Archivio temporale

Detassazione straordinari?Meno occupazione e più infortuni

autore:
Altromedia
Sommario:
Notizia da diffondere,spedire,volantinare,attacchinare

Mercoledì il governo Berlusconi 4 varerà una misura di detassazione del lavoro straordinario.Peccato che ,dati alla mano (OCSE e altri),gli straordinari diminuiscano il tasso di occupazione di un paese - ogni 6/7 ore circa di straordinario al giorno c'è un posto di lavoro in meno in Italia - e aumentino il numero di infortuni ,come dimostrano numerosi studi e come si è visto al rogo dei 7 della Thyssenkrupp a Torino ,molti dei quali venivano da un turno di 12 ore.
Domande;Perchè le due lire in più il governo non le fa tirare fuori alle imprese coi contratti?Perchè concentrare il lavoro sui padri che ce l'hanno già e toglierlo ai figli (guerra fra generazioni) che lo dovranno trovare?Perchè per avere due briciole in più alla fine del mese bisogna togliere il lavoro ad altri (guerra fra poveri) e rischiare statisticamente di avere più infortuni/malattie professionali?Per la "competitività"?

http://altromedia.blogspot.com/

Spagna all'Italia: avete politiche razziste

autore:
media tradizionali

della serie "inizia ad essere complicato, far finta di non vedere" dopo l'UE anche la Spagna...

da Repubbica.it

Il governo spagnolo ha accusato l'Italia di xenofobia. Riferendosi agli arresti di massa -in soli sette giorni oltre 400 clandestini finiti in carcere- la vice di Jose' Luis Zapatero ha tenuto a sottolineare la differenza tra la politica sull'immigrazione messa in atto da Madrid e quella del IV governo Berlusconi: "Il governo (spagnolo, ndr) -ha sottolineato il numero due dell'esecutivo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, le cui frasi sono riportate da El Mundo- respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non puo' condividere cio' che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell'immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri". L'esecutivo progressista di Zapatero, che ha di recente inasprito la normativa sull'immigrazione, e' stato diverse volte tirato in ballo da esponenti del centrodestra come pietra di paragone per l'avvio anche nella penisola di una politica piu' che severa sui flussi migratori.

da Repubbica.it

Il tutto è stato seguito ovviamente dal solito teatrino di affannate smentite, pretese dal governo italiano.

Impotenza e Miseria

autore:
Anonimo a Verona
Sommario:
considerazioni sul corteo veronese

Tornando da Verona, con qualche soddisfazione e magari un po' di amaro in bocca per quel "di più" che sarebbe potuto servire per esser all'altezza del torto subito: contro un omicidio fascista la risposta dovrebbe essere ben altra!

E' stato un neo della giornata, dentro però una riuscita per altro netta nei numeri che ha messo all'angolo anche la scelta (davvero incomprensibile) dell'area Global Project e la sua piazza tematica. Quella è stata del resto la gestione voluta dai veronesi e tutto sommato era giusto attenervisi...

Una domanda sorge invece spontanea: cosa centrava il tentato attacco all'agenzia interinale? Perché sfogare una giusta rabbia contro un obiettivo che non centrava con i contenuti della manifestazione, un obiettivo ch non poteva essere capito dai più e che al massimo mostrava impotenza ?

Per quanto tempo ancora dovremo sopportare inutili demenze di questo tipo ?

Finita l'era di pacchettini "bomba " mediatici (cui neanche la paranoia del Ministero degli Interni da' più la minima importanza, data l'improduttività politica) esponenti schizzatissimi e marginali di una certa tendenza votata al minoritarismo tornano a infestare i cortei di massa (quegli stessi che nei loro documentini da pseudo-carbonari vengono disprezzati perchè "inutili"..etc) e puntualmente rischiano di mandarli in merda con i loro "avanguardismi" di una stupidità, inutilità e fuori tempo/ fuori luogo sconvolgente.

Quanta strada ancora da fare per esprimere una forza e una risposta sempre più necessarie in tempi di destra strisciante e sinsitra politicamente sconfitta...

