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Comunicato di solidarietà agli studenti antifascisti del Mamiani

autore:
Megafono Rosso

Ieri mattina, uno studente minorenne del liceo Mamiani di Roma si è fermato fuori dai cancelli munito di una bomboletta spray per coprire la scritta "Mille braccia inneggiano al suo nome Adolf Hitler" e le svastiche che macchiavano tutto il muro della scuola, aggiungendo invece a chiare lettere "Mamiani antifascista". Questo compagno, sorpreso da una volante della Polizia, è stato portato al commissariato Prati, dopo circa un'ora è tornato a scuola accompagnato dalla madre con una denuncia per "danneggiamento di edificio pubblico". Stamattina i ragazzi del liceo di viale delle Milizie, in solidarietà con il compagno di classe denunciato, hanno scioperato per la prima ora di lezione, restando tutti in cortile.

La redazione di Megafono Rosso esprime la massima solidarietà al compagno denunciato ingiustamente dalle forze di Polizia, sempre più schierate al fianco delle frange dell'estrema destra di questo paese. Invitiamo infine tutti i ragazzi che hanno disertato la prima ora di lezione ad aggregarsi all'unica organizzazione studentesca presente su scala nazionale, antifascista, schierata apertamente dalla parte degli studenti, antigovernista, che pone come unico obiettivo, non il settarismo dei collettivi odierni ma "l'unità degli studenti in lotta!"

Megafono Rosso
www.megafonorosso.it
posta@megafonorosso.it

Assemblea Autoconvocata - Tor Vergata

autore:
Assemblea Autoconvocata

Comunicato n°04 del 7 aprile 2008

Nella giornata di ieri gli studenti e le studentesse di Tor Vergata hanno interrotto il Consiglio di Corso di Studio (di seguito CCS) di Ingegneria Informatica per chiedere ai docenti presenti di approvare alcune richieste minime per garantire, a partire dal prossimo anno accademico, che il nostro futuro non sia un inutile e complicato percorso ad ostacoli.

Era stata richiesta l'apertura del CCS a tutti gli studenti, e non solo ai rappresentanti.

Tutti e 22 i docenti di quel CCS erano stati invitati a confrontarsi pubblicamente durante l'ultima assemblea autoconvocata di giovedì scorso. Non se ne è presentato nessuno. Gli unici due docenti intervenuti appartenevano ad altri corsi.

Ieri ci è stato risposto che siccome "le regole non prevedono CCS aperti, se non ai rappresentanti", non ritenevano giusto e opportuno farci partecipare tutti.

Dopo una trattativa, durata circa mezz'ora, per tentare di sbloccare la situazione e dopo aver evidenziato che probabilmente tutte le delibere del CCS sono da considerarsi nulle visto che i verbali non vengono approvati (nonostante la loro dicitura riporti "letto e approvato seduta stante", cosa assolutamente falsa!), decine di studenti hanno deciso di interrompere la seduta.

Tre dei tredici docenti presenti si sono subito alzati e hanno abbandonato la sala riunioni. Non c'è stato verso di inserire nell'ordine del giorno le nostre richieste. Tale "scelta" del presidente del CCS è stata supportata da tutti i suoi colleghi docenti.

Chiedevamo a tutti i docenti di essere presi in considerazione e di approvare una delibera da portare all'attenzione del Consiglio di Facoltà (di seguito CdF), previsto per il 17 aprile, riguardante principalmente la "misera" richiesta di poter sostenere gli esami di tutte le materie in almeno tre sessioni. Al CdF partecipano tutti i professori del CCS di ingegneria informatica.

Rimpallandosi le responsabilità e scaricando il barile sul CdF, di cui ripetiamo gli stessi docenti oggi riuniti fanno parte e che mai in questi due anni hanno supportato le richieste didattiche migliorative presentate anche in tale organo, hanno comunque espresso diversi pareri personali negativi su quanto chiedevamo.

A questo punto, per evitare che altre questioni riguardanti gli studenti del corso di informatica non venissero discussi e fintamente approvati (perché i verbali non lo sono mai stati!), siamo tutti usciti dall'aula riunendoci all'aperto per decidere altre iniziative.

Continuare a rimanere in sala riunioni con la "minaccia" di un abbandono dei docenti, avrebbe voluto dire esporre il fianco a chi da un lato predica il dialogo, dall'altro è inflessibile.

