Archivio Temporale
Italia. Carabinieri e vigili urbani condannati: rubavano droga e pestavano immigrati
Ven, 04/04/2008 - 20:36tto condanne, due proscioglimenti e altri otto rinvii a giudizio. E' il verdetto emesso ieri mattina dal giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Bergamo, Bianca Maria Bianchi, al termine del processo con rito abbreviato a carico dei 21 presunti componenti della cosiddetta banda della Panda nera, il gruppo di carabinieri e vigili urbani che avrebbe imperversato nella Bassa Bergamasca tra il novembre 2005 e il giugno 2007, rendendosi responsabile di pestaggi nei confronti di immigrati, ma anche di sequestri non verbalizzati di droga, telefoni cellulari e soldi. Per altri tre e' stato concesso invece il patteggiamento.
Tutti i personaggi di spicco della vicenda sono stati ritenuti colpevoli, a partire dall'ex comandante della stazione dell'Arma di Calcio, Massimo Deidda, considerato dalla procura il leader carismatico della banda, e condannato a cinque anni e due mesi. Per lui il pubblico ministero Enrico Pavone aveva chiesto quattro anni e mezzo per associazione a delinquere, tentata concussione e peculato.
La condanna piu' pesante e' stata inflitta al collega Viviano Monacelli, cui non sono state concesse neppure le attenuanti generiche. Anche per lui il pm aveva chiesto una pena minore, a cinque anni. Il giudice lo ha ritenuto colpevole di alcuni degli episodi piu' gravi dell'inchiesta. Oltre a figurare nell'associazione a delinquere, sarebbe stato coprotagonista della cessione di un chilo di hashish a uno spacciatore, dopo che era fallita una trappola per incastrare la persona che glielo aveva venduto. In piu', avrebbe partecipato a diversi raid con botte e sequestri di soldi e cellulari, non menzionati nei successivi verbali.
Tre anni e otto mesi sono stati inflitti invece al maggiore Massimo Pani, ai tempi comandante della Compagnia dei carabinieri di Treviglio: l'ufficiale era finito nei guai non per aver preso parte alle spedizioni punitive, ma per una tentata concussione (aveva cercato di costringere due carabinieri di Martinengo a non deporre a processo contro un collega) e per la cessione del chilo di hashish per cui e' stato condannato anche Monacelli. Il carabiniere di Romano di Lombardia Fabio Battaglia - finito sotto inchiesta per l'episodio del chilo di hashish e per uno dei raid - e' stato condannato a tre anni. Tre anni e sei mesi sono stati inflitti invece a Gian Paolo Maistrello, l'agente della polizia locale di Cortenuova, che per la Procura avrebbe partecipato ad alcuni pestaggi e detenuto cocaina e hashish negli uffici del comando dei vigili.
Altre pene minori sono state inflitte al maresciallo Michela Francesconi (due anni), Vincenzo Di Gennaro (un anno e sei mesi) e Gerardo Villani (un anno), tutti con la sospensione della pena. Hanno patteggiato invece l'agente della polizia locale di Cortenuova Andrea Merisio (tre anni), il carabiniere di Calcio Danilo D'Alessandro (un anno e undici mesi) e il trentacinquenne trevigliese Giovanni Capozzi (due anni e otto mesi). Prosciolti, invece, Marco Bettarello, agente della polizia locale di Chiari (Brescia) accusato di favoreggiamento, e lo studente Roberto Amato. Altre otto persone sono state rinviate a giudizio.
successo sciopero 4 aprile terzo settore
Ven, 04/04/2008 - 19:46Per quanto questa giornata di lotta. dopo 28 mesi di mancato rinnovo del contratto, sia stata oscurata da tutti gli organi di informazione (anche quelli che si dichiarano di sinistra) tutti “affaccendati” nella campagna elettorale e con la paura di non compromettersi nei confronti delle grossi centrali cooperative, lo sciopero e le manifestazioni hanno avuto successo.