PER LORENA

Il 17 maggio si manifesta a Verona ricordando il recente assassinio di Nicola Tommasoli. La mia casella di posta elettronica e' piena di messaggiche me lo ricordano.
Per Lorena Cultraro, quattordicenne uccisa, bruciata, gettata in un pozzo,non mi arriveranno comunicati e inviti. Non ci sara' una manifestazione nazionale per Lorena promossa dai partiti della sinistra. Nessuno scrivera un appello dal titolo "Lorena siamo tutti noi". Nessuno si sentira' fieramente antifascista e percio' orripilato per la sorte di Lorena. E infatti che c'entra?
Ci sono troppi fattori diversi. I tre assassini sono minorenni, hanno alle spalle famiglie da tutelare, e poi esprimevano a loro modo dei bisogni, e. c'e' da fare il conto con la loro "diversa" cultura, no?
Hanno pianificato l'omicidio, hanno pianificato l'occultamento del cadavere,ma erano evidentemente in preda a raptus: "abbiamo perso la testa", hanno dichiarato. E poi, maggior differenza di tutte, il cadavere di Niscemi e'
di sesso femminile. Quindi, come ben dicono le tacche sui calci delle pistole di John Wayne, sono cadaveri che "don't count", le donne non si contano, valgono meno e tutti sappiamo che valgono meno, percio' a che pro agitarsi tanto? Sara' stata consenziente. Un po' se l'e' voluta. Non avrebbe dovuto... (e qui metteteci quel che vi pare: uscire da sola, innamorarsi, avere amici). E' colpa sua. Percio' i tre fascistelli assassini, che tali sono perche' imbevuti di ideologia patriarcale, non riceveranno le manifestazioni di sdegno di nessun eminente politico e gli opinionisti sdottoreranno di psicologia e pulsioni, e qualche testa di rapa proporra' ancora che le femmine escano di casa indossando un collare da cane (al polso) con messaggino d'aiuto incorporato, o che non dimentichino lo spray al peperoncino, o che si impegnino in corsi d'autodifesa i quali insegnano come si cacciano le dita negli occhi ad un altro essere umano, ma niente sul tuo valore e sulla stima che fai di te stessa. E meno che mai su cosa fare quando ami il tuo assassino.
La prossima Lorena ricevera' tutti questi messaggi: che la morte della sua coetanea non conta nulla per nessuno, che quindi gli adulti sono ancora piu' falsi e ipocriti di quanto pensava e non si puo' assolutamente contare su di loro quando si e' nei guai; che le donne sono vittime predestinate e se manifestano segni di indipendenza e intraprendenza devono essere severamente punite; che la sessualita', per le donne, e' morte. Poi la prossima Lorena verra' assassinata, ed io leggero' a commento eruditi articoli sugli effetti dei videogiochi sulla psiche giovanile. Le mani dei "piccoli" omicidi verranno impunemente armate di nuovo, e di nuovo, dall'indifferenza, dalla misoginia e dal machismo. Ma alla sinistra i "femminicidi" interessano, quando interessano, solo se si danno a Ciudad Juarez.

E alla destra solo se gli assassini sono romeni.

MARIA G. DI RIENZO

sul 17 a Verona

Autore:
acrobax,coordcasa,allreds
Immagine5:
casalbertone
immagine3:
quarticciolo
immagine:
marconi
marconi
Sommario:
con Renato nel cuore

Ieri, 17 maggio, eravamo in migliaia a gridare per le vie di Verona la nostra rabbia per la morte inaccettabile di Nicola, ucciso a botte dal fascismo, dall’intolleranza, dall’odio insensato per il diverso. Più di 300 persone sono partire da Roma per portare alla Verona antifascista, agli amici, ai familiari di Nicola la loro solidarietà, la loro forza, la loro rabbia, il loro amore. C’era anche Stefania, la mamma di Renato Biagetti, con la sua instancabile voglia di fare e il suo coraggio infinito.

Mercoledi 14 Maggio si sono svolte, a Roma, una serie di iniziative di comunicazione verso la manifestazione del 17 Maggio a Verona.
Le iniziative a cui abbiamo dato vita hanno raccontato una verità che molti tentano di nascondere e che molti altri fanno finta di non vedere: gli assassini di Nicola, come quelli di Renato nel 2006, sono giovani fascisti armati da una cultura dell'odio e della sopraffazione.
I gruppi di estrema destra come Fiamma tricolore e Forza nuova, così come tutta la destra di governo, così come l'equidistante centrosinistra, hanno creato le basi, diffuso idee ed immagini e infine soffiatosul fuoco.

Questo abbiamo detto in strada, nelle strade dei nostri territori, a viale Marconi e via Ostiense, a Casalbertone e a Quarticciolo; così come abbiamo detto che di fronte ai fascisti non faremo mai un passo indietro.

ABBIAMO GLI OCCHI BEN APERTI
DAX, RENATO NICOLA
IL FASCISMO NON ESISTE Più MA UCCIDE ANCORA

LOA Acrobax
Coordinamento cittadino di lotta per la casa
All Reds Rugby Roma

scarica il dossier su Verona al blog
http://veritaperrenato.noblogs.org/

Sul corteo del 17 maggio a Verona

Ieri, 17 maggio, eravamo in migliaia a gridare per le vie di Verona la nostra rabbia per la morte inaccettabile di Nicola, ucciso a botte dal fascismo, dall’intolleranza, dall’odio insensato per il diverso. Più di 300 persone sono partire da Roma per portare alla Verona antifascista, agli amici, ai familiari di Nicola la loro solidarietà, la loro forza, la loro rabbia, il loro amore. C’era anche Stefania, la mamma di Renato Biagetti, con la sua instancabile voglia di fare e il suo coraggio infinito.