Oggi abbiamo dato una prova di unità e di forza, nonostante i tentativi di dividerci, che nel nostro ateneo non si vedeva da tempo. Sono intervenuti studenti che erano di altri corsi di ingegneria, studenti della facoltà di scienze e studenti di lettere.

E' chiaro il messaggio che oggi abbiamo lanciato a chi pensa di escluderci dalle scelte che ci riguardano e a chi pensa che con i cavilli burocratici e rimpalli di responsabilità possa far finta che non esistiamo o che esistano solamente le rappresentanze studentesche.

Per questo rilanciamo la mobilitazione con un'altra assemblea pubblica, mercoledì 9 aprile, alle ore 16.00 presso i prati della facoltà di ingegneria (oppure in aula T5 a So.Ge.Ne. se è brutto tempo).

Abbiamo invitato nuovamente i docenti a concordare un nuovo incontro pubblico.

Al preside di ingegneria è stato chiesto un CdF aperto a tutti gli studenti, da convocare prima di approvare il nuovo manifesto degli studi. Se quest'ultimo dovesse nel frattempo essere già stato approvato, pazienza; sarà rivisto e riscritto anche con il contributo fondamentale di chi in questo ateneo ci studia.

Rilanciamo, inoltre, una nuova mobilitazione in vista del prossimo CdF di ingegneria "ordinario" previsto per giovedì 17 aprile.

Assemblea Autoconvocata degli Studenti e delle Studentesse di Tor Vergata

La casa è un diritto di pochi

diritto alla casa

Dopo aver simbolicamente occupato un palazzo a Via Carlo Ludovico Bragaglia per 24h, domenica 6 aprile, il Blocco Precario Metropolitano ha portato la protesta nel centro di Roma, a p.za San Marco, organizzando una tendopoli per denunciare la perenne precaria situazione abitativa romana.
La tendopoli è stata violentemente attaccata la mattina di martedi alle 5:30, i poliziotti in assetto antisommossa non hanno avuto sensibilità nè per neonati nè per donne incinte. La tendopoli dovrebbe rimanere fino a mercoledi pomeriggio.
9 fermi, tramutati in arresti a Regina Coeli. 4 scarcerati mercoledì sera mentre gli altri 5 soltanto venerdi sera dopo che il gip in
mattinata non aveva convalidato gli arresti.

Aggiornamento Liberati tutti!

Roma: arrestati 9 attivisti per la casa

Autore:
Valentina Vella

4:47 minutes (4.37 MB)

Sono stati tramutati in arresto per lesioni e resistenza i 9 fermi effettuati stamattina dalle forze dell’ordine a danno di alcuni attivisti per la casa che per protesta avevano allestito una tendopoli a Piazza S. Marco per denunciare l’emergenza casa nella Capitale. Dovrebbero essere rilasciati domani stesso ma non ci sono ancora notizie certe al riguardo. Alle ore 12:00 è prevista, sempre per domani, l'incontro col Prefetto di Roma, con il quale i movimenti per la casa discuteranno la questione emergenza abitativa. Seguirà un'assemblea cittadina, alle ore 18, a Piazza San Marco, nella quale si dicuterà sull'organizzazione di un corteo ed eventuali risposte a quanto accaduto.

L’emergenza casa ha lasciato migliaia di persone senza un tetto e piene di debiti.

Nonostante questo, alle ore 5:30 del mattino, le forze dell’ordine hanno sgomberato con violenza i circa 60 occupanti che avevano allestito la tendopoli, dopo che i giorni precdenti i movimenti per la casa, tra cui il blocco precario metropolitano e l’ASIA Rdb, avevano occupato simbolicamente un gruppo di palazzine nel quartiere romano della Bufalotta. L’occupazione era stata abbandonata per venire incontro alle esigenze dei proprietari che avevano acquistato con difficoltà quegli immobili. E’ seguito dunque lo spostamento a Piazza Venezia.

Nella mattinata, appunto, le forze dell’ordine hanno proceduto alle sgombero, ferendo alcune persone adesso in ospedale, tra cui una 23enne incinta, ed effettuando dei fermi, adesso diventati arresti. Ha seguito una conferenza stampa, mentre adesso è in corso un presidio permanente che è stato autorizzato fino alle ore 18.

