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L'Italia verso le elezioni politiche nell'analisi del politologo Attilio Folliero
Gio, 27/03/2008 - 22:42Verso le elezioni politiche italiane: l’analisi di Attilio Folliero
http://www.lapatriagrande.net/02_italia/politica/elezi...
Parte 1: I partiti
Sono 158 le liste ammesse alla prossima elezione politica, dove potranno votare per la seconda volta anche gli italiani che vivono all’estero. In un articolo successivo analizzeremo le elezioni italiane all’estero. In questa parte analizziamo l’elenco dei partiti ammessi. Spulciando l’elenco dei partiti, partitini e movimenti non c’è che l’imbarazzo della scelta. Vedere l’intero elenco dei contrassegni ammessi. (http://www.lapatriagrande.net/02_italia/politica/elezi...)
I due partiti principali, che guidano tutti i sondaggi (vedere il sito ufficiale dei sondaggi http://www.sondaggielettorali.it/) sono il Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi, nuovo partito nato dalla confluenza di Forza Italia, Alleanza Nazionale e qualche personaggio dichiaramente fascista (Ciarrapico) ed il Partito Democratico di Walter Veltroni, erede dell’Unione che condusse nel 2006 Romano Prodi al Governo. Il primo è un partito dichiaratamente di centro-destra, anzi come già detto accoglie nel suo seno un personaggio, l’imprenditore Ciarrapico, che si è detto apertamente fascista; il secondo è l’altra faccia della stessa medaglia.
Lucio Garofalo (http://www.lapatriagrande.net/04_opiniones/lucio_garof...), alla vigilia della nscita di questo partito, lo scorso ottobre, richiamando il genio profetico di Pier Paolo Pasolini che aveva avvertito “il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo", scrisse “Eccolo servito. Si chiama PD: Partito Demo(n)cratico. Tale partito non è ancora nato, ma già si sta rivelando una forza politicamente subdola e pericolosa, perché concretamente antidemocratica e soprattutto antioperaia. Purtroppo si confermerà tale nel tempo. Nei prossimi anni il PD costituirà il peggior avversario politico dei diritti, degli scopi e degli interessi della classe operaia e dei lavoratori salariati in Italia, soprattutto dei giovani lavoratori precari ed extracomunitari. Vedrete, gente di poca fede!” In realtà non c’è stato bisogno di aspettare anni. In una recente intervista a El Pais, Walter Veltroni ha dichiarato: “Siamo riformisti, non di sinistra” (http://www.lapatriagrande.net/02_italia/politica/elezi...)
Il primo raccoglie attorno al 40%, il secondo attorno al 35%. Staccatissimi gli altri. Infatti, come terzo nei sondaggi, con il 7% circa, appare “Sinistra Arcobaleno”. Si tratta di una coalizione di 4 partiti: i Verdi; la "sinistra" fuoriuscita dai DS e che non è entrata nel PD,, facente capo all’attuale Ministro della Ricerca Scientifica, Fabio Mussi (http://www.lapatriagrande.net/02_italia/notizie/notizi...), che si schierò con i bigotti italiani che criticarono, quasi linciarono i professori laici dell’Università “La Sapienza”, tra i quali il Prof. Maiani, che si opposero alla visita del papa in questa università; i Comunisti italiani ed il Partito della Rifondazione Comunista, il principale della coalizione, del quale Fausto Bertinotti è l’esponente più importante.
Questa coalizione, che si dice di sinistra, per questa elezione ha rinnegato i simboli del comunismo, la falce ed il martello, considerati ormai vecchi, non adatti alla società moderna. Il Comunismo è ormai superato, un ricordo del passato. Queste in sostanza le loro motivazioni, ovviamente molto superficiali. Ad un analisi meno superficiale, la verità appare un’altra.
Storicamente l’Italia ha sempre avuto una forte componente comunista: dopo la rivoluzione sovietica, con il biennio rosso, anni di lotte e proteste operaie dirette dalla corrente comunista del partito socialista che diede vita nel 1921 al Partito Comunista d’italia, ci fu addirittura la possibilità di una rivoluzione comunista. Di qui la reazione del capitalismo che sfociò nel ventennio fascista di Mussolini.
Dopo la caduta del fascismo, il proletariato rivoluzionario italiano venne frenato ed inglobato nel PCI, il Partito Comunista Italiano, che con Togliatti portò avanti la politica della concertazione con la borghesia italiana.