Mercoledi 14 Maggio si sono svolte, a Roma, una serie di iniziative di comunicazione verso la manifestazione del 17 Maggio a Verona.
Le iniziative a cui abbiamo dato vita hanno raccontato una verità che molti tentano di nascondere e che molti altri fanno finta di non vedere: gli assassini di Nicola, come quelli di Renato nel 2006, sono giovani fascisti armati da una cultura dell'odio e della sopraffazione.
I gruppi di estrema destra come Fiamma tricolore e Forza nuova, così come tutta la destra di governo, così come l'equidistante centrosinistra, hanno creato le basi, diffuso idee ed immagini e infine soffiatosul fuoco.

Questo abbiamo detto in strada, nelle strade dei nostri territori, a viale Marconi e via Ostiense, a Casalbertone e a Quarticciolo; così come abbiamo detto che di fronte ai fascisti non faremo mai un passo indietro.

ABBIAMO GLI OCCHI BEN APERTI
DAX, RENATO NICOLA
IL FASCISMO NON ESISTE Più MA UCCIDE ANCORA

LOA Acrobax
Coordinamento cittadino di lotta per la casa
All Reds Rugby Roma

scarica il dossier su verona 

foto quarticciolo 

foto marconi

 foto casalbertone

RONDE E RONDO'

autore:
L'Avamposto degli Incompatibili
Sommario:
rom sicurezza e altro

Per sentire bene un rondò bisogna pure capirlo e sapere che cosa è.
Un rondò è un espressione musicale che strutturalmente presenta un tema che resta fisso, al massimo può avere qualche lieve mutamento, a cui si alternano altri temi in tonalità diverse, differenti dal tema centrale: il rondò nella sua forma più semplice può essere ternario ABA; può essere a
cinque tonalità ABABA e infine il rondò sonata ABACABA.

A me sembra che ci troviamo a "sentire" un rondò sonata in cui:
A = SICUREZZA
B = ROM
C= MONDEZZA

Il tema dominante e quello A ossia Sicurezza: intanto seguiamo questo tema e le sue varianti.
E' un tema ossessivo di questi tempi, e suonato da tutte le "bande", fermiamoci però a guardare le ultime "misure" ; in finale la musica è una
forma matematica del suono che può recare piacere o dispiacere!

Il nuovo governo, con il consenso più o meno convinto del governo ombra, e dovranno consentire visto che il tema dominante è quello della sicurezza, si appresta a varare un nuovo pacchetto sicurezza, pare che questa sia la
priorità di ogni governo, che vede come temi dominati:
1) ulteriori provvedimenti contro l'immigrazione
clandestina;
2) la figura di un commissario nazionale per gesti
re l'emergenza Rom.

a questo aggiungiamo un altra variazione che per me resta sempre sul "tema" sicurezza

3) eliminazione del Ministero della Salute suo accorpamento in un unico dicastero della SALUTE, del LAVORO e delle POLITICHE SOCIALI: il cosiddetto Ministero del Welfare.

Tutti questi nuovi provvedimenti si scontreranno
con molteplici contraddizioni sia interne che di regolamenti internazionali e di certo anche questo governo avrà vita breve, anche questo governo farà cilecca di fronte alla ingovernabilità reale e di fronte alle "emergenze" che sono costanti.
Io sono sempre più convinta che non verso un inciucio ma verso una qualche forma di governo di
"salute" pubblica andranno appellandosi alla responsabilità di tutti i poli e sottopoli viste le note "gravi" del rondò, per ora comunque stanno alla
collaborazione di fatto.

In merito alla variazione sul tema della sicurezza riguardante l'immigrazione clandestina, sappiamo che qualsiasi provvedimento non riuscirà a fermare l'immigrazione clandestina, i numeri chiusi non servono di fronte alle migrazioni: i clandestini troveranno sempre il modo di venire in maniera clandestina: con maggior pericolo, con maggiori sofferenze, con maggiori ecatombe di queste creature, con la moltiplicazione dello strazio
per rifugiati e migranti. Del resto questi provvedimenti sono presi solo per mantenere una forza lavoro in stato di perenne schiavitù, lo sanno anche loro che dei migranti c'è necessità: per ora hanno fatto eccezione per le badanti, poi si accorgeranno di quelli che raccolgono pomodori e carciofi e così via, la presenza dei migranti è necessaria alla economia capitalista sia per avere mano d'opera a basso costo che per far accettare lavoro precario e salario minimo ai lavoratori autoctoni.
Si tratta quindi di provvedimenti farsa che rientrano sempre e solo nel tema fondamentale di fomentare la guerra fra i poveri e far aumentare in maniera incontrollate la paura e la paranoia.
Lo sanno anche loro che se non vengono più migranti in un paese a tasso crescita zero e con popolazione vecchia sono cazzi.

