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Data

Signora Libertà Signorina Anarchia - 4 serate sull’anarchia - 3

15/03/2008 - 17:00
15/03/2008 - 20:00
signoraLibertaSignorinaAnarchia_grMalatestaRoma_2008_s1_1.png
Sommario:
Serata sull'anarchia "Anarchia e Organizzazione"
Promotore evento:
Gruppo Errico Malatesta - Roma
Indirizzo email:

e.malatestaCHIOCCIOLAinwind.it

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*signora LIBERTÀ signorina ANARCHIA*
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4 serate sull’anarchiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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- Sabato 23/02/2008 ore 17:00
PRINCIPI DI BASE
origini, storia e idee degli anarchici; specificità del pensiero anarchico

- Sabato 08/03/2008 ore 17:00
L’ANTIAUTORITARISMO
coerenza mezzi e fini;maggioranze e minoranze

- Sabato 15/03/2008 ore 17:00
ANARCHIA E ORGANIZZAZIONE
l’organizzazione orizzontale;l’autogestione;l’organizzazione
sociale;regole condivise

- Sabato 05/04/2008 ore 17:00
L’ANARCHISMO SOCIALE
la società anarchica e i problemi connessi

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al gruppo anarchico Errico Malatesta - via Bixio 62
P.zza Vittorio - Roma - http://acrataz.oziosi.org/malatesta
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Febbraio: un mese di lotta antifascista dalle scuole

autore:
StudenteMediOattivista
Sommario:
Febbraio: un mese di lotta antifascista dalle scuole

Riassunto e resoconto completo delle varie mobilitazione, cortei, iniziative ed azioni antifasciste di queste settimane degli studenti medi romani con foto, video e links ai comunicati...

Contesto (il fascismo nelle scuole di Roma)

Quest'anno scolastico ha visto Roma come epicentro di crescita della sottocultura fascista attraverso il dubbio successo elettorale di ambigue associazioni studentesche. Dubbio successo perchè partiamo dal presupposto che tali associazione siano ineleggibili

1) legalmente perchè

  • dichiaratamente nazifasciste (apologia di fascismo)
  • responsabili in maniera diretta di alcune aggressioni davanti alle scuole o istituti occupati (una su tutte l'aggressione con chiavi inglesi sotto il Liceo tasso nel novembre del '06) e diffusissime intimidazioni agli studenti durante volantinaggi.
  • durante le elezioni scolastiche sono stati protagonisti di violenze verbali e fisiche nonchè minacce in uno stile squadrista che non nascondono di ammirare

2) politicamente perchè

  • non sono altro che piccoli politicanti finanziati e manovrati da partiti di estrema destra (ad esempio Blocco Studentesco di Fiamma tricolore o Lotta Studentesca legata a Forza Nuova) della quale sono nient'altro che una banale costola giovanile: nonostante abusino di parole come rivoluzione o rivolta si fanno scrivere e stampare i volantini da politici istituzionali e hanno dirigenti/guide che a scuola non ci vanno più da almeno 10 anni.
  • portano negli istituti una cultura di odio e razzismo che sono all'opposto dell'idea di scuola come luogo aperto di cultura e autoformazione e in generale come strumento di istruzione democratica.

Inoltre i candidati di queste associazioni sono ambigui perchè spesso, in vista delle "elezioni" degli organi scolastici, si sono dichiarati apolitici e apartitici senza avere il coraggio di mostrarsi per quello che sono facendosi così eleggere in maniera scorretta.

Senza contare l'unico successo di cui si possono vantare quest'anno le varie associazioni studentesche di estrema destra è di essersi inserite in un vuoto di candidature per organi studenteschi (come la Consulta Provinciale) che sono lontanissimi dalle esigenze reali degli studenti ed essere riusciti (da bravi politicanti) a farsi eleggere in un parlamentino. Un successo ottenuto, per di più, con metodi squadristi. Durante l'elezione della "dirigenza" della Consulta Provinciale degli studenti di Roma è stato impedito di parlare ad alcuni studenti "di sinistra" o presunti tali, sono stati minacciati alcuni rappresentanti e in generale il voto si è svolto in maniera poco chiara (con più voti degli aventi diritto e persone che votavano per gli altri).