Con la caduta del muro di Berlino e la sparizione del PCI, che si trasformò in PDS, poi DS, quindi nell’attuale Partito Democratico di Veltroni, in Italia c’erano ancora milioni di persone che si richiamavano al comunismo. Per “fenare” ed impedire che queste perone potessero scivolare verso il comunismo rivoluzionario, si fondò il Partito della Rifondazione Comunista, che ha vissuto i momenti di maggiore “successo” quando venne chiamato a fare il segretario il sindacalista Fausto Bertinotti. Oggi a quasi due decenni dalla caduta del muro di Berlino si sono create le condizioni per il superamento totale dei simboli del comunismo. Bertinotti ha svolto egregiamente il suo lavoro a favore della borghesia parlamentare, eliminando definitivamente dal Parlamento italiano qualsiasi riferimento al comunismo. Il Parlamento del 2008 sarà il primo che non presenterà nessun parlamentare che, almeno nominalmente ed ufficialmente, si definisca comunista. Aspetto, questo, sommamente positivo per il proletariato italiano.
Aggiungiamo che mentre tutta la dirigenza dei partiti comunisti parlamentari, dal 1926 ad oggi, non aveva niente a che spartire col comunismo, la base che, sí, credeva nel comunismo, era però completamente in balia di questa dirigenza e priva di qualsiasi coscienza di classe si è lasciata trascinare, fino quasi ad annullarsi. Per quanto, però il potere della classse dominante italiana è immenso non possono riuscire ad annullare le contraddizioni esistenti nel sistema capitalistico e le differenze di classe.
Tornando ai partiti in lizza ed ai sondaggi, al quarto posto troviamo l’Unione di Centro di Casini, fino a ieri fedele alleato di Berlusconi, da cui si è separato per chissà quale misterioso motivo. Siamo certi, però che se Berlusconi avrà bisgno dei suoi deputati per fare il Governo, non ci saranno dubbi che Casini correrà in suo soccorso. La politica di questo partito, diretto discendente della Democrazia Cristiana, si basa sui valori tradizionali della famiglia, ma curisamente il suo lider, Pier Ferdinando Casini, divorziato sembra predicare agli altri valori che non valgono evidentemente per lui.
Segue la Lega Nord, partito xenofobo e separatista che ambisce a creare uno stato autonomo nel nord Italia. Nei sondaggi a livello nazionale non supera il 5%, ma in realtà si presenta solo al Nord, dove ha un peso notevole: il 20%. E’ fedele alleato di Berlusconi ed avrà un peso determinante nelle possibili scelte delle politiche economiche di un possibile futuro governo diretto da Berlsusconi.
Infine due partiti che hanno un paio di punti percentuali a testa: l’Italia dei valori dell’ex magistrato Antonio Di Pietro, alleato di Veltroni e La Destra, partito di etrema destra, che all’occorrenza potrebbe sostenere Berlusconi.
Questi sette partiti o coalizioni di partiti raccolgono attorno al 95% dei voti, secondo i tutti i sondaggi. Accanto a questi c’e una numerosa schiera di partiti, alcuni dei quali si presentano a livello nazionale, altri solo in determinate regioni.
A parte quelli citati sopra, saranno ben pochi quelli che riusciranno a portare un proprio rappresentante al parlamento, magari quelli che hanno una importante tradizione a livello locale, come il Sudtiroler Volkspartei, presente nella zona del Sud Tirolo nell’Alto Adige e pochissimi altri.
In totale sono 158 le liste ammesse a queste elezioni e ce n’è veramente per tutti i gusti. Veramente variopinta, a volte folckloristica e fantasiosa la selva di liste presenti.
Parlando della Sinistra Arcobaleno abbiamo detto che per la prima volta nel parlamento italiano non ci saranno dei parlamentari che si dicano ufficialmente comunisti. Non significa però che non sono presenti a queste elezioni partiti e liste che si richiamano ai simboli del comunismo. Anzi, sono presenti ben sei partiti che dicono di ispirarsi al comunismo: Lista Comunista per il Blocco Popolare, Iniziativa Comunista per la Libertà, Partito di Alternativa Comunista, Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, Sinistra Crtitica Ecologista Comunista Femminista ed il Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando, l’unico che nei sondaggi sembra poter raggiungere un punto percentuale; tutti gli altri non arrivano allo 0,5%. Ovviamente nessuno di loro sembra avere la possibilità di eleggere un rappresentante.
Accanto ai comunisti, c’è poi la schiera dei socialisti, anche questi numericamente ascendono a sei. Tutti questi partiti, pur richiamandosi al socialismo ed al comunismo non hanno niente a che spartire col marxismo; si tratta di partiti di impostazione socialdemocratica o di opportunisti piccolo borghesi che approfittando del vuoto lasciato da Bertinotti e simili, sperano di far breccia su quanti credono nel comunismo. I veri comunisti non si mischiano con le faccende elettorali della borghesia.
C’è poi una altrettanto lunga schiera di partiti figli della disciolta Democrazia Cristiana, quindi di ispirazione cattolica e centrista (tra cui Rifondazione Democristiana) ed una altrettanto lunga lista di partiti di destra ed etrema destra, alcuni dei quali, come Forza Nuova di chiara ispirazione fascista. La costituzione repubblicana del 1946 proibisce la ricostituzione del partito fascista, però ciò non impedisce che partiti con altri nomi, si ispirino a questa ideologia.