Sul commissario nazionale per L'EMERGENZA ROM non mi limito a fare una sghignazzata sull'"ossimoro" di costoro che sono federalisti e per la devoluzione e poi fanno un commissario nazionale, nel governo ci sono componenti nazionaliste della destra sociale e per ora se ne vanno a braccetto, per ora.Del resto non potevano fare un fottio di commissari per
L'EMERGENZA ROM giacché ogni sindaco di polo e antipolo voleva il suo commissario cittadino!

Su l'EMERGENZA ROM , invece,voglio capire bene chi sono quelli che fanno le ronde e chi sono quelli che subiscono le ronde.

Chi sono i ROM?
i Rom sono gli ultimi nei gradini della scala sociale sono i paria dell'Europa, i nostri intoccabili.

Come tutti gli intoccabili hanno una speranza di vita molto bassa , fra i 40 e 50 e per questo motivo un'alta natalità: il 60 per cento di loro ha meno di 18 anni., il 47 per cento va dai 6 ai 14 anni, il 23 per cento fra i 15 e 18, il 30 per cento fra 0 e 5 anni. Questa è la fotografia reale
dell'emergenza, possiamo dire che l'emergenza è la loro!
Perché poi tutti questi bambini vivono, tranne rare eccezioni,senza scolarizzazione, senza assistenza sanitaria e i rapporti sui Rom parlano di: quasi totale disoccupazione, analfabetismo diffuso, degrado ambientale, emergenza abitativa, emarginazione sociale, microcriminalità diffusa,
tossicodipendenza, alcolismo: tutte cose che se si vanno a guardare bene trovi, in forma meno eclatante, fra coloro che partecipano alle ronde.
Quale è allora il problema reale? perché proprio negli ultimi anni è scoppiata questa EMERGENZA, dato che i problemi verso i Rom c'erano già con i governi sinistramente sinistri?
Perché in Romania c'è una persecuzione verso i Rom, e come qualche tempo fa dissero gli stesi mediatori di Opera Nomadi "guardate che c'è una bomba che sta per scoppiare due milioni e mezzo di Rom stanno per scappare dalla Romania ora che la Romania è entrata in Europa"
Capite quale è il problema reale?
Ci possiamo riempire di una marea di mocciosi zingari che non hanno VOGLIA DILAVORARE? Non hanno proprio nella loro cultura il concetto di MANO D'OPERA.
Può diventare un esempio scandaloso, è stato sempre un esempio scandaloso lo zingaro per questo suo rifiuto al COMANDO del LAVORO SALARIATO e per questo è stato perseguitato.
Uno schiavo come dice l'ingles in Queimada è
molto meglio che divenga operaio, una puttana ti costa meno di una moglie e ti da meno
preoccupazioni. Questi non vogliono essere né puttane né schiavi!che ci facciamo?
beh, li sterminiamo coi pogrom oppure li facciamo morire nei kampi.

La loro cultura cozza maledettamente con l'organizzazione sociale: non rispettano la proprietà, preferivano darsi ad attività artigianali autonome, essendo andate in crisi le attività artigianali che svolgevano in autonomia,
non gli resta che sopravvivere come possono: questi sono i dati i di fatto reali. I più hanno anche un concetto di famiglia del tutto particolare, che
può mettere in crisi anche la struttura familiare come è codificata, vivono in famiglie di circa una sessantina di persone e con rapporti parentali del
tutto particolari, un concetto di famiglia allargato e comunitario.
I Rom sono perseguitai in Romania non solo per questi motivi , diciamo sociologici, ma per dei ben precisi motivi economici: il primo è che la
Romania con l'entrata in Europa deve adeguarsi ai ritmi produttivi europei e il secondo, molto importane , per la sua posizione strategica in merito alla distribuzione dei corridoi che portano gas e petrolio
.Per la Romania, Moldavia e Bulgaria transitano gli idrocarburi provenienti da Caspio Asia Centrale e Russia destinati all'Europa: sono presenti compagnie come la Petrotel a maggioranza della Lukoil russa, la Petromidia
controllata dalla Rompetrol Group, la Petrom dell'austriaca Omv:
E' in costruzione l'oleodotto Costanza-Trieste (il Pan-European Oil Pipeline) che partendo dal porto rumeno di Costanza raggiungerà Pancevo in Serbia per connettersi alla Adria pipeline per raggiungere il porto giuliano, snodo per Austria, Germania e Italia. Al fine di ridurre la
dipendenza energetica dalla Russia e di aumentare la propria capacità di trasporto di gas naturale la rumena Transgas partecipa, insieme a compagnie
bulgare, ungheresi, austriache col sostegno dell'Unione Europea al gasdotto
NABUCCO che servirà a trasportare il gas proveniente dal Caspio e dall'Asia Centrale bypassando la Russia.
Non è che le persecuzioni e i pogrom si fanno perché si è cattivi, si fanno per delle motivazioni economiche politiche e geopolitiche ben precise.
Che "ci azzeccano"i Rom con la loro presenza disturbante e nulla collaborativa a questi progetti?
DEBBONO ESSERE ELIMINATI.

