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Data

Valutazioni e Immagini dal corteo di Ciampino

autore:
Assemblea Permanente No Fly
Sommario:
Per l'immediata e drastica riduzione dei voli

COMUNICATO

VALUTAZIONI SUL CORTEO DEL 10 MAGGIO A CIAMPINO E PROSSIME INIZIATIVE
(foto del corteo sul sito www.no-fly.info e su www.dazebao.org)

Le centinaia di persone che hanno partecipato al corteo di sabato scorso a Ciampino hanno nuovamente espresso il disagio che quotidianamente vivono a causa dell'elevatissimo numero dei voli, 180 al giorno, che partono e atterrano presso l'aeroporto G.B. Pastine.
Abbiamo sfilato per chiedere l'immediata e drastica riduzione del traffico aereo e la fine delle vergognose strumentalizzazioni politiche in merito a questa vicenda.
In particolare, tutti i partecipanti hanno espresso piena solidarietà ai comitati contro l'aeroporto di Ampugnano e contro quello di Viterbo proprio perché consci di come potrebbero essere stravolte le esistenze di migliaia di altre persone.
Insieme all'Assemblea Permanente No-Fly, sono intervenute altre realtà dei territorio circostante come il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano a sottolineare la vicinanza nella lotta contro le nocività che assediano i territori in cui viviamo.
Nemerosi cittadini di Ciampino si sono uniti al passaggio del corteo e molti altri si sono affacciati dalle finestre delle proprie abitazioni esprimendo apertamente il proprio sostegno verso chi manifestava. C'erano molti giovani, molte mamme con i bambini ma anche persone più in là con gli anni, tutti/e con la voglia di farsi sentire perché 70.000 aerei l'anno e 40 tonnellate di kerosene al giorno sono insopportabili.
Emblematica è stata l'esposizione di un telo portato da un signore che da trasparente era diventato color carbone in quanto esposto per alcune settimane fuori dalla sua abitazione nei pressi dell'aeroporto.
L'assenza delle amministrazioni comunali di Ciampino, di Marino e del Decimo Municipio di Roma ed il loro totale silenzio nei confronti della manifestazione e dei suoi obiettivi è stata più volte rimarcata, in special modo durante la sosta sotto l'edificio che ospita gli uffici del comune di Ciampino. La gente ha ironicamente applaudito verso di essi e scandito slogan che sottolineavano come una volta finite le elezioni l'obiettivo primario per le massime cariche cittadine era stato raggiunto: una poltrona in consiglio provinciale per i sindaci Perandini e Palozzi.
Contiueremo il nostro percorso autorganizzato costruendo nuove iniziative e partecipando ad altre a cui siamo stati invitati.
Ne riportiamo alcune di seguito e le confermeremo ad una ad una nei prossimi giorni, invitando tutti/e alla massima partecipazione:

1 . Venerdì 23 maggio, ore 18.00, Assemblea pubblica e videoproiezione della puntata di “Report – Chi non vola è perduto”, in Sala Convegni a Ciampino (via del Lavoro).

2 . Sabato 31 maggio, Critical Mass Interplanetaria – piazza S.Giovanni (Roma), ore 16.00: parteciperemo con bici e bandiere a questo importante ritrovo annuale per riprenderci le starde invase da smog e traffico, ricordando che anche i cieli stanno subendo la stessa fine.

3. Domenica 1 giugno, ore 11.00, Biciclettata di massa, con ritrovo in piazza della Pace a Ciampino; al termine del giro, sbracioleremo insieme!

4. Venerdì 6 giugno, Manifestazione sotto il Ministero dei Trasporti a Roma con orario e modalità in via di definizione.

Ciampino, 12 maggio 2008

ASSEMBLEA PERMANENTE NO FLY
www.no-fly.info
nofly@inventati.org

VEGGIE PRIDE, Antispecismo è Antifascismo.

autore:
Vegan* Antifà
Sommario:
facciamo attenzione

Al Veggie Pride non v'è notizia sul manifesto, su gli indesiderati.
La feccia fascista talvolta osa definirsi nazi-vegan come se fosse possibile discriminare il colore della pelle ma non la specie animale.Antispecismo è Antifascismo, nessuna pietà per questi individui, invitiamo tutt* i/le compagn* a cacciare via presenze indesiderate: non si puo' essere fascisti e vegan.NON SI PUO' ESSERE FASCISTI.
ogni presenza sgradita va cacciata.
FASCISTI CAROGNE TORNATE NELLE FOGNE(come la merda non come i topi).

