi di produzione e riproduzione di una politica antagonista, necessariamente elementi di ingovernamentabilità dei conflitti nelle metropoli.
Una sentenza che estende nei fatti i presupposti del sequestro cautelare: prima di oggi indirizzata esclusivamente alla confisca dei beni in possesso di organizzazioni mafiose e ad abusi edilizi, ora viene reinterpretata come applicabile a tutte le lotte sociali per la riconquista di spazi autogestiti, per la produzione di cultura e socialità non mercificate, contro i percorsi di costruzione dei conflitti sociali.
All'indomani della caduta del Governo Del Sacrificio Prodi, e dell'incapacità reale della politica istituzionale di risolvere i problemi sociali è dai tribunali che si cerca di mettere ordine per la salvaguardia dello status quo.
E così l'antagonismo espresso a Genova contro i governi della guerra e della devastazione economica e ambientale, con il suo respirare assieme e le sue molteplici istanze, diventa per la magistratura il pretesto per riaffermare che mai più sarà concesso di tornare ad animare le strade e le piazze delle città per affermare in modo deciso il proprio dissenso. Così il processo di Cosenza diventa punto cardine di nuovi teoremi giudiziari che trasfigurano le lotte autonome portate avanti nei territori, leggendo ovunque complotti e pianificazioni sovversive. Così a Firenze la legittima opposizione alla Guerra Permanente, le cariche ingiustificate, a nove anni di distanza vengono a forza stipate nel cassettone della storia giudiziaria sotto coltri che parlano di violenza e resistenza pluriaggravata. Così la magistratura non solo legge bene la crisi della rappresentanza politica delle istituzioni, ma se ne fa immediatamente sostituto e nuovo protagonista dal pugno di ferro.
In questo modo, nonostante la sospensione dell'esecuzione del sequestro fino all'ultimo grado di giudizio, necessariamente anche i centri sociali, come luoghi di autorganizzazione politica antagonista, ma anche come proposta alternativa e autonoma alla cultura ed alla socialità di regime, vengono messi sotto accusa. Il tentativo è chiaro: mai più in nessun luogo occupazioni, mai più luoghi altri da quelli istituzionali, mai più ambiti non immediatamente sussumibili e riciclabili nelle immediate esigenze dei palazzi del potere. Il teatrino non può crollare, lo show deve andare avanti, e per farlo bisogna creare adeguati precedenti giuridici. E va avanti mostrando, ad esempio, dietro a vetrine infarcite di lustrini l'inquietante e inaccettabile spettacolo di un Salone del Libro a Torino, autoelettosi a migliore espressione della cultura letteraria, che invita come ospite d'onore esponenti di un governo genocida e d'apartheid come quello d'Israele. Prosegue dietro i falsi, e per dirla tutta, scarsi scandali suscitati dalle mostrine naziste dell'Afrika Korps di Rommel sui veicoli delle forze armate italiane impegnate all'estero nelle "missioni di pace" rifinanziate dal decaduto governo. Si riscopre palcoscenico di ammiccamenti e "miracolosi" avvicinamenti tra forze politiche che, stanche dei ruoli loro assegnati dal copione dell'alternanza, si riscoprono possibilisti su intese larghe per il sommo fine di "ridare dignità al Paese"... una dignità inevitabilmente di nuovo fondata sul sacrificio, sull'oppressione, sulla razionalizzazione del sociale a fini produttivi, sulla guerra, sull'assassinio delle libertà individuali e collettive.
In tutto ciò evidentemente i centri sociali, non hanno ruolo. E di questo, diamo atto, siamo assolutamente certi anche noi. I terreni marcati dalle lotte popolari contro le nocività e le devastazioni ambientali, l'ingovernamentabilità dei conflitti sociali, l'essere inevitabilmente dall'altra parte del fronte "interno" di questa Guerra che si vuole Permanente, la vivacità data da una riscoperta capacità di plasmare i nostri territori aldilà delle esigenze produttive, riqualificando dal basso, opponendosi alla segmentazione ed alla desertificazione sociale, combattendo la retorica del degrado e della sicurezza riportandole sul piano della soddisfazione di bisogni e desideri, ostacolando le speculazioni... questo oggi sono i centri sociali, gli spazi autogestiti a Bologna come nel resto d'Italia.