E' facile prevedere una nuova ondata xenofoba e una nuova persecuzione contro questa etnia in tutta l'Europa dell'Est e dintorni. E' facile
prevedere altre cose "spiacevoli".
L'Italia col suo ruolo scalcinato non è che il laboratorio per cose ancora peggiori che dovranno accadere.

Chi sono quelli che fanno le ronde contro i Rom?
Abbiamo detto che hanno gli stessi problemi di disoccupazione, droga e alcolismo situazione abitativa disagiata e così via: ma sopratutto nel
napoletano sono gli stessi che stanno alle prese col tema C= MONDEZZA, è vero Ponticelli ha fatto scuola ed ora le Ronde ci sono ovunque, però a
Ponticelli quelli che danno fuoco ai campi Rom
sono gli stessi che danno fuoco alla mondezza!
Non solo ma chi è soggetto ai roghi e chi scappa dai roghi fa da manovalanza alle rispettive mafie: un rondò veramente tragico!

E qui bisogna parlare delle elezioni e io dico quello che ho detto ai compagni che mi stanno più vicini, facendoli scandalizzare pure, guardate che le elezioni non le ha perse solo la sinistra istituzionale, le abbiamo perse pure noi rivoluzionari, perché un 5 per cento più o meno di astensionismo con tutta la campagna astensionista che è stata fatta, perché a questo giro l'hanno fatta tutti! basso,è stazionario, con tutta la caterva di morti sul lavoro che c'è è una percentuale bassa! mentre i dati
di chi va a votare restano stabili.
A maggior ragione non sono soddisfatta del risultato elettorale quando vedo che tutti quelli che sono andati a votare votano su posizioni reazionarie xenofobe e alla ricerca della SICUREZZA.
Vogliamo dire che dobbiamo essere contenti che c'è un 5 per cento di persone che non sono xenofobe e non cercano sicurezza?
Gli altri compagni hanno il diritto di esserlo, io non lo sono!
In ogni caso il risultato voluto di vedere chi fa ronde contro chi le subisce è stato ottenuto, almeno su questo sarete d'accordo con me, almeno su questo!

Approfondendo il tema C= MONDEZZA scopro che ci sono i Rom che sono mondezza e vivono nella mondezza perennemente, e ci sono i Napoletani che pure loro vivono nella mondezza e nel problema delle discariche perennemente, invece delle Banlieues avvengono i pogrom.
Invece di riconoscersi compagni in questa mondezza che ci travolge tutti si da la caccia al presunto colpevole di una mondezza presunta e non si vede come si gioca sulla pelle dei meridionali con gli affari della mondezza.

Comunque è stato detto che mercoledì sarà risolto il problema mondezza:con un commissario nazionale ad hoc?
Certo che trovarsi ad affrontare una prevedibile EMERGENZA EPIDEMIE con il caldo in mezzo alla mondezza senza una Ministero della sanità sarà dura assai, pure per il cavaliere antennato, che è uomo dalle molteplici risorse, beh si può sempre ricorrere ad un commissario nazionale per le EPIDEMIE!
oppure si possono ampliare i corridoi della mondezza ,in questo caso, verso i paesi del terzo e quarto mondo: ottimo sistema per incrementare l'esodo, quello vero! ossia le migrazioni, così si possono fare commissari nazionali per altre etnie ed entrare in una spirale di EMERGENZE che non hanno ritorno e soluzioni.

PERCHE' POI LA REALTA' E QUESTA CHE IL SISTEMA CAPITALE E' ARRIVATO AL PUNTO CHE NON HA PIU' SOLUZIONI PER LE CORRENTI EMERGENZE CHE HA CREATO.

E la summa,la summa di tutte queste EMERGENZE e questa spasmodica
ricerca di SICUREZZA dove arriva?
arriva al nuovo ministero del Welfar che accorpa
LAVORO, SALUTE, E POLITICHE SOCIALI.

Facile capire cosa significa questo accorpamento :
che chi non LAVORA non avrà CURE MEDICHE e non avrà POLITICHE SOCIALI
(fra l'altro chi le ha viste mai da un bel pò?).

Significa che a un lavoro dequalificato, di scarto, precario, deve corrispondere una sanità dequalificata di scarto, una politica sociale di
scarto, e questo non solo per il Sud.

Come dicevo nel Sud Ribelle: il Sud è trasversale, il Sud lo trovi appena giri l'angolo del grattacielo, a
via Montanapoleone come a Manhattan, non sta solo al Sud d'Italia o al Sud del mondo.

vittoria
L'avamposto degli Incompatibili
www.controappunto.org

.