Valutazioni e Immagini dal corteo di Ciampino

autore:
Assemblea Permanente No Fly
Sommario:
Per la riduzione immediata dei voli!

COMUNICATO

VALUTAZIONI SUL CORTEO DEL 10 MAGGIO A CIAMPINO E PROSSIME INIZIATIVE
(foto del corteo sul sito www.no-fly.info e su www.dazebao.org)

Le centinaia di persone che hanno partecipato al corteo di sabato scorso a Ciampino hanno nuovamente espresso il disagio che quotidianamente vivono a causa dell'elevatissimo numero dei voli, 180 al giorno, che partono e atterrano presso l'aeroporto G.B. Pastine.
Abbiamo sfilato per chiedere l'immediata e drastica riduzione del traffico aereo e la fine delle vergognose strumentalizzazioni politiche in merito a questa vicenda.
In particolare, tutti i partecipanti hanno espresso piena solidarietà ai comitati contro l'aeroporto di Ampugnano e contro quello di Viterbo proprio perché consci di come potrebbero essere stravolte le esistenze di migliaia di altre persone.
Insieme all'Assemblea Permanente No-Fly, sono intervenute altre realtà dei territorio circostante come il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano a sottolineare la vicinanza nella lotta contro le nocività che assediano i territori in cui viviamo.
Nemerosi cittadini di Ciampino si sono uniti al passaggio del corteo e molti altri si sono affacciati dalle finestre delle proprie abitazioni esprimendo apertamente il proprio sostegno verso chi manifestava. C'erano molti giovani, molte mamme con i bambini ma anche persone più in là con gli anni, tutti/e con la voglia di farsi sentire perché 70.000 aerei l'anno e 40 tonnellate di kerosene al giorno sono insopportabili.
Emblematica è stata l'esposizione di un telo portato da un signore che da trasparente era diventato color carbone in quanto esposto per alcune settimane fuori dalla sua abitazione nei pressi dell'aeroporto.
L'assenza delle amministrazioni comunali di Ciampino, di Marino e del Decimo Municipio di Roma ed il loro totale silenzio nei confronti della manifestazione e dei suoi obiettivi è stata più volte rimarcata, in special modo durante la sosta sotto l'edificio che ospita gli uffici del comune di Ciampino. La gente ha ironicamente applaudito verso di essi e scandito slogan che sottolineavano come una volta finite le elezioni l'obiettivo primario per le massime cariche cittadine era stato raggiunto: una poltrona in consiglio provinciale per i sindaci Perandini e Palozzi.
Contiueremo il nostro percorso autorganizzato costruendo nuove iniziative e partecipando ad altre a cui siamo stati invitati.
Ne riportiamo alcune di seguito e le confermeremo ad una ad una nei prossimi giorni, invitando tutti/e alla massima partecipazione:

1 . Venerdì 23 maggio, ore 18.00, Assemblea pubblica e videoproiezione della puntata di “Report – Chi non vola è perduto”, in Sala Convegni a Ciampino (via del Lavoro).

2 . Sabato 31 maggio, Critical Mass Interplanetaria – piazza S.Giovanni (Roma), ore 16.00: parteciperemo con bici e bandiere a questo importante ritrovo annuale per riprenderci le starde invase da smog e traffico, ricordando che anche i cieli stanno subendo la stessa fine.

3. Domenica 1 giugno, ore 11.00, Biciclettata di massa, con ritrovo in piazza della Pace a Ciampino; al termine del giro, sbracioleremo insieme!