Per il resto l'unico tema che hanno sentito così vicino agli studenti d'oggi da farci un'iniziativa è stata l'8 febbraio attraverso un corteo con rivendicazioni territoriali su Istria e Dalmazia (alla faccia dell'avanguardia!): niente sulla riforma Fioroni, niente sull'edilizia scolastica, niente sugli spazi di agibilità nelle scuole, niente di niente

8/2/08 - Il Corteo

Una delle associazioni nazifasciste di cui si è parlato sopra (Blocco Studentesco di Fiamma Tricolore) con la scusa di voler ricordare (strumentalmente) le foibe vorrebbe organizzare per l'8 febbraio una conferenza senza alcuna pretesa di storicità al Teatro brancaccio dal titolo "Istria, Fiume, Dalmazia: anche le pietre parlano italiano" con i soldi della consulta provinciale, di cui hanno ottenuto la maggioranza con metodi squadristi. In contemporanea al convegno un corteo da Piazza della Repubblica che inizialmente doveva convergere proprio sul Brancaccio.

Visto il proiflarsi di questa giornata di ributtante apologia di fascismo, di sfilate in camicia nera e indottrinamento razzista alcuni studenti e studentesse antifasciste e il comitato di madri per Roma città aperta"" lanciano un'appello perchè l'8 febbraio sia una giornata di azioni e vigilanza antifascista (leggi l'appello)

Fin da subito iniziano varie iniziative al grido "per la memoria, contro il fascismo" (leggi il resoconto dell'azione al teatro brancaccio) per impedire lo svolgimento della lezioncina fascista facendo presente che "il convegno, che vorrebbe avere un profilo storico, è in realta una iniziativa di propaganda politica rivolta agli studenti. Unico relatore, infatti, un esponente di alleanza nazionale, l'iniziativa è promossa da un organismo che tutte le forze democratiche studentesche reputano illegittimo, in quanto eletto con brogl ed intimidazioni squadriste, sul teatro brancaccio convergerà un corteo dichiaratamente fascista, di un gruppuscolo studentesco collegato a fiamma tricolore, che ritiene di commemorare le foibe con una marcia in camicia nera, il teatro brancaccio è finanziato dal comune di roma, ed è paradossale la collettività ospiti un'iniziativa autoreferenziale ed attuata con l'esproprio violento di organi di rappresentanza studentesca."

Alla fine il teatro brancaccio deciderà di non ospitare il convegno, dimostrando che la lotta antifascista paga! Gli studenti e le studentesse ribadiscono in un comunicato che nessuno ha alcuna remore a parlare, o ha intenzione di negare le verità storiche di quanto accaduto nel triestino prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale (a dimostrazione l'invito rivolto agli studenti a partecipare ad un dibattito con storici ed intellettuali che si è tenuto l'8/02 alla Casa della Memoria proprio su queste vicende) e che alle memoria nuociono invece le iniziative di chi trasforma la storia in propaganda, mistificandola e strumentalizzandola in kermesse propagandistiche, con la partecipazione di gruppi che si dichiarano fascisti, senza la partecipazione di storici o intellettuali.

Nonostante questa vittoria antifascista il corteo del Blocco Studentesco rimane così come rimangono le iniziative antifa diffuse in tutta la città.

La giornata dell'8 è stato un successo e una ripresa delle mobilitazioni antifasciste senza precedenti. Mentre circa duecento studenti del Blocco insieme a un centinaio di trucidi militanti di Fiamma tricolore sfilano blindati dalla polizia e isolati dalla città, Roma si muove intorno a questi patetici facendogli capire che oggi come ieri la metropoli li rifiuta. Un centinaio di studenti si muove dal Liceo Tasso verso la testa del corteo di Blocco studentesco volantinando e riuscendo ad arrivare fino a Piazza della repubblica da dove i fascisti erano appena partiti. Dal liceo virgilio centinaia e centianaia di studenti decidono dal basso di partire in un corteo non autorizzato che tra slogan e attacchinaggio passa per il ghetto per arrivare fino a pochi metri da piazza Venezia dove la Polizia si schiera per fermare gli antifa e tutelare la marcia in camicia nera (link al VIDEO dell'iniziativa). Da Garbatella parte un volantinaggio per il quartiere così come da Ostia. Insomma il corteo viene assediato da ogni parte da studenti medi con rabbia e memoria (leggi il resoconto completo con tutte le varie iniziative).

