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Archivio Temporale

Data

La memoria cancellata

autore:
LSRPR
Sommario:
La scorsa notte, il 19 maggio, ignoti vandali hanno oltraggiato la lapide dei deportati politici di Mauhtausen al Verano

E’ un pugno nello stomaco quell’urna fatta a pezzi, vedere ciò che ne resta in quella piccola nicchia tra i nomi di chi a roma non è più tornato perchè è morto nei forni di mauhtausen.
Al Verano al centro la scritta “mai più” c’è ancora, risparmiata alla distruzione forse solo per caso, o perchè staccare dal muro delle lettere di ferro battuto sarebbe stato troppo poco, per chi aveva deciso di disperdere le ceneri e la memoria di uomini, donne e bambini, finiti in un lagher nazista.
Ero con la mia famiglia a portare un fiore ai nostri morti, racconta eugenio lafrate, nipote di un deportato, che per primo ha notato cosa fosse successo, e ha fotografato tutto. la sua denuncia è finita sul sito dell’aned, l’associazione nazionale ex deportati politici. il deputato del pd emanuele fiano l’ha raccolta e rilanciata. mani vigliacche, dice, ma per favore non passi anche questo come un atto da ragazzini sconsiderati.
alemanno ha parlato di profanazione gravissima e ha assicurato che il comune sarà in prima linea per fare, testuali parole, un gesto riparatorio. magari il sindaco accoglierà l’invito egli ex deportati sopravvissuti che gli hanno chiesto una cerimonia di riconsacrazione del memoriale.
e chissà se questa volta un oltraggio così grande verrà chiamato col proprio nome: un attacco di ispirazione nazifascista alla memoria, dei vivi e dei morti.

"Ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo"

autore:
Marco Travaglio

"Passaparola" - Appuntamento settimanale di Marco Travaglio

"Buongiorno a tutti. Iniziamo questo appuntamento settimanale. Sono un po' inesperto in questa materia e quindi spero che la cosa venga bene, ma verrà meglio nelle prossime settimane. Io vorrei sfogliare con voi i giornali della settimana per mostrare quali sono i problemi che affliggono l'informazione dei quali tutti noi, tutti voi credo, siamo molto preoccupati. Parto da un caso che mi ha coinvolto ma che, in realtà, non è il mio caso: si chiama "caso Schifani" anche se molti l'hanno chiamato "caso Travaglio". Dieci giorni fa sono stato da Fabio Fazio a raccontare alcune cose già presenti in alcuni libri mai querelati e in alcuni articoli querelati da Schifani che però ha perso la causa perché un giudice ha stabilito che tutto quello che aveva scritto di lui l'Espresso era sostanzialmente vero, non c'era alcuna diffamazione. Quella sera, come già mi era capitato sette anni fa quando ero andato a presentare un altro libro nelle stesse identiche condizioni da Daniele Luttazzi, è intervenuta la prima gallina che fa l'uovo, sempre in questi casi, cioè l'allora ministro e ora capogruppo del Popolo della Libertà provvisoria Maurizio Gasparri il quale ha dichiarato che ci sarebbero state delle conseguenze politiche. Per un attimo mi sono domandato "fanno dimettere Schifani?", in realtà volevano far dimettere me da non so cosa e far cacciare tutti i capi possibili e immaginabili della Rai come se io avessi chiesto il permesso o addirittura avessi ricevuto ordini dai capi della Rai, figuriamoci, per dire quelle cose. Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c'è stato il direttore di Rai3 Paolo Ruffini, già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di Sabina Guzzanti "Raiot" - anche lì perchè si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho "gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato". Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di Schifani. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. La Loggia che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di Nino Mandalà, poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle.