4. Venerdì 6 giugno, Manifestazione sotto il Ministero dei Trasporti a Roma con orario e modalità in via di definizione.

Ciampino, 12 maggio 2008

ASSEMBLEA PERMANENTE NO FLY
www.no-fly.info
nofly@inventati.org

Proiezione Nazirock - Lettere 'LaSapienza'

15/05/2008 - 15:00
15/05/2008 - 22:27

Photobucket

I desaparecidos in Italia

autore:
l'incarcerato
Sommario:
gli scomparsi in Italia

Il primo maggio è stato dedicato alle morti bianche, un vero bollettino di guerra. Ne abbiamo parlato tutti, tutti noi abbiamo stabilito che si trattano di veri e propri omicidi nel nome del profitto. Io voglio parlare delle morti "nere". Nere come la maggior parte del colore della pelle dei morti, nere perchè morti oscure, nere perchè sono morti occultate.
C'è un fenomeno del tutto italiano che mi fa rabbrividire mie adorabili teste di capra, ogni giorno qui in Italia vengono madri provenienti da altre nazioni che ricercano i propri figli scomparsi nel nulla, mogli che non hanno più notizia dei loro mariti, figli che di punto in bianco diventano orfani del proprio padre e non sanno il perchè. Scomparse degne da trasmissione "Chi l'ha visto".

Sono morti nere, quelle degli immigrati, sono invisibili perchè quando muoiono a causa degli incidenti sul lavoro, i loro corpi vengono occultati dagli imprenditori. I loro corpi vengono fatti sparire perchè non si vuol avere problemi con la giustizia essendo lavoratori non in regola con il permesso di soggiorno. Immigrati che qui in Italia diventano "desaparecidos".
Vi racconto una storiella tragicamente vera.

Qualche tempo fa, in una cittadina del nord, un immigrato non regolare è stato preso a lavorare in un cantiere per rimuovere un tetto di amianto. Oggi un italiano conosce benissimo il pericolo dell'eternit, sà benissimo che rilascia sostanze altamente cancerogene. L'immigrato non lo sapeva e ci lavorava senza protezioni e la sicurezza, ovviamente, non era a norma. Era caduto dal tetto. Il corpo morente era stato portato via di nascosto dall'imprenditore e abbandonato sul ciglio di una strada.
Questo criminale di un imprenditore ha avuto la "sfortuna" che l'immigrato non era morto, fu ritrovato da alcuni passanti e portato all'ospedale. L'immigrato ha avuto una dignità commovente, ha rifiutato il denaro dall'imprenditore e ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Ma questa non è una storia a lieto fine, ragazzi miei. Il processo ora rischia la prescrizione a causa della mancanza di testimoni. C'erano alcuni italiani che avevano visto tutto ma non vogliono testimoniare, dicono che hanno paura.
Un poco l'indifferenza, un poco la vigliaccheria della gente e questo povero immigrato tra un po' perderà anche la pensione dell'inail.
Rischiava di diventare un altro ennesimo desaparecidos , ma ora rischia la povertà più tremenda perchè non potrà più lavorare perchè invalido.

Un invalido non riconosciuto. Un invisibile.

http://incarcerato.blogspot.com/

l'incarcerato

I desaparecidos in Italia

autore:
l'incarcerato
Sommario:
gli scomparsi in Italia

Il primo maggio è stato dedicato alle morti bianche, un vero bollettino di guerra. Ne abbiamo parlato tutti, tutti noi abbiamo stabilito che si trattano di veri e propri omicidi nel nome del profitto. Io voglio parlare delle morti "nere". Nere come la maggior parte del colore della pelle dei morti, nere perchè morti oscure, nere perchè sono morti occultate.
C'è un fenomeno del tutto italiano che mi fa rabbrividire mie adorabili teste di capra, ogni giorno qui in Italia vengono madri provenienti da altre nazioni che ricercano i propri figli scomparsi nel nulla, mogli che non hanno più notizia dei loro mariti, figli che di punto in bianco diventano orfani del proprio padre e non sanno il perchè. Scomparse degne da trasmissione "Chi l'ha visto".

