Archivio temporale
GRANDE FRATELLO NEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Sab, 15/03/2008 - 23:31La maggior parte della gestione informatica degli Uffici Giudiziari è affidata a personale che viene utilizzato in modo anarchico ed improprio da ditte appaltatrici in tutta tranquillità e che man mano viene licenziato per far posto ai colossi delle telecomunicazioni.
Riferitevi al nostro sito http://www.comitatoatu.it per i pregressi di questa drammatica storia.
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Continua l'ascesa del privato nei gangli vitali della pubblica amministrazione.
Con un costo per ora persino maggiore rispetto ad ATU (ed ancora mancano gli applicativi!) inizia "SPC fase 2" e gli informatici ex-ATU (e persino alcuni CISIA) vengono di fatto discriminati e demansionati, vedendosi attribuire anche il facchinaggio ed inutili orari aggiuntivi in fasce in cui praticamente non lavora nessuno.
Al grido di: "TUTTO QUEL CHE FATE DOVETE FARLO SOLO PREVIA APPROVAZIONE DEL CALL CENTER" si tenta di creare una frattura tra il personale degli uffici giudiziari ed i tecnici fino ad oggi riferimento umano oltre che professionale.
TELECOM ITALIA prende in carico il servizio mettendo a disposizione qualche operatore che smisterà le chiamate, mentre la forza lavoro (sempre più precaria e sfruttata) rimane delle subappaltate aziende ATU.
Le ridicole affermazioni dei business-man entrano anche in questo servizio così serio e delicato, nel contratto si legge:
"...Il servizio VIP deve essere erogato da un pool di risorse "stabili" (cioè: tendenzialemente sempre le stesse persone) e che siano disponibili, con discreta presenza..."
A quando un contratto per dei tecnici di razza ariana?
Ma il futuro sarà ancora peggiore, nelle intenzioni molti presidi umani tenderanno a sparire e le operazioni degli U.G. controllate da un invisibile "Grande Fratello".
Le cifre ufficiali parlano chiaro, progressivi licenziamenti fino al 2012, in questa gestione da America Latina sarà più fortunato chi rimarrà o chi andrà via?
Non dimenticate la firma alla nostra petizione se volete aiutarci: http://www.comitatoatu.it/petizione_atu.html
Filmato autoprodotto della fiaccolata del 20/2 a Torrevecchia - Primavalle
Sab, 15/03/2008 - 23:22La popolazione del quartiere di Torrevecchia/primavalle a Roma chiede il ripristino della viabilità della zona ma nonostante tre mozioni del consiglio comunale e un decreto del Ministero dei Trasporti, Fabio Lazzara presidente del XIX municipio e Mauro Calamante assessore alla viabilità del comune di Roma, si ostinano a non fare un passo indietro. Che democrazia è quella che non ascolta i cittadini ?
Qui c'e' la gente comune che scende in strada e manifesta per il rispetto della volontà popolare ....
Filmato autoprodotto al link :
Legge 188/07 Dimissioni volontarie : quali tutele per i lavoratori ?
Sab, 15/03/2008 - 20:40Il Governo ha emanato la L. 188/07 per contrastare la prassi delle
dimissioni in bianco in uso in alcune aziende.
Tale norma prevede che il lavoratore che decide di rassegnare le dimissioni
volontarie si presenti in uno dei "centri abilitati" per compilare un modulo
attestando così la sua identità e la sua volontarietà.
Peccato che l’opera sia incompiuta e che di fatto non risolva nulla. Infatti
il legislatore ha volontariamente escluso dalla norma le risoluzioni
consensuali che possono essere redatte come scrittura privata tra le parti,
senza alcuna tutela da parte di terzi (DPL, associazioni di categoria,
ecc.).
Quindi il probabile scenario quale sarà: i datori di lavoro poco onesti
faranno compilare non più la lettera di dimissioni in bianco ma un verbale
di risoluzione consensuale in bianco, i lavoratori che vorranno dimettersi
dovranno spendere parte del loro tempo per recarsi nei centri abilitati a
presentare le dimissioni, le aziende dovranno rincorrere i dimissionari per
invitarli a compilare il modulo pena l’invalidità delle dimissioni (con i
conseguenti problemi connessi: licenziamento per giusta causa ecc.)