E quando afferma che io non posso raccontarle in televisione... diciamo che sta dicendo che non dovrei rinvangare certe storie di famiglia. Della sua famiglia. Si chiama conflitto di interessi, anche se in questo caso Berlusconi non c'entra, ma nessuno l'ha fatto notare. Pazienza! Meglio sapere con chi si ha a che fare, chi parla e chi dirige la rete progressista della Rai; poi ci sono anche le reti dirette dal centrodestra. A quel punto cos'è successo? Nessuno ha chiesto a Schifani conto e ragione di quello che è nei documenti ma, in compenso, hanno cominciato a chiedere conto a me di una serie di cose che peraltro non ho mai fatto. Per esempio, l'ottimo giornalista di "Repubblica" D'Avanzo ha addirittura insinuato in un articolo mellifluo che io mi fossi fatto pagare le vacanze estive del 2002 o del 2003 da un signore che è stato poi condannato per mafia e che io non ho mai visto, né conosciuto, né sentito nominare. Poi, però, ha scritto "chi potrebbe credere a questa cosa?". Forse è il primo caso di un giornalista che nella riga sopra scrive una notizia e in quella sotto "ma nessuno ci crede!". Ma se nessuno ci crede perché la scrivi? Perché non la verifichi? Perché non fai il tuo mestiere? Pazienza, ma questo ha portato a parlare di me e delle mie vacanze invece di parlare delle società e delle consulenze urbanistiche del presidente del Senato. Consulenze urbanistiche che, guarda caso, sono state commissionate a Schifani dal comune di Villabate, uno dei comuni più infiltrati dalla mafia, e proprio da quel Nino Mandalà che proprio quindici-vent'anni prima sedeva nella stessa società di brokeraggio con Schifani e La Loggia. Comune che poi è stato sciolto due volte per mafia, per cui Schifani non ha potuto portare a termine il suo lavoro a proposito del Piano Regolatore che secondo il presidente del Consiglio Comunale di Villabate, Francesco Campanella attualmente in carcere e pentito, Schifani e La Loggia avevano concordato direttamente con il boss. Altra lezione di D'Avanzo: come fai ad accusare della gente di aver avuto rapporti, anche d'affari, [con queste persone] prima della loro incriminazione e della loro condanna? Uno non diventa mafioso il giorno in cui lo condannano per mafia o lo arrestano. Di solito è mafioso fin dalla più tenera età, è difficile la vocazione adulta nella mafia. Ti reclutano da giovane. Chi sta a Palermo e si mette in società con certe persone dovrebbe prima informarsi di chi siano. Chi accetta consulenze da un comune pesantemente infiltrato dalla mafia non può dire "non lo sapevo". Prima di lavorare in certi ambienti devi prendere informazioni, e su Mandalà le informazioni in loco erano piuttosto copiose. I magistrati, quando arrivano, sono sempre gli ultimi a sapere, un po' come i cornuti. Negli ambienti politici - lo diceva già Paolo Borsellino ma anche Giuseppe Aiala nel suo ultimo libro - chi ha certi rapporti lo si viene a sapere ben prima che la magistratura lo possa mettere nero su bianco. Altrimenti oggi dovremmo dire che Al Capone non era un mafioso. Al Capone non è mai stato condannato per mafia ma solo per evasione fiscale. Dovremmo definire Al Capone il "noto evasore fiscale italo-americano", secondo il metodo D'Avanzo. Ma andiamo avanti, non voglio parlare troppo di questo caso ma dei giornali, di come titolano i loro articoli e di quello che scrivono nei loro articoli. Naturalmente, la fonte che D'Avanzo indicava, cioè l'avvocato di questo Aiello che avrebbe detto di avermi pagato le vacanze, ha scritto a D'Avanzo una letterina su Repubblica in cui diceva "io non posso essere la sua fonte perché non l'ho mai sentita ne vista". La risposta di D'Avanzo non è stata "chiedo scusa, mi sono sbagliato, era una balla". Non ce n'è uno che si prenda la responsabilità di aver detto questa balla. Nessuno lo sa. La risposta di D'Avanzo sono due righe, uno vera lezione di giornalismo: "Il ricordo di Michele Aiello - cioè il ricordo che mi aveva pagato le vacanze, che non è vero - è stato raccolto da fonti vicine all'inchiesta". "Fonti vicine all'inchiesta". Tenete presenti queste parole, sono tutte espressioni nuove, neologismi che vengono fuori per l'occasione. "Fonti vicine all'inchiesta". Non si sa chi l'ha detto, sentito, riferito. "Fonti vicine all'inchiesta". Fonti purissime... Il Riformista: "Travaglio si discolpa su Repubblica: 'Ho pagato io quella vacanza'". Il titolo è già interessante: "si discolpa". Ma di che? Io non mi discolpo di niente, non ho fatto niente! Ho raccontato le mie vacanze proprio perché non ho niente da nascondere, mentre a dieci giorni da "Che tempo che fa" l'unico che non ha ancora spiegato è il presidente del Senato. Anche perché spontaneamente non lo farà mai. Ci vorrebbe un giornalista che gli mettesse un microfono sotto il naso e gli facesse la domanda sulla Siculabroker, sul comune di Villabate e sulle sue consulenze. Ma purtroppo non è accaduto. L'unico che gli ha messo sotto il naso il microfono è stato un giornalista del TG1 che, sdraiato carponi, gli ha chiesto: "Presidente, come agevolare il dialogo tra destra e sinistra?". Il presidente, naturalmente, ha risposto che il dialogo è importante. Meglio del dialogo che ha visto in questi giorni: è stato baciato da Anna Finocchiaro con grande trasporto. Non se lo poteva immaginare. Seconda domanda: "Anna Finocchiaro l'ha difesa, è contento?" Fine dell'intervista. Nessuna domanda. Che risponda lui a domande che nessuno gli fa sarebbe abbastanza impensabile, infatti questo è l'unico Paese in cui uno che ha avuto certi rapporti e ha certi particolari biografici può diventare, di fatto, il