Sono morti nere, quelle degli immigrati, sono invisibili perchè quando muoiono a causa degli incidenti sul lavoro, i loro corpi vengono occultati dagli imprenditori. I loro corpi vengono fatti sparire perchè non si vuol avere problemi con la giustizia essendo lavoratori non in regola con il permesso di soggiorno. Immigrati che qui in Italia diventano "desaparecidos".
Vi racconto una storiella tragicamente vera.

Qualche tempo fa, in una cittadina del nord, un immigrato non regolare è stato preso a lavorare in un cantiere per rimuovere un tetto di amianto. Oggi un italiano conosce benissimo il pericolo dell'eternit, sà benissimo che rilascia sostanze altamente cancerogene. L'immigrato non lo sapeva e ci lavorava senza protezioni e la sicurezza, ovviamente, non era a norma. Era caduto dal tetto. Il corpo morente era stato portato via di nascosto dall'imprenditore e abbandonato sul ciglio di una strada.
Questo criminale di un imprenditore ha avuto la "sfortuna" che l'immigrato non era morto, fu ritrovato da alcuni passanti e portato all'ospedale. L'immigrato ha avuto una dignità commovente, ha rifiutato il denaro dall'imprenditore e ha avuto il coraggio di denunciarlo.

Ma questa non è una storia a lieto fine, ragazzi miei. Il processo ora rischia la prescrizione a causa della mancanza di testimoni. C'erano alcuni italiani che avevano visto tutto ma non vogliono testimoniare, dicono che hanno paura.
Un poco l'indifferenza, un poco la vigliaccheria della gente e questo povero immigrato tra un po' perderà anche la pensione dell'inail.
Rischiava di diventare un altro ennesimo desaparecidos , ma ora rischia la povertà più tremenda perchè non potrà più lavorare perchè invalido.

Un invalido non riconosciuto. Un invisibile.

http://incarcerato.blogspot.com/

l'incarcerato

Ancora una volta lo squadrismo nero…

autore:
Megafono Rosso
Sommario:
Siamo a Verona, la notte tra il 30 aprile e l’1 maggio 2008, nell’aria del centro vibra l’odore della festa che il giorno dopo avrebbe accompagnato le nostre e le ore di quel ragazzo, Nicola Tommasoli.

Ancora una volta lo squadrismo nero…

Perché è accaduto nuovamente?

Siamo a Verona, la notte tra il 30 aprile e l’1 maggio 2008, nell’aria del centro vibra l’odore della festa che il giorno dopo avrebbe accompagnato le nostre e le ore di quel ragazzo, Nicola Tommasoli. Non si tratterà, nelle righe che seguiranno, la sua figura come quella di un uomo di parte, un comunista. Non è così, questo ragazzo non era politicizzato, solo portava in dote la “colpa” di avere i capelli lunghi, di aver negato una sigaretta ai cinque che si riveleranno i suoi assassini. Questi cinque non sono romeni, non sono extracomunitari, certamente non erano ubriachi, probabilmente sono ultracattolici, sono veronesi, appartengono a famiglie ricche della città veneta ma soprattutto sono neonazisti. Tutte queste caratteristiche hanno consentito loro di non subire una campagna mediatica volta all’attacco, di non subire espulsioni, di non subire sfratti; accadimenti verso i quali sarebbero andati incontro se fossero stati extracomunitari oppure di sinistra. Non è questa un’invettiva marcatamente di parte (per quanto la partigianeria è un elemento che non si può neutralizzare pena il divenire oggetti impersonali dell’indistinto fluire dei fatti e che per tale motivo non rinneghiamo), ma è una semplice lettura di ciò che negli ultimi anni è accaduto a chi, come i manifestanti del G8 di Genova 2001 oppure agli antifascisti di Milano 2006, ha subìto anni di carcere oppure condanne da scontare per la sola colpa di aver difeso i diritti dei popoli oppressi dalla globalizzazione i primi e l’antifascismo di una città medaglia d’oro alla Resistenza i secondi.