17/02/08 - L'aggressione

Vista la pesantissima sconfitta sul piano di confronto, dei numeri e delle mobilitazioni, l'unica risposta che hanno saputo dare i camerati è stata una delle loro tipiche aggressioni squadriste. Domenica 17 febbraio Simone, compagno di 19 anni attivo nelle scuole e protagonista delle mobilitazione che hanno portato all'annullamento della conferenza al brancaccio, viene atteso sotto casa da almeno due militanti di Blocco studentesco (di circa 26 anni) che lo aggrediscono selvaggiamente con dei tirapugni. Simone riporterà lesioni varie e verrà ricoverato in ospedale dove gli verranno applicati diversi punti di sutura alla testa (leggi il comunicato dei compagni e delle compagne di Roma).

La reazione emotiva e politica tra gli studenti è fortissima

  • 18 febbraio: il Liceo Virgilio viene occupato dagli studenti in solidarietà al ragazzo
  • 19 febbraio: Corteo studenti del Mamiani
  • 20 febbraio: mobilitazione studenti del Ripetta
  • 20 febbraio: assemblea straordinaria antifascista al Liceo Manara
  • 22 febbraio: il corteo in ricordo di Valerio Verbano, è nel segno di Simone e viene aperto dagli studenti medi presenti in un numero senza precedenti

26/02/08 - Alla Consulta

A pochi giorni dall'aggressione a Simone è prevista presso l'Ufficio Scolastico Regionale la prima plenaria della Consulta provinciale degli Studenti dopo i brogli e le intimidazione di Ottobre.

Un gruppo di studenti occupa l'ufficio scolastico regionale (leggi resoconto dell'iniziativa) chiedendo che le istituzioni diano un chiaro rifiuto del fascismo nelle scuole e non spazi agli squadristi lanciando per il 26 febbraio (giorno della riunione) una giornata di mobilitazione antifascista

Lo spazio viene concesso ma la plenaria della consulta dell'intera provincia di Roma vede la partecipazione di poco più che una 20ina di studenti mentre tutti i rappresentanti democratici rimangono fuori in segno di protesta. Con loro circa duecento antifascisti, accorsi in solidarietà, che lanciano slogan contro una decina di fiammisti più che 30enni, accorsi da casa Pound. A fine giornata gli antifascisti si spostano verso il L.O.A. Acrobax dove si svolgerà un fruttuosa assemblea.

In risposta ad una nuova giornata di sconfitta politica e numerica compaiono alcune scritte razziste e sessite davanti al liceo Mamiani che inneggiano a Rudolf Hesse (gerarca nazista) ed esaltano lo stupro subito da Franca Rame da parte di un gruppo di fascisti. In risposta gli studenti del Mamiani organizzano un'assemblea straordinaria con la partecipazione della stessa Franca Rame. Pochi giorni dopo viene imbrattata con frasi simili una grossa scritta all'ingresso del liceo Virgilio fatta dagli studenti dell'istituto che recita "Fuori il fascismo dalle scuole", gli studenti hanno prontamente ripulito e rifatto la scritta.

Riflessioni a margine delle iniziative

Insomma accanto alla ripresa del fascismo nelle scuole c'è stata un'esplosione di lotta antifascista e controinformazione su questi individui che, perdendo terreno sul piano del confronto e della lotta nelle scuole, stanno svelando sempre di più la loro nota faccia di squadristi.

Un mese intenso che dimostra come la lotta...paga!

14 Marzo Assemblea popolare a Torrevecchia con le forze politiche

14/03/2008 - 18:30
14/03/2008 - 21:00
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Promotore evento:
Comitato Torrevecchia/Primavalle

Venerdì 14 Marzo ore 18,30 al Collegino Via Torrevecchia 256 ( vicino Villa Verde )

ASSEMBLEA – DIBATTITO con le forze politiche presenti alle elezioni del 19 ° Municipio su

VIABILITA’ SPERIMENTALE E RIPRISTINO VIABILITA’ PRECEDENTE

PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI NEL MUNICIPIO

Comitato Torrevecchia/Primavalle “Cittadine/i per un quartiere migliore”

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11.10.07 ridateci le fermate.jpg