A Roma in una piazza piena di lavoratori e lavoratrici i sindacalisti cgil – cisl – uil sono stati coperti di fischi per avere dimenticato fino ad oggi la lotta in cambio di una concertazione che non ha dato alcun risultato tangibile.
Il Coordinamento romano dei lavoratori e delle lavoratrici del terzo settore assieme ad altre realtà autorganizzate ha rilanciato una piattaforma alternativa ed ha cercato di dare la parola direttamente agli operatori che quotidianamente lavorano nel settore e non ai soliti sindacalisti professionisti.
Le richieste inserite nella piattaforma contrattuale ripresa dall’USI prevedono un aumento medio mensile (sul 4° livello) di 200 euro netti e nelle realtà locali per i cocopro di adeguamenti delle tariffe orarie, come recupero del reale costo della vita, per contrastare precarietà diffusa nelle cooperative e nelle associazioni del terzo settore, per rispetto disposizioni di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per avvio processi di internalizzazione dei servizi pubblici affidati a terzi
COORDINAMENTO LAVORATORI E LAVORATRICI TERZO SETTORE ROMA
e-mail: coord.terzosettore@email.it
USI AIT – UNIONE SINDACALE ITALIANA
Confederazione di sindacati nazionali e di federazioni intercategoriali
SEGRETERIA SINDACATO NAZIONALE USI AIT COMMERCIO TURISMO E SERVIZI
ROMA VIA ISIDE 12 00184 TEL. 06/70451981 FAX 06/77201444
MILANO VIA ISONZO 10 20136 TEL. 02/54107087 FAX 02/54107095
UDINE 347 – 4264674
e mail: usiait1@virgilio.it info@usiait.it
MARIO SALVI VIVE - Presidio lunedì 7 ore 17 a Primavalle (Roma Nord)
Ven, 04/04/2008 - 19:35

MARIO SALVI
7 aprile 1976, sono passati 32 anni dall’assassinio di Mario Salvi, giovane del nostro quartiere: Primavalle. Fu assassinato da un agente di polizia penitenziaria a sangue freddo, impugnando la pistola e prendendo la mira. Verdetto della giustizia dello Stato al processo del poliziotto Domenico Velluto: assolto nell’adempimento del dovere.
Ma cosa muoveva un giovane di 21 anni fino al punto di rischiare la morte, fino al sacrificio della vita?:
La voglia irrefrenabile di giustizia: Quel giorno era sotto il Ministero di “Grazia e Giustizia” a contestare un’altra sentenza scandalosa, si condannava per omicidio chi si era difeso da un’aggressione di una squadraccia di fascisti, che si sa, hanno sempre fatto il lavoro sporco dello stato, dagli omicidi alle stragi di stato: e i propri sicari lo Stato li copre!
Il desiderio di riscatto da una condizione di quartiere di periferia come il nostro, dal ghetto e dall’emarginazione, dalla disoccupazione e dai soldi, sempre pochi; per quello in quegli anni organizzavano il mercato popolare vendendo i prodotti acquistati dai produttori di carne e verdure a prezzi di costo cosi da far risparmiare le famiglie a basso reddito.
La lotta per la casa e per i diritti in un quartiere di muratori e manovali che le case le costruivano per i palazzinari, ma che non se le potevano permettere e così le occupavano. Quando organizzavano le lotte contro il carovita con le autoriduzioni di bollette e tariffe.
Il desiderio di libertà da ogni dittatura e dai soprusi a fianco dei popoli in lotta, degli emigranti meridionali, contro lo strapotere USA e della Democrazia Cristiana, e contro i fascisti, foraggiati dalla CIA americana e italiana (GLADIO), che aggredivano, accoltellavano e mettevano le bombe assassinando gli oppositori dei padroni e dello stato, operai, studenti e compagni.