Ritornando ai fatti di Verona, abbiamo sentito in questi giorni straparlare tanti rappresentanti di quel pubblico potere veronese che, con le sue connivenze se non addirittura con le sue evidenti sponde politiche, ha permesso la nascita e la crescita di questi gruppi neonazisti. Flavio Tosi, sindaco di Verona della formazione xenofoba e razzista della Lega Nord, nel dicembre dello scorso anno capeggiò il corteo della manifestazione organizzata da Forza Nuova, Fiamma Tricolore e Veneto Fronte Skinhead contro gli immigrati. Un esempio di tale tolleranza (!) verso il diverso non poteva far altro che tentare di smorzare l’accaduto riproponendo la solita solfa di chi è consapevole di essere solidale con le assurdità che riempiono le calotte craniche di quelle belve, cioè che la politica non c’entra nulla, che questa gente è criminale, che non ci sono più i valori di una volta (alla sagra del qualunquismo manca solo il celebre “si stava meglio quando si stava peggio” o l’altrettanto famoso “non ci sono più le mezze stagioni”). Ovviamente pensiamo che Tosi, così come tutti quei rappresentanti politici che fanno proprie tali considerazioni, non siano così ciechi da non vedere le motivazioni che hanno sotteso a questo, così come a tanti altri episodi accaduti a Verona e non.

Tosi e la Giunta comunale di cui è espressione conoscono bene qual è la situazione della città scaligera, sono consapevoli della presenza dei neonazisti ed altrettanto consapevolmente la alimentano, le offrono la creazione di quell’humus di intolleranza, di odio verso l’altro, di xenofobia, razzismo nel quale questi parassiti crescono ed agiscono indisturbati. È lapalissiano in tal senso il velo di interessata omertà che la giunta comunale veronese ha partorito intorno alla vicenda, per cui nei giorni successivi all’attentato è stata convocata una seduta straordinaria del consiglio comunale nella quale è stata votata, quasi all’unanimità, una mozione in cui si rifugge ogni implicazione ed ogni motivazione politica dell’accaduto.

La posizione delle istituzioni e dei media

In queste serate abbiamo avuto l’opportunità (di cui avremmo certamente fatto a meno) di ascoltare le opinioni di qualche politico e di taluni “intellettuali” sull’accaduto. Ad esempio, la terza carica dello stato, il presidente della Camera Fini (con il suo passato da “delfino” del picchiatore fascista Almirante) ha dichiarato che questo episodio, la cui chiara colorazione politica non potrebbe essere riscontrata in maniera più agevole, sia meno grave di quello che ha visto protagonisti un gruppo di manifestanti dei centri sociali bruciare una bandiera israeliana a Torino (atto meramente simbolico peraltro rivolto ad uno stato che rivendica come legittima l’usurpazione dei territori e la ghettizzazione in campi profughi disumani del popolo palestinese). Ancora altri intellettuali, più o meno di regime, si sono affrettati a collocare l’episodio nell’alveo di una cronica mancanza di valori, di un innato nichilismo che attraversa la gioventù italiana; in tal modo si è giunti, per vie traverse, ad una loro implicita giustificazione basata sulla sollecitazione per cui non possono essere giudicati imputabili circa l’ideologia politica perché la loro mente è un contenitore vuoto in cui ha trovato diritto di cittadinanza una violenza senza senso. Noi pensiamo, al contrario, che nessun essere umano non sia portatore di valori perché ciò avrebbe significato una sua sostanziale impersonalità; riteniamo che vi siano principi e criteri di comportamento giusti o sbagliati, degni od indegni di appartenere all’uomo, ed è muovendo da tale presupposto che non temiamo di stigmatizzare il marciume che caratterizza l’ideologia politica e, di riflesso, l’atteggiamento di questi neonazisti. Noi non abbiamo alcun tipo di paura nell’affermare che non si possa confondere la pubblica opinione facendo passare un messaggio che, in povere parole, potrebbe recitare così: “chi ha posto in essere condotte che, rifiutando ed aggredendo la diversità, abbracciando il razzismo, la xenofobia e dunque i punti polari del fascismo e del nazismo, non viene già considerato come un soggetto che ha imbrattato di letame il proprio cervello, ma come un ‘uno’ che non ha identità, non ha valori e che, seguendo la strada tracciata da questo itinerario non esiste, non può essere imputabile e dunque è sempre innocente”. Non è assolutamente così. Per mascherare la connivenza che questo sistema economico-sociale ha con movimenti neofascisti e neonazisti, delineatasi come una sua caratteristica connaturata alfine di immettere nella società quella spirale di odio nei confronti di chi dissente in qualsiasi modo (anche nel portare un determinato taglio di capelli) rispetto alla pseudo-cultura dominante, ci hanno continuamente voluto far credere che questa melma agisse in modo avventuriero, che non avesse nulla a che fare con quella cosa sporca che chiamano “democrazia” (delle casseforti). A queste menzogne noi rispondiamo con l’impegno civile e politico per una società migliore che non potrà non passare attraverso il superamento di questo sistema economico-sociale-politico portatore di così tante ingiustizie e storture.