Accanto a questi c’è tutta una lunga lista di partiti regionalistici e locali, alcuni di ispirazione separatista, ossia che propongono la creazione di uno stato autonomo dall’Italia, altri solo rapresentativi di interessi locali. Sono presenti un pò ovunque; già abbiamo detto della Lega Nord, alleata di Berlusconi; tra gli altri la Liga Veneta, La Lega Sud Ausonia, Sardinia Natzione, Progetto Nordest, Fronte indipendentista Lombardia, L’altra Sicilia, il Movimento Inideponentista della Sicilia, il Partito del Popolo Sicialiano, Alleanza Lombarda, Patto per il sud, Per il sud (distinto dal precedente), Autonomia Sud, Partito del Sud, Lega Lombarda, Nuova Alba, Intesa Veneta. Ci fermiamo qua, ma potremmo continuare a lungo. Vedasi l’elenco completo dei partiti ammessi. (http://www.lapatriagrande.net/02_italia/politica/elezi...)
Poi ci sono i partiti che possiamo definire di categoria o a carattere sociale: Unione degli imprenditori socialisti (sic!), il Partito dei Dipendenti Pubblici, vari partiti delle donne, il Partito dei Poeti, il Partito dei diversamente abili, il Movimento Politico Disabili, il Partito dei Giovani dell’Italia Futura, ma anche quelli del passato, ossia vari partiti dei pensionati e degli anziani.
Non mancano i partiti personali, alcuni legati a personaggi noti come il radicale Pannella, o Stefania Ariosto, che ebbe una notorietà nell’Italia degli scandali politici ed imprendiotriali degli anni novanta, ma c’è anche il Partito di Valentino ed il Partito di Peppe, che è anche un partito autonomista e che forse punta a farsi votare da tutti i Giuseppe d’Italia e sue numerose varianti (Peppe, Peppino, Beppe, Pippo, Pino, ecc...) ed il partito di Battista Mazzetta, un nome che sembra appropriato alla politica italiana.
Non manca il nome famoso dello sport: addirittura Carmine Abbagnale, uno dei più grandi rematori del mondo di tutti i tempi (per una dozzina di anni l’invidia di tutti, soprattutto dei rematori di Cambridge ed Oxford; solo il passare degli anni riuscì a sconfiggere lui, il fratello ed il timoniere Peppiniello di Capua). Ovviamente il suo partito non poteva che chiamarsi “Non remare contro”. A proposito di Peppiniello Di Capua voterà per Carmine Abbagnale o per il Partito di Peppe?
E che dire di Mario Zarlenga? A parte chiederci chi è costui, dal simbolo del suo partito - Uun mappamondo. Costui vuole conquistare il mondo? - e dal nome dato al partito (Zarlenga Omnia) viene naturale pensare che sia un po’ megalomane.
Non mancano i Paladini d’Italia e quelli che vorrebbero cacciare gli statunitensi e perciò gridano Yankee Go Home. Si tratta del partito di Andreoli che evidentemente non essendo riuscito a diventare segretario del Partito Democratico, partito filo americano, del quale fu candidato a segretario in alternativa a Veltroni, ha creato il partito che vuole cacciare gli americani. Avrà creato questo partito per ripicca?
Non manca il partito della L.I.R.A ed il partito No Euro; c’è il Partito dei Cittadini attivi per la democrazia e la giustizia, ma anche quello degli Impotenti Esistenziali del dr. Cirillo (Scusate l’ignoranza, ma chi è il dottor Cirillo?). C’è il partito dei Consumatori, ma anche il partito di coloro che non hanno niente da consumare e si acconteterebbe della pagnotta, del lavoro ed un po’ di pace, partito che si presenta col nome di Pane, Pace e Lavoro. Non manca la folta schiera di partiti pacifisti, ma anche quelli che puntano al Territorio Sicuro, evidentemente meno pacifisti. C’e il partito delle Ali e della Coerenza Politica (bisogna proprio votarlo sto partito, perchè di coerenza politica in Italia se ne vede veramente poca), ma anche quello che punta Al Bene Comune e quello che punta diritto al 100% (che sicuramente firmerebbe per prendere un 10%, che gli garantirebbe il bel seggiolone al parlamento, ma probabilemnte non arriverà allo zero virgola qualcosa). Non manca il partito del Loto (quale sarà il suo programma? La liberalizzazione del fior di loto?), il partito del No profit e quelli che puntano ad essere Liberi nella Libertà. Purtoppo manca il partito dei Liberi nel Carcere, che avrebbero potuto costituirlo quel 10% di parlamentari uscenti che hanno problemi con la giustizia.
Una volta c’era il sogno americano, a queste elezioni troviamo il Sogno Italiano. Non manca chi sogna un ritorno alla monarchia, come gli attivisti del partito Valori e Futuro con Emanuele Filiberto o la restaurazione del Sacro Romano Impero; qualche altro sogna l’eliminazione della Casta e qualcuno semplicemente sogna un Casinò nel Centro Italia, motivo sufficiente per fondarsi il suo bel partito.
