Archivio temporale

CREMASCHI, ANCHE SINDACATO HA PERSO ELEZIONI

autore:
working class

’Anche la Cgil ha perso le elezioni, perche’ si e’ schierata con il governo Prodi che ha portato alla catastrofe della sinistra. Agli occhi dei lavoratori, la Cgil si e’ schierata a favore di politiche di governo sbagliate’. A dirlo è il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi, leader della Rete 28 Aprile, commentando l’esito del voto: ’Tutti dovrebbero saltare sulla sedia e fare una critica spietata, perche’ c’e’ il rischio che si passi dallo sconforto alla resa, accettando le condizioni inique di Confindustria’. Quanto al documento unitario di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma del modello contrattuale che sembra in dirittura di arrivo Cremaschi commenta: ’Chiederemo la consultazione degli iscritti su tesi alternative al documento unitario per rafforzare il contratto nazionale’.

Dal 6 all11 maggio - cinema farrnese - cinema trevi, 7/a edizione del tekfestival

06/05/2008 - 19:00
11/05/2008 - 23:59
Sommario:
Dal 6 all'11 maggio al Cinema Farnese e al Cinema Trevi 7/a edizione del Tekfestival
Promotore evento:
tekfestival
Indirizzo email:

Dedichiamo l'avvio del Tekfestival 2008 ad una riflessione sul mondo del lavoro che partirà con con la sonorizzazione dal vivo da parte degli Yo Yo Mundi di Sciopero (1924) di Ejzenštejn. Durante la settimana dal mondo del lavoro passeremo alle riflessioni su media e memoria del regista Harun Farocki; saranno poi gli Eventi Speciali con il film sui Joy Division a traghettarci tra i Panorami. Accanto alle ormai consolidate finestre di "Phag off", "Terre di ghiaccio, di fuoco e di confine" e i due concorsi Documentari, quest'anno proponiamo una nuova sezione, "Pericolosamente ad Est", da cui emergono nuove terre di frontiera e sperimentazione cinematografica.

guarda il programma

Roma, agguato squadrista «con le felpe di Alemanno»

autore:
x

Aggressione squadrista in grande stile ieri sera a Roma, nel quartiere Talenti. Due dirigenti del Pd, accompagnati da alcune ragazze e da giovanissimi militanti, stavano attaccando manifesti elettorali per il ballottaggio quando sono stati accerchiati da otto teste rasate, balzate fuori da due auto.
I fascisti erano armati di mazze di legno e indossavano la felpa di Gianni Alemanno.
Minacciando di spaccare la testa a tutti hanno costretto a gettare colla e manifesti del centrosinistra, strappando quelli già attaccati nella zona. «Qui nel quartiere Talenti c'è una dittatura fascista e comandano Bonelli e Alemanno, sui nostri muri quel frocio di Cardente non ce lo vogliamo», hanno urlato i fascisti. La felpa che indossavano e l'esplicito riferimento al Popolo delle Libertà rende ancora più grave l'aggressione. «I sostenitori di Alemanno, Fini, Storace, e tutti gli altri ex missini - ha dichiarato Esterino Montino, vicepresidente della giunta regionale del Lazio - fanno della minaccia, dell'aggressione e della violenza il metodo dell'azione politica».

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/27-April...

3 Maggio 2008. Giornata internazionale contro Stefanel

autore:
animale

Cosa puoi fare per aiutare la campagna?

Gruppi di attivisti presidieranno i negozi Stefanel in molte città italiane e non solo. Hanno già aderito alla campagna attivisti in Svezia, Olanda, Francia, Austria e Germania, che contribuiranno alla pressione nei confronti del Gruppo Stefanel. Vivi in una città dove non è presente un gruppo locale AIP e vuoi effettuare anche tu un volantinaggio davanti ad un negozio Stefanel? Contattataci al più presto!

Cosa puoi fare per aiutare la campagna?

- Impegnati innanzitutto a non comprare mai capi con inserti in pelliccia e non fare acquisti nei negozi Stefanel fino a che non saranno fur-free. Convinci anche tutte le persone che conosci a boicottare il marchio Stefanel.

- Fai sapere all’azienda che hai deciso di aderire al boicottaggio. Puoi mandare loro una lettera, una e-mail, un fax, fare una telefonata o spedire una delle cartoline prestampate che abbiamo preparato.
Ognuna di queste comunicazioni per loro è un possibile cliente perso. Non sottovalutarne l’importanza.

STEFANEL, Via Postumia 85, 31047 Ponte di Piave (TV)
Tel: 0422 - 8191 Fax: 0422 - 819342
Email: info@stefanel.it, customerservice@gruppo.stefanel.it

- Diffondi la campagna. Puoi richiederci volantini, cartoline, poster e petizioni da diffondere tra chi conosci o da mettere sui tavoli informativi. Specificaci sempre se vuoi poche copie per te ed amici o molte per volantinaggi, per lasciarle in locali, università etc.

- Prendi parte alle proteste e alle iniziative che trovi sul sito alla pagina “Appuntamenti”. Se non ci sono appuntamenti o gruppi attivi nella tua zona, perché non essere proprio tu ad organizzare qualcosa? Siamo a tua completa disposizione per qualunque domanda o dubbio al riguardo!

- Informati. Guarda spesso il nostro sito per gli aggiornamenti e iscriviti alla mailing list della campagna, in modo da ricevere gli appuntamenti, appelli e informazioni su come prendere parte alle varie campagne in corso contro l’industria della pelliccia.

- Sostieni la campagna. Le spese di stampa, spedizione, organizzazione vengono coperte grazie alle donazioni o eventi di raccolta fondi come cene e concerti. Senza non riusciremmo ad andare avanti.
Se vuoi sostenere la campagna e le nostre iniziative puoi mandare una donazione sul conto corrente postale 83835967 intestato a “In difesa degli animali”, mettendo come causale “AIP”.