Fermiamo l’ondata razzista, xenofoba e di odio che sta attraversando il paese!

Opposizione duratura e radicale nei confronti del potere politico che, asservito a quello economico, permette l’esistenza e lo sviluppo di queste situazioni in numero sempre maggiore!

Contro i covi fascisti ovunque essi si annidino!

Per la redazione di Megafono Rosso – Giulio Stigliano

www.megafonorosso.it

posta@megafonorosso.it

SPEZZONE AUTORGANIZZATO AL CORTEO DI VERONA

Un centinaio di compagni di diverse realtà si sono trovati a Verona, domenica 11 maggio, per un presidio contro la normalizzazione delle città, contro il fascismo e in solidarietà con i compagni arrestati.
Il presidio è stato anche un’occasione per discutere della manifestazione del 17 maggio a Verona. Si è condivisa e confermata la volontà di creare uno spezzone autorganizzato, fuori da ogni compatibilità istituzionale, durante il corteo di sabato (ritrovo ore 15,00 davanti alla stazione di Porta Nuova).
La misura della violenza fascista è colma. Non staremo a guardare.

i compagni riuniti a Verona l’11 maggio

CRECIA: Nustra palabra sobre la solidaridad con l@s Zapatistas

autore:
solidari@s anarquistas, antiautoritari@s y libertari@s
Sommario:
Enviamos este texto a colectivos y grupos que han expresado su solidaridad desinteresada con la lucha zapatista, esperando que el constituirá el inicio de un diálogo sobre la importancia y el sentido que ellos le dan a la solidaridad.

La solidaridad como desinteresada relación por la transformación radical de la realidad

La lucha de l@s Zapatistas contra el opresivo y explotador estado de cosas, tanto en México como en todo el mundo, constituyó y continúa de constituyendo el esperanzador ejemplo de un “laboratorio autónomo indígena”, donde la democracia verdadera y directa se ejerce por tod@s y para tod@s.

Desde el Enero de 1994, cuando el EZLN apareció por primera vez en público, se hizo claro que sus demandas fundamentales se basaron en el rechazo de las relaciones de dominación, manipulación e imposición, el repudio de la propiedad de los medios de producción y la defensa de la autonomía en todos los aspectos de la vida.

Ciertamente, l@s indígenas Zapatistas han recorrido un largo camino en su esfuerzo por construir y desarrollar su autonomía: preparación de diez años por la formación del EZLN, aparición pública con armas, constitución de los Municipios Autónomos Rebeldes Zapatistas al principio y, posteriormente, de las Juntas de Buen Gobierno y de los Caracoles.

Reconocemos que este proceso era y continúa siendo difícil y complejo, pero, al mismo tiempo, comprobamos que no ha dejado ni un momento de desarrollarse, y desde luego dentro de un contexto político especialmente violento y peligroso: l@s Zapatistas no reivindican el poder, se niegan a transformarse en un partido político, se abstienen de los procesos electorales y rechazan toda intervención gubernamental en cualquier sector de su vida política y social.