Strano a dirsi ma di animali non c’è quasi traccia; a parte un Movimento Nazionale Delfino a nessuno interessano gli animali!
Tre argomenti legati all’attualità: come tutti sanno mezza Italia è seppellita dalla spazzatura, per cui non poteva proprio mancare un partito No Monnezza. L’attualità di Internet è presente con due liste: il Partito Internettiano di Francesco Miglino che ovviamente ha per simbolo la @ ed il partito miogoverno.it di Guido Prayer, chiaramente di ispirazione internettiana. Poi c’e l’latro grande tema, di cui si parla veramente poco, ma che darà grandi soprese, come già successo con il Vaffanculo Day dell’8 settembre. Ossia c’è il movimento degli scontenti e di coloro che vorrebbero farla finita con i D’Alema, i Veltroni, i Berlusconi, i Bertinotti, ecc... portato avanti da Beppe Grillo e non solo. Beppe Grillo in realtà non si presenta a queste elezioni, però approfittando del suo nome sono state presentate due liste, che sperano di evidentemente di raccogliere consensi appunto giocando col nome di Beppe Grillo: No Euro – Lista del Grillo e Grilli d’Italia – Movimento Ultima Speranza. Pero’ chi incarna veramente lo scontento è la lista Io non voto, che spera di attirare i voti di chi non vota. Sic! e doppio Sic!
Mentre in America Latina si parla, anche se spesso in modo inappropriato di Rivoluzione, in Italia sta parola sembra essere proprio tabù. In realtà c’è una lista che propone la Rivoluzione, ma una Rivoluzione Democratica.
Per concludere questa prima parte riguardante le liste presenti a queste elezioni, dobbiamo aggiungere che i sondaggi nulla dicono circa l’astensionismo. Probabilemnte la vera sorpresa di questa elezione sarà proprio la crescita degli astensionisti. Non è un caso che anche tra gli astensionisti sono fiorite varie raggruppazioni, magari in lotta tra di loro e che stanno facendo solo gli interessi del Manifesto. E già! Questi raggruppamenti si stanno contendendo l’astensionismo attrverso vari avvisi pubblicitari (a pagamento ovviamente) sullo storico giornale comunista (ovviamente comunista solamente per chi è a digiuno di formazione ideologica e si accontenta del nome!).
Perché boicottare le olimpiadi cinesi?
Gio, 27/03/2008 - 20:02

Salva il Tibet. Campagna di Boicottaggio dei Giochi Olimpici Beijing 2008.
Il Gruppo EveryOne promuove una petizione e una campagna internazionale - www.petitiononline.com/fortibet - affinché venga immediatamente sospesa la durissima repressione socio-culturale in corso da giorni in Tibet, perpetrata dalle autorità cinesi nei confronti di migliaia di innocenti. Atleti, intellettuali, attivisti, politici e voci religiose del Tibet e dell'Occidente (a partire dal famoso monaco Tenzin Sherab, viucinissimo al Dalai Lama) sottoscrivono questa petizione che invita al boicottaggio. I leader del Gruppo EveryOne e le autorità e le persone di buona volontà che sostengono il documento/petizione che segue promuovono la Campagna di Boicottaggio dei Giochi Olimpici 2008 a Pechino e delle relazioni sportive e culturali con la Repubblica Popolare Cinese. Sostengono inoltre l'iniziativa "Pechino 2008. Medaglie d'Oro per i Diritti Umani", assegnando medaglie d'oro, coniate dal Gruppo EveryOne, a tutti gli atleti che decideranno di non partecipare ai Giochi Olimpici, in solidarietà alla popolazione del Tibet.