Un intervento da parte del legislatore appare quanto meno necessario per
fugare il dubbio che sia stata emanata una legge di facciata lasciando
aperta la strada per aggirarla.
Related Link: http://www.lavoce.info
"A Lhasa una repressione orribile" - La protesta corre su internet
Sab, 15/03/2008 - 18:32
ROMA - C’è chi parla di centinaia di morti e chi incita i monaci e il Dalai Lama, ma anche chi critica l’India perché dà ospitalità a dei "terroristi". Gli scontri che stanno infiammando il Tibet hanno provocato forti reazioni anche sul web, dove sono migliaia i siti e i blog sui quali si sono aperte discussioni anche accese. E se a livello internazionale prevale la solidarietà per la causa tibetana, sui siti dei quotidiani cinesi non mancano i commenti che appoggiano la politica del governo di Pechino.
Sono ore drammatiche per quelli che lottano per l’indipendenza del Tibet e sui loro siti gli aggiornamenti, forniti da fonti più o meno ufficiali e verificabili, sono continui. Accanto ai comunicati delle autorità tibetane in esilio a Dharamshala (www.tibet.net), e alle cronache costantemente aggiornate sulle pagine web di Students for a free Tibet (www.studentsforafreetibet.org) si moltiplicano le discussioni nei forum. E mentre Tibet-cafe (www.tibet-cafe.net) racconta di una telefonata da Lhasa che fa un bilancio di 300 morti provenienti in maggior parte dai monasteri di Sera e Drepung, su Tibetan uprising (www.tibetanuprising.org) sono decine i messaggi in favore dei manifestanti. "Mi dispiace di non potermi firmare con il mio vero nome - scrive un utente che si identifica come John More -, ma temo ritorsioni contro i miei parenti in Tibet da parte del governo cinese. Ringrazio Dio perché la tecnologia permette di far conoscere al mondo cosa sta accadendo. Credo che ci sarà una luce alla fine del tunnel". Joyce, invece, fa un parallelismo con Gandhi: "Gli indiani hanno guadagnato la loro indipendenza esattamente in questo modo, marciando dietro il Mahatma!". Chris, però, la vede in un altro modo: "Più voi tibetani combattete, più grande sarà la resistenza e lo spargimento di sangue da entrambe le parti. Ovviamente le vostre pietre non possono battere le mitragliatrici. Cercate la pace".
Anche nelle chat cresce la protesta contro la violenza nelle strade di Lhasa. Su Tibetchat (www.tibetchat.tibetsearch.com), gli utenti stanno cercando di organizzare una discussione con studenti di tutto il mondo. Intanto i messaggi contro le autorità cinesi si moltiplicano: secondo l’indiana Angie22, ad esempio, "quello che sta accadendo in Tibet è orribile".
Le testate cinesi, ovviamente, raccontano tutto in ben altro modo. "China Daily" (www.chinadaily.com.cn) sostiene che dietro alle violenze c’è il Dalai Lama, sottolinea i danni provocati dai manifestanti e dice che la polizia è stata inizialmente costretta ad usare una quantità limitata di gas lacrimogeni e a sparare dei colpi di avvertimento per disperdere la folla. Poi cita il racconto di Han Jingshan, un blogger cinese che vive a Lhasa e che parla di lanci di pietre pesanti anche un paio di chilogrammi e di ventenni tibetani che bruciano auto. Sul forum a disposizione dei lettori, i toni sono molto diversi: "Secondo me è completamente sbagliato che dei terroristi siano protetti in un altro Stato, l’India, mentre attaccano un terzo paese", scrive DirtyHarry. "Queste persone dovrebbero essere cacciate al di fuori dei confini indiani".
Nessun riferimento agli scontri in Tibet, ovviamente, sul sito delle Olimpiadi di Pechino 2008 (http://en.beijing2008.cn), dove si parla solo di sport. Sfogliando le sue pagine, tuttavia, un accenno a Lhasa, lo si può trovare: tra il 20 e il 21 giugno la fiaccola olimpica, simbolo di fratellanza tra i popoli e dei valori positivi dei Giochi, attraverserà le strade della città nel suo lungo viaggio da Olimpia alla capitale della Cina.