16 marzo 08 Milano: corteo antifascista con Dax nel cuore

L'ASSEMBLEA CITTADINA CHE SI E' SVOLTA IL 10 MARZO AL C.O.A.TRANSITI28
INDICE

UNA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA A MILANO
DOMENICA 16 MARZO '08
IN PIAZZA VETRA DALLE ORE 17

CON CONCERTO DEI LOS FASTIDIOS (veneto), S-CONTRO (torino), RFT
(milano), OFV HC (como)

E CORTEO CHE ARRIVERA' IN VIA BRIOSCHI
IN RICORDO DEL COMPAGNO DAX UCCISO DAI FASCISTI IL 16 MARZO '03

INVITIAMO TUTTE LE REALTA' E I SINGOLI A PARTECIPARE E DIFFONDERE IL
PIU' POSSIBILE

Assemblea Antifascista

Iraq, cani e guerra. Americani senza alcuna pietà!

autore:
animale

Tratto da http://www.veganzetta.org/

Riportiamo una notizia di un video che in breve ha fatto il giro del mondo, successivamente è possibile leggere un nostro commento. Il video è visionabile a questo indirizzo: http://tv.repubblica.it/multimedia/home/1798163?ref=hp...

5/03/2008

Dal sito Lastampa.it

Un video riprende l’incredibile gesto di violenza

IRAQ
Indossa un da combattimento, prende un cagnolino di circa otto settimane dietro il collo e lo mostra ai suoi compagni commentando: «Carino questo cagnolino, vero?», dice sorridendo. Un altro compagno d’armi gli risponde simulando la voce da bambino: «Oh, è così carino, così carino, questo piccolo cagnolino».
Il militare a questo punto lancia lontano nel vuoto in un burrone il povero animale. Questa azione probabilmente non sarebbe mai divenuta nota e non avrebbe avuta alcuna conseguenza se non fosse stata ripresa in un video poi pubblicato su Youtube, il sito online per la condivisione libera dei filmati.

Presentazione di City of gods, il free free press arriva nella capitale

18/03/2008 - 18:00
18/03/2008 - 23:59
Sommario:
Presentazione martedi 18 marzo alla libreria Lo yeti del free free press City of Gods
Promotore evento:
city of gods roma

Agita il sonno della metropoli partecipa agli aperitivi cospirativi saremo dalle 18.00

18 marzo LIBRERIA-CAFFÈ LO YETI via Perugia n 4 (Pigneto) dj set indie/electro/pop.

Agita il sonno della metropoli.
Sostieni la campagna della cospirazione precaria.
Partecipa agli aperitivi di presentazione del progetto CITY OF GODS:

CITY OF GODS: intriga chi produce tutti i giorni, per tutto il giorno, cultura, informazioni, flussi di conoscenza e chi resiste ai riflussi di coscienza. Affascina quella parte della metropoli che ne comprende il senso profondo. Che non è disposta a rassegnarsi. Che vuole trasformare la pazzia individuale e quotidiana in una follia collettiva. Che non vuole farsi succhiare l'anima, farsi stressare i nervi, rovinarsi il fegato, il cervello ed ogni sentimento. Nella nostra giungla nessuno può rappresentarci, non abbiamo candidati ma scriviamo fino a notte fonda.

CITY OF GODS: una free free press, 2 volte free perché non solo è a distribuzione gratuita, ma è anche e soprattutto libera per quel che riguarda i contenuti e i modi in cui questi vengono trattati. E’ un giornale ideato e autoprodotto dai precari e dalle precarie di diverse città in Italia. Dalle più svariate realtà lavorative e sociali, dai precari dell'informazione a quelli della telefonia, dagli autotrasportatori alle precarie dell'università, dai giornalisti precari ai ricercatori altrettanto precari, insieme agli studenti, agli operatori sociali e alle precarizzate dello spettacolo. Da chi fa acrobazie quotidiane per pagare un affitto che si è trasformato in un afflitto con scadenza mensile, a chi occupa le case e vuole affermare un nuovo diritto all’abitare. E’ una free free press in cui prendiamo la parola in maniera ironica e tagliente, per sbattere in prima pagina le magagne delle aziende, degli imprenditori, degli speculatori immobiliari e delle amministrazioni locali, quelle più interne, le più segrete.