Petizione
Vota ora: www.petitiononline.com/fortibet
Una delle più gravi emergenze riguardanti i Diritti Umani si svolge nel Tibet, un Paese che si trova nord dell'Himalaya e che ha una superficie di 2,5 milioni di Kmq: oltre otto volte l'Italia. La popolazione tibetana è di circa 6,5 milioni di abitanti contro di 7,5 milioni di coloni inseriti progressivamente nel Paese dal governo cinese. Il Tibet è stato libero e indipendente per secoli; il suo diritto all'indipendenza è documentato da tre risoluzioni approvate dalle Nazioni Unite nel 1959, 1961 e 1965. In seguito all'invasione da parte del'esercito cinese - avvenuta fra il 1949 e il 1950 - e alla sua spietata politica repressiva, oltre duemila anni di storia e cultura tibetana sono messi gravemente a rischio di annientamento. Ricordiamo che durante l'occupazione e dopo l'annessione si sono verificati innumerevoli atti di barbarie, perpetrati da oltre 40 mila soldati invasori che già nel periodo 1950-1980 hanno assassinato più di due milioni di tibetani e distrutto un incomparabile patrimonio dell'umanità: oltre seimila templi e un numero incalcolabile di opere d'arte. Migliaia di dissidenti, intellettuali, religiosi - colpevoli di non accettare la persecuzione - sono stati incarcerati; lingua, religione e tradizioni culturali vengono negate; l'ambiente, di meravigliosa bellezza prima dell'invasione, è stato sottoposto a deforestazione e saccheggio delle risorse, operazioni che hanno provocato una catastrofe ecologica e il progressivo impoverimento del Paese. Dal 1959 il Dalai Lama vive in esilio. Nel frattempo il suo Paese è stato ridotto in condizioni tragiche di miseria: il livello di vita dei tibetani è uno dei più bassi del pianeta, mentre l'inserimento di coloni cinesi amplifica di anno in anno la situazione di minoranza dei tibetani. Nell'età moderna si è verificato il dramma previsto dal 13° Dalai lama - predecessore dell'attuale - nel 1931:
"Dobbiamo essere pronti a difenderci o le nostre tradizioni spirituali e culturali saranno distrutte, i nomi dei Dalai e Panchen Lama saranno cancellati, i nostri monasteri saranno saccheggiati e ridotti in macerie, i monaci e le monache assassinati o scacciati. Se non tuteleremo il nostro popolo, diventeremo schiavi dei nostri aguzzini, costretti a vagabondare senza speranza come mendicanti".
Dal 13 marzo 2008 il Tibet assiste alla protesta dei cittadini contro la politica persecutoria del governo cinese. Le autorità cinesi hanno reagito con una durezza ancora maggiore, rispetto al passato. Numerosi monaci sono stati arrestati, mentre la polizia, sparando sulla folla dei dimostranti, ha provocato finora un centinaio di morti, che il governo tibetano in esilio ha documentato, mentre il governo cinese ha tentato di nascondere, dichiarando un numero complessivo di tredici vittime, definite "facinorosi" e "criminali". La Storia ci invita a ricordare che la propaganda dei regimi persecutori ha sempre posto in essere campagne dirette a criminalizzare le vittime, secondo una precisa strategia finalizzata a giustificare violazioni e forme di annientamento: dai coloni europei nei confronti dei nativi americani ai nazisti nei confronti degli ebrei e delle altre minoranze loro invise. La persecuzione attuata da diversi Stati europei contro i popoli zingari – che avviene nell'indifferenza del resto del mondo – si avvale della stessa forma di propaganda: "Tolleranza zero contro un popolo di criminali". Le identiche parole che ha pronunciato il portavoce del Ministero degli esteri Qin Gang in risposta all'appello a favore del Tibet promosso da benedetto XVI. Il 18 marzo 2008 il premier cinese Wen Jiabao, per prevenire eventuali campagne di boicottaggio da parte del Dalai Lama aveva addossato allo stesso la responsabilità dei lutti causati dalle autorità cinesi nel Tibet, accusandolo di "incitare il boicottaggio dei Giochi olimpici di Pechino del prossimo agosto".
Ecco perché il Dalai Lama evita di parlare dell'opportunità di dire NO ai Giochi Olimpici di Pechino: non vuole che si versi altro sangue. Contemporaneamente, però, dal suo esilio a Dharmsala, in India, lancia al mondo libero un grido di aiuto: "La repressione sta aumentando fino a raggiungere enormi e spaventose violazioni dei diritti dell'uomo e contemporaneamente è negata la libertà religiosa e le questioni spirituali vengono politicizzate".
Nel frattempo i religiosi, gli intellettuali e i leader in esilio hanno iniziato una marcia di protesta dall'India al Tibet, chiedendo che la sanguinaria occupazione cinese del Tibet abbia fine e che tutti i Paesi e gli esseri umani che credono nella necessità di salvaguardare i Diritti Umani boicottino senza esitazione lo svolgimento dei prossimi Giochi olimpici a Pechino. La comunità internazionale sembra spaventata dall'ipotesi-boicottaggio, perché gli interessi economici e politici che ruotano intorno ai Giochi Olimpici sono enormi.
Mostrarsi vili e indifferenti di fronte a una tragedia di proporzioni immense, tuttavia, sarebbe il più grave degli errori e renderebbe tutti noi complici dei carnefici che perpetrano continue violazioni dei diritti fondamentali della persona, che contrastano con la convivenza civile e con i principi di libertà e dignità che devono essere concessi a ogni essere umano. I giochi olimpici rappresentano, da sempre, un momento celebrativo di fratellanza tra i popoli, tant’è che storicamente, durante il loro svolgimento, veniva interrotto ogni conflitto; inoltre i Giochi sono un’occasione per riaffermare il valore universale dei diritti umani e impedire la violazione dei diritti democratici. A tutto questo il Governo Cinese sta venendo meno.