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Lettera tipo:

Spett.le Stefanel Spa, Con questo messaggio voglio esprimere il mio sostegno alla campagna di protesta
nei confronti della vendita di capi in pelliccia nei Vostri negozi.
Vi ricordo che ogni anno decine di milioni di animali vengono allevati in
condizioni orribili e uccisi brutalmente per potergli strappare il manto e trasformarlo in inserti,
come quelli delle Vostre collezioni.

Sempre più aziende hanno fortunatamente cessato di produrre e vendere
inserti di vera pelliccia. Ritengo che la stessa scelta è un passo che anche il Gruppo Stefanel dovrebbe fare
nella sua politica aziendale.

Fino al momento in cui non sarà resa pubblica una simile decisione mi impegno a partecipare al boicottaggio in corso nei confronti dei Vostri negozi e a diffonderlo il più possibile tra tutte le
persone di mia conoscenza.

Nome e cognome ................

Una visita all' Ispettorato provinciale del lavoro

 

Ieri Lunedì 28 aprile si è celebrata la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, promossa dall’ Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) che quest’ anno ha messo come tema centrale la gestione del rischio nell’ambiente di lavoro. La valutazione del rischio, infatti, è alla base delle strategie di intervento per quanto riguarda la sicurezza e la salute sul lavoro.
Questa
mattina il Comitato contro le morti sul lavoro e alcune realtà di
Casalbertone (centri sociali e case occupate) è andato a trovare la direzione provinciale degli
Ispettori sul lavoro proprio per cercare di capire cosa succede in tema di sicurezza e controllo nelle aziende italiane dove si ha la media di morti sul lavoro più alta d'Europa.

Il testo unico 123 prevedere l'assunzione di 309 ispettori a livello nazionale ma sappiamo benissimo che il rapporto tra denunce e ispezioni soprattutto a Roma è un rapporto assurdo: si parla di 4000 ispezione a fronte di 14000 denunce. Inoltre molti ispettori mentre uscivano dall'ispettorato si lamentavano che di queste nuove assunzioni molti dipendenti si sono fatti spostare al Ministero, per cui rimangono pochi coloro che fanno realmente i controlli. Soprattutto ci perplime il rapporto che hanno gli ispettori con le ASL, cosa compete ad ognuno è chiaro ma perchè poi alcuni ispettori o dipendenti ASL vanno a lavorare anche per le aziende che controllano ci è molto meno chiaro.

Con il decreto attuatico il passato Governo ha inoltre tolto il registro degli infortuni, obbligatorio per tutte le aziende. Come Comitato ci sembrava più trasparente e soprattutto più incisivo che non solo il registro infortuni fosse obbligatorio, ma che fosse fondamentale per la gare d'appalto. 

Ascolta la corrispondenza a Radiondarossa di questa mattina. 

Ascolta una corrispondenza con un compagno che si occupa di sicurezza e di ispettori (12 minuti)

Sinistra e sicurezza ; che fare?

autore:
Gruppo Emancipazione
Sommario:
Adattarsi per instillare le vere insicurezze

SINISTRA E SICUREZZA;CHE FARE ?
Analisi del "Che fare" per chi ha a cuore la sinistra e 5 minuti liberi.
Prendiamo il toro per le corna.Parliamo della "sicurezza".
Dopo la sconfitta al Comune di di Roma ,successiva alla batosta elettorale nazionale,si pone seriamente il problema del che fare.Rutelli,giustificatorio o meno,ha posto come tema principe della sconfitta l'atteggiamento sulla "sicurezza".
Sulla sicurezza va preso atto della vittoria delle campagne mediatiche degli ultimi anni tese ad offrir capri espiatori ai disagi delle persone.I reati alle persone sono perlopiù in calo,ma i media hanno portato la gente all'isteria.Farsene una ragione.Punto.Quindi si va al contrattacco con punti fermi.Ecco 3 esempi;

@@Certezza della pena.Il tentativo che andrebbe fatto sarebbe quello di accettare e fare proprio questo principio ma di torcerlo e declinarlo in modo contrario a quello attalmente inteso dalle destre e dai "riformisti".Teniamo in un angolo (si fa per dire...) il Vangelo , De Andrè e la giustizia proletaria,che furono e sono gl'ispiratori del nostro guardare al mondo dei "bassifondi".Purtroppo sono più tempi da Mein Kampf,e gli ultimi devono pagare il fio della crisi liberista.
Come distinguersi da sinistra?A livello periferico/territoriale/di nicchia - cioè fra gli uomini di legge progressisti,le associazioni dei carcerati e dei familiari,le cooperative di educatori,ecc. - si avrà cura di enfatizzare le attenuanti nel corso dei processi,distinguere fra i vari reati ,fare lotte per singoli casi di ingiustizia e/o accanimento,chiedere miglioramenti dei trattamenti,ecc.ecc.A livello nazionale fare iniziative per la depenalizzazione diretta o indiretta dei reati minori,come ,ad esempio,reiterando motivatamente e con più efficacia la distinzione fra droghe leggere e pesanti,sui piccoli furti da non recidivi, ecc.
E,soprattutto,tessendo fili di cultura che colleghino questo principio ad una idea di un mondo più giusto.Idea declinabile in modo ricco ;richiesta di maggior severità nei reati che impoveriscono i molti per fare avere a pochi;falso in bilancio,bancarotta fraudolenta,insider trading,corruzione, e compagnia cantante.Bisogna amplificare e propagandare ognuno di questi reati,ovunque si compia,con solerzia,enfasi ed efficacia,denunciandolo alle persone via intervista tv se dirigenti nazionali,via volantini e conferenze se militanti di sezione,via blog e siti se simpatizzanti telematici,ecc.ecc..Su questi punti,senza troppo citarla,si può innervare una rinascenza della "questione morale".Le persone adesso si sentono impoverite e se si fanno bene le cose, su questo punto hanno le orecchie aperte e si sintonizzeranno con la sinistra,volgendo la reazione verso capri espiatori più genuinamente responsabili dei loro disagi.
Ma,nell'ambito di tutto ciò e con questi modi e scopi,certezza della pena.