Al contrario, enriquecen sus formas de autogobierno, refuerzan su organización comunitaria, impulsan la solidaridad y la participación equitativa de todos los miembros de la communidad, y especialmente de las mujeres, y preservan su objetivo de ampliar lo político y reducir lo militar, hasta hacerlo desaparecer.

Además, sus pensamientos y propuestas se profundizan continuamente, con intervenciones públicas sobre todas las cuestiónes en lo que concierne a la sociedad mexicana y mundial –manifestaciones, marchas, consultas locales e internationales, encuentros intergalácticos.

El discurso, la práctica y la realidad zapatista, interrelacionadas y autoalimentándose, su propuesta política y sus sueños, en general, responden a los deseos y las esperanzas de tod@s l@s que luchamos en nivel mundial por la subversión de la dominación capitalista y la propulsión de la autodeterminación.

Sin embargo, aunque la orientación zapatista se mantiene firme desde hace 14 años, las organizaciónes, los grupos, las “personalidades” y los formadores de la opinión pública, quienes de tiempo en tiempo se acercaron y acercan a este movimiento, no tienen la misma firmeza en lo que concierne a sus motivos y aspiraciónes.

Vanguardias de izquierda y ONGs de carácter paternalista de vez en cuando han intentado arrastrar a l@s Zapatistas detrás de su propio vehículo de usurero y sacar provechos y reconocimiento de una lucha que combate la explotación, la humillación, la muerte. Las primeras, están explotando la palabra zapatista, sus ideas y su sueño, adoptándola al crisol del capitalismo, a fin de negociar unas sillas de poder, y las segundas, están montando un escenario espectacular de auto-afirmación, con “dólares” de caridad, fotos de auto-promoción y desprecio profundo para los “indios ignorantes y politicamente y socialmente incultos”.

Al mismo tiempo, al lado de l@s Zapatistas estuvo y sigue estando gente libre e independiente, que no se afilia a ningún partido, pero de intenciones sinceras de escuchar y ser escuchada, de presentar propuestas e ideas, de reconocer errores y límites, de criticar, pero, sobre todo, de hacer autocrítica, de formar una palabra basada en la práctica; gente que lucha desde abajo por la liberación social y la autoorganización de las necesidades de la sociedad, tanto en México como en todo el mundo, y, hace años, anda junto con este movimiento tan especial y anti-convencional, con la sensación y la convicción que está construyendo una relación de respeto mutuo e interaccionado.

Entre est@s últim@s nos reconocemos nosotr@s mism@s. A través de iniciativas, colectivos, locales autogestionados y ocupas, o individualmente, como miembros del espacio anarquista, antiautoritario y libertario, expresamos nuestra solidaridad de hecho con l@s Zapatistas desde 1994 hasta el día de hoy, porque reconocemos que en Chiapas se crea una realidad con un contenido libertario, no sólo teórico, sino directamente visible y aplicable, un contenido de lucha y perspectiva para todas y todos l@s que resisten a la barbarie del capitalismo, a la intermediación política, económica e ideológica en cualquier parte del mundo.

De acuerdo con esta realidad, caminamos al mismo paso con el sentido anti-vanguardista en lo político y anti-jerárquico de l@s Zapatistas, promovemos procesos de democracia directa y tentativas autoorganizadas, optamos divulgar tanto su palabra como la nuestra a través de redes de contra-información autónomos, y tratamos de organizar nuestra resistencia contra el saqueo de la sociedad y de la naturaleza, en el trabajo, en el barrio, en la ciudad, en la vida cotidiana, a nivel local, regional y/o internacional.

Y eso, porque percibimos la solidaridad como una relación dialéctica, un termino de libertad y un medio de lucha por una vida que no se resume en lo “¡estudia, trabaja, vota, consume!”. Sentimos también que, como l@s Zapatistas, formamos parte de un procedimiento global de rebeldía, en lo que intentamos crear un espacio donde cada uno y cada una de nosotr@s podrá escuchar y proponer, avanzando hacia la formación de una identidad colectiva que no dependa de partidos políticos, burocracias sindicalistas, “intelectuales iluminados”, profesionales de la política y ONGs bien financiadas.