Comunicato sullo sgombero della tendopoli di P.za San Marco

autore:
ATELIER OCCUPATO ESC - RETE PER L'AUTOFORMAZIONE
Sommario:
comunicato sugli arresti della mattinata di martedi 8 aprile

Denunciamo l'atto gravissimo e arbitrario compiuto stamattina dalla polizia, che ha sgomberato con inaudita e sproporzionata violenza la Tendopoli Precaria di Piazza Venezia montata dai compagni che ieri hanno lasciato lo stabile occupato di via Bragaglia alla Bufalotta. La "brillante" operazione, iniziata alle 6 di mattina di oggi, ha fatto segnare diversi feriti e 9 arresti per resistenza aggravata, il tutto senza alcuna possibile giustificazione.

Questo gesto chiarisce, senza che ce ne fosse bisogno, che nella città commissariata il tema della precarietà e del disagio abitativo possono occupare al massimo qualche titolo di giornale e qualche dichiarazione da campagna elettorale; non appena i precari, i migranti, gli studenti provano ad organizzarsi e a riprendere con forza quello che gli spetta, cioè "il diritto ad una casa per andare in giro per il mondo", la risposta è quella che abbiamo visto: aggressioni, cariche indiscriminate, e infine l'arresto.

Nove dei nostri compagni, dopo il blitz della polizia, sono infatti detenuti con l'accusa di resistenza aggravata, con l'unica colpa di aver rilanciato IN MODO ASSOLUTAMENTE PACIFICO E DETERMINATO il tema del disagio abitativo in una città che conta migliaia di appartamenti sfitti lasciati alla speculazione, un saldo blocco di interessi tra costruttori e politica, e migliaia di persone che non trovano una soluzione al problema dell'alloggio.

Se questo è il segnale lasciato dal "vuoto della politica" in una città commissariata, è un segnale preoccupante: dopo lo sfilamento di quasi tutte le forze politiche "istituzionali", il Commissario Morcone e il Prefetto Mosca non si sono fatti attendere, avallando una reazione scomposta e che non ha nulla a che vedere con i fatti. Una reazione istigata anche da una politica ansiosa di trovare nuovi temi per la paranoia securitaria che abbiamo visto crescere negli ultimi anni: sgomberi, inasprimento del controllo sugli spazi urbani e sulle figure "atipiche" della metropoli, proibizionismo, polizia in tutte le piazze e nei luoghi di aggregazione; tutto più o meno equamente distribuito tra le varie forze politiche, divise solo da questioni formali sul modo in cui affrontare i nuovi "nemici urbani" che questo discorso produce.

A chi pensa di affrontare i problemi sociali con i manganelli, rispondiamo che saremo sempre al fianco di chi si batte per liberare la città e gli spazi !
Per sabotare il piano della rendita e della speculazione immobiliare, vogliamo REDDITO DI CITTADINANZA PER TUTT* !
Esigiamo libertà immediata per LUCA, PAOLO e TUTTI GLI ALTRI COMPAGNI ARRESTATI !

Riunione PRogrammatica RadioSonar.net

08/04/2008 - 18:30
08/04/2008 - 20:00
RadioSonar.net an indipendent radio streaming
Sommario:
RIunione programmatica aperta a tutt*
Promotore evento:
Redazione RadioSonar.net

martedi 8 aprile ore 18.30, mattatoio, riunione programmatica aperta con o.d.g.:

- verifica delle attività : lodi e insulti riguardo alla cena di sabato 5 all'estremo della periferia estrema di roma.

- discussione del palinsesto futuro
- nuove collaborazioni con terzi soggetti.
- 9 maggio : tutti a pisa.... meglio un morto in casa che un pisano sull'uscio di casa, aggiornamenti sulla situazione per il festone a rebeldia a sostegno di indytoscana e radiosonar.net ( presentazione dei rispettivi progetti.)