@@Inasprimento sui reati al corpo.Ad esempio nel caso di stupri e/o percosse a donne o bambini.Anche questo si può offrire al moloch dell'oblio della ragione.Non si farebbe molta fatica,sono reati particolarmente odiosi.E i soldi per maggiori interventi sociali,scolastici,psicologici,ecc. sono in calo anzichè in crescita.Odiosa catena causale,ma è così.Si diminuiscono i fondi alla prevenzione dei disagi e si aumentano i soldi per la repressione dei reati causati da quella diminuzione.Quindi - pur nell'accettazione dell'inasprimento - denunzia costante ed efficace di ogni singolo taglio di governo,di comune e di quartiere e distretto ASL, ,propaganda a base di allarmismo pedagogico sulla catena dei suoi effetti,fatta in ogni dove e con ogni mezzo,come sopra.

@@Inasprimento dei reati patrimoniali-economico-finanziari.Già trattato al primo punto e meritevole di approfondimenti .Un discorso a parte merita l'evasione fiscale,che andrebbe enfatizzata sui volumi maggiori,senza incancrenirsi a guerreggiare troppo con la "mentalità" dell'artigiano che non fa tutte le fatture;la gente può e deve sentirsi danneggiata soprattutto da altri livelli di grandezza.E' tempo di tolleranze trasversali;nelle epoche di crisi fa presa la retorica del "piccolo" contro il grande,e ciò potrebbe volgersi a nostro favore.Questo non ci esime dal praticare una cultura del rispetto in tema di fisco e dal chiedere sempre le ricevute e le fatture.Si tratta semplicemente di non praticare l'accanimento verso la piccola evasione facendone una questione politica centrale,diversamente dagli altri reati finanziari di trust.Anche qui,come per i punti sopra,vale la denuncia e l'enfatizzazione di tutte le notizie concernenti questo tipo di reato,collegandoli concretamente al danno per le persone.
Senza questa sfida ed impegno di contropropaganda nell' accettazione/capovolgimento dei principi reazionari,tanto varrebbe tenersi le nostre teorie consolidate e continuare a rispondere che i reati sono in calo,che gli artigiani non pagano le tasse,che i rei sono figli e prodotti della società,ecc.ecc.Almeno perderemmo voti ma con la coscienza a posto.

POSTILLA ALLA "SICUREZZA"
Strategicamente parlando,la chiave della "sicurezza" andrebbe giocata in generale in ogni intervento ove si possa infilare.Abusare della parola,senza scoprire il gioco.Pedagogia senza pedagogismo.Cioè,fingere (e bene) di essere contagiati dal cretinismo della sicurezza,ma sui temi nostri.Per incistare altre paure e sfrattare quelle di sistema dalla testa delle persone.
La sicurezza di non perdere il lavoro,la sicurezza di arrivare in fondo al mese,la sicurezza di avere un posto all'asilo nido,la sicurezza di non ammalarsi per i cibi o l'ambiente inquinati,ecc.ecc.Avanti Savoia.
Dice"Ma così segui l'agenda dettata dal sistema!".
Ah!Perchè,adesso c'è un altro modo?

http://gruppoemancipazione.blogspot.com/

Bossi, se la sinistra vuole scontri pronti 300 mila uomini

autore:
pronti e via
Sommario:
trecentomila uomini

Bossi, se la sinistra vuole scontri pronti 300 mila uomini

ansa2008-04-29 12:03
ROMA - "Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi". Lo afferma il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, rispondendo ai giornalisti prima di varcare il portone di Montecitorio.

"Mi auguro - aggiunge - che la sinistra scelga la via delle riforme, non come l'altra volta che non vollero assolutamente la riforma federale". E a chi gli chiede un giudizio sull'invito di Berlusconi alla Lega a evitare iperboli verbali, ricordando che solo ieri ha definito i suoi fucili di carta, Bossi replica: "I fucili sono sempre caldi".
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubrich...

Corteo No Fly - Ciampino - sabato 10 maggio - Comunicato+Appello

autore:
Assemblea Permanente No Fly
Sommario:
Per la riduzione dei voli - Contro ogni nocività

nofly@inventati.org
www.no-fly.info

COMUNICATO

OGGETTO: CORTEO SABATO 10 MAGGIO A CIAMPINO PER LA DIMINUZIONE DEI VOLI

L'Assemblea Permanente No-Fly invita tutta la popolazione di Ciampino, delle frazioni di Marino e dei quartieri di Roma interessati dall'aumento esponenziale del traffico aereo a manifestare insieme sabato 10 maggio per chiedere ancora una volta l'immediata e drastica riduzione dei voli presso lo scalo G.B.Pastine.
Il concentramento è fissato per le ore 16.00 in piazza della Pace a Ciampino.

Dal 2001 ad oggi il numero di aerei che transitano presso l'aeroporto è passato da 20.000 a quasi 70.000.
Non si è trattata di una sciagura o di qualcosa di inevitabile: infatti i piani di AdR e delle compagnie low-cost sono stati approvati dal protocollo d'intesa firmato nel 2002 dalle amministrazioni comunali di Ciampino, Marino e Roma congiuntamente all'ENAC.