E' uscito il NUMERO 3 di MegafonoRosso

autore:
Megafono Rosso
Sommario:
Megafono Rosso numero 3

E' uscito il NUMERO 3 di MegafonoRosso,
PUOI SCARICARLO QUI

http://www.megafonorosso.it/public/riviste/MegafonoRos...

all'interno:

La soluzione non è nell'urna, solo la lotta paga.

Primo maggio: perchè è anche una festa degli studenti.

"La mafia è uno stagno di merda" Peppino Impastato.

Il 68: a quarant'anni di distanza, un insegnamento da attualizzare.

Ancora una volta lo squadrismo nero, perchè è accaduto ancora.

Anche la Gelmini è pronta a far casini!

nuova rubrica: Chi sei?

scrivici a posta@megafonorosso.it
e visita www.megafonorosso.it

OFF MINOR@PRIMAVALLE!!!

20/05/2008 - 21:00
21/05/2008 - 02:00
Promotore evento:
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20 MAGGIO 2008

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INGRESSO 5 EURI

Droghe in fabbrica (II puntata)

inchiesta Sata di Melfi, dal «prato verde» alla tossicodipendenza

Un po' di coca e il turno se ne vola via

Nello stabilimento gioiello della Fiat si
«tira» per reggere i ritmi del Tmc2. Ma la cocaina detta anche tutti i
tempi della vita e permette un commercio che per molti consumatori si
trasforma in un bel business

Loris Campetti

Melfi (Potenza)