Questo era Mario Salvi, la generosità e l’esuberanza, l’umiltà e il senso di giustizia, il gioco ed il coraggio, la rabbia contro i padroni e contro la corruzione dei partiti, per questo lo hanno ucciso prendendo la mira, ma non hanno colpito la nostra voglia di lottare per un mondo libero e senza ingiustizie, per l’uguaglianza e la fratellanza. Continuiamo a lottare per i diritti veri e per un mondo senza padroni senza galere e senza frontiere oggi come ieri per il futuro.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE ! !
Il 7 aprile ore 17, presidio alla lapide a Primavalle, p.zza. Mario Salvi già Clemente XI
I compagni e le compagne di Primavalle, Spazio Antagonista “il Comitato”
Via Girolamo casanate 2a
Casilino 900: una testimonianza dall'inferno, un invito alla RESISTENZA
Ven, 04/04/2008 - 18:11Casilino 900: testimonianza dall'inferno
2 aprile 2008. Un sostenitore di Anne's Door e del Gruppo EveryOne si è recato presso il Casilino 900 di Roma e ha assistito a una manifestazione nonviolenta, tenuta per denunciare la condizione disumana cui sono costrette le famiglie Rrom che vivono nel campo e la tragedia di uno sgombero annunciato. Sulle labbra di molti, l'invito promosso dal Gruppo EveryOne: "Resistenza contro il pogrom razzista". Se le autorità romane decideranno di dare seguito alle operazioni di allontanamento coatto delle famiglie, previste per il prossimo mese di giugno, gli uomini e le donne del Gruppo EveryOne saranno in prima fila, per opporsi con lo scudo dei propri corpi alla violenza degli agenti e delle ruspe: un'azione di resistenza passiva, gandhiana, ma senza arretrare di un passo. Intanto carabinieri e polizia sono tornati a far visita al campo, con la scusa di fare un censimento, ma con un atteggiamento gravemente intimidatorio: "Torneremo tutti i giorni, finché non vi cacceremo via una volta per tutte". Ma le parole e i modi usati dagli agenti sono stati molto più duri, minacciosi e ingiuriosi. Alcune baracche del Casilino 900 sono state distrutte. "Al campo hanno tolto la luce e per quanto riguarda l'acqua potabile c’è solo una fontanella a flusso discontinuo," racconta un testimone, "per una comunità di circa un migliaio di persone. Di queste, 250 sono bambini che frequentano le scuole del VII° municipio. Ci sono numerose situazioni di vera disperazione: donne incinte o che hanno appena partorito, debolissime, malate, in situazioni fisiche molto precarie. Si vedono scene da Olocausto, bambini piccolissimi e anziani bisognosi di cure e assistenza. La mancanza di elettricità costringe all’uso di candele, che in ambienti fortemente a rischio possono provocare incendi con conseguenze letali. Una situazione davvero incredibile per una società che continua inspiegabilmente a dichiararsi civile. Le famiglie del Casilino 900 non sono considerate degne di nessun rispetto e si vuole negare loro qualsiasi dignità. Gli animali godono di maggiore tutela. Annientarle fisicamente, violando ogni loro diritto umano, ecco la politica delle Istituzioni romane: procedere pervicacemente secondo una tecnica di annientamento che non ha nulla di diverso da quella dei campi di concentramento. E poi si parla dei diritti violati in Cina… In città abbiamo un luogo che definire ghetto è un eufemismo: è un vero e proprio inferno. Ma l'eventualità dello sgombero potrebbe rendere la tragedia umanitaria in corso ancora più apocalittica".
Contatti: info@everyonegroup.com - www.everyonegroup.com - www.annesdoor.com
SCIOPERO NELLE COOP. SOCIALI: FOTO DELLA MANIFESTAZIONE
Ven, 04/04/2008 - 17:05Si parla di circa trentamila adesioni allo sciopero nazionale indetto dai sindacati CGIL CISL e UIL e da altri sindacati di base.
Un’adesione storica come mai vi era stata. In piazza Venezia erano migliaia e migliaia di persone provenienti da varie regioni italiane. Ma i grandi mezzi di informazione hanno scandalosamente bypassato questo evento.