vicepresidente della Repubblica in quanto seconda carica dello Stato. En passant cito Il Giornale, che invece di parlare di Schifani parla di me in un articolo pieno di balle. A un certo punto c'è scritto che io avrei una rubrica settimanale su Repubblica Torino, ed è vero, in cui rispondo alle lettere "con il vezzo di un autoritratto firmato dal disegnatore Mannelli". Ma come faccio ad avere un autoritratto firmato da un disegnatore che non sono io? Quello si chiama ritratto, l'autoritratto è quello che mi faccio io! Non si sa più nemmeno che parole usare, in certi casi. Si usano parole completamente fasulle. A questo punto che succede? Le nebbie si diradano, si viene a scoprire che anche la storia delle mie vacanze è una balla, nessuno chiede scusa - anzi si scrive "fonti vicine all'inchiesta" - e partono tutte le procedure legali per cercare di tappare la bocca o a chi ha ospitato o a chi ha raccontato questi fatti. Partono le solite authority, i soliti consigli di amministrazioni, le solite commissioni parlamentari di vigilanza. Tutti organismi politici dove ci sono dentro D'Alema, Fassino, Berlusconi, Fini, Mastella, travestiti tramite i loro emissari, che aprono pratiche, minacciano sanzioni, annunciano codici. Addirittura denunciano violazioni che nessuno ha mai commesso perché i codici li conoscono soltanto loro e le regole le conoscono soltanto loro. Io personalmente una regola conosco: verificare se una cosa è vera, accertarmi se sia interessante. Se è vera ed interessante, dirla. L'unica regola che conosco è che non bisogna violare il codice penale. Qualcuno ritiene che l'abbia violato? Lo dimostri in Tribunale. Qualcuno ritiene di avere qualcosa da rispondere? Risponda. Non ho sentito nessuna risposta, solo tante parole al vento. Segnatevi anche questa: contraddittorio. Fabio Fazio è l'intervistatore, io l'intervistato. La cosa accade tutti i sabati e le domeniche sera, si chiama intervista. Prevede che uno faccia le domande e l'altro dia le risposte. In questo caso hanno detto che ci voleva il contraddittorio, una terza persona - non so, la Finocchiaro o Schifani sotto la poltrona - che sbuca fuori per dire di starmi zitto o che sto raccontando balle. Ma questo non è mai avvenuto in nessuna intervista! Tra l'altro al presidente del Senato non mancano i mezzi, basta che faccia un gesto e si ritrova tutte le telecamere ai suoi piedi pronte a riferire qualunque sospiro esca dalla sua bocca. Perfino quando annuncia una lotta solenne e feroce alla mafia, che verrebbe anche meglio se uno non fosse socio dei mafiosi, ma non si può avere tutto dalla vita. La cosa che più mi ha fatto piacere è che questa manovra per screditare chi racconta i fatti non è andata a buon fine: chi riesce a conquistarsi una credibilità col proprio lavoro, con la propria serietà, alla fine ottiene quei famosi riconoscimenti dal basso di cui parlava Enzo Biagi, che sono incompatibili con i riconoscimenti dall'alto. Si deve scegliere: se li vuoi dal basso non li avrai dall'alto, e viceversa. Quindi, svanita la manovra, mi rimangono alcuni messaggi che mi sono appuntato. Uno viene da un mio amico che lavora alla Rai a Londra il quale mi ricordava che, a differenza che nella sua azienda, in Inghilterra quando un giornalista del servizio pubblico, la BBC, viene attaccato succede esattamente il contrario di quanto accade in Italia. Nel 2004 alcuni giornalisti della BBC fecero emergere il dossier Irak, cioè il dossier di bugie organizzate dal governo Blair d'intesa col governo Bush per mentire ai popoli occidentali, raccontare le balle delle armi di distruzione di massa mai trovate e dei rapporti tra Bin Laden e Saddam Hussein che non esistono. Quando andò in onda questo scoop il governo attaccò questi giornalisti. Bene, il presidente e il direttore generale della BBC, servizio pubblico radiotelevisivo pagato con i soldi degli inglesi, anziché prendersela con i giornalisti che li avevano messi in difficoltà con i loro scoop sul governo, si dimisero per difendere i loro cronisti. Da noi avete visto cos'hanno fatto i vertici della Rai, hanno detto che io avevo fatto qualcosa di inqualificabile, evidentemente perché non sono abituati a sentir raccontare la verità mentre quando vedono uno scendiletto che mette il microfono sotto il naso del presidente Schifani per chiedergli come agevolare il dialogo... beh quello gli piace, gli sembra un'intervista vera. Lì non chiedono il contraddittorio e neanche le domande! E' una questione di abitudine. Quando parlano di BBC, se la guardassero almeno un paio di secondi al giorno per capire così un servizio pubblico radiotelevisivo. Altra cosa che mi ha fatto piacere è che molti mi hanno mandato delle citazioni, delle frasi, degli articoli e persino dei detti. Vorrei concludere con un detto catalano che una studentessa di Barcellona in Italia per una borsa di studio mi ha mandato, insieme a uno di Paul Valéry che già conoscevo. Il detto di Paul Valéry è: "c'è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi". C'è un altro detto di Paul Valéry: "se non riesci a demolire il ragionamento, cerca almeno di demolire il ragionatore". La stessa cosa avviene quando non riesci a demolire i fatti, che hanno una loro forza intrinseca, cerca almeno di demolire chi li ha raccontati. Infine, il detto catalano, che questa ragazza mi ha segnalato dicendomi che non le viene in mente niente di più preciso per descrivere la situazione che sta vivendo in Italia, la qual cosa la sgomenta parecchio. E con questa vi lascio: "ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo". Ciao, a lunedì prossimo."