Dopo le sconvolgenti vicende che hanno coinvolto la Birmania, dove sono stati trucidati centinaia di monaci buddisti che manifestavano pacificamente, episodi ancora più gravi si stanno ripetendo in Tibet e gli oppressori non vengono raggiunti da ammonimenti forti e chiari, da voci ferme e autorevoli che li inducano a cambiare strada e a intraprendere la via del rispetto dei Diritti Umani. Fino ad ora sono rimaste inascoltate le raccomandazioni promosse dalle organizzazioni per i diritti civili e da alcune forze politiche internazionali, come a nulla è purtroppo valso - come abbiamo visto - l’appello del Dalai Lama alle autorità Cinesi perché abbandonino l’uso della forza per reprimere le pacifiche e democratiche proteste del popolo tibetano. Paura e indifferenza, al contrario, indeboliscono la sua voce che invita alla pace e al rispetto dei popoli.
Il Gruppo EveryOne invita le nazioni, le federazioni sportive, i singoli atleti, i giornalisti sportivi, i tifosi a riflettere attentamente sull'eventualità di ignorare la sofferenza e i lutti che colpiscono i tibetani per celebrare i Giochi Olimpici come si fa ogni quattro anni. Che valore avrebbero le performance degli atleti? Che suono avrebbero gli inni nazionali? Che luce rifletterebbero le medaglie?
Si ricordino le Olimpiadi del 1936: la scelta cadde su Berlino, sede contrastata, visto che la Germania stava entrando in pieno periodo hitleriano. I Giochi altro non furono che l'occasione per mostrare al mondo intero la superpotenza germanica: nuove costruzioni faraoniche, tra cui un Villaggio Olimpico splendido, e una squadra tedesca che si preparò scrupolosamente e per mesi nella Foresta Nera, da dove uscì in grande spolvero dopo allenamenti durissimi. Le proteste ai Giochi Hitleriani di certo non mancarono, ma ancora più che le proteste non mancarono le contraddizioni: gli Stati Uniti minacciarono il boicottaggio per voce del presidente Roosevelt, ma tutto poi rientrò. Roosevelt mandò un inviato in Germania per verificare quale fosse effettivamente la situazione, ma ad attraversare l'oceano fu Avery Brundage, futuro presidente del CIO e soprattutto di tendenze ultraconservatrici e razziste. Così il suo rapporto fu positivo e gli Stati Uniti decisero di partecipare ai Giochi. Anche Hitler si ridipinse un po’: nello squadrone tedesco vennero inseriti così una manciata di atleti di origine ebrea; questo mentre erano già operative le leggi antiebraiche. Così, in un trionfo di svastiche, il 1° agosto 1936 il mezzofondista tedesco Erik Schilgen accese, con la fiaccola giunta per mano di 3000 tedofori da Atene, il braciere olimpico. Qualche anno dopo, per citare un esempio significativo, tutti i giocatori di origine ebrea dell'Ajax, squadra calcistica del ghetto di Amsterdam fondata dai fratelli Han e Johan Dade, vennero deportati nei campi di concentramento nazisti, sotto l'indifferenza, mista a sgomento, della comunità internazionale. Non permettiamo che avvenga lo stesso con la Repubblica Popolare Cinese.
La Cina non può rappresentare lo spirito olimpico di fratellanza e amicizia, come non può accogliere l’arte e la cultura che si facciano messaggeri di solidarietà. Il Gruppo EveryOne chiede a tutti gli atleti, italiani e internazionali, che abbiano pianificato la loro presenza alle Olimpiadi di Pechino, di boicottare la loro partecipazione ai Giochi. Ma questo non deve bastare, perché il boicottaggio, per essere efficace nei confronti di un governo la cui arroganza e i cui soprusi sembrano non avere un limite, deve riguardare ogni manifestazione sportiva, culturale, di spettacolo, di incontro. Il Gruppo EveryOne - ma anche voci importanti della cultura contemporanea, come quella del filosofo francese Bernard Henry-Levy - chiede agli atleti di non esprimere il loro talento sul suolo di un Paese che non riconosce i Diritti Umani; chiede a tutti gli artisti che abbiano previsto tournée, concerti e spettacoli in Cina, di cancellarli: devono fermarsi i concerti, fin tanto che le trombe tibetane non potranno tornare a suonare in libertà e serenità; si devono fermare gli spettacoli, fin tanto che non cesseranno le urla di migliaia di innocenti che manifestano in modo nonviolento e vengono repressi con la forza, arrestati, umiliati, uccisi da forze militari cinesi.