CITY OF GODS: il primo numero, uscito durante lo sciopero nazionale dei giornalisti del dicembre 2006 e il secondo numero, uscito durante la May Day del 1 maggio 2007, hanno avuto una diffusione milanese e una tiratura di 20.000 copie. Il terzo numero, edizione estiva del 2007, con la stessa tiratura ha invece avuto una diffusione in più centri, data la presenza di pagine locali distribuite nelle città di Monza e di Livorno. Col quarto numero City of Gods ha raggiunto anche la capitale con la diffusione di 2000 copie durante lo sciopero generalizzato del 9 novembre 2007.

Questa è la nuova uscita in versione pocket. Nelle sue pagine campagne e agitazioni non solo per informare, ma per formare quel bacino di notizie, relazioni e connessioni da cui prende il via la creazione di conflitto.
E allora muoviti, agita, cospira, unisciti ai precari e alle precarie che vivono la tua stessa situazione. City of gods ti dà la parola.

Apriamo le collaborazioni per la stesura degli articoli a chi abbia qualcosa da raccontare e da svelare! A chi agita la metropoli ! A chi è costretto a vivere il pazzo gioco del cerco-offro-vendo-acquisto-affitto sulle pagine degli annunci, a chi vuole denunciare la mancanza di sicurezza sul posto di lavoro che ogni giorno procura infortuni e morti, a chi vive nelle periferie-ghetto dove il degrado avanza con l’avanzare della speculazione edilizia e la costruzione di inutili centri commerciali, camuffati da “nuovi luoghi per la socialità”.

Informati, visita e scarica gratuitamente le passate edizioni all'indirizzo:
www.precaria.org
Scrivi a redazionecityroma@autistici.org

Data la sua natura di free free press e data l'indipendenza del progetto, gli introiti delle iniziative andranno a finanziare la stampa del nuovo numero (e a coprire i debiti di quelli vecchi…!!).

Mario Corsi, un ex terrorista NAR a teatro

autore:
antifamonitor

Il N.A.R. Mario Corsi detto Marione,noto conduttore sportivo romano è uno degli indiziati per l'omicidio di Fausto e Jaio. Il giudice delle indagini preliminari Clementina Forleo ha archiviato la sua posizione per insufficienza di prove. Nel '77, faceva parte del gruppo "Prati" aderente ai Nuclei Armati Rivoluzionari. Nel'79 riceve il primo avviso di garanzia per l'omicidio di Fausto e Jaio. Viene arrestato nel 1981 nell'ambito dell'inchiesta sulla strage alla stazione di Bologna, poi rilasciato insieme ad altri neofascisti romani....questa è una parte del curriculum nazifascista di questo maiale.

Al teatro Greco di Roma prossimamente farà la voce di Pasquino.Voglio ricordare che il teatro si trova in via Leocavallo.
forse questo signore si ricorda qualcosa?

http://www.teatrogreco.it/cartellone/pasquino.html

DISCORSO DI SUA SANTITÀ IL DALAI LAMA

autore:
dalai lama

DISCORSO DI SUA SANTITÀ IL DALAI LAMA
NEL 49° ANNIVERSARIO DELL’INSURREZIONE NAZIONALE TIBETANA

In occasione del 49° anniversario della pacifica insurrezione del popolo tibetano,
avvenuta a Lhasa il 10 marzo 1959, offro le mie preghiere e rendo omaggio agli
uomini e alle donne del Tibet che con coraggio hanno sopportato inenarrabili
privazioni e sacrificato le loro vite per la causa del popolo tibetano. Esprimo la mia
solidarietà a coloro che oggi subiscono la repressione e i maltrattamenti. Saluto i
tibetani dentro e fuori il Tibet, i sostenitori della nostra causa e tutti coloro che
amano la giustizia.

Per quasi sei decenni i tibetani dell’intera area del Tibet, conosciuta come Cholkha-
Sum (l’insieme delle tre Regioni dell’U-Tsang, del Kham e dell’Amdo), sono stati
costretti a vivere, a causa della repressione cinese, in uno stato di costante paura,
intimidazione e sospetto. Tuttavia, oltre a conservare la fede religiosa, il senso del
nazionalismo e la loro peculiare cultura, i tibetani sono riusciti a mantenere viva la
propria aspirazione alla libertà. Nutro grande ammirazione per queste speciali doti
del mio popolo e per il suo indomabile coraggio. Ne sono estremamente soddisfatto e
fiero.