Per ovviare a questa grave carenza di informazione potete trovare foto e presto anche video su www.ciardullidomenico.it
Bucarest anti-NATO: arresti di massa
Ven, 04/04/2008 - 13:42Senza nemmeno che le manifestazioni fossero iniziate, la polizia romena, con i passamontagna calati sul volto, verso le 12.30 di oggi ha arrestato quasi 50 attivisti anti-NATO che si trovavano nel centro di convergenza delle proteste (o nei paraggi), situato in un capannone industriale vicino al centro di Bucarest. L'azione è stata alquanto brusca e i gornalisti non sono stati fatti avvicinare.
Un portavoce della polizia nel pomeriggio ha stemperato la situazione sui media, affermando che le persone sono state portate in questura soltanto per essere identificate e che la libertà di espressione è garantita. Dopotutto non è stato trovato nulla di illegale.
Sta di fatto che alle 17.30 le persone erano ancora in stato di fermo.
Alle 10.30 le persone sono state rilasciate senza nessuna accusa.
Related Link: http://romania.indymedia.org/en/2008/04/2525.shtml
Background: http://toscana.indymedia.org/article/2653
e
http://toscana.indymedia.org/article/2781
Sopralluoghi in Palestina - Fotogrammi di un conflitto
Ven, 04/04/2008 - 12:33Associazione per la Pace (www.assopace.org)
Associazione Culturale Aktivamente (www.aktivamente.it)
Associazione giovani palestinesi Wael Zwuaiter (www.palestinawz.org)
"Sopralluoghi in Palestina"
fotogrammi di un conflitto
8 film, 8 temi
Suggestioni visive per comprendere le origini e le evoluzioni del conflitto tra palestinesi e israeliani: la storia, i popoli (profughi, coloni, nuovi immigrati), il territorio, i muri, la propaganda e le forme di resistenza. Le proiezioni, in lingua originale e sottotitolate in italiano, saranno accompagnate da strumenti di approfondimento - mostre fotografiche, suggerimenti di lettura, materiale informativo - sui temi trattati.
Ogni lunedì a partire dal 7 Aprile alle 21 - ingresso gratuito -
- Il programma aggiornato è on line sui siti delle associazioni organizzatrici -
Libreria Caffè Flexi - via Clementina 9, Rione Monti, Roma - www.libreriaflexi.it
Programma delle proiezioni
Lunedì 7 aprile h 21
Storia e contesto - “Occupation 101” (www.occupation101.com)
di Sufyan and Abdallah Omeish, USA/Palestina, 2005, 90'
Occupation 101 è un film-documentario che racconta le cause storiche ed attuali del conflitto Israelo-Palestinese. Il film vuole mostrare allo spettatore la vita sotto il controllo militare israeliano, il ruolo giocato dagli Stati Uniti nel conflitto e gli elementi che ancora ostacolano il raggiungimento di una pace duratura e giusta. La narrazione avviene attraverso le voci dei protagonisti e dei testimoni di questo conflitto. A parlare sono Palestinesi, Israeliani ed Internazionali, giornalisti, studiosi, politici, diplomatici, storici, attivisti, capi religiosi e difensori dei diritti umani. Tra questi: Ilan Pappe, Rashid Khalidi, Noam Chomsky, Phyllis Bennis, Jeff Halper, Amira Hass, Dr. Iyad Sarraj, Yael Stien e molti altri.
Lunedì 14 aprile h 21
Popoli - “Route 181 - Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele” (Parte prima)
(www.bollatiboringhieri.it/route181)
di Michel Khleifi e Eyal Sivan, Francia/Belgio/Germania/GB 2004, 270'
Route 181 offre uno sguardo inedito sugli abitanti di Palestina-Israele: lo sguardo comune, unitario, di un palestinese e di un israeliano. Per più di un anno due cineasti, il palestinese Michel Khleifi e l'israeliano Eyal Sivan, si sono dedicati alla produzione di quello che loro stessi definiscono un atto di fede cinematografico. Con questo road movie di più di quattro ore, i due registi percorrono insieme il loro paese. Nell'estate del 2002, per due mesi, Khleifi e Sivan hanno viaggiato fianco a fianco dal sud al nord del loro paese d'origine, tracciando il proprio percorso su una mappa e chiamandolo Route 181. Questa linea virtuale segue il confine stabilito dalla risoluzione 181, votata dalle Nazioni Unite nel novembre del 1947 allo scopo di dividere la Palestina in due differenti stati...
