Archivio Temporale
Scritte Neonaziste al Mamiani, fermo di uno studente antifa
Lun, 07/04/2008 - 15:37Home - Roma : Città Segnala Stampa articolo
Scritte per Hitler e svastiche al Mamiani
Il liceo Terenzio Mamiani
ROMA (7 aprile) - Scritte inneggianti al nazismo e ad Adolf Hitler sono apparse, stamani, sui muri del liceo classico Mamiani, a viale Giulio Cesare, nel quartiere Prati. "Mille braccia inneggiano al tuo nome": questa la scritta, firmata con alcune svastiche. A darne notizia studenti che hanno cercato di coprire la frase utilizzando una bomboletta spray, ma sono stati fermati dalle forze dell'ordine e denunciati. «Abbiamo tentato di coprire la scritta come accaduto per le frasi ingiuriose a Franca Rame - dicono gli studenti - ma è sopraggiunta un'auto delle forze dell'ordine che ha fermato e identificato due ragazzi minorenni e il bidello. Uno è stato portato in commissariato e denunciato».
«Il preside non si è fatto vedere - raccontano i ragazzi - anzi, ha imposto una sanzione disciplinare allo studente denunciato che oggi pomeriggio dovrà pulire il muro della scuola. Noi lo impediremo». Per domani gli studenti hanno indetto uno sciopero della prima ora delle lezioni scolastiche.
(Ilmessaggero.it)
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Mario Salvi: oggi 32 anni dall'uccisione del 21enne di Autonomia operaia
Lun, 07/04/2008 - 14:385:35 minutes (5.11 MB)
Il 7 aprile del 1976, 32 anni fa, lo studente antifascista Mario Salvi veniva ucciso a Roma da un colpo di pistola alla nuca sparato dalla guardia carceraria Domenico Velluto. Mario aveva 21 anni, apparteva alla sinistra extraparlamentare vicina al movimento dell’Autonomia operaia, attiva nella borgata romana di Primavalle.
Nel momento in cui veniva uccisso, Mario stava manifestando contro il Ministero di Grazia e Giustizia e contro la decisione del tribunale di Salerno di condannare a 9 anni di reclusione Giovanni Marini, l’anarchico accusato di aver reagito ad un’aggressione fascista, disarmando il missino Carlo Falvella ed uccidendolo con il suo stesso coltello.
In solidarietà a Marini, Mario si trovava lì quel giorno insieme a migliaia di altri manifestanti. Le dinamiche di quei momenti vogliono che il colpo mortale alla nuca raggiungesse Mario Salvi quando si trovava di spalle. In seguito al lancio di alcune molotov contro il “Palazzaccio” da parte di alcuni ragazzi della sinistra extraparlamentare dell’Atuonomia operaia, tra cui Salvi, l’agente di custodia in borghese Velluto incominciava ad inseguirli. Sembrerebbe, però, che il colpo mortale abbia raggiunto Mario Salvi una volta terminata la fuga, vale a dire mentre stava camminando in via degli Specchi, ormai lontano dal luogo del lancio delle molotov.
Il 15 aprile, Velluto veniva arrestato per omicidio preterintenzionale, reato per il quale è prevista una pena che va di 10 ai 18 anni di reclusione. A fare scattare l’arresto è il sostituto procuratore Gianfranco Viglietta, che conduceva le indagini. La decisione stupisce perché mai era capitato che un agente venisse arrestato per aver sparato a morte nel corso di una manifestazione, evento non raro in quegli annni. Ed infatti, ad agosto, l’agente veniva scarcerato per motivi di salute e per aver manifestato “sincero pentimento”. Nel luglio del ‘77, la Corte d’Assise lo assolveva definitivamente “per aver fatto uso legittimo delle armi”. Giovanni Marini, invece, è rimasto in carcere per tutti i 9 anni ed è morto per infarto nel dicembre del 2001, all’età di 59 anni.
Oggi pomeriggio, alle ore 17, in piazza Mario Salvi, proprio a Primavalle, si terrà una commemorazione per ricordare quella vicenda. L’obiettivo è quello di non dimenticare ieri per creare una società migliore oggi. Una riflessione necessaria alla luce delle tendenze di questi ultimi anni in cui si sta pericolosamente assistendo alla progressiva legittimazione di movimenti di estrema destra, antidemocratici e razzisti, come Forza Nuova e la Destra di Storace che, anche grazie alla tanto decantata logica dell’equidistanza, adesso si trovano a poter condurre una campagna elettrole alla luce del sole e senza che alcuno più si scandalizzi.