In tutto il mondo, numerosi governi, organizzazioni non governative e individui,
interessati alla pace e alla giustizia, hanno significativamente sostenuto la causa del
Tibet. In particolare, nel corso dell’ultimo anno, i governi e gli abitanti di molti paesi
ci hanno manifestato il loro appoggio con gesti significativi. Desidero esprimere la
mia gratitudine a tutti loro.

Il problema del Tibet è molto complesso e, per la sua natura, abbraccia molti temi: la
politica, la natura della società, la legge, i diritti umani, la religione, la cultura,
l’identità di un popolo, l’economia e le condizioni dell’ambiente naturale. Di
conseguenza, per risolvere il problema tibetano è necessario adottare un metodo di
approccio onnicomprensivo, che sia di beneficio a tutte le parti in causa piuttosto che
a una sola. Per questo motivo, ci siamo attenuti con fermezza ad una politica, quella
della Via di Mezzo, in grado di garantire vantaggi reciproci e per molti anni ci siamo
impegnati con sincerità e costanza per conseguire questi risultati. A partire dal 2002, i
miei inviati hanno intrattenuto sei tornate di colloqui con le competenti autorità della
Repubblica Popolare Cinese e hanno discusso argomenti di rilevante importanza.
Questi colloqui a largo spettro hanno dissipato alcuni dei loro dubbi e ci hanno dato
l’opportunità di chiarire le nostre aspirazioni, ma non hanno prodotto alcun risultato
concreto circa la questione fondamentale. Inoltre, nel corso di questi ultimi anni, il
Tibet ha assistito ad un aumento della repressione e della brutalità. Malgrado questi
incresciosi sviluppi, rimane immutata la mia posizione e la mia determinazione a
portare avanti la politica dell’approccio della Via di Mezzo e a continuare il dialogo
con il governo cinese.

Uno dei maggiori problemi della Repubblica Popolare Cinese è la mancanza di
legittimazione del suo governo in Tibet. Il governo cinese potrebbe rafforzare la sua
posizione attuando una politica in grado di soddisfare il popolo tibetano e di
guadagnarne la fiducia. Se saremo in grado di giungere ad un accordo basato sul
reciproco consenso, allora, come ho già molte volte affermato, mi adopererò in ogni
modo per ottenere il sostegno del popolo tibetano.

Oggi in Tibet, in seguito ai numerosi e poco lungimiranti interventi del governo
cinese, l’ambiente naturale è seriamente danneggiato. La politica cinese di
trasferimento della popolazione ha fatto sì che il numero dei non tibetani sia
sensibilmente aumentato mentre i tibetani autoctoni sono ridotti ad una minoranza
all’interno della loro stessa nazione. Inoltre, la lingua, le usanze e le tradizioni del
Tibet, espressione della vera natura e identità del popolo, stanno gradualmente
scomparendo e i tibetani sono sempre più assimilati alla preponderante popolazione
cinese. In Tibet, la repressione è in continuo aumento, con numerose, inimmaginabili
e gravi violazioni dei diritti umani, il rifiuto della libertà di culto e la politicizzazione
delle questioni religiose. Questa situazione è causata dalla mancanza di rispetto del
governo cinese nei confronti del popolo tibetano, è la conseguenza degli impedimenti
che il governo di Pechino, deliberatamente, pone alla base della sua politica di
unificazione delle etnie, che di fatto crea discriminazioni tra tibetani e cinesi. Chiedo
pertanto alla Cina di porre fine immediatamente a tale politica.

Sebbene le aree abitate dai tibetani siano designate con nomi diversi, quali regione
autonoma, prefettura autonoma o contea autonoma, l’autonomia è di fatto solo
nominale e non reale. Queste aree sono in realtà governate da persone che non
conoscono la situazione locale e sono sotto l’egida di quello che Mao Zedong
chiamava “Sciovinismo Han”. Di conseguenza, la cosiddetta autonomia non ha
arrecato alcun beneficio tangibile alle etnie interessate. Questa politica fraudolenta,
incurante della realtà, sta enormemente danneggiando non solo i due gruppi etnici,
ma la stessa unità e stabilità della Cina. È importante che il governo cinese, come
affermò Deng Xiaoping, “cerchi la verità dai fatti”, nel vero senso del termine.