Questo ha provocato e sta provocando gravi danni alla salute di decine di migliaia di persone a causa del devastante inquinamento prodotto dal kerosene di scarico dei circa 200 velivoli che passano a bassa quota sulle nostre teste. Nessuno si sta interessando migliaia di bambini e di lavoratori che si trovano nelle numerose scuole a poche decine di metri di distanza dalle traiettorie di decollo e di atterraggio dei mastodontici aerei che utilizzano lo scalo di Ciampino. Né di tutti coloro i quali abitano in queste zone e sono costretti a inalare micidiali polveri sottili e ossidi di azoto in continuazione, giorno e notte, senza per altro poter riposare a causa delle continue concessioni per i sorvoli oltre le 23.00.

Sono passati oltre due anni da quando si sono avviati i tavoli tecnici e, nel frattempo, gli aerei sono addirittura aumentati. Come se non bastasse, a questa emergenza creata a tavolino, gli stessi responsabili hanno deciso di sommarne un'altra a Viterbo per rispondere alle esigenze di profitto di diversi imprenditori.

Sul modello-Campania, prima decidono di devastare un territorio e far subire i danni a decine di migliaia di persone, dopo propongono una falsa soluzione al problema ben sapendo che da Ciampino, visti gli investimenti realizzati, nessuna compagnia e neanche l'AdR ha intenzione di ridurre considerevolmente il traffico.

Con la scusa dell'assenza di monitoraggio ambientale, acustico e di rischio di impatto si continua a mantenere la situazione insostenibilmente inalterata.
La tanto sbandierata riduzione del 7% dei voli è del tutto irrisoria, visto che gli stessi sono aumentati di oltre il 200% e considerato che essa è legata esclusivamente all'usura della pista, si prevede che al termine dei lavori di ristrutturazione possa essere dato il via libera per ulteriori nuove rotte.
Il decreto-Bianchi era un placebo sin dall'inizio, come da noi più volte denunciato.

E' necessaria ed urgente la diminuzione drastica dei voli almeno fino ai livelli del 2001, il divieto di attività nello scalo dalle 23.00 alle 6.00, il monitoraggio ambientale di tutto il territorio unitamente alla definizione dell'impronta acustica, del rischio d'impatto e della V.I.A.

Vogliamo inoltre sottolineare come per consentire a milioni di turisti di viaggiare ad un euro più le tasse, questo sistema si regga sistematicamente sullo sfruttamento dei lavoratori dell'aeroporto e su quelli delle stesse compagnie low-cost. Precarietà, turni massacranti, stipendi minimi e finanziamenti statali ai soggetti privati sono questioni che vanno di pari passo con la lotta che stiamo portando avanti ma di cui nessuno vuole discutere, magari per riproporre lo stesso modello anche a Viterbo.

Invitiamo tutti i singoli e le realtà del territorio a manifestare sabato 10 maggio ed estendiamo l'invito a tutti gli altri comitati in lotta contro le nocività che si battono con lo stesso nostro obiettivo: quello di salvaguardare la salute e l'ambiente, rivendicando il diritto di riappropiarsi delle scelte che riguardano i beni comuni necessariamente da sottrarre alle logiche di profitto e di speculazione politica.

Il corteo è autorganizzato, come quello dello scorso 13 ottobre, e non ci sarà spazio per bandiere di nessun partito.

Ciampino, 29 aprile 2008
Per contatti, informazioni e adesioni: nofly@inventati.org
www.no-fly.info

CORTEO DEL 10 MAGGIO 2008 – CIAMPINO
APPELLO PER L'IMMEDIATA RIDUZIONE DEI VOLI
E CONTRO TUTTE LE NOCIVITA'

L'Assemblea Permanente No-Fly di Ciampino invita tutta la popolazione che da anni subisce i danni causati dall'eccessivo numero di voli presso l'aeroporto G.B. Pastine a partecipare ad un nuovo corteo autorganizzato che attraverserà strade, piazze, scuole, parchi e quartieri che quotidianamente subiscono una media di 200 aerei in atteraggio e in decollo.

Il ritrovo per il corteo sarà alle 16.00 di sabato 10 maggio in Piazza della Pace a Ciampino.

Dopo numerose assemblee, incontri pubblici con i medici, una continua e costante opera di informazione su tutto il territorio e visti i controproducenti risultati della politica istituzionale che in questi anni di “lotta” per la riduzione degli aerei è riuscita nell'ardua impresa di farli ulteriormente aumentare, crediamo sia di nuovo giunto il momento di farci sentire e di renderci visibili in massa.

Non è possibile continuare a illudere la gente con decreti basati sull'usura della pista, con il finto spauracchio di una “class action”, né con le targhe alterne il giovedì pomeriggio: la situazione dell'inquinamento dovuta al kerosene e al continuo rumore prodotto giorno e notte non può trovare nessuno sbocco se non con la costruzione di un movimento cittadino che obblighi i soggetti pubblici e privati che hanno enormi interessi economici a Ciampino a ridurre drasticamente il numero dei voli.

Siamo passati dai 20.000 aerei del 2001 agli attuali 70.000 circa senza che nessuno ci abbia consultato e senza che venissero effettuate le obbligatorie valutazioni di impatto ambientale, quella di rischio d'incidente e la zonizzazione acustica. Tutto ciò è avvenuto grazie alla collusione dei ministeri, dei governi, delle amministrazioni regionali e locali con le aziende private che gestiscono flussi di cassa di centinaia di milioni di euro, primi fra tutti AdR e le compagnie-low cost.