Lunedì 21 aprile h 21
Popoli - “Route 181 - Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele” (Parte seconda)
(www.bollatiboringhieri.it/route181)
di Michel Khleifi e Eyal Sivan, Francia/Belgio/Germania/GB 2004, 270'
...Lungo la strada incontrano donne e uomini, israeliani e palestinesi, giovani e vecchi, civili e soldati, riprendendoli nei momenti della vita di tutti i giorni. Ognuno di questi personaggi ha un modo suo proprio di evocare le frontiere che li separano dai loro vicini: concretezza, cinismo, filo spinato, humour, indifferenza, sospetto, aggressività. Quei confini sono stati costruiti sulle colline e nelle pianure, sulle montagne e nelle valli ma, soprattutto, nella mente e nel cuore di questi due popoli, nell'inconsapevolezza collettiva di entrambe le società. Con Route 181 Michel Khlefi ed Eyal Sivan ci accompagnano in un vertiginoso viaggio attraverso questi minuscoli territori dalle ramificazioni vastissime.
Lunedì 28 aprile h 21
Muri - “The Iron Wall” (www.theironwall.ps) di Mohammed Alatar, Palestina, 2006, 57’
“La colonizzazione sionista nella terra di Israele può solo arrestarsi o procedere a dispetto della popolazione nativa palestinese. Questo significa che può procedere e svilupparsi solo con la protezione di una potenza indipendente – dietro un muro di ferro, che i nativi non potranno penetrare.” con queste parole, nel 1923, Vladmir Jabotinsky indicava la strada per la colonizzazione della Palestina. The Iron Wall ripercorre le tappe della colonizzazione israeliana dei territori palestinesi, in cui la costruzione del muro si pone solo come la fine di un processo iniziato molti anni fa.
Venerdì 11 aprile dalle h 18.30
Dunum – Terra di Palestina
Proiezione speciale all’interno della rassegna in occasione della presentazione della mostra fotografica di Luca Tommasini “Dunum - Terra di Palestina”.
“Serie di immagini portate dalla distesa degli spazi, sequenze che suggeriscono una narrazione: un uomo coi piedi piantati per terra, che fissa l’obiettivo, poi preso dalla rabbia alza il braccio a mostrare questa terra che ha preso il volo, leggera come una nuvola, trasportata troppo lontano, dietro una barriera, e che ormai avrà bisogno di un permesso per essere coltivata. Terre violate da strade, terre sbarrate, asfaltate, rese sterili in poche ore.”
Promosso e organizzato da
Associazione per la Pace (www.assopace.org)
L’Associazione per la Pace nei suoi quasi 20 anni di attività si è impegnata in Italia e all’estero con azioni volte alla risoluzione nonviolenta dei conflitti e alla promozione del dialogo fra i popoli. Attraverso la sperimentazione di interventi civili nei conflitti, i volontari e le volontarie sono stati presenti nei principali luoghi di guerra del Mediterraneo (Balcani e Medioriente) cercando di mediare tra istanze, popoli e religioni in lotta. Abbiamo scelto di stare nei conflitti mettendoci dalla parte dei civili, per renderli attori/risolutori e non più vittime principali, come spesso accade nei guerre contemporanee.
Il lavoro su Palestina/Israele è cominciato durante la seconda Intifada e continua ancora oggi attraverso viaggi di conoscenza, campi di lavoro e azioni di interposizione e di difesa dei diritti umani in Palestina, e in Italia con azioni di sensibilizzazione volte a mostrare gli aspetti meno mediatici e più concreti di un conflitto che coinvolge tutta l’area mediterranea.