Casilino 900: ultime notizie da un luogo di persecuzione

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Un'oppressione intollerabile per qualsiasi antifascista. Scriveteci: organizziamo una resistenza gandhiana, ma determinata

Casilino 900: nonostante gli appelli, le autorità romane trasformano il campo in un ghetto dove ogni diritto umano è violato

Roma, 8 aprile 2008. Un testimone della persecuzione al campo Rrom di Casilino 900 ci invia notizie preoccupanti. Nonostante gli appelli, le Istituzioni romane mostrano un volto disumano e stanno trasformando l'insediamento in un vero e proprio ghetto, un luogo in cui nessuna libertà individuale, nessun diritto costituzionale è riconosciuto. Come a Milano, le aurtorità di Roma non nascondono più l'ideologia fascista, il programma razziale che sta a monte delle loro operazioni.

"Continuano le operazioni di polizia, peraltro annunciate, a Casilino 900. Da questa mattina il campo rom alla periferia est di Roma è circondato dalle forze dell'ordine e non si può entrare o uscire. Una signora aveva una visita medica prenotata ma le è stato sequestrato il mezzo e non è potuta andare. I bambini non sono andati a scuola. Ieri sono stati sequestrati i cani, anche quelli regolarmente accuditi dagli abitanti del campo. Non si riesce ad avere informazioni su ciò che sta accadendo, sulla data del minacciato sgombero. Una situazione di incertezza, precarietà assoluta e paura che sta tormentando la comunità. C.P.".

Amici di Roma, antifascisti di Roma, attivisti di Roma: scriveteci, organizziamo una resistenza pacifica, ma ferma; facciamo scudo agli oppressi (i Rrom di oggi sono come gli ebrei durante l'Olocausto) con i nostri corpi. Tenimoci per mano, nel caso la forza pubblica volesse sgombrare i nostri fratelli Rrom, cantando canzoni di pace e giustizia, come Janusz Korkzac, quando i criminali nazisti decisero di deportare a Treblinka i ragazzi del suo orfanotrofio.

info@everyonegroup.com
roberto.malini@annesdoor.com

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Casilino 900: presidente del Municipio VIII risponde al Gruppo EveryOne

autore:
EveryOne Group
Sommario:
Abbiamo avviato un dialogo con le istituzioni, ma i Rrom del Casilino 900 sono oppressi, circondati, umiliati, minacciati dalle forze dell'ordine. Si è trasformato l'insediamento in un ghetto, un luogo di orrore in cui ogni diritto è negato

Casilino 900: Annamaria Addante, Presidente del Municipio VIII, risponde al Gruppo EveryOne

Roma, 7 aprile 2008. Annamaria Addante, Presidente del consiglio del Municipio VIII risponde alla "Lettera aperta" inviatale l'altro ieri da Roberto Malini a nome del Gruppo EveryOne. Ecco il testo della risposta: "Io non mi macchio di nessun crimine, la prego di andare a visitare il Casilino 900 prima di parlare. I Rom sono rimasti una minoranza e non ci hanno mai dato fastidio visto che il campo esiste da 40 anni. Solo che oggi oltre i Rom c'è di tutto, spaccio, rapine, furti e inoltre bruciano notte e giorno materiale tossico per ricavarne il rame e facendo respirare diossina sia a noi cittadini che a queglii innocenti bambini che vivono in quel campo. Io mi adopererò per far trasferire il campo in una situazione di vivibilità, chiedendo di arrestare o rimpatriare tutti coloro che delinquono. La sua organizzazione, perché non va al campo a dire di non bruciare, non spacciare droga, non rubare? Non tutti i poveri sono brava gente. Inoltre mi permetta di dirle che i nuovi aguzzini sono quelli che cercano di mettersi in pace la cosceienza difendendo i Rom dai salotti buoni e si muovono solo quando si parla di sgombrare. Ritengo che come si vive oggi nel Casilino 900 vi dovrebbe fare indignare, io ci sono andata a vedere e farò di tutto affinché quella gente non viva più in quel modo, ma certo non difenderò né gli spacciatori né i deliguenti. Il nostro Municipio sta facendo tutto il possibile per aiutare i Rom e per l'inserimento scolastico: vada a vedere il campo di Salone e non confonda chi vuole la legalità e il rispetto dei diritti umani per tutti e non solo per i Rom, perché anche i cittadini hanno diritto a non respirare diossina. Cordiali saluti, Annamaria Addante".