E' stato tutto pianificato a tavolino, come dimostra il protocollo d'intesa firmato nel 2002, ma nessuno ha ritenuto di dover fare i conti con le migliaia di persone che vivono, lavorano e studiano a Ciampino, Santa Maria delle Mole, Frattocchie e in numerosi quartieri di Roma.

Il territorio è completamente abbandonato a se stesso, in quanto l'unica centralina di monitoraggio ambientale si trova a Ciampino mentre nelle altre zone nonostante le promesse e gli obblighi di legge si continuano a respirare 40 tonnellate di kerosene al giorno. Forse proprio perché l'unica centralina è andata quasi in tilt lo scorso anno rilevando ben 80 giorni di sforamento dei limiti consentiti per le micidiali polveri sottili (la soglia massima è di 35 giorni).

Non nascondiamo la fatica nel poter trovare come Assemblea No Fly spazi dove poterci riunire liberamente e publicamente, così come la quasi assoluta impossibilità di realizzare incontri nelle numerose scuole: di fatto, solo se ci si appoggia a qualche politico locale è possibile informare i lavoratori delle scuole, gli alunni e le loro famiglie. E' una vergogna che un problema che riguarda tutti indistintamente possa essere trattato solo con l'accordo tra i massimi dirigenti scolastici e gli stessi politici responsabili della strumentalizzazione dell'attuale situazione. In questi oltre due anni di controinformazione e di lotta numerosi episodi di questo tipo si sono verificati e riteniamo giusto denunciarli pubblicamente.

Anche perché mentre le massime cariche comunali vanno in televisione o sui giornali, le stesse approvano devastanti piani urbanisitici che cementificano aree verdi e zone già densamente popolate.
Altro che ambientalismo, tutela delle risorse e valorizzazione del territorio.
La strumentalizzazione della vicenda-aeroporto consente loro di farsi pubblicità positiva, per altro senza raggiungere alcun risultato concreto, e di continuare con le dissennate politiche di sfruttamento del territorio speculando sui bisogni primari della gente come ad esempio quello della casa.

Vogliamo nuovamente evidenziare che l'aeroporto di Viterbo, sostenuto da tutte le amministrazioni locali, dalla regione, dal Ministero dei Trasporti e dal silenzio di quello dell'Ambiente costituirà un grave pericolo per la popolazione della Tuscia e per il suo splendido circondario ricco di storia, arte e tesori naturali.
Nessun aereo si sposterà da Ciampino, come dichiarato ad esempio dalla Ryanair, ma verrà di fatto creato un nuovo eco-mostro aeroportuale che divorerà energia e acqua in gran quantità producendo migliaia di tonnellate di inquinanti e di rifiuti da smaltire chissà come e chissà dove.

Ma il problema dell'aeroporto è direttamente legato anche a quello del lavoro: come è possibile infatti far viaggiare milioni di passeggeri all'anno facendogli pagare un euro più le tasse?
La risposta è nella precarietà e nello sfruttamento di chi lavora al G.B.Pastine e in quello di tutti i dipendenti delle compagnie di trasporto aereo, spesso “ostaggi” di agenzie interinali internazionali come documentato da numerose inchieste uscite sui quotidiani. Inoltre, le stesse aziende di volo percepiscono milioni di euro di incentivi pubblici ogni anno: in pratica, è la nostra collettività che le finanzia e riceve in cambio 200 voli al giorno sulla propria testa.

Ma non siamo gli unici a subire danni di questo genere e con queste dinamiche.
In questi anni abbiamo partecipato alle numerose vertenze territoriali che si stanno sviluppando in tutto il Paese: dalla Tav in Val di Susa, all'inceneritore di Albano, all'aeroporto di Siena, passando per la Turbogas di Aprilia perché riteniamo giusto e doveroso opporsi agli scempi ambientali e allo sperpero di denaro pubblico che li accompagna in ogni posto e non solo qui a Ciampino. Grazie anche alla collaborazione e allo scambio di esperienze con numerose altre realtà simili alla nostra sta crescendo in tutto lo stivale la consapevolezza che solo unendo ciascun percorso a quello del “vicino” ci si possa seriamente riprendere la possibilità di incidere nelle scelte che riguardano i cosiddetti “beni comuni”, cioè la gestione delle risorse come il territorio, l'acqua, l'aria e i trasporti che non possono essere affidate a nessun soggetto, politico o economico, che ne voglia trarre un profitto a scapito degli interessi collettivi.

Invitiamo le realtà autorganizzate, le associazioni, i comitati, le altre struture organizzate, le singole persone ad aderire e a partecipare al corteo del 10 maggio con la prospettiva rafforzare il nostro comune percorso e la nostra necessaria lotta per la tutela dell'ambiente in cui viviamo che dobbiamo assolutamente sottrarre ad ogni logica speculativa.

E' il momento di scendere di nuovo in piazza e di dare una dimostrazione di partecipazione e di interesse che rivendichi il nostro diritto ad una qualità della vita migliore e non subordinata agli interessi di chi inquina le nostre esistenze.

Assemblea Permanente No Fly

nofly@inventati.org
www.no-fly.info

Corteo No Fly - Ciampino - 10 maggio - Appello + Comunicato

autore:
Assemblea Permanente No Fly
Sommario:
Sabato 10 maggio - Ciampino - ore 16.00 - piazza della Pace

Invitiamo tutti/e a aderire e partecipare
nofly@inventati.org
www.no-fly.info

CORTEO DEL 10 MAGGIO 2008 – CIAMPINO
APPELLO PER L'IMMEDIATA RIDUZIONE DEI VOLI E CONTRO TUTTE LE NOCIVITA'

L'Assemblea Permanente No-Fly di Ciampino invita tutta la popolazione che da anni subisce i danni causati dall'eccessivo numero di voli presso l'aeroporto G.B. Pastine a partecipare ad un nuovo corteo autorganizzato che attraverserà strade, piazze, scuole, parchi e quartieri che quotidianamente subiscono una media di 200 aerei in atteraggio e in decollo.