(15 marzo 2008)
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La verità è sempre rivoluzionaria! La menzogna è lo strumento preferito e più tipico dalla propaganda anticomunista
Sab, 15/03/2008 - 17:01Alcune settimane fa è stata diffusa in modo artificioso e massiccio la “voce” che il compagno Natali, noto militante di Iniziativa Comunista, sarebbe stato candidato nelle liste comunali romane della Sinistra Arcobaleno a sostegno del candidato Sindaco Rutelli. La malafede dei provocatori che hanno freneticamente fatto circolare questa menzogna è dimostrata dal fatto che l’hanno diffusa evitando accuratamente di chiedere conferme o smentite a IC o al compagno Natali e premurandosi di evitare che venisse a conoscenza di simpatizzanti o iscritti di IC. Ora che è stata resa nota la composizione di tutte le liste in competizione la verità è sotto gli occhi di tutti: non vi è alcuna candidatura di qualsiasi rappresentante di IC in nessuna delle liste presentate per le prossime elezioni. Chi ha detto il contrario mentiva sapendo di mentire!
Non è mai stata discussa una candidatura del compagno Natali nelle liste per le prossime elezioni comunali, Iniziativa Comunista non ha mai chiesto una tale candidatura alla Sinistra Arcobaleno né esponenti di questa forza politica hanno mai proposto (peraltro non ci sarebbe stato nulla di male) a qualsivoglia rappresentante di IC alcuna candidatura.
Chi ha inventato questa menzogna e organizzato la sua diffusione? Probabilmente qualcuno che finora si è rotolato nella mangiatoia dei Governi o delle amministrazioni di centrosinistra, qualcuno che si sente molto imbarazzato dalla presenza, dalla storia di IC o dei suoi singoli esponenti, qualcuno che pensa di lucrare un po’ di credibilità gettando infondatamente discredito sul compagno Natali. La storia, le posizioni di IC parlano da sole e chiunque può verificarlo, conoscendole. Il compagno Natali si è sempre assunto le sue responsabilità e chiunque può formarsi un proprio giudizio autonomamente. Una cosa però è indubbia: giuste o sbagliate che siano le scelte e le posizioni del compagno Natali sono sempre state all’insegna del massimo disprezzo della convenienza, la carriera, le poltrone, gli inciuci etc etc. La figura limpida e incorruttibile che emerge dalla biografia politica del compagno Natali viene fatta risaltare ancor di più da quest’ultima miserabile provocazione.
La diffusione di menzogne contro il compagno Natali, allo scopo di colpire con lui Iniziativa Comunista nonché valori e identità assai più profondi, è una storia vecchia ripetutamente tentata dalle centrali di provocazione nel corso di decenni, con varie campagne a volte goffe e maldestre come quella attuale ed in alcuni casi perfino più strampalate e ridicole. Tutti ricordano la patetica montatura orchestrata dai ROS e rapidamente naufragata nel ridicolo e nella vergogna per i suoi ideatori.
Da sempre la borghesia ha cercato di colpire i comunisti con ricorrenti campagne diffamatorie e menzognere e tuttora gli anticomunisti diffondono falsità: non si possono tacere due esempi attuali e non casuali.
1) Il signor Veltroni ha dichiarato poche settimane fa che i lavoratori italiani protestarono contro il sequestro di Aldo Moro “sventolando nelle piazze la bandiera tricolore”. Non è casuale che questo politicante abbia omesso di dire ciò che sapeva in prima persona ossia che in quella occasione (come in tante altre) le masse proletarie invasero le piazze impugnando la bandiera rossa con la falce e martello.
2) Se è vero quanto appreso dalla stampa, il tanto celebrato (e ancor meglio pagato) scrittore R. Saviano avrebbe dichiarato in questi giorni che “PCI e MSI stavano dalla stessa parte contro la mafia”. A parte il fatto che per il PCI non c’è mai stato nulla per il quale valesse la pena “stare dalla parte dell’MSI” da una persona tanto celebre e ricca ci si aspetterebbe una maggiore capacità di distinzione tra i residuati della dittatura fascista e la principale forza della Resistenza da cui sono scaturite la Repubblica italiana e la sua Costituzione democratica.