Il Gruppo EveryOne ricorda che il boicottaggio è una forma di azione a sostegno dei Diritti Umani che ha ottenuto importanti risultati fin dalla fine del XIX secolo, epoca a cui risale la sua origine. La sua efficacia è indiscutibile, perché si basa sugli stessi principi che hanno fatto dello sciopero uno strumento fondamentale per le istanze dei lavoratori, in tutto il mondo. Il boicottaggio è un'azione nonviolenta, mirata a isolare l'entità che viola i Diritti Umani e a interrompere forme di collaborazione nei suoi confronti. Una delle vittorie più significative ottenute attraverso il boicottaggio fu l'abolizione dell'apartheid in Sudafrica. A chi sostiene che i Giochi Olimpici 2008 porteranno vantaggi a tutto il popolo cinese e visibilità ai dissidenti tibetani, rispondiamo che la manifestazione, se dovesse tenersi regolarmente, avrà il solo risultato di rafforzare l'attuale regime, penalizzando ulteriormente le minoranze perseguitate, mentre le notizie provenienti dal Tibet che raggiungeranno i media e gli osservatori internazionali saranno opportunamente filtrate dalla propaganda governativa. Il boicottaggio, al contrario, è una risposta chiara alla voce della prevaricazione: "Non esiste un prezzo per la libertà di un popolo; non esiste un prezzo per il sangue innocente".
I leader del Gruppo EveryOne, le autorità e le persone di buona volontà che sostengono la Petizione e la Campagna di Boicottaggio dei Giochi Olimpici 2008 e delle relazioni sportive e culturali con la Cina promuovono inoltre l'iniziativa "Pechino 2008. Medaglie d'Oro per i Diritti Umani", assegnando medaglie d'oro (che saranno coniate in metallo dorato a cura del Gruppo) a tutti gli atleti che decideranno di non partecipare ai Giochi Olimpici o ad altre manifestazioni sportive in Cina, in solidarietà alla popolazione del Tibet. Le Medaglie d'Oro saranno assegnate e consegnate anche ai giornalisti, agli intellettuali, agli artisti che parteciperanno alla Petizione e alla campagna, boicottando relazioni di cultura, informazione o spettacolo con il governo degli oppressori.
EveryOne Group
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti:
Gruppo EveryOne
www.everyonegroup.com - info@everyonegroup.com
Tel: +39 334 8429527 :: Fax: 055 0518897
27.3. La solidarietà è un'arma
Gio, 27/03/2008 - 17:54per conquistare il futuro bisogna conoscere il passato: http://geocities.com/aboutpcpm01/index.html
ci è pervenuto per e-mail e vi chiediamo di farlo girare il più possibile il seguente testo con l'indirizzo e-mail:
27.3.08 inizia a Milano il processo contro i comunisti:
Solidarieta con la costituzione per il PC p-m
Solidarität mit der Konstituierung der PC p-m
Solidarite avec la constitution pour le PC p-m
PIaaza vescovio candidata
Gio, 27/03/2008 - 17:44Ciao,visto che mio padre è candidato al II municipio di roma ho dato un'occhiata alle liste ed ho notato che "la destra" candida tale TRANI FABIAN già conosciuto come uno dei fascisti di Piazza Vescovio (NucleiTriesteSalario)...tanto per aggiungerlo ai picchiatori di casa pound candidati al parlamento!!!
La fiamma ultimamente aggrega più fasci di Forza(merda) nuova!!...
speriamo di non trovarcelo in municipio!!
SCIOPERO 4 APRILE LAVORATORI CONTRATTO COOP. SOCIALI
Gio, 27/03/2008 - 17:26USI AIT – UNIONE SINDACALE ITALIANA
Confederazione di sindacati nazionali e di federazioni intercategoriali
SEGRETERIA SINDACATO NAZIONALE USI AIT COMMERCIO TURISMO E SERVIZI
ROMA VIA ISIDE 12 00184 TEL. 06/70451981 FAX 06/77201444
MILANO VIA ISONZO 10 20136 TEL. 02/54107087 FAX 02/54107095
UDINE 347 – 4264674
e mail: usiait1@virgilio.it info@usiait.it
COMUNICATO RADIO/STAMPA
IL 4 APRILE 2008, PROCLAMATO SCIOPERO NAZIONALE PER I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DELLE COOPERATIVE SOCIALI E DEGLI ENTI, ASSOCIAZIONI O CONSORZI DEL TERZO SETTORE CHE APPLICANO IL CCNL DELLE COOP. SOCIALI.
LO SCIOPERO E’ PROCLAMATO IN MANIERA AUTONOMA DALL’UNIONE SINDACALE ITALIANA USI AIT E DA CGIL CISL UIL, DOPO INFRUTTUOSI E NEGATIVI ESITI DEGLI INCONTRI AL MINISTERO DEL LAVORO SVOLTISI SEPARATAMENTE DALLE DUE DELEGAZIONI (USI AIT E SINDACATI CONFEDERALI) IL 18 MARZO 2008.