Associazione Culturale Aktivamente (www.aktivamente.it)
Aktivamente nasce nell’ottobre del 2004 a Roma con l’idea di creare nuovi spazi per l’arte. Arte intesa a 360 gradi. In una realtà come quella attuale dove la velocità dell’informazione, il continuo flusso di immagini, il dominio della televisione creano un sistema di sovraffollamento video/sonoro, Aktivamente lavora partendo da un assunto, da un’idea definita Aktiva:“è lo spazio che manca non l’arte”.
L’associazione si nutre del lavoro e impegno volontario di giovani provenienti da retroterra culturali distinti, per lo più residenti nel territorio romano, che curano tutte le componenti delle iniziative, dall’ideazione al coordinamento, logistica e realizzazione.
Nei primi due anni di vita Aktivamente ha rafforzato rapporti e collaborazioni con artisti, associazioni, ONLUS e strutture aggragative presenti sul territorio (Politecnico Fandango, Servizio Civile Internazionale, Circolo degli Artisti, Stalker, Osservatorio Nomade, ecc.) realizzando eventi ed iniziative artistiche segnate spesso da un marcato contenuto sociale.
Associazione giovani palestinesi Wael Zwuaiter (www.palestinawz.org)
L’Associazione Giovani Palestinesi “Wael Zuaiter” nasce nell’ottobre 2005 dall’iniziativa della nuova generazione di palestinesi e italo-palestinesi residenti in Italia. Il programma dell’Associazione prevede un impegno culturale di ampio respiro, con attività di informazione ed archiviazione multimediatica, progetti di collaborazione e solidarietà ed attività ludico-ricreative. Nello spirito del nostro agire si ritrova il motivo del nome a cui è dedicata l’Associazione Giovani Palestinesi “Wael Zuaiter”, l’intellettuale palestinese assassinato a Roma nell’ottobre del 1972. Wael Zuaiter aveva cercato, durante il suo breve soggiorno in Italia, di accreditare un’idea diversa del popolo palestinese. Non “rifugiato”, non “terrorista”, ma un popolo desideroso solo di vedersi riconoscere la propria storia e il diritto ad avere una terra ed un suo Stato. Per questo l’Associazione ha come obiettivo la riscoperta e la conservazione della cultura di origine dei palestinesi ed intende proporsi come veicolo di informazione approfondita, completa e obiettiva sulla causa palestinese, presso l’opinione pubblica italiana.
"Sopralluoghi in Palestina" Cinema da Palestina/Israele
Ven, 04/04/2008 - 12:05Associazione per la Pace (www.assopace.org)
Associazione Culturale Aktivamente (www.aktivamente.it)
Associazione giovani palestinesi Wael Zwuaiter (www.palestinawz.org)
"Sopralluoghi in Palestina"
fotogrammi di un conflitto
8 film, 8 temi
Suggestioni visive per comprendere le origini e le evoluzioni del conflitto tra palestinesi e israeliani: la storia, i popoli (profughi, coloni, nuovi immigrati), il territorio, i muri, la propaganda e le forme di resistenza. Le proiezioni, in lingua originale e sottotitolate in italiano, saranno accompagnate da strumenti di approfondimento - mostre fotografiche, suggerimenti di lettura, materiale informativo - sui temi trattati.