E proprio per questo crediamo che, dopo la manifestazione del 6 ottobre, si debba tornare a progettare lotte e mobilitazioni che attorno a questo sappiano ridare il segno dell'insopprimibilità degli spazi autogestiti, indipendentemente dal dove venga l'attacco. Urgente è la necessità di riaffermare come ciò che pertiene alle lotte sociali, ai loro obiettivi, non possa essere negato spingendolo a forza nelle aule dei tribunali, quando invece sono le strade, le piazze, gli spazi, le periferie delle città i nostri luoghi; e questo anche per garantire la percorribilità futura di esperienze di occupazione. Occorre, crediamo, riaprire tutte le contraddizioni che il nuovo assetto politico cercherà inevitabilmente di sanare per garantirci non solo la sopravvivenza, ma anche lo spazio per esprimere quella nostra capacità di essere forza vitale e prorompente negli altrimenti grigi e ristretti spazi metropolitani.
Laboratorio Crash!
vergognosa la situazione del diritto allo studio nel lazio!
Ven, 08/02/2008 - 09:59Ho aspettato qualche giorno a pubblicare questo articolo-denuncia perché,essendo notizia che riguarda tutti gli studenti(anche quelli che parlano di altro con i soldi pubblici di tutti i studenti es:foibe a Roma come a Viterbo)lo inviata a qualche giornale di tiratura regionale ma,incredibilmente,nessuno dei miei tanti amici mi ha chiamato e quindi nessuno a pubblicato un articolo di denuncia sullo stato dell'università ricordandomi che gli UNICI,purtroppo,TERRORISTI SONO I GIORNALISTI che quando accadrà l'inevitabile dovranno rispondere delle loro negligenze.Tornando alla notizia in questi ultimi tempi sono venuto a conoscenza di più dati sullo stato del diritto allo studio regionale(LAZIODISU)e riassumendo:-l'azienda non ha spiraglio alcuno per uscire dal commissariamento che dura dal penultimo anno della giunta di Storace-essendo commissariata la stessa ogni anno percepisce parte dei tributi che ogni studente versa all'iscrizione annuale al suo ateneo ma solo per l'ordinaria amministrazione-questa ha accumulato 95milioni di euro che la regione le deve per far fronte all'ordinaria amministrazione ma che non le può erogare per lo stato di gravità della sanità nel lazio.Voglio solo dire che si deve ricordare che la stessa istituzione versa tutti gli anni 250milioni alla sanità degli ospedali dei preti che,per i loro cazzi,farebbero senza problemi saltare nella regione della capitale d'italia la sanità ed il diritto allo studio.Questo va aggiunto al problema alla casa che coinvolge migliaia di persone mentre le loro enormi proprietà immobiliari sono detassate alla faccia nostra.La politica tace,i giornalisti sono omertosi cani al guinzaglio degli stessi politici e dei preti che magnano,pretendono e ci stanno rovinando!
Arresti di uomini gay in Senegal
Ven, 08/02/2008 - 03:57(New York, lunedì 4 febbraio 2008) – In una lettera al Ministro della Giustizia Senegalese l’International Human Rights Commission (IGLHRC) e la PAN-African ILGA hanno chiesto l’immediato e incondizionato rilascio di 10 persone che si ritiene siano state arrestate per sospetto di omosessualità in Senegal la scorsa settimana.
10 persone sono state arrestate a Dakar, la capital Senegalese, dalla mattina di domenica 3 febbraio, dopo che un popolare magazine locale, Icones, ha pubblicato fotografie di una cerimonia nuziale tra due uomini senegalesi. I matrimonio dovrebbe aver avuto luogo in una discreta località di Dakar più di un anno e mezzo fa. Fonti riportano che le foto sono state vendute alla rivista scandalistica da un fotografo per 1.500.000 franchi CFA (3000 $). Gli arresti si sono svolti per ordine di Asane Ndoye, capo della Divisione di Investigazione Criminale della Polizia Senegalese. Mentre non risulta chiaro dove le donne e gli uomini siano detenuti.