In ogni caso una persona tanto osannata come esperta di mafie, non dovrebbe nascondere i risaputi legami tra fascisti e camorra e le propensioni di quest’ultima proprio verso i fascisti napoletani nonché le numerose connessioni tra fascisti e ‘ndrangheta, primo fra tutte quelle relative alle vicende dei sostenitori del famigerato Ciccio Franco, caporione fascista dell’eversione a Reggio Calabria.
Tutte queste considerazioni dovrebbero rammentare a tutte le compagne e compagni l’importanza della vigilanza democratica e di massa mentre sorprende invece, una certa ingenuità ed inerzia che facilitano le trame dei provocatori.
Sarebbe bene, nell’interesse di tutti, indicare apertamente chi ha diffuso queste voci, chiedere loro conto di quanto hanno detto falsamente, risalire la catena di queste falsità ed individuare chi l’ha iniziata. Il tutto pubblicamente, in modo trasparente e con la più ampia partecipazione di massa.
Ferrando e i suoi "compagni" guerrafondai
Sab, 15/03/2008 - 00:39Il PCL fa presentare le liste ad un deputato socialista che vuole fare le basi militari al sud Italia
Come fa il Pcl a presentarsi in tutte le circoscrizioni? Il meccanismo è tecnicamente semplice -anche se politicamente scandaloso. Il parlamento ha modificato, poche settimane fa, le norme relative alla presentazione delle liste: in alternativa alla (quasi impossibile) raccolta di migliaia di firme (stavolta in due settimane, a causa delle elezioni anticipate), si possono esibire due sole firme di parlamentari che danno il loro sostegno alla lista. Appena è stata introdotta questa modalità (di cui ha beneficiato anche Sinistra Critica) il Pcl ha diffuso comunicati di fuoco (per ora ancora disponibili sul loro sito): "la casta garantisce sé stessa e limita la democrazia"; "antidemocratico e scandaloso"; nonché accuse al "ceto politico che ha aumentato le spese militari e finanziato le missioni di guerra". Il Pcl -è scritto in questi testi- è "indisponibile a pasticci" e "non ha tradito e non tradirà mai la sua base sociale" con simili porcherie... Sono passati pochi giorni, il Pcl non è riuscito a raccogliere le firme ma ha trovato la disponibilità di due parlamentari del centrosinistra. Proprio due di quelli che hanno votato le finanziarie di Prodi, aumentato le spese militari e finanziato le missioni di guerra. A questo punto sul sito del Pcl non si parla più di raccolta di firme mancata ma si dice soltanto "Il Pcl c’è, in tutta Italia" (senza spiegare come). Può essere interessante -per capire fino a che punto può spingersi l’opportunismo di questo partito fantasma- sapere chi è uno dei due parlamentari a cui hanno chiesto il sostegno: l’onorevole Giorgio Carta. Si tratta di Giorgio Carta, guida del Psdi, partito che rivendica la propria continuità con il Psdi di Pietro Longo (piduista, condannato per aver ricevuto una tangente da un miliardo e mezzo di lire; poi condannato per concussione) è uno degli ultimi sopravvissuti della casta del pentapartito travolta da tangentopoli. Un partito orgogliosamente filo-atlantico e guerrafondaio. Dell’attività parlamentare di Giorgio Carta (in passato sottosegretario di Amato) si segnala una sua proposta di legge per l’apertura di nuove basi militari al sud (qui sotto alleghiamo la legge, reperibile sul sito della Camera); o diversi suoi interventi a favore di un rinnovato impegno militare dell’Europa; a favore della missione militare in Libano con lo scopo di "disarmare Hezbollah". Ci chiediamo se alle prossime manifestazioni contro la guerra, o al prossimo corteo a Vicenza contro la base Dal Molin, Ferrando e Grisolia sfileranno insieme all’onorevole Giorgio Carta, sostenitore dell’obiettivo "10, 100, 1000 basi militari". E’ mai possibile arrivare fino a questi punti, per qualche comparsata in Tv? E sarebbe questa la "sinistra che non tradisce"?