Ogni lunedì a partire dal 7 Aprile alle 21 - ingresso gratuito -
- Il programma aggiornato è on line sui siti delle associazioni organizzatrici -
Libreria Caffè Flexi - via Clementina 9, Rione Monti, Roma - www.libreriaflexi.it
Programma delle proiezioni
Lunedì 7 aprile h 21
Storia e contesto - “Occupation 101” (www.occupation101.com)
di Sufyan and Abdallah Omeish, USA/Palestina, 2005, 90'
Occupation 101 è un film-documentario che racconta le cause storiche ed attuali del conflitto Israelo-Palestinese. Il film vuole mostrare allo spettatore la vita sotto il controllo militare israeliano, il ruolo giocato dagli Stati Uniti nel conflitto e gli elementi che ancora ostacolano il raggiungimento di una pace duratura e giusta. La narrazione avviene attraverso le voci dei protagonisti e dei testimoni di questo conflitto. A parlare sono Palestinesi, Israeliani ed Internazionali, giornalisti, studiosi, politici, diplomatici, storici, attivisti, capi religiosi e difensori dei diritti umani. Tra questi: Ilan Pappe, Rashid Khalidi, Noam Chomsky, Phyllis Bennis, Jeff Halper, Amira Hass, Dr. Iyad Sarraj, Yael Stien e molti altri.
Lunedì 14 aprile h 21
Popoli - “Route 181 - Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele” (Parte prima)
(www.bollatiboringhieri.it/route181)
di Michel Khleifi e Eyal Sivan, Francia/Belgio/Germania/GB 2004, 270'
Route 181 offre uno sguardo inedito sugli abitanti di Palestina-Israele: lo sguardo comune, unitario, di un palestinese e di un israeliano. Per più di un anno due cineasti, il palestinese Michel Khleifi e l'israeliano Eyal Sivan, si sono dedicati alla produzione di quello che loro stessi definiscono un atto di fede cinematografico. Con questo road movie di più di quattro ore, i due registi percorrono insieme il loro paese. Nell'estate del 2002, per due mesi, Khleifi e Sivan hanno viaggiato fianco a fianco dal sud al nord del loro paese d'origine, tracciando il proprio percorso su una mappa e chiamandolo Route 181. Questa linea virtuale segue il confine stabilito dalla risoluzione 181, votata dalle Nazioni Unite nel novembre del 1947 allo scopo di dividere la Palestina in due differenti stati...
Lunedì 21 aprile h 21
Popoli - “Route 181 - Frammenti di un viaggio in Palestina-Israele” (Parte seconda)
(www.bollatiboringhieri.it/route181)
di Michel Khleifi e Eyal Sivan, Francia/Belgio/Germania/GB 2004, 270'
...Lungo la strada incontrano donne e uomini, israeliani e palestinesi, giovani e vecchi, civili e soldati, riprendendoli nei momenti della vita di tutti i giorni. Ognuno di questi personaggi ha un modo suo proprio di evocare le frontiere che li separano dai loro vicini: concretezza, cinismo, filo spinato, humour, indifferenza, sospetto, aggressività. Quei confini sono stati costruiti sulle colline e nelle pianure, sulle montagne e nelle valli ma, soprattutto, nella mente e nel cuore di questi due popoli, nell'inconsapevolezza collettiva di entrambe le società. Con Route 181 Michel Khlefi ed Eyal Sivan ci accompagnano in un vertiginoso viaggio attraverso questi minuscoli territori dalle ramificazioni vastissime.
Lunedì 28 aprile h 21
Muri - “The Iron Wall” (www.theironwall.ps) di Mohammed Alatar, Palestina, 2006, 57’
“La colonizzazione sionista nella terra di Israele può solo arrestarsi o procedere a dispetto della popolazione nativa palestinese. Questo significa che può procedere e svilupparsi solo con la protezione di una potenza indipendente – dietro un muro di ferro, che i nativi non potranno penetrare.” con queste parole, nel 1923, Vladmir Jabotinsky indicava la strada per la colonizzazione della Palestina. The Iron Wall ripercorre le tappe della colonizzazione israeliana dei territori palestinesi, in cui la costruzione del muro si pone solo come la fine di un processo iniziato molti anni fa.
Venerdì 11 aprile dalle h 18.30
Dunum – Terra di Palestina
Proiezione speciale all’interno della rassegna in occasione della presentazione della mostra fotografica di Luca Tommasini “Dunum - Terra di Palestina”.