En este procedimiento, deseamos participar de manera activa y desde abajo, formando espacios de libertad para el desarrollo de la creatividad personal y colectiva, reforzando las redes anti-jerárquicas y las formas de comunicación horizontal, promoviendo la autodeterminación individual y colectiva y luchando contra la mentira organizada del poder, los papeles fraccionados, el individualismo, el consumismo, el cinismo, la dictadura del espectáculo, la mediación del comercio en todas las actividades humanas y la farsa electoral de la clase política, sin importar el vestido que ella escoja.

Es decir, consideramos la lucha de l@s Zapatistas como una parte de la guerra social global y de muchos niveles en contra de toda forma de explotación, dominación y dirección, en contra de la descomposición de lo humano, del poder político y económico, de las instituciones jerárquicas y los mecanismos mediáticos de control y represión, por una vida de acción por iniciativa propia, libertad, justicia, dignidad y auto-institución.

Los últimos meses, después de una convocatoria, colectivos y compañer@s del espacio anarquista, antiautoritario y libertario, y adherentes a la zezta internazional hemos formado una iniciativa la cual organizó en Atenas, el 25-26 de Marzo, una jornada de contrainformación, con proyección de vídeos sobre la situación en Chiapas, Oaxaca y Atenco, y una manifestación de solidaridad con l@s Zapatistas, l@s indígenas huelguistas de hambre de este período y l@s pres@s políticos de México.

Además, decidimos enviar este texto a colectivos y grupos por el mundo que han expresado su solidaridad desinteresada con la lucha zapatista, esperando que el constituirá el inicio de un diálogo sobre la importancia y el sentido que ellos le dan a la solidaridad con este movimiento, un espacio de encuentro de percepciones, acercamiento de experiencias y resistencias, y, además, el avance de la solidaridad, la colectividad y la insumisión; con la expectación constante que las luchas autoorganizadas parciales lograrán a tomar conciencia de la dimensión global de la barbarie y conquistarán la palabra y la práctica de una solidaridad que se expresa por hombres, mujeres y niños en resistencia, vivan donde vivan, hagan lo que hagan.

Solidari@s anarquistas, antiautoritari@s y libertari@s
solidaridadzapatist@gmail.com
Atenas, Grecia.

P.S. Como es evidente, no tenemos relación con el “encuentro europeo para la defensa y la lucha con los pueblos zapatistas y la otra campaña”, convocado por la “Asamblea Abierta de Solidaridad con los Zapatistas y Contra La Represión en Chiapas” (Grecia)
y el “Centro de Análisis Político e Investigaciónes Sociales y Económicas A.C.” (CAPISE) en Atenas, el 9-10-11 de Mayo, un encuentro decidido desde arriba, sin ningun trabajo preliminar de intercambio de propuestas y opiniones. Tanto el carácter, como el procedimiento y el contenido político de este encuentro no corresponden a nuestra percepción de la solidaridad y nuestas demandas de lucha.

Altre teste di cazzo

autore:
anonimo
Sommario:
Aggressione a Padova

PADOVA, AGGREDITO E PICCHIATO ALL'USCITA DA CENTRO SOCIALE
PADOVA - Un operaio di 31 anni è stato aggredito e picchiato da quattro sconosciuti a Padova, all'uscita del centro sociale 'Pedro', dove aveva assistito ad un concerto rap. L'uomo, secondo quanto riporta il Gazzettino, é stato circondato da quattro teppisti che dopo averlo insultato - "mi hanno dato del bastardo", ha raccontato -, è stato colpito più volte con calci e pugni. E' stato ricoverato nell'ospedale cittadino con numerose escoriazioni e contusioni al volto. Le forze dell'ordine stanno cercando di capire se dietro l'aggressione, che ricorda in qualche modo quella in cui a Verona il primo maggio scorso è rimasto vittima Nicola Tommasoli, vi sia una matrice politica. L'operaio vive a Cadoneghe, un comune alle porte di Padova.