Il ritrovo per il corteo sarà alle 16.00 di sabato 10 maggio in Piazza della Pace a Ciampino.

Dopo numerose assemblee, incontri pubblici con i medici, una continua e costante opera di informazione su tutto il territorio e visti i controproducenti risultati della politica istituzionale che in questi anni di “lotta” per la riduzione degli aerei è riuscita nell'ardua impresa di farli ulteriormente aumentare, crediamo sia di nuovo giunto il momento di farci sentire e di renderci visibili in massa.

Non è possibile continuare a illudere la gente con decreti basati sull'usura della pista, con il finto spauracchio di una “class action”, né con le targhe alterne il giovedì pomeriggio: la situazione dell'inquinamento dovuta al kerosene e al continuo rumore prodotto giorno e notte non può trovare nessuno sbocco se non con la costruzione di un movimento cittadino che obblighi i soggetti pubblici e privati che hanno enormi interessi economici a Ciampino a ridurre drasticamente il numero dei voli.

Siamo passati dai 20.000 aerei del 2001 agli attuali 70.000 circa senza che nessuno ci abbia consultato e senza che venissero effettuate le obbligatorie valutazioni di impatto ambientale, quella di rischio d'incidente e la zonizzazione acustica. Tutto ciò è avvenuto grazie alla collusione dei ministeri, dei governi, delle amministrazioni regionali e locali con le aziende private che gestiscono flussi di cassa di centinaia di milioni di euro, primi fra tutti AdR e le compagnie-low cost.

E' stato tutto pianificato a tavolino, come dimostra il protocollo d'intesa firmato nel 2002, ma nessuno ha ritenuto di dover fare i conti con le migliaia di persone che vivono, lavorano e studiano a Ciampino, Santa Maria delle Mole, Frattocchie e in numerosi quartieri di Roma.

Il territorio è completamente abbandonato a se stesso, in quanto l'unica centralina di monitoraggio ambientale si trova a Ciampino mentre nelle altre zone nonostante le promesse e gli obblighi di legge si continuano a respirare 40 tonnellate di kerosene al giorno. Forse proprio perché l'unica centralina è andata quasi in tilt lo scorso anno rilevando ben 80 giorni di sforamento dei limiti consentiti per le micidiali polveri sottili (la soglia massima è di 35 giorni).

Non nascondiamo la fatica nel poter trovare come Assemblea No Fly spazi dove poterci riunire liberamente e publicamente, così come la quasi assoluta impossibilità di realizzare incontri nelle numerose scuole: di fatto, solo se ci si appoggia a qualche politico locale è possibile informare i lavoratori delle scuole, gli alunni e le loro famiglie. E' una vergogna che un problema che riguarda tutti indistintamente possa essere trattato solo con l'accordo tra i massimi dirigenti scolastici e gli stessi politici responsabili della strumentalizzazione dell'attuale situazione. In questi oltre due anni di controinformazione e di lotta numerosi episodi di questo tipo si sono verificati e riteniamo giusto denunciarli pubblicamente.

Anche perché mentre le massime cariche comunali vanno in televisione o sui giornali, le stesse approvano devastanti piani urbanisitici che cementificano aree verdi e zone già densamente popolate.
Altro che ambientalismo, tutela delle risorse e valorizzazione del territorio.
La strumentalizzazione della vicenda-aeroporto consente loro di farsi pubblicità positiva, per altro senza raggiungere alcun risultato concreto, e di continuare con le dissennate politiche di sfruttamento del territorio speculando sui bisogni primari della gente come ad esempio quello della casa.

Vogliamo nuovamente evidenziare che l'aeroporto di Viterbo, sostenuto da tutte le amministrazioni locali, dalla regione, dal Ministero dei Trasporti e dal silenzio di quello dell'Ambiente costituirà un grave pericolo per la popolazione della Tuscia e per il suo splendido circondario ricco di storia, arte e tesori naturali.
Nessun aereo si sposterà da Ciampino, come dichiarato ad esempio dalla Ryanair, ma verrà di fatto creato un nuovo eco-mostro aeroportuale che divorerà energia e acqua in gran quantità producendo migliaia di tonnellate di inquinanti e di rifiuti da smaltire chissà come e chissà dove.

Ma il problema dell'aeroporto è direttamente legato anche a quello del lavoro: come è possibile infatti far viaggiare milioni di passeggeri all'anno facendogli pagare un euro più le tasse?
La risposta è nella precarietà e nello sfruttamento di chi lavora al G.B.Pastine e in quello di tutti i dipendenti delle compagnie di trasporto aereo, spesso “ostaggi” di agenzie interinali internazionali come documentato da numerose inchieste uscite sui quotidiani. Inoltre, le stesse aziende di volo percepiscono milioni di euro di incentivi pubblici ogni anno: in pratica, è la nostra collettività che le finanzia e riceve in cambio 200 voli al giorno sulla propria testa.

Ma non siamo gli unici a subire danni di questo genere e con queste dinamiche.
In questi anni abbiamo partecipato alle numerose vertenze territoriali che si stanno sviluppando in tutto il Paese: dalla Tav in Val di Susa, all'inceneritore di Albano, all'aeroporto di Siena, passando per la Turbogas di Aprilia perché riteniamo giusto e doveroso opporsi agli scempi ambientali e allo sperpero di denaro pubblico che li accompagna in ogni posto e non solo qui a Ciampino. Grazie anche alla collaborazione e allo scambio di esperienze con numerose altre realtà simili alla nostra sta crescendo in tutto lo stivale la consapevolezza che solo unendo ciascun percorso a quello del “vicino” ci si possa seriamente riprendere la possibilità di incidere nelle scelte che riguardano i cosiddetti “beni comuni”, cioè la gestione delle risorse come il territorio, l'acqua, l'aria e i trasporti che non possono essere affidate a nessun soggetto, politico o economico, che ne voglia trarre un profitto a scapito degli interessi collettivi.