“Serie di immagini portate dalla distesa degli spazi, sequenze che suggeriscono una narrazione: un uomo coi piedi piantati per terra, che fissa l’obiettivo, poi preso dalla rabbia alza il braccio a mostrare questa terra che ha preso il volo, leggera come una nuvola, trasportata troppo lontano, dietro una barriera, e che ormai avrà bisogno di un permesso per essere coltivata. Terre violate da strade, terre sbarrate, asfaltate, rese sterili in poche ore.”
Promosso e organizzato da
Associazione per la Pace (www.assopace.org)
L’Associazione per la Pace nei suoi quasi 20 anni di attività si è impegnata in Italia e all’estero con azioni volte alla risoluzione nonviolenta dei conflitti e alla promozione del dialogo fra i popoli. Attraverso la sperimentazione di interventi civili nei conflitti, i volontari e le volontarie sono stati presenti nei principali luoghi di guerra del Mediterraneo (Balcani e Medioriente) cercando di mediare tra istanze, popoli e religioni in lotta. Abbiamo scelto di stare nei conflitti mettendoci dalla parte dei civili, per renderli attori/risolutori e non più vittime principali, come spesso accade nei guerre contemporanee.
Il lavoro su Palestina/Israele è cominciato durante la seconda Intifada e continua ancora oggi attraverso viaggi di conoscenza, campi di lavoro e azioni di interposizione e di difesa dei diritti umani in Palestina, e in Italia con azioni di sensibilizzazione volte a mostrare gli aspetti meno mediatici e più concreti di un conflitto che coinvolge tutta l’area mediterranea.
Associazione Culturale Aktivamente (www.aktivamente.it)
Aktivamente nasce nell’ottobre del 2004 a Roma con l’idea di creare nuovi spazi per l’arte. Arte intesa a 360 gradi. In una realtà come quella attuale dove la velocità dell’informazione, il continuo flusso di immagini, il dominio della televisione creano un sistema di sovraffollamento video/sonoro, Aktivamente lavora partendo da un assunto, da un’idea definita Aktiva:“è lo spazio che manca non l’arte”.
L’associazione si nutre del lavoro e impegno volontario di giovani provenienti da retroterra culturali distinti, per lo più residenti nel territorio romano, che curano tutte le componenti delle iniziative, dall’ideazione al coordinamento, logistica e realizzazione.
Nei primi due anni di vita Aktivamente ha rafforzato rapporti e collaborazioni con artisti, associazioni, ONLUS e strutture aggragative presenti sul territorio (Politecnico Fandango, Servizio Civile Internazionale, Circolo degli Artisti, Stalker, Osservatorio Nomade, ecc.) realizzando eventi ed iniziative artistiche segnate spesso da un marcato contenuto sociale.
Associazione giovani palestinesi Wael Zwuaiter (www.palestinawz.org)
L’Associazione Giovani Palestinesi “Wael Zuaiter” nasce nell’ottobre 2005 dall’iniziativa della nuova generazione di palestinesi e italo-palestinesi residenti in Italia. Il programma dell’Associazione prevede un impegno culturale di ampio respiro, con attività di informazione ed archiviazione multimediatica, progetti di collaborazione e solidarietà ed attività ludico-ricreative. Nello spirito del nostro agire si ritrova il motivo del nome a cui è dedicata l’Associazione Giovani Palestinesi “Wael Zuaiter”, l’intellettuale palestinese assassinato a Roma nell’ottobre del 1972. Wael Zuaiter aveva cercato, durante il suo breve soggiorno in Italia, di accreditare un’idea diversa del popolo palestinese. Non “rifugiato”, non “terrorista”, ma un popolo desideroso solo di vedersi riconoscere la propria storia e il diritto ad avere una terra ed un suo Stato. Per questo l’Associazione ha come obiettivo la riscoperta e la conservazione della cultura di origine dei palestinesi ed intende proporsi come veicolo di informazione approfondita, completa e obiettiva sulla causa palestinese, presso l’opinione pubblica italiana.
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