Gentile Annamaria, innanzitutto, grazie della risposta e dei toni civili, che si prestano all'apertura di un dialogo, la via meaestra per conseguire, insieme, la migliore soluzione a un'emergenza che si presenta difficile. Al Casilino vi sono circa 900 Rrom, fra cui circa 250 bambini. Lei vuol dire, con la Sua cortese risposta, che vi è una maggioranza di potenziali criminali o "asociali", fra quei bimbi infreddoliti, affamati, emarginati, bisognosi di cure e di affetto? E' questo che significa la Sua frase: "Non tutti i poveri sono brava gente"? Lei vuol dire che quei piccoli, vessati e umiliati dalla Sua Roma, non sono "bravi bambini"? No, Annamaria, non credo che Lei intendesse questo. Sarebbe disumano e di certo Lei ama i bambini ed è una donna di buona volontà e delicati sentimenti. Oltre ai 250 bimbi, vi sono 250 ragazzini, ragazzini che i loro coetanei italiani - non certo per colpa Sua, Annamaria! - trattano come esseri diversi e inferiori e che parte della "brava gente" di Roma insulta, minaccia, umilia fino all'annientamento morale, a lacrime che nessun fazzoletto potrà mai asciugare. Lei vuol dire, con la Sua frase, con il Suo messaggio, che quei fanciulli, quegli adolescenti macilenti - alcuni di loro mi ricordano le foto dei giovanissimi Rrom rinchiusi ad Auschwitz, nello Zigeunerlager - sono cattive persone, esseri umani la cui indole è geneticamente votata al crimine, allo spaccio, al furto, alla truffa, alla violenza? Non penso neanche che Lei alludesse a questo. Il "potenziale criminale" di natura atavica, genetica è un grave pregiudizio e non ha ovviamente alcun fondamento nella società civile né nella natura umana. La pensavano così gli aguzzini di Hitler, amica mia, e non certo Lei: lo so o almeno voglio crederlo. Al Casilino 900 vivono inoltre 200 donne, fra cui molte mamme che versano in condizioni drammatiche: mamme senza latte, senza pane, senza neanche un bicchiere d'acqua pura per i loro figli, proprio nella Capitale, città di opulenza e buona cucina. Sono quelle donne, molte delle quali giovanissime, molte delle quali in uno stato di salute assolutamente precario, sono quelle donne che "non vogliono la legalità o il rispetto dei Diritti Umani"? Sono quelle donne (donne che una società civile dovrebbe assistere con amore), quelle mamme (che dovrebbero essere messe in condizioni di crescere i loro bambini), sono loro il terribile problema del Casilino 900, la spaventosa minaccia per gli onesti cittadini? Sono convinto che Lei concordi con noi: quei 250 bambini, quei 250 fanciulli, quelle 200 donne sono persone in difficoltà: i poveri che le religioni e le leggi morali cii chiedono di aiutare e non di perseguitare. Dunque terminiamo il censimento di quel "covo di criminali" che secondo Lei sarebbe il Casilino. Rimangono circa 70 uomini adulti sofferenti di patologie gravi (inabilità, cardiopatie, infezioni di entità ragguardevole) - che di certo non sono i "mostri " di cui Lei parla - e 130 uomini adulti, per lo più capifamiglia che devono impegnarsi e ingegnarsi ogni giorno per portare ai loro bambini, alle loro donne quell'acqua, quel latte, quel pane che la persecuzione nega loro. Lo sa? quei 130 uomini sono per la maggior parte eroi, come lo erano i padri di famiglia del Ghetto di Varsavia o di quello di Lodz, nella Polonia devastata dalla guerra e dall'Olocausto. Se Lei ritenesse che il 10 per cento di quegli uomini, di quegli eroi è costituito da criminali, Lei affermerebbe qualcosa di gravissimo: affermerebbe che fra i Rrom la percentuale di persone che violano le leggi è superiore a quella delle altre etnie. Sarebbe come affermare, come scritto sopra, che i Rrom sono geneticamente portati al crimine: un'affermazione improntata all'odio razziale, non al buon senso né allo spirito della civiltà. Parleremmo comunque, anche in questa ipotesi estrema e indegna anche solo di essere espressa, di 13 persone. 13 persone, oltretutto, giustificate dalle condizioni di indigenza tragiche, condizioni che hanno portato i loro fratelli, i loro familiari a una speranza di vita media di soli 35 anni, contro gli oltre 80 anni degli altri cittadini europei. La diossina del Casilino 900, cara Annamaria, è il prodotto della persecuzione e del razzismo delle istituzioni. E' diossina - anzitutto - morale, che ammorba cuori, idee e coscienze. E ora, se vuole, ci offriamo noi del Gruppo EveryOne di accompagnarLa in una visita al Casilino 900: venga a vedere la verità, con coraggio e senza alcun codazzo di gendarmi. Venga a vedere, per la prima volta, il Casilino. Poi deciderà se è il caso di proseguire sulla via della discriminazione e di una persecuzione disumana o di intraprendere, al contrario, una via nuova: quella dei Diritti Umani e della desegregazione. Con fiducia, il Gruppo EveryOne