Quando, davanti alla comunità internazionale, sollevo il problema del benessere del
popolo tibetano, il governo cinese mi critica duramente. Ma fino a che non troveremo
una soluzione di reciproco beneficio, ho la responsabilità storica e morale di
continuare a parlare liberamente a nome del mio popolo. Tuttavia, è noto a tutti che,
da quando la leadership politica della diaspora tibetana è eletta direttamente dal
popolo, sono in uno stato di semipensionamento.

In virtù del suo grande progresso economico, la Cina sta diventando una nazione
potente. Non possiamo che rallegrarcene, ma il potere acquisito offre altresì alla Cina
l’opportunità di svolgere un importante ruolo sul palcoscenico globale. Il mondo sta
ansiosamente aspettando di vedere in che modo l’attuale leadership cinese metterà in
pratica i concetti pubblicamente espressi di “società armoniosa” e “crescita pacifica”
alla cui realizzazione il solo progresso economico non è sufficiente: sono necessari
sostanziali miglioramenti nei settori del rispetto dello stato di diritto, della
trasparenza, del diritto all’informazione e della libertà di parola. E poiché all’interno
della Cina coesistono molte etnie, al fine di salvaguardare la stabilità del paese è
necessario che ad ognuna sia garantita l’uguaglianza e la libertà di proteggere le
rispettive e peculiari identità.

Il 6 marzo 2008 il Presidente Hu Jintao ha dichiarato: “Stabilità e sicurezza in Tibet
significano stabilità e sicurezza nel paese”. Ha aggiunto che la dirigenza cinese deve
garantire il benessere dei tibetani, migliorare il proprio lavoro in relazione ai gruppi
etnici e religiosi e mantenere stabilità e armonia sociale. Le parole del Presidente Hu
tengono conto della situazione reale e non vediamo l’ora che ricevano applicazione.

Quest’anno i cinesi aspettano con orgoglio e trepidazione l’apertura dei Giochi
Olimpici. Fin dall’inizio, ho sostenuto l’idea che alla Cina fosse data l’opportunità di
ospitare i Giochi. E poiché eventi di questo tipo, e in modo particolare le Olimpiadi,
favoriscono il rispetto dei principi della libertà di parola, di espressione, di
uguaglianza e amicizia, la Cina dovrebbe dimostrare di essere un buon paese
ospitante facendosi garante di queste libertà. Perciò, oltre a mandare a Pechino i
propri atleti, la comunità internazionale dovrebbe sensibilizzare il governo cinese su
questi temi. So che, in tutto il mondo, molti parlamenti, individui e organizzazioni
non governative si stanno in vario modo attivando perché la Cina colga l’opportunità
delle Olimpiadi per attuare cambiamenti positivi. Apprezzo la loro sincerità. E, in
totale sintonia, vorrei aggiungere che sarà molto importante stare a vedere cosa
accadrà nel periodo successivo alla conclusione dei Giochi. Senza dubbio, i Giochi
Olimpici avranno un grande impatto sul modo di pensare del popolo cinese. La
comunità internazionale dovrebbe quindi investire la propria energia collettiva nella
ricerca delle modalità attraverso le quali garantire, nel modo migliore, cambiamenti
positivi e continui all’interno della Cina, anche quando le Olimpiadi saranno
concluse.

Desidero cogliere questa occasione per esprimere il mio orgoglio e il mio
apprezzamento per la sincerità, il coraggio e la determinazione dei tibetani
all’interno del Tibet. Chiedo loro di continuare ad operare in modo pacifico e
nell’osservanza della legge così da assicurare a tutte le minoranze della Repubblica
Popolare Cinese, compresa quella tibetana, il godimento dei loro legittimi diritti e
benefici.

Vorrei inoltre cogliere questa opportunità per ringraziare, in particolare, il governo e
il popolo indiano per il loro continuo e incomparabile sostegno ai rifugiati tibetani a
alla causa del Tibet e per esprimere la mia gratitudine a tutti quei governi e persone
che hanno costantemente a cuore la nostra causa.

Con le mie preghiere per il bene di tutti gli esseri senzienti,

Il Dalai Lama
10 marzo 2008