Archivio Temporale
Rogo di Livorno: il razzismo diventa spettacolo
Mer, 23/04/2008 - 23:01COMUNICATO STAMPA
24 aprile 2008
LIVORNO, STASERA SPETTACOLO TEATRALE COL SINDACO COSIMI SUL ROGO DOVE MORIRONO 4 BIMBI ROM
GRUPPO EVERYONE: “UN’AZIONE INDEGNA. DUE DEI GENITORI DI QUEI BAMBINI STANNO MORENDO DI FAME E NESSUNO LI AIUTA”
Questa sera, al teatro Goldoni di Livorno, andrà in scena lo spettacolo teatrale "Io non sono razzista...ma però", ispirato e dedicato al rogo di Pian di Rota dell’agosto scorso (le cui cause non sono mai state chiarite né rese pubbliche) nel quale persero la vita quattro bambini Rom.
La messa in scena è liberamente tratta dal "Manifesto della razza", il documento redatto nel 1938 da un gruppo di scienziati fascisti e usato dallo stesso regime come base teorica per le leggi razziali; la rappresentazione, nella quale il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi rappresenterà se stesso, è stata ideata e organizzata da Alessio Traversi e Federico Bernini, e a recitare saranno alcuni detenuti del Laboratorio teatrale della Casa circondariale livornese.
“E’ un’azione indegna e inumana” commentano duramente i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, che in questi lunghi mesi di sofferenza sono rimasti a fianco di due dei genitori dei bambini morti nel rogo: Victor ed Elena Lacatus. “Victor ed Elena, dopo essere stati ingiustamente accusati della morte della loro piccola Leunuca Corolea, assassinata assieme agli altri tre ragazzini da un gruppo razzista locale, hanno dovuto vivere sulla propria pelle l’orrore della cattiveria e dell’indifferenza: sono stati abbandonati a se stessi, si sono visti sbattere in faccia le porte dalla Caritas di Livorno, dalla diocesi, dal Comune di Livorno e da tutte le istituzioni locali. Attualmente vivono in una baracca, di nuovo, senza cibo, senza acqua corrente, senza luce né riscaldamento, esposti a continui rischi per la loro vita. La loro situazione è in corso d’esame presso la Corte Europea dei Diritti Umani” continuano gli attivisti “attraverso la quale sperano di ottenere finalmente giustizia”. Sullo spettacolo Malini, Pegoraro e Picciau continuano: “La notizia di uno spettacolo teatrale sulla tragedia che ha distrutto la loro famiglia li ha abbattuti. E’ vergognoso che il sindaco Cosimi li abbia lasciati vivere come bestie pur conoscendo la loro difficilissima situazione e che ora faccia leva su una disgrazia per ricavarne il plauso dei cittadini”.
Il Gruppo EveryOne annuncia che è già partito un appello ufficiale in Commissione Europea per quanto è avvenuto finora e per quanto accadrà a Livorno questa sera, corredata da un ampio dossier sul caso, affinché venga stigmatizzato l’episodio e venga espressa una chiara condanna nei confronti del comportamento del Comune toscano, che senza dignità sta distruggendo psicologicamente due vite già pesantemente provate dalla perdita della loro bambina.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com
Concerti Pirateria - 26 aprile - Roma
Mer, 23/04/2008 - 18:29PIRATERIA
in Via Ostiense 9 ex-mercati generali
ore 22:30
con:
CYRUSS ( brutalized stoner & stoned sludge from Austria )
INJURY BROADCAST ( thrash metal )
MALAZIONE ( crustcore )
Processo al Sud Ribelle: tra pochi giorni la sentenza
Mer, 23/04/2008 - 17:13
Dopo oltre 3 anni di udienze, il processo al Sud Ribelle, che vede
imputati 13 compagni, tra cui molti attivisti di Cosenza, provenienti da
diverse realtà di movimento, arriva al suo epilogo.A sette anni dal suo avvio, la vicenda della "Rete Meridionale del Sud Ribelle", sta per giungere la sentenza di primo grado.
Il 23 aprile è prevista, infatti, l'ultima giornata dedicata alle arringhe difensive, mentre giovedì 24 aprile la Corte d'Assise del Tribunale di Cosenza si pronuncerà in merito ai complessivi 50 anni di carcere e 26 di libertà vigilata richiesti dal PM Domenico Fiordalisi.
L’accusa per i 13 attivisti è quella di "Cospirazione politica mediante associazione, al fine di impedire l’esercizio delle funzioni del Governo italiano durante il G8 a Genova nel luglio 2001, creare una più vasta associazione composta da migliaia di persone volta a sovvertire violentemente l’ordinamento economico costituito nello Stato."