“Gli arresti di massa di persone semplicemente perché sono gay terrorizza l’intera comunità,” dice Paula Ettelbrick, direttore esecutivo di IGLHRC. “I trattamenti inumani verso gay e lesbiche devono finire. Ci appelliamo alla comunità internazionale perché faccia osservare la legge internazionale sui diritti umani”. L’Human Rights Committee delle Nazioni Unite nella sua decisione sul caso Toonen contro Australia (1994) ha affermato che l’attuale protezione contro le discriminazioni negli Articoli 2 e 26 della Convenzione Internazionale sui diritti Civili e Politici (ICCPR) include l’orientamento sessuale come uno status protetto.
“Temiamo per le nostre vite, specialmente quelli di noi che si vedono nelle foto” ha dichiarato Jean R. un attivista gay Senegalese che ha parlato a ILGA e IGLHRC dall’hotel dove sta cercando rifugio. “Alcuni di noi si sono nascosti e altri stanno lasciando il paese”.
Il Senegal è uno dei pochi paesi africani francofoni che penalizzano l’omosessualità. Secondo l’articolo 3.913 del codice penale senegalese, gli atti omosessuali sono punibili con la detenzione da 1 a 5 anni e con una multa da 100.000 a 1.500.000 franchi CFA (200-3000 $) Mentre ci sono occasionali arresti e detenzioni di uomini gay per questo Articolo, lo stigma sociale e il ricatto sono i principali abusi sofferti dagli omosessuali nel paese.
“Molti considerano il Senegal uno dei paesi africani più progressisti nei confronti dell’omosessualità,” sostiene Joel Nana, Program Associate dell’IGLHRC per l’Africa Occidentale, “Il Governo ha incluso un impegno per combattere l’HIV tra gli uomini che praticano sesso con altri uomini nel suo Piano nazionale di lotta all’AIDS sin dal 2005. Ecco perché abbiamo trovato questi arresti molto preoccupanti e pericolosi” Il Senegal ha forti legami politici ed economici con un numero di istituzioni e governi islamici conservatori, e ospiterà a marzo il summit dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (Organization of Islamic Conference, OIC). L’OIC ha investito pesantemente nella riabilitazione delle infrastrutture di Dakar in vista del Summit.
In queste circostanze IGLHRC e Pan-African ILGA esprimono preoccupazione e dubbi sul fatto che il Senegal sia adatto a ospitare La prossima Conferenza internazionale sull’AIDS e le le malattie sessualmente trasmissibili n Africa (ICASA), prevista a Dakar per il dicembre 2008.
“Non ci sarà posto per un’aperta e inclusiva discussione sulle dimensioni dei diritti umani dell’HIV di fronte a queste vessazioni,” ha dichiarato Danilo da Silva, co-presidente di Pan-Africa ILGA, una federazione che raccoglie oltre 40 gruppi gay e lesbici da tutte le parti dell’Africa. “Ci aspettavamo di più da un paese leader come il Senegal”.
(Tradotto dall’originale inglese del comunicato di ILGHRC e Pan-African ILGA)
http://www.iglhrc.org/site/iglhrc/section.php?id=5&det...
Palestina: Peres superviso il attacco a Khan Younis
Ven, 08/02/2008 - 01:15Il presidente di Israele e nobel de la Pace Shimon Peres e citando il giornale isrealiano Yedioth Ahronoth , Peres cera nello officio della inteligenzia isrealiana in ritramisione in directa nello monitor del radar , il atacco contro la caserma generale de la polizia a Khan Younis in Gaza dove murioreno 7 polizioti .
Preso di qua
http://www.ccun.org/News/2008/February/6%20n/Israeli%2...
Un attacco israeliano contro una postazione della polizia a Khan Yunes: 7 morti.
http://strisciadigaza.blogspot.com/2008/02/un-attacco-...
Il uno di questo messe nella citta di palestina di Sajnín dentro dello territorio dello stato di Israele , piu di 15.000 persone se sono manifestato contro la dezisione dello pubblico ministerio dello rifiuto di procesare ai polizioti isrealiani che uccidereno a 13 palestinesi "isrealiani" , nello Octubbre dello 2000 .
Preso di qua
http://www.nodo50.org/csca/agenda08/palestina/arti172....
Fotografie delle manifestazione