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succede al mamiani...

autore:
studenti e studentesse antifascisti

Il comunicato diffuso ieri mattina, dopo il fermo e la denuncia di uno studente del Mamiani. Nel frattempo, dopo la mobilitazione immediata degli studenti (sia ieri che questa mattina), il Preside ha ritrattato l'intenzione di prendere provvedimenti disciplinari...

Succede al liceo Mamiani.

Nella notte fra sabato e domenica, alcuni "ignoti" si recano di fronte al Liceo Classico di viale delle Milizie, e dopo le infami scritte di pochi giorni fa inneggiamenti persino allo stupro di Franca Rame, decidono di rimarcare chi sono e cosa pensano.

Compare, enormi, la seguenti scritta: "mille braccia verso il solle inneggiano al tuo nome: Adolf Hitler", seguita da una enorme svastica ed un'altra scritta "siamo stati qui". A pochi metri viene attacchinato un manifesto firmato CasaPound-Fiamma Tricolore

Stamattina, al rientro a scuola, gli studenti vengono quindi accolti da queste scritte, e dalla presenza di diversi agenti in borghese del Commissariato Prati che, come sempre piu' spesso accade, stazionano nei pressi della scuola "per evitare disordini".

Gli studenti, come sempre fanno, decidono immediatamente di coprile simili vergognose apologie del fascismo. Ed ecco che, come in un brutto film, la polizia interviene per identificare e bloccare gli studenti. Gli agenti in borghese, infine, fanno intervenire una volantane e portano via uno studente minorenne ed un bidello, che aveva osato interessarsi di quanto stava accadendo.

Lo studente viene trattenuto per oltre un'ora in commissariato e denunciato per "danneggiamento di edificio pubblico". Al bidello sembra invece si rimproveri di non aver chiamato il 113 vedendo gli studenti pulire il muro dalle infamie neonaziste.

Dopo il rilascio dello studente, il Dirigente Scolastico Guarino incontra i genitori dello studente cui dichiara che intende avviare la procedura per la sospensione del ragazzo e di attivarsi affinchè non possa partecipare al campo scuola della sua classe. Proprio lo stesso Dirigente Guarino che, poche settimane fa, intervendo all'assemblea degli studenti con Franca Rame, rivendicava con orgoglio - in particolare quando interpellato dai media - come i suoi studenti avessero subito pulito i muri e come, sui muri del liceo, da sempre vi fosse la scritta "mamiani antifascista" che rappresenta l'identità collettiva di quella e di tutte le scuole.

Quanto accaduto, dicevamo, sembra un brutto film di denuncia in cui le istituzioni di polizia e le istituzioni scolastiche, in perfetta collaborazione, tutelano con la forza della propria autorità la propaganda neofascista e neonazista.

Non possiamo accettare che sui muri di nessuna scuola vi siano scritte simili oscenità. Non possiamo accettare il Commissariato Prati divenga la emanazione delle sedi di Forza Nuova e Fiamma Tricolore di zona (che, curiosamente, ha piena agibilità di attacchinare e fare scritte in pieno pomeriggio in mezzo al quartiere). Non possiamo accettare un Dirigente Scolastico preferisca una svastica sul muro che uno studente con una bomboletta, tanto piu' dopo essersi vantato del contrario con tutti i mezzi di informazione.

Non lo possiamo accettare, e crediamo nessuno lo possa fare. A partire da queste ore, inizieremo a mobilitarci assieme a tutti coloro che credono a nostra città non sia a disposizione di un manipolo di neofascisti dai curiosi appoggi. Solidarietà agli studenti e le studentesse del Mamiani.

studenti e studentesse antifascisti di roma