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liceo mamani, scritte neonaziste e fermo di polizia per uno studente
Lun, 07/04/2008 - 12:01PRATI, DOPO FRANCA RAME AL MAMIANI SCRITTE PER ADOLF HITLER
(OMNIROMA) Roma, 07 apr - "Mille braccia inneggiano al tuo nome, Adolf Hitler". Questa la scritta firmata con alcune svastiche apparsa stamani sul muro del liceo Mamiani a viale Giulio Cesare. A darne notizia alcuni studenti dello stesso istituto che hanno raccontato di aver cercato di coprire la frase utilizzando una bomboletta spray ma di essere stati fermati dalle forze dell'ordine e denunciati.
A Roma, la sinistra arcobaleno sfrutta i lavoratori
Lun, 07/04/2008 - 10:26Distribuisco tutti i pomeriggi un giornale 'freepress' in una stazione di Roma.
Da una settimana vicino a noi abbiamo notato la presenza di un migrante che distribuiva la versione freepress di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista.
Oltre a sdegnarci, io e il mio collega, per l'evidente mossa elettorale dal chissa' quale costo (stampare migliaia di copie con molte pagine a colori per due settimane: immagino abbia un costo alto...)
agli elettori di sinistra arcobaleno rispondo in anticipo: e non mi dite che PdL e Pd spendono di piu' perche' e' una risposta del cazzo. Un po' come dire che voti veltroni o bertinotti per paura che torni berlusconi..), insomma vado a chiedere al ragazzo che distribuisce Liberazione quante ore lavora: 3ore, come noi; gli chiedo quanto prende: 6euro... non ho il tempo di pensare che lo pagano almeno meglio della media (noi prendiamo 15 euro al giorno) che lui specifica: 6euro al giorno, non l'ora!! ah, ecco.
Quanti ne devi distribuire? risponde 700. Noi invece 2400 in due, quindi 1200 a testa.
Riassumiamo: il migrante distribuisce 700 giornali in tre ore ed e' pagato 6 euro al giorno (di cui gliene partiranno due per biglietti dell'autobus). Chiaro?
Lo saluto, dopo che anche lui ha notato che 24 MINUTI (del Sole 24ore) paga meglio di Liberazione, lo incoraggio e me ne torno alla mia postazione.
Bene: SINISTRA ARCOBALENO sfrutta i lavoratori per farsi campagna elettorale. Prende migranti che, come dimostrato non sono informati su quanto pagano i distributori freepress, sfruttando il fattore della disinformazione; sicuramente non fanno contratti per due settimane di distribuzione (neanche uno da collaboratore, come quello che abbiamo noi).
Morale: siamo di fronte all'ennesimo caso in cui i partiti costruiscono la loro posizione di potere, si fanno pubblicita' elettorale sulla pelle dei lavoratori! Questo non e'che ci sorprenda, e'ovvio, ma e'necessario mettere a nudo una realta' che in molti fanno finta di non sapere.
I soliti noti, intellettuali di sinistra e sindacalisti corrotti, si fanno largo con slogan accattivanti contro la precarieta', quando sono i primi a crearla e ad essere complici del sistema.
I lavoratori non hanno bisogno di essere rappresentati da gente che non ha mai lavorato o da individualita' col trip del potere. I lavoratori sono in grado di autogestire la loro lotta contro la precarieta' e contro le inaccettabili condizioni che il lavoro precario e anche quello dipendente in generale crea! Ci sono casi di successo, come i Precari del Call Center di Atesia, che hanno autogestito la loro lotta.
Quindi, col rischio di sembrare presuntuoso (anche se lo sarei comunque di meno di chi pretende con arroganza di rappresentare milioni di persone), invito a NON VOTARE, a rompere il meccanismo della rappresentanza, ad incoraggiare e creare esperienze di autogestione sul posto di lavoro e ovunque, a boicottare Liberazione e tutti i quotidiani servi dei partiti (si potrebbe organizzare anche un'azione di protesta sotto la sede di Liberazione, no?), a prendere in mano il proprio destino e gestirlo rifiutando la delega a chicchessi