Invitiamo le realtà autorganizzate, le associazioni, i comitati, le altre struture organizzate, le singole persone ad aderire e a partecipare al corteo del 10 maggio con la prospettiva rafforzare il nostro comune percorso e la nostra necessaria lotta per la tutela dell'ambiente in cui viviamo che dobbiamo assolutamente sottrarre ad ogni logica speculativa.

E' il momento di scendere di nuovo in piazza e di dare una dimostrazione di partecipazione e di interesse che rivendichi il nostro diritto ad una qualità della vita migliore e non subordinata agli interessi di chi inquina le nostre esistenze.

Assemblea Permanente No Fly

COMUNICATO

OGGETTO: CORTEO SABATO 10 MAGGIO A CIAMPINO PER LA DIMINUZIONE DEI VOLI

L'Assemblea Permanente No-Fly invita tutta la popolazione di Ciampino, delle frazioni di Marino e dei quartieri di Roma interessati dall'aumento esponenziale del traffico aereo a manifestare insieme sabato 10 maggio per chiedere ancora una volta l'immediata e drastica riduzione dei voli presso lo scalo G.B.Pastine.
Il concentramento è fissato per le ore 16.00 in piazza della Pace a Ciampino.

Dal 2001 ad oggi il numero di aerei che transitano presso l'aeroporto è passato da 20.000 a quasi 70.000.
Non si è trattata di una sciagura o di qualcosa di inevitabile: infatti i piani di AdR e delle compagnie low-cost sono stati approvati dal protocollo d'intesa firmato nel 2002 dalle amministrazioni comunali di Ciampino, Marino e Roma congiuntamente all'ENAC.

Questo ha provocato e sta provocando gravi danni alla salute di decine di migliaia di persone a causa del devastante inquinamento prodotto dal kerosene di scarico dei circa 200 velivoli che passano a bassa quota sulle nostre teste. Nessuno si sta interessando migliaia di bambini e di lavoratori che si trovano nelle numerose scuole a poche decine di metri di distanza dalle traiettorie di decollo e di atterraggio dei mastodontici aerei che utilizzano lo scalo di Ciampino. Né di tutti coloro i quali abitano in queste zone e sono costretti a inalare micidiali polveri sottili e ossidi di azoto in continuazione, giorno e notte, senza per altro poter riposare a causa delle continue concessioni per i sorvoli oltre le 23.00.

Sono passati oltre due anni da quando si sono avviati i tavoli tecnici e, nel frattempo, gli aerei sono addirittura aumentati. Come se non bastasse, a questa emergenza creata a tavolino, gli stessi responsabili hanno deciso di sommarne un'altra a Viterbo per rispondere alle esigenze di profitto di diversi imprenditori.

Sul modello-Campania, prima decidono di devastare un territorio e far subire i danni a decine di migliaia di persone, dopo propongono una falsa soluzione al problema ben sapendo che da Ciampino, visti gli investimenti realizzati, nessuna compagnia e neanche l'AdR ha intenzione di ridurre considerevolmente il traffico.

Con la scusa dell'assenza di monitoraggio ambientale, acustico e di rischio di impatto si continua a mantenere la situazione insostenibilmente inalterata.
La tanto sbandierata riduzione del 7% dei voli è del tutto irrisoria, visto che gli stessi sono aumentati di oltre il 200% e considerato che essa è legata esclusivamente all'usura della pista, si prevede che al termine dei lavori di ristrutturazione possa essere dato il via libera per ulteriori nuove rotte.
Il decreto-Bianchi era un placebo sin dall'inizio, come da noi più volte denunciato.

E' necessaria ed urgente la diminuzione drastica dei voli almeno fino ai livelli del 2001, il divieto di attività nello scalo dalle 23.00 alle 6.00, il monitoraggio ambientale di tutto il territorio unitamente alla definizione dell'impronta acustica, del rischio d'impatto e della V.I.A.

Vogliamo inoltre sottolineare come per consentire a milioni di turisti di viaggiare ad un euro più le tasse, questo sistema si regga sistematicamente sullo sfruttamento dei lavoratori dell'aeroporto e su quelli delle stesse compagnie low-cost. Precarietà, turni massacranti, stipendi minimi e finanziamenti statali ai soggetti privati sono questioni che vanno di pari passo con la lotta che stiamo portando avanti ma di cui nessuno vuole discutere, magari per riproporre lo stesso modello anche a Viterbo.

Invitiamo tutti i singoli e le realtà del territorio a manifestare sabato 10 maggio ed estendiamo l'invito a tutti gli altri comitati in lotta contro le nocività che si battono con lo stesso nostro obiettivo: quello di salvaguardare la salute e l'ambiente, rivendicando il diritto di riappropiarsi delle scelte che riguardano i beni comuni necessariamente da sottrarre alle logiche di profitto e di speculazione politica.

Il corteo è autorganizzato, come quello dello scorso 13 ottobre, e non ci sarà spazio per bandiere di nessun partito.