All'inizio era il «prato verde», messi di
grano a perdita d'occhio nella straordinaria piana di San Nicola. Il
grano ha lasciato il posto allo stabilimento Fiat-Sata di Melfi e la
collina che si arrampica verso il paese è ferita da una strada
costruita tutta in sopraelevata. Quando venne inaugurata la fabbrica,
nel '94, speranze di emancipazione e retorica postdemocristiana si
mescolarono in una narrazione inedita in questa terra lucana: arriva il
capitalismo serio, si può uscire da una povertà contadina dominata per
decenni dal paternalismo di Emilio Colombo. Arriva l'industria, arriva
il progresso. Il vecchio applaudiva al passaggio dei nuovi padrini:
«Romito, salutateci Agnello», aveva scritto su un cartello ripreso da
cento telecamere e alla Fiat veniva concesso tutto, dalla deroga al
divieto del lavoro notturno per le donne a una rivisitata forma di
gabbie salariali che condannavano i futuri operai a guadagnare meno dei
loro compagni di Mirafiori e a lavorare di più.
«Prato verde»
chiamarono lo stabilimento di San Nicola. Perché nasceva dal nulla (il
grano, si sa, è nulla) e nell'assenza di memoria dell'industria e del
conflitto. Ci sono voluti 10 anni esatti perché gli operai di Melfi
esplodessero decretando la fine della pace sociale, per 21 giorni
bloccarono i cancelli, ressero alle cariche della polizia e ruppero un
isolamento che inutilmente, in tanti nella politica, nei media e
persino nei sindacati avevano cercato di costruire intorno ai nuovi
briganti in tuta blu. Vinsero, con il sostegno quasi solitario della
Fiom, diventarono maggiorenni conquistando diritti che altri, in altre
stagioni, avevano conquistato e che ora, tutti insieme, rischiano di
perdere di nuovo.
Quasi 15 anni dopo la nascita, Melfi è uno degli
stabilimenti di punta della Fiat. 5.300 dipendenti diretti, 10 mila con
l'indotto. Gli operai arrivano a San Nicola ogni mattina, pomeriggio e
notte da tutti i paesi della Basilicata, dal nord della Puglia e in
parte dalla Campania. Ore e ore di pullman o di macchina, centinaia di
incidenti stradali con tanti morti e feriti accumulati in 15 anni di
pendolariato. Anche qui, come alla Sevel in Val di Sangro, lavora una
classe operaia molto giovane che spesso non riesce a reggere i ritmi
ossessivi della fabbrica modello, come testimonia un turnover molto
alto. Anche qui, come alla Sevel, impazza la cocaina. Mentre ci
lasciamo alle spalle la piana e il paese viaggiando verso Potenza, un
delegato Fiom senza nome ci racconta la «normalita» del consumo e dello
spaccio lungo le linee di montaggio - pardon, le Ute, un acronimo che
sta per Unità produttive elementari che viaggiano sui ritmi della
famigerata metrica Tmc2, responsabile di strappi, ernie, tunnel
carpali, tendiniti. «La cocaina circola in fabbrica dall'inizio, ma
solo da pochi anni ha assunto dimensioni di massa. Un carrellista che
lavora nella mia Ute vende una quantità di dosi incredibili agli altri
operai, ai capi, ai vigilanti che tirano da matti, alle donne. Lo
spaccio è quotidiano come il consumo, ma il venerdì e prima delle
vacanze il volume degli affari va alle stelle perché vengono acquistate
le dosi per il sabato sera in discoteca, o per le ferie. Il mio amico
carrellista prima di Natale ha tirato su 15 mila euro, in poco tempo si
è fatto casa». Ci si droga anche dentro la fabbrica? «Gli operai -
risponde - si fanno durante le pause, li riconosci perché riprendono il
lavoro eccitati, tirano su col naso, è una specie di tic, e per una
mezz'ora producono come pazzi, poi si danno una calmata. All'inizio
sono solo consumatori saltuari, ma quando prendono il vizio si
trasformano in piccoli spacciatori per pagarsi la dose. Le canne se le
fanno direttamente sulla Ute: sentissi che profumo...».
Droga di sostegno
I
prezzi della cocaina si aggirano tra i 70 e i 100 euro a grammo, i
soliti 20-25 euro a quartino. Arriva soprattutto da Foggia portata dai
soliti camionisti che riforniscono la fabbrica di pezzi, componenti e
sogni di gloria, o di fuga che dir si voglia. «C'è anche qualcuno che
si buca - continua il racconto del nostro amico delegato - e spesso
viene aiutato dall'azienda a recarsi qualche periodo in comunità per
tentare di disintossicarsi». Perché si drogano? «Anni di lavoro in
questa fabbrica ti spompano. Il ritmo è stressante, i viaggi quotidiani
per raggiungere o lasciare il lavoro fanno il resto e la vita nei paesi
è banale, noiosa. C'è chi si fa per reggere lo stress, ma spesso le
motivazioni sono altre: per stare bene con gli amici, per stare bene
con la moglie o il marito. Molti si portano la coca a casa e fanno
sniffare anche la moglie per scopare meglio». Vuol dire che con gli
amici si sta male senza farsi? E che non si riesce a divertirsi in
discoteca o a letto senza l'uso di cocaina? Il delegato scuote le
spalle, e va avanti nel suo racconto. Insiste sul legame con il sesso:
«Quando tirano, anche in fabbrica, non li ferma più nessuno. Qui si
dice «inculare la formica» quando sei preso dal raptus e ti senti
Rambo, e succede che il tuo compagno di lavoro, un po' per gioco e un
po' no, venga a toccarti il culo, non avendo una donna a portata di
mano». Tra i consumatori ci sono anche iscritti al sindacato? «Ce ne
sono, ce ne sono. Anche delegati. Uno dell'Ugl è stato anche bastonato
perché era in ritardo con il pagamento allo spacciatore. I delegati
Fiom? Qualche spinello, quello tutti. Sì, qualcuno usa anche la
cocaina. La maggior parte dei consumatori - cambia discorso - è sposato
e ha figli». Qual è la percentuale dei cocainomani? «C'è chi dice il
40%, chi corregge la cifra al rialzo: uno su due».
Stress, noia,
sesso, voglia di essere diverso anche se poi finisce che sei
esattamente uguale a tutti gli altri tuoi coetanei. «Di notte c'è meno
controllo ma si sniffa in tutti i turni. In questa fabbrica si può
comprare fumo, coca, eroina ma anche perizoma, canottiere,
elettrodomestici. Tutti sanno nessuno parla. Per paura, per
convenienza, per quieto vivere». In realtà c'è chi parla: i blitz