Related Link: http://www.beppegrillo.it/2008/05/passaparola_in.html

CUBA---- La Rivoluzione è Movimento

21/05/2008 - 16:00
22/05/2008 - 23:00
manifestoCUBA[1].jpg

Il Gruppo di Ricerca e Studio sull'America Latina - La Sapienza

e il Comitato di Difesa della Rivoluzione (CDR-Roma)

organizzano:

CUBA - LA RIVOLUZIONE è MOVIMENTO!

MERCOLEDI' 21 MAGGIO

ore 16.00: Facoltà di Lettere (La Sapienza), Aula Grande di Storia

DIBATTITO con Y. Pita (Ambasciata di Cuba), L. Vasapollo (Dirett. Nuestra America), A. Riccio (Dirett. Latinoamerica), M. Baldassarri (autore di Cuba: Orgoglio e Pregiudizi)

GIOVEDI' 22 MAGGIO

ore 22.00: Scalinata Facoltà di Lettere:

FIESTA Sì, LUCHA TAMBIEN!
Serata benefit per la ristrutturazione dell'asilo del municipio di Alquizar

CANZONIERE della MEMORIA, IDP, RANCORE

DJ SET - FREE ENTRANCE - MOJITO BAR

“Sono d’accordo, cambiamenti!

Ma negli Stati Uniti.

Cuba ha cambiato da poco e continuerà il suo percorso dialettico.

Non ritorneremo mai al passato! Esclama il nostro popolo”

(Fidel Castro, 29/02/08)

“Martí disse: Essere colti è l’unico modo d’essere liberi,

e senza cultura non c’è libertà possibile”

(Fidel Castro, 03/04/2006)

Nei giorni 21 e 22 maggio gli studenti del Gruppo di Ricerca e Studio sull’America Latina (La Sapienza) e il Comitato di Difesa della Rivoluzione (CDR-Roma) hanno organizzato una due-giorni di Dibattito e Festa per discutere dei processi di trasformazione economica, politica e sociale in atto a Cuba in questi anni, in particolare a seguito del passaggio dei poteri presidenziali del Consiglio di Stato cubano da Fidel Castro a Raúl Castro.

Molti ricorderanno come nelle scorse settimane siamo stati vittime di un vero e proprio bombardamento mediatico sulla presunta “transizione” del sistema economico-sociale cubano, sulle “liberalizzazioni” di DVD e tostapane, sulle “aperture” in senso capitalista cui starebbe andando incontro Cuba. In realtà il contesto cubano – come e forse più di quello di molti altri paesi al mondo – sta subendo un’evoluzione inevitabile dinanzi al nuovo panorama di rapporti e relazioni internazionali che si va configurando, in cui Cuba s’inserisce e di cui è parte viva.

In particolare, i tentativi di creazione di un mercato di scambio ed integrazione solidale per il Sud America (l’ALBA) e la rinnovata disponibilità energetica dovuta al reciproco sostegno fra i paesi di Venezuela, Bolivia, Ecuador e molti altri dell’America Latina (sulla via dell’emancipazione politica e sociale), hanno consentito alla Revolución cubana di uscire dalle ristrettezze economiche cui era stata condannata negli ultimi decenni da quel bloqueo economico che è stato definito dagli USA stessi un vero e proprio “atto di guerra economica”, sostenuto di recente anche dall’UE.

Contemporaneamente il processo rivoluzionario – teso al soddisfacimento delle sempre maggiori necessità collettive, alla partecipazione democratica della massa popolare alla vita politica e sociale, all’incremento di rapporti di solidarietà umana nazionali e internazionali, alla liberazione del popolo cubano e dell’umanità intera da sfruttamento del lavoro, guerