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9 giugno 2007: No Bush

Comunicati / Volantini

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Archivio Temporale

Data

Riduzione ICI ;la grande presa in giro da 6 euri al mese!

autore:
Altromedia
Sommario:
Notizia da diffondere,spedire,volantinare,attacchinare!

Uno studio della UIL,se confermato,darebbe l'idea dell'enorme presa per i fondelli degli italiani da parte dell'illusionista B.
Secondo i calcoli del servizio politiche territoriali della UIL l'abolizione dell'ICI porterebbe ,nella media globale,un beneficio alle famiglie di 73 euri all'anno;6 euri al mese.
Non si compensa neanche l'aumento della benzina.La cifra è ridicola,almeno quanto quelli che hanno queste pensate e quanto quelli che invece di prendersela coi manovratori al comando della nave ,vanno a bruciare le baracche dei rom come se la fatica di arrivare a fine mese fosse colpa loro.La fatica la procurano quelli che non vogliono tirare fuori una lira per i contratti di chi lavora,vogliono licenziare più facilmente e vogliono pure che gli abbassiamo le tasse,perchè per "diritto naturale" lorsignori devono pagare meno!Gli amici del signor B.

http://altromedia.blogspot.com/

PIAZZA DELLA LOGGIA - 25 NOVEMBRE IN ASSISE

autore:
ANTIFA
Sommario:
Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, e Giovanni Maifredi - STRAGISTI IMPUNITI

2008-05-15 21:22


BRESCIA - A pochi giorni dal trentaquattresimo anniversario della strage di Piazza della Loggia, c'é la certezza che, per quell'eccidio, ci sarà un altro processo. Il Gup Lorenzo Benini, al termine dell'udienza preliminare iniziata nel novembre scorso, ma entrata nel vivo all'inizio del 2008, ha rinviato a giudizio i sei imputati accusati di concorso nella strage.

Il 25 novembre prossimo quindi la corte d'Assise sarà chiamata a pronunciarsi sull'innocenza o colpevolezza di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, e Giovanni Maifredi. Fino ad oggi, le tre inchieste aperte dal 28 maggio del 1974, giorno in cui la bomba provocò otto morti e 108 feriti, non hanno consentito di individuare alcun colpevole. Complessivamente sono state emesse, nei tre gradi di giudizio, 10 sentenze e un'ordinanza-sentenza.

La quarta inchiesta sulla strage ha preso il via da una serie di dichiarazioni che nel 1993 rilasciò Donatella di Rosa. Da allora le indagini portarono all'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Brescia, di una ventina di persone. La richiesta di rinvio a giudizio venne poi formulata dalla procura per dieci imputati. In sei casi si trattava appunto di coloro che erano chiamati a rispondere di concorso in strage, in altri tre di favoreggiamento di Delfo Zorzi e in uno di riciclaggio. La posizione di questi ultimi quattro imputati è stata però stralciata poiché il gup ha ritenuto fondata l'eccezione d'incompetenza territoriale sollevata dai legali di uno dei quattro imputati: Martino Siciliano, gli avvocati Gaetano Pecorella e Fausto Maniaci, tutti accusati di favoreggiamento, e Vittorio Poggi, che invece deve rispondere di riciclaggio.

Gli atti relativi alle loro posizioni sono stati trasmessi alla Procura di Milano. Degli imputati molto difficilmente sarà presente l'ex ordinovista Delfo Zorzi, che vive in Giappone, nei cui confronti pende una richiesta d'estradizione. Ma sono piuttosto concrete le possibilità che non ci sia anche uno dei due rappresentanti dell'accusa. Il Csm ha infatti proposto, per la carica di Procuratore Capo di Cremona, Roberto di Martino, Procuratore Aggiunto di Brescia, che con il collega Francesco Piantoni ha condotto le indagini. Oggi, dopo la lettura dell'ordinanza che dispone il rinvio a giudizio, al magistrato è stato chiesto se, in caso di trasferimento, pur svolgendo il proprio incarico a Cremona, potrà seguire il processo. "Dipende - ha risposto - se mi verrà chiesto e se sarà possibile per legge". Di Martino si è detto comunque soddisfatto dell'esito dell'udienza preliminare conclusasi oggi dal momento che il processo "per Brescia rappresenta una nuova chance".

Ma la soddisfazione riguarda anche l'attendibilità di Carlo Digilio, anch'egli indagato, morto tre anni fa, e Maurizio Tramonte, che secondo il Procuratore aggiunto, scaturisce dal rinvio a giudizio di tutti gli imputati. Proprio sulla questione dell'attendibilità di Digilio e Tramonte, si è focalizzata infatti nell'aula bunker di via Collebeato, durante l'udienza preliminare, la battaglia tra accusa e difesa.

SE DALLO STATO NON ABBIAMO AVUTO MAI GIUSTIZIA COME POSSIAMO CHIEDERLA ORA!

¡No Pasarán!

Novara: 4 molotov contro il campo nomadi

«Correvamo da un fuoco all’altro per spegnerli, bruciava tutto contemporaneamente». Cristina Lakatosz, una delle donne residenti nel campo nomadi di via Fermi a Novara, racconta con enfasi quanto successo nella notte tra sabato e domenica. Ignoti hanno scagliato quattro bottiglie molotov contro l’insediamento.

Fermiamo i nuovi pogrom

Appello per una mobilitazione antirazzista unitaria dal basso. In questo clima di guerra dichiarata si riaffacciano i pogrom. I primi a farne le spese, come sempre, sono i rom. Dagli assalti “popolari” di Napoli, alle molotov di Torino, Novara e Milano, le comunità zingare sono colpite da attentati che mettono a fuoco le loro favelas minacciandone direttamente la vita.Venerdì 16 maggio ore 21 assemblea a Torino in corso Palermo 46

Pieve di Soligo (TV): minacce contro il professor Ceschin

Minacce di stampo fascista sui muri di un sottopasso a Pieve di Soligo (TV) rivolte al professore, storico e consigliere comunale Daniele Ceschin, “reo” di aver scritto un libro sulla persecuzione degli ebrei in Italia.

Comunicato dell'assemblea aperta cittadina. Verona.

autore:
assemblea aperta cittadina
Sommario:
comunicato

Si lotta e si crea anche per ricordare chi ci è stato affine. Non ha importanza se Nicola si dichiarasse antifascista o meno. In questi anni di ripensamenti e ricombinazioni sociali, culturali, politiche, esistenziali, abbiamo imparato a definirci non per quello che siamo ma per ciò che non siamo. A differenza dei suoi assassini Nicola non era nazista, non era fascista, non era razzista, non era leghista, non era un reazionario. Sappiamo ciò che non siamo, ciò che saremo dobbiamo inventarlo. Lontani dalle passioni tristi, gioiosamente, naturalmente, vivere come l'aria che si respira, come ha fatto Nicola. Skate: ebrezza e surf dell'anima. Montagna: tregua, respiro, silenzio. Colore arancio: vitalità e spiritualità. Immaginazione. Vita contro la morte.

Gruppi culturali, teatrali, musicali, associazioni sociali, migranti, individualità, giovani e meno giovani, con esperienza politica e no. Nella sala Lucchi colma di persone, si è svolta l'assemblea aperta cittadina per la promozione della manifestazione del 17 maggio. Molti gli interventi, le proposte, le idee, le riflessioni. Un esempio di comunicazione e informazione che si alimentano per formare socialità diffusa e un'etica fatta di memoria, immaginazione e concretezza. Ricordare Nicola, non permettere che la sua vita e il suo assassinio siano dimenticati, questo il sentimento più diffuso negli interventi. Da qui le molte proposte, come la posa di una targa commemorativa a Porta Leoni e l'intitolazione di un centro giovanile/biblioteca. Il corteo sarà aperto, comunicativo, partecipato, in cui la città parlerà con la città, le identità si meticceranno con Verona, perchè è con la solidarietà e la relazione che può nascere una nuova sensibilità.

Per sconfiggere l'intolleranza, il razzismo, la discriminazione è necessario far appello alla coscienza civile di Verona e alla sua capacità di autocritica come atto d'amore verso la città stessa, perchè è proprio dalle condizione estreme che possono nascere pensieri e pratiche vivificanti, perchè è proprio dal dissenso che possono nascere sensibilità, coscienza, saperi nuovi. E' necessario quindi costruire progetti per nuove sensibilità, forme di vita libere, culture innovative e non sottomesse, valorizzare le esperienze di gestione reticolare dal basso, le diversità di genere e di desiderio, di molteplicità di orientamento e identità (glbtq), la lotta accanto ai migranti e contro la guerra, l'impegno per la giustizia sociale, contro la condizione precaria del lavoro, per il diritto alla casa, la creazione di mercati autogestiti (terra/ambiente/produzione/rivoluzione dei consumi). Una nuova sensibilità ha bisogno di creare in maniera cooperativa forme e strumenti di comunanza, dall'aria all'acqua fino alla produzione informatizzata e alle reti.
"C'è fascismo in ogni buca" ci suggeriscono Gilles Deleuze e Felix Guattari. Usciamo all'aperto quindi, fuori dalle logiche gerarchiche, di appartenenza, di potere e di micropotere, per creare una nuova sensibilità non autoritaria.

Assemblea aperta cittadina di Verona

Per il rilancio della sinistra libertaria

28/05/2008 - 17:30
28/05/2008 - 21:00
Promotore evento:
sociAlismo libertArio
Indirizzo email:

PER IL RILANCIO DELLA SINISTRA LIBERTARIA

I risultati delle elezioni politiche dello scorso aprile hanno determinato una
profonda modificazione degli scenari politici, sociali ed economici in Italia:
non solo per ciò che concerne gli equilibri di "palazzo" e le alchimie
governative, ma anche per gli effetti che può avere sui cosiddetti ambiti
alternativi ed antagonisti.
Se la vittoria della destra era facilmente pronosticabile, le dimensioni
della stessa ci danno il diritto di parlare di una vera e propria catastrofe
sociale, culturale, esistenziale i cui effetti, purtroppo, conosceremo presto
sulla nostra pelle.

Se la sconfitta della "sinistra" era prevedibile, si può definire un vero e
proprio tsunami quello che ha investito, cancellandola completamente, la
cosiddetta sinistra radicale dal Parlamento.

Una sinistra punita sia nella versione "democratica" - blairiana, perché ha
accettato, nei due anni di governo, tutto quello che Confindustria e Banca
Europea le hanno imposto, non riuscendo a realizzare neppure un punto di
quelli promessi nel famoso programma di oltre 280 pagine elaborato nel 2006,
sia nella versione radicale perché inevitabilmente diventata "casta", e perché
incapace a rappresentare i movimenti reali se non in maniera demagogica,
dogmatica e strumentale.

Con le elezioni 2008, quindi, una storia si è definitivamente chiusa, quella
del marxismo politico italiano (e non si può fare a meno di coglierne
l'aspetto liberatorio!), non solo per quanto attiene alla disfatta delle
"scuole" di lungo corso, quali socialisti e comunisti togliattiani (ex PCI),
ma anche di quelle componenti riapparse alla ribalta dagli anni'70 in poi:
leninisti, trotzkisti, gramsciani e luxemburghiani variamente assortiti.

Tale situazione è il frutto dell'esaurimento totale della ragion d'essere del
marxismo politico, perché schemi di riferimento, obiettivi e miti, sono sempre
più desueti ed impresentabili: il fine che giustifica i mezzi, la dittatura di
partito e del (sul) proletariato (in funzione di capitalismo di stato), la
riproposizione acritica di categorie pienamente superate dalla storia, come
l'operaiolatria.

Tale situazione dà ragione a quanti, fautori del socialismo libertario, non
hanno mai ceduto alle sirene dell'utopia totalitaria. In tutto il mondo si
conferma l'esattezza delle critiche storicamente mosse al socialismo
autoritario e cosiddetto "scientifico" fin dai tempi della 1° Internazionale.
Parallelamente è evidente anche il fallimento del sistema neo-liberista,
responsabile oggi di una diseguaglianza crescente (attacco ai diritti dei
lavoratori, precarietà elevata a sistema ad Occidente, governo delle nuove
mafie nei paesi ove fu il socialismo "surreale" e morte per fame,
fondamentalismi e rapina delle risorse da parte delle multinazionali (non solo
americane, giapponesi ed europee... ma anche cinesi) nel Terzo Mondo.

Le ragioni della lotta per il cambiamento restano tutte. La ricetta
dell'adeguarsi, dell'accettazione della ineluttabilità del mercato e del
capitalismo, propagandata dalla sinistra del compromesso (Partito Democratico)
ed accettata dai partitini comunisti "di lotta e di governo" (che hanno sempre
proposto se stessi come elemento istituzionale di mera - e deleteria -
mediazione del conflitto), hanno portato alla sconfitta le genuine istanze di
libertà, eguaglianza e solidarietà espresse dai giovani, dai lavoratori, da
quanti si rendono conto di pagare la crisi sulla propria pelle. Occorre
ricominciare dalla base, con metodi non compromessi col politicantismo e con
il compromesso.

Ma per analizzare ed affrontare la nuova situazione venutasi a creare, non
basta semplicemente richiamarsi ad una seppur valida tradizione: si richiede
necessariamente un nuovo protagonismo della sinistra libertaria che passi, in
primo luogo, attraverso una chiara e coerente proposta politica.

Occorre proporre sistemi di riorganizzazione ed aggregazione, di autogestione
e prima liberazione (anche culturale), immediatamente praticabili dalla (e
nella) società civile.

Occorre ripensare e rimettere in campo in grande stile la proposta comunalista
(diretta e con il minimo della delega), se si vuole togliere spazio
all'adattabilità ed al lobbysmo politico.

Occorre ripensare l'organizzazione (ed il suo ruolo), quale strumento duttile
ma coordinato seriamente a livello nazionale, un'organizzazione che, anche se
la si vuole "leggera", richiede comunque un sacrificio della "criticità
assoluta" così come dell'autoreferenzialità dei piccoli gruppi e dei singoli
individui.

Occorre ragionare di anarcosindacalismo, soprattutto in una situazione nella
quale i sindacati genericamente "alternativi" restano privi di padrini
politici o vedono almeno incrinarsi il legame con partiti e partitini che
sinora li hanno utilizzati come cinghia di trasmissione politica.

L'anarcosindacalismo (se dichiarato come tale) con la sua propria autonomia
(da ogni stereotipo ed ideologismo di "partito"), assume quindi un ruolo
strategico nell'organizzazione del conflitto.

Occorre unire protesta e proposta, promuovere un agire condiviso e plurale,
capace di conquistare spazi, dosare e calibrare l'azione per preparare
elementi più forti e decisivi di cambiamento. Riteniamo, infatti, che la
radicalità non risieda nella rottura estemporanea, nella marginalità,
nell'autocompiacimento dell'appartenenza ad una specie "altra", ma nella
determinazione (e quindi nella preparazione) di un cambiamento
qualitativamente alto (etico): radicale, appunto.

I componenti del gruppo romano di SociAlismo LibertArio propongono a tutti
coloro che siano realmente interessati a riavviare una seria discussione /
riflessione senza pregiudizi di sorta:

UN INCONTRO LIBERO PER MERCOLEDI' 28 MAGGIO
ore 17.30
presso la nostra sede di Roma in V. Tuscolana 9

(a seguire, cena di gruppo)

sociAlismo libertArio

Alemanno contro i centri sociali

"Chiuderò quelli fuorilegge". Toto-giunta, l´ora dei tecnici
"Sono spesso violenti e aggressivi. Non farò sconti". Le reazioni a sinistra

Che il sindaco Alemanno volesse segnare una forte discontinuità rispetto alla precedente amministrazione l´aveva dichiarato già in campagna elettorale. E le sue prime uscite, dall´abbattimento della teca dell´Ara pacis al Gay Pride, erano suonate come conferma. Rimarcata anche ieri a proposito dei centri sociali, quelli di sinistra definiti «spesso violenti e aggressivi», nei confronti dei quali «non farò nessuno sconto», ha detto il primo cittadino, includendo pure le aggregazioni di destra «non più di due o tre». A Roma «ce ne sono circa 35 o 40» ha calcolato ai microfoni di Radio 24, «non penso che tutti debbano essere chiusi, ma devono essere messi di fronte a una scelta chiara. Se stanno nella legalità, rispettano le altre opinioni politiche, possono tranquillamente esistere. Quelli che violano la legge, invece, devono essere chiusi».
Apriti cielo. Per Rifondazione è davvero troppo. Il primo a scendere sul sentiero di guerra è il neo-consigliere comunale Andrea Alzetta detto Tarzan: «Se vorrà ridurre a problema di ordine pubblico la straordinaria esperienza dei centri sociali, Alemanno si romperà le corna», attacca il leader dei Disobbedienti, annunciando per il pomeriggio un´assemblea al centro sociale Esc di San Lorenzo. «E lì» minaccia, «che discuteremo e prenderemo delle decisioni», facendo intendere che se la strada sarà questa molti in città si solleveranno. Tranchant l´assessore regionale Luigi Nieri: «Più passano i giorni, più la destra al governo della capitale mostra il suo volto illiberale. Ad Alemanno ricordo che i centri sociali a Roma sono importanti luoghi di socialità e aggregazione giovanile. E proprio per questo vanno sostenuti e preservati».
Polemiche che però sembrano non toccare il sindaco. Anche ieri impegnato in estenuanti trattative per risolvere il puzzle della nuova giunta. Sempre più incastrata - dopo aver stabilito che 7 assessorati andranno ad An e 4 a Fi - su due nodi: le donne da inserire in squadra (ma in assenza di esponenti della società civile, per le Politiche sociali è comunque pronta la consigliera neo-eletta Sveva Belviso) e i super tecnici cui affidare l´Urbanistica e i Lavori Pubblici. L´incontro per chiudere è stato rinviato, causa divergenza di opinioni, a stasera. Tuttavia, al netto della verifica finale, sulle poltrone più strategiche non dovrebbero esserci più dubbi. All´Urbanistica andrà un architetto di area An, da scegliere fra Francesco Coccia, ricercatore a Valle Giulia, e il collega Orazio Campo, ex paracadutista, noto agli addetti ai lavori come "l´urbanista della destra". Nome, quest´ultimo, che fa però storcere il naso agli azzurri: «Deve ancora passare al nostro vaglio» avvertono i big del partito romano. Che invece hanno indicato ai Lavori Pubblici un professionista di alto profilo: l´avvocato dello Stato Marco Corsini, esperto in appalti, per 5 anni assessore ai Lavori Pubblici a Venezia nella giunta di centrosinistra guidata da Paolo Costa, già sub commissario del teatro La Fenice e presidente della commissione incaricata della valutazione delle riserve di cantiere durante la ristrutturazione della Scala di Milano. I giochi sono ancora aperti, ma Alemanno ha fretta: per domani vuole dare l´annuncio.
(15 maggio 2008)
Il Fascista si dimentica dei Casapound!

Strage piazza Loggia: sei a giudizio

Sono Rauti(suocero di Alemanno), Zorzi, Tramonte, Delfino, Maggi, Maifredi

(ANSA) - BRESCIA, 15 MAG - Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati accusati di concorso nella strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Si tratta di: Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Carlo Maria Maggi, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi. Il processo comincera' il 25 novembre davanti alla Corte d'Assise di Brescia.

ANCHE SE VI CREDETE ASSOLTI SIETE LO STESSO COINVOLTI!

Brescia, sei rinvii a giudizio per la strage di piazza della Loggia

Sono accusati di aver organizzato l’attentato del 28 maggio 1974
Nel gruppo anche Pino Rauti, Delfo Zorzi e Carlo Maria Maggi