dell'antidroga fuori dai cancelli, sui piazzali dello stabilimento,
finiscono spesso con arresti, dunque le spiate non mancano. Chi viene
pizzicato con le mani nella farina viene spinto dall'azienda a
dimettersi, oppure viene degradato e spostato in altre unità, «è
successo recentemente a un quarto livello del montaggio». Dalla lotta
vittoriosa dei 21 giorni, Michele è assessore di Rifondazione alle
politiche sociali della provincia di Potenza, in distacco dalla Fiat di
Melfi dove fa l'operaio: «Ho assistito personalmente - ci racconta -
all'arresto di due operai sul pullman che ci riportava al paese dopo il
turno di notte: sono saliti in tre, uno in borghese dalla porta davanti
e due in divisa da quella posteriore per bloccare le uscite e sono
andati a colpo sicuro mettendo le manette a due operai, direttamente
sul pullman. Per fortuna quella volta non avevano roba con sé e sono
stati rilasciati». In qualche caso, però, scatta il licenziamento ma
sempre con motivazioni diverse: «Due ragazzi - ci racconta l'avvocato
Lina Grosso che segue le cause di lavoro per la Fiom - sono stati
licenziati per assenza ingiustificata, ma è noto che si trattava di due
tossicodipendenti. Noi avviamo la procedura ma in questi casi la Fiat
punta sempre a monetizzare, offrendo soldi a chi di soldi ha bisogno
come il pane, pur di non arrivare a sentenza. Per noi è difficile
convincere questi ragazzi a non accettare l'offerta, anche perché non
abbiamo alcuna certezza di vincere la causa». E questo è uno dei tanti
problemi a Melfi, dove le procedure d'urgenza (il 700 contro i
licenziamenti) durano mesi e mesi e le sentenze, quando ci si arriva,
rarissimamente sono a favore del sindacato. «C'è invece il caso di un
altro operaio, dipendente da alcol, che l'azienda metteva regolarmente
in postazioni per lui insostenibili. Una volta chiese di poter uscire
per andare in ospedale perché stava male. Lo bloccarono più volte
finché non riuscì a scappare determinando momenti di forte tensione.
Fuggì in automobile dopo una colluttazione con due capi in stato
confusionale ed ebbe un incidente d'auto. L'azienda l'ha licenziato e
noi abbiamo fatto causa. Abbiamo perso in primo grado e siamo andati in
appello, anche perché una perizia medica ha stabilito che non era in
grado di intendere e di volere per cui non è stato condannato in sede
penale. Dopo una seconda perizia che ha confermato la prima, la Fiat ha
proposto la transazione, cioè la monetizzazione per non arrivare a
sentenza. Il nostro assistito non ha accettato e ora aspettiamo il
verdetto del giudice». Finalmente, all'inizio della settimana è
avvenuta una cosa che ha ridato qualche speranza all'ufficio legale
della Fiom: il giudice di melfi ha accolto il ricorso contro il
licenziamento di un operaio Sata, Michele Passannante, «senza giusta
causa», dopo l'apertura di un'inchiesta giudiziaria in cui è indagato
per una presunta appartenenza all'area del terrorismo. Ora la Fiat
dovrà riaprirgli le porte della fabbrica e pagargli gli stipendi
arretrati.
Un'emergenza che dilaga
La Regione Basilicata si
occupa della Fiat di Melfi dal giorno della sua apertura, e lo fa
manifestando talvolta un certo grado di autonomia rispetto allo
strapotere esercitato nel territorio dalla multinazionale torinese. Ha
attivato incheste («magari la Procura fosse altrettanto attiva», ci
dicono gli avvocati che difendono gli operai) sul mutamento della vita
nei paesi in cui vivono i dipendenti Sata e dell'indotto, sugli
infortuni stradali stradali legati al pendolarismo, sul mobbing. La
Regione si è occupata anche di tossicodipenza in fabbrica. In
particolare c'è un'inchiesta curata dall'equipe della Cooperativa
Marcella sulla percezione delle droghe da parte dei lavoratori
dell'area industriale di Melfi: «Tutti sono concordi nell'affermare che
l'uso delle sostanze è gravemente nocivo per la salute», pur ritenendo
che alcune, come le droghe leggere, possano aumentare la capacità
lavorativa e insieme a quelle sintetiche migliorino la resistenza alla
fatica, a differenza di alcol e psicofarmaci. In molti pensano che
l'uso di droghe pesanti e sintetiche facciano correre rischi
all'interessato e ai compagni di lavoro. Sono al corrente del consumo
crescente di droghe in fabbrica, o per conoscenza diretta, o per lo
spaccio evidente, le siringhe abbandonate, i furti, l'eccesso di
assenze per malattia, qualche episodio di violenza. Solo il 21% degli
intervistati esclude che nella sua azienda si consumino sostanze
stupefacenti. Un dato allarmante su cui riflettere è segnalato da un
intervistato su due: chi si fa si infortuna di più. Il 50% sostiene che
chi si droga è «una persona normale».
L'altro dato che non deve
sorprendere è che il consumatore «non si ritiene tossicodipendente»
(44,9%). Per il 77,3% del campione, infine, «le imprese dovrebbero
avere un programma di lotta contro la droga».
Qualche mese fa, nel
terzo stabilimento meridionale della Fiat per importanza, quello di
Cassino, fu realizzato un video con un operaio intervistato di spalle
che raccontava il consumo di droga durante il turno di notte. Diceva
molte verità, e proponeva qualche certezza di troppo e troppo
politicamente corrette: ci si fa di cocaina solo per resistere a un
lavoro altrimenti insopportabile. E' così, ma non è solo così. Ne
parleremo nelle prossime puntate. Finora abbiamo indagato solo grandi
fabbriche metalmeccaniche, anzi Fiat, perché è più facile stabilirvi
relazioni e perché il tasso di vent'enni è altissimo. Non si creda però
che si tratti di un fenomeno circoscritto a queste realtà. In tutti i
settori dell'industria e dei servizi il consumo della cocaina è
drammaticamente alto e crescente. Lo è nei lavori faticosi, come
nell'edilizia, nei lavori ripetitivi, in quelli che prevedono il
rapporto con il pubblico. Lo è soprattutto tra i giovani e i precari.
C'è chi pensa che ci sia un rapporto tra la diffusione delle droghe e
la riduzione dei conflitti sul lavoro. Ipotesi, naturalmente, tutte da
verificare.
(2/continua)