Ciampino, 29 aprile 2008
Per contatti, informazioni e adesioni: nofly@inventati.org

Rom: ecco l'Operazione Frankenstein

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Le autorità razziste

Operazione Frankenstein: come si costruisce il "mostro" straniero

In molte città italiane, da almeno un paio d'anni le autorità hanno messo in atto una tattica razziale già sperimentata in Germania dal partito nazionalsocialista, alle soglie dell'Olocausto. Potremmo chiamarla "Operazione Frankenstein", perché è mirata a "costruire" mostri stranieri, soprattutto Rom* e romeni, da dare in pasto ai media e all'opinione pubblica. In alcuni casi il mio gruppo e io siamo intervenuti in tempo e abbiamo evitato a persone straniere indigenti e senza tetto di subire questa tecnica mistificatoria tanto inumana quanto illecita, evitando alle vittime designate di subire procedimenti penali e condanne ingiuste. All'inizio dello scorso mese di gennaio abbiamo scongiurato l'arresto di una giovane donna Rom accusata di aver aggredito alcuni agenti di pubblica sicurezza che stavano perquisendo il suo fagotto: la donna aveva in realtà alzato le mani al cielo per supplicare i poliziotti affinché la lasciassero andare. Fortunatamente eravamo lì, abbiamo chiesto agli agenti di identificarsi e ci siamo dichiarati decisi a testimoniare il reale svolgimento dei fatti. Così gli agenti hanno desistito da quell'abuso e si sono allontanati, probabilmente in cerca di altre vittime, in luoghi meno esposti alla vista. Nel caso dei "ladruncoli" Rom della Stazione Centrale di Milano abbiamo dimostrato la palese contraddizione fra quanto dichiarato dalle autorità ("i piccoli vivevano segregati ed erano costretti al furto con botte e torture dai loro sadici carcerieri Rom") e la fuga di tutti i ragazzini dalle case-famiglia e dagli asili (si chiamano asili, ma sono in realtà terribili carceri minorili) in cui erano stati collocati: fuga e ritorno dai loro genitori, nelle baracche di Vimodrone in cui vivevano. Altro che segregazione e maltrattamento! I genitori dei piccoli, anch'essi arrestati e detenuti ingiustamente, sono in realtà convinti, come tutti i Rom, che "tanti bambini portano tanta gioia" e sono papà e mamme amorevoli, anche se poveri. I casi "sospetti", tuttavia, sono tanti e disonorano la parte sana, la parte onesta e obiettiva delle forze dell'ordine, quegli agenti che "servono e proteggono" i deboli e gli innocenti. Agenti come Luca, di Milano, che dopo uno sgombero mi disse: "Mi sogno di notte quello che facciamo a questi bambini, a queste donne, a questi 'poveracci'. Non ce la faccio più, non è questo che mi aspettavo quando sono entrato nella polizia". Gli ho risposto di resistere, perché se lui avesse mollato, forse l'avrebbe sostituito un agente senza scrupoli, al servizio di un'autorità razzista e xenofoba. Oggi in una città del Sud, due carabinieri hanno arrestato un ragazzo romeno di 21 anni, che è finito in carcere perché colto "in flagranza di reato". Secondo i militi, il ragazzo sarebbe arrestato per aver colpito a calci e schiaffi un bambino di due o tre anni, con l'intento di costringerlo a chiedere l'elemosina. Una giovane donna che era con lui, certamente la moglie, sarebbe riuscita a fuggire - secondo la dinamica dell'evento spiegata dai carabinieri - portando con sè il loro bambino. La storia fa acqua. Un bambino di due o tre anni non chiede l'elemosina in solitudine; tutt'al più rimane seduto in grembo alla madre o su un marciapiede, a ridosso di un muro e vicino ai genitori, con un bicchiere di carta o un capello davanti. Di questi tempi, neanche il mendicante più indegno e irresponsabile abbandonerebbe anche solo per pochi minuti un bambino così piccolo, consapevole che i passanti avvertirebbero subito le forze dell'ordine. Di conseguenza, non è verosimile che un adulto prendesse a calci e pugni un fanciullino di due/tre anni per "convincerlo" all'accattonaggio. Ancor meno verosimile è che i militi in borghese si siano fatti sfuggire una giovane donna con un bambino in braccio. Bisogna stare attenti, perché su tutto il territorio italiano - e soprattutto in quei centri dove manca chi vigili sui diritti umani - le autorità razziste costruiscono casi ad hoc per giustificare misure repressive e persecutorie. Il mese scorso un agente mi ha confessato che "abbiamo la disposizione di trovare Rom che delinquono e - se non li troviamo - di inventarceli". E' necessario imparare a interpretare le notizie sui media, che saranno sempre più spesso di questo tipo. Vi è da aspettarsi di tutto, in questa campagna razziale, senza limiti, purtroppo. E da oggi, con i deriva fascista in cui è stato condotto il nostro Paese, la situazione, per le minoranze perseguitate, è destinata ad aggravarsi progressivamente, nonostante il fatto innegabile che le Istituzioni europee siano consapevoli della campagna xenofoba e antizigana che imperversa da noi e vigilino sull'operato di chi ci governerà, i cui propositi improntati all'odio razziale sono già stati sbandierati ai quattro venti. L'impegno dei pochi antirazzisti ormai attivi in Italia non è di certo agevolato dalle associazioni finanziate dal governo italiano, che sono pro-Rrom solo di nome e ormai si dedicano quasi esclusivamente a organizzare conferenze, invitando con tutti gli onori rappresentanti istituzionali. Ulteriori ostacoli sono l'attivismo passivo e l'isolamento in cui sono lasciati i rappresentanti Rom più attivi e consapevoli e le associazioni che promuovono - battendosi contro l'antiziganismo - il riconoscimento dei diritti del popolo Rom, che è vittima della più grave forma di discriminazione del nostro tempo e che è, a tutti gli effetti, una "nazione senza territorio". R.M.

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