L’AZIONE DI SCIOPERO SI INQUADRA NELLA MOBILITAZIONE IN ATTO PER IL MANCATO RINNOVO DEL CCNL, SCADUTO DA 28 MESI, CON RICHIESTA NELLA PIATTAFORMA CONTRATTUALE USI DI UN AUMENTO MEDIO MENSILE (SUL 4° LIVELLO) DI 200 EURO NETTI E NELLE REALTA’ LOCALI PER I COCOPRO DI ADEGUAMENTI DELLE TARIFFE ORARIE, COME RECUPERO DEL REALE COSTO DELLA VITA, PER CONTRASTARE PRECARIETA’ DIFFUSA NELLE COOPERATIVE E NELLE ASSOCIAZIONI DEL TERZO SETTORE, PER RISPETTO DISPOSIZIONI DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO, PER AVVIO PROCESSI DI INTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI AFFIDATI A TERZI SOGGETTI E PER ASSORBIMENTO DEL PERSONALE IMPIEGATO.
LO SCIOPERO NAZIONALE DEL 4 APRILE SI INTRECCIA CON QUELLO PROCLAMATO PER LA STESSA DATA DEL 4 APRILE DA RdB CUB PER I PRECARI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, AZIONE DI SCIOPERO ALLA QUALE LA USI AIT NAZIONALE HA DATO LA SUA FORMALE ADESIONE E SOSTEGNO, COME MOMENTO DI CONVERGENZA DELLE LOTTE PROMOSSE DA DIVERSI SINDACATI AUTORGANIZZATI E DI BASE, TRA COLORO CHE RIVENDICANO LA STABILIZZAZIONE OCCUPAZIONALE E COLORO CHE IMPIEGATI SU SERVIZI ESTERNALIZZATI, RICHIEDONO L’ASSORBIMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI E DEL PERSONALE UTILIZZATO DA ANNI.
IL 28 MARZO ORE 20 A ROMA VIA ISIDE 12 RIUNIONE PER PREPARARE LO SPEZZONE ALTERNATIVO ALLA MANIFESTAZIONE
UNIONE SINDACALE ITALIANA USI AIT – SEGRETERIA NAZIONALE
Migranti e antirazzisti in piazza
Gio, 27/03/2008 - 16:57Domenica alle ore 15 appuntamento a piazza Esedra, per una manifestazione che vuole ricordare tutti i morti nei mari italiani
Sport sotto l'assedio - collegamento video
Gio, 27/03/2008 - 11:29Carovana Sportiva "Sport Sotto l'Assedio"
Palestina 22-30 Aprile 2008
101 atleti percorrono le starde della Palestina occupata con gli scarpini ai piedi
Questa carovana, alla sua quarta edizione, è un progetto che nasce dal basso, dalle curve degli stadi di calcio, dalle palestre popolari e dai centri sociali.
Il valore assoluto dello sport trova in questa manifestazione un significato particolare per i giovani palestinesi ed italiani che intendono ribadire così la loro fiducia in un futuro di pace
e giustizia che passa anche dai terreni polverosi dei campi profughi e dai campetti di periferia della nostre città.
La presenza della carovana sportiva vuole ribadire e
continuare quel rapporto di scambio e di comunicazione che
attraverso lo sport arriva forte e consapevole anche in quelle terre che da
troppi anni sono scenari di guerra.
Giovedi 27 marzo ore 22.00
collegamento video con la palestina
racconti dei 101 atleti al giro di boa
della carovana
CSOA Corto Circuito
via filippo serafini 57
www.corto.circuito.info
www.sportsottoassedio.it
Alitalia - Alla Magliana lavoratori in piazza
Gio, 27/03/2008 - 00:3026 marzo 2008 - Il Tempo
Alla Magliana
Lavoratori in piazza. Protesta sulle note dell'Inno di Mameli
I dipendenti di Alitalia fanno sentire la loro voce. Alcune centinaia di lavoratori dell'Atitech di Napoli sono giunti in corteo di fronte alla sede di Alitalia alla Magliana a pochi minuti dall'inizio dell'incontro tra il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, il presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato e i sindacati
Roma - Accompagnati da slogan, bandiere e tamburi, i dipendenti della società hanno protestato contro il piano di cessione dell'azienda.
Nel piazzale antistante il quartier generale di Alitalia si è svolto anche un sit-in dei lavoratori del call center e del centro elaborazioni dati anche essi coinvolti nel piano di dismissione.
Al grido di «Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta» i dipendenti della società che ha sede a Napoli sono entrati all'interno del cortile del quartier generale di Alitalia e hanno presidiato l'ingresso. Numerose le bandiere delle varie sigle, tra cui quelle del Sdl, di Filt-Cgil e Cub. Il corteo è arrivato alla Magliana sulle note dell'Inno di Mameli, per sottolineare la richiesta di mantenere l'italianità della compagnia.
Le forze dell'ordine hanno controllato che la protesta non degenerasse e in effetti non si sono registrati scontri. Al termine dell'incontro il presidente di Air France-Klm ha rassicurato i sindacati sottolineando come il nuovo piano francese «non lascerà nessun lavoratore per strada».