Per ripercorrere le tappe fondamentali del processo Sud Ribelle, svoltosi per tutta la sua durata nelle aule del tribunale di Cosenza, rimandiam all'archivio di IMC Calabria e di Supportolegale.
COMUNICATI
- Appello per il presidio al Tribunale di Cosenza del Coordinamento Liberi Tutti
- "Ripartiamo dal basso, costruiamo conflitto" del C.P.O.A. Rialzo
INIZIATIVE
- giovedì 24 aprile - ore 14.00 - Presidio al Tribunale di Cosenza in attesa della sentenza
CALENDARIO DELLE PROSSIME UDIENZE
- mercoledì 23 aprile - Ultima arringa difensiva
- giovedì 24 aprile - Pronunciamento della sentenza
MANIFESTAZIONE DEL 2 FEBBRAIO
- Sito della manifestazione
- Assolutamente un successone - Comunicato del Coordinamento Liberi Tutti
- Le foto del corteo
- Adesioni
- Aggiungi informazioni
- notificato
Agli intolleranti di Sinistra
Mer, 23/04/2008 - 15:46Perchè si vuole zittire chi discute di cose parlamentari?
In Indymedia abbiamo sempre discusso anche di cose inerenti il Parlamento, non vedo perchè non dovrei farlo io,che neppure sono iscritto ad un partito. Il Parlamento è parte della vita di un popolo. Il fatto che i parlamentari facciano più o meno schifo, è un buon motivo per parlarne. Ci sono decine di post sull'argomento, quindi significa che pure qualcun altro è interessato.
Il fatto poi che si voglia zittire gli altri è una prassi dei soliti intolleranti,.
E che si debba vivere e praticare con coerenza i propri ideali, è un modo per cambiare la società anche dal basso, senz'altro. E per vivere con la coscienza tranquilla.
Però se del Palazzo te ne freghi e lasci fare, stai certo che i primi a rimetterci è chi sta in basso. meditate invece di sbroccare.
Alemanno fa propaganda nella caserma dei carabinieri
Mer, 23/04/2008 - 14:53Grave atto d'accusa del Sinacc, l'associazione dei militari in congedo
"Violato il regolamento che vieta espressamente la propaganda politica"
Denuncia del Sindacato carabinieri
'Alemanno fa campagna in caserma'
L'esposto anche alla procura, chiedendo sanzioni contro il comandante provinciale
ROMA - "Il Comandante Provinciale dei carabinieri, Colonnello Vittorio Tomasone, violando la normativa militare consente a Gianni Alemanno, candidato a sindaco di Roma, di svolgere campagna elettorale all'interno della sua caserma. L'episodio è accaduto lunedì mattina nella sede del Comando Provinciale, a Piazza San Lorenzo in Lucina, dove Alemanno ha incontrato i rappresentanti "sindacali dell'Arma" di Roma".
La grave denuncia, girata anche alla procura militare di Roma, arriva dal Sinacc, il Sindacato Nazionale Carabinieri in congedo. "L'articolo 6 - ricorda l'associazione - impone che le forze armate debbano in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche e stabilisce che ai militari è fatto divieto di '... svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative'. Inoltre l'articolo 7 vieta riunioni non di servizio nell'ambito dei luoghi militari o comunque destinati al servizio".
Il Sinacc sottolinea poi che "a prescindere dalla normativa vigente, è indubbio che la campagna elettorale svolta all'interno della caserma, con l'avallo del Colonnello Vittorio Tomasone, è un gesto illegale, inaudito, inopportuno, che lede il prestigio delle forze armate e dell'Arma dei carabinieri" e chiede "quali provvedimenti saranno presi nei confronti dell'ufficiale, innanzitutto dal Comandante di Regione, Baldassare Favara, e in secondo luogo dall'autorità ministeriale".
Richiesta di giustizia alla quale lo stesso sindacato sembra non credere. "Considerando la vittoria della destra al governo e la campagna elettorale che si sta svolgendo all'interno delle caserme, a favore del Popolo della Libertà - si legge nella denuncia - nutriamo forti dubbi sulla punizione del manchevole".
"Ma il Sinacc - lamenta il Responsabile Nazionale del sindacato, Folco Formiga - non può esimersi dal denunciare questo fatto che offende la dignità dei militari e mortifica chi rigorosamente svolge i propri compiti rispettando la legalità". "Non è possibile - conclude Formiga - assistere a semplici carabinieri che vengono sanzionati per fatti risibili ed alti ufficiali che possono disporre indisturbati ed impuniti di apparati militari come cosa propria, agendo in violazione delle normative militari".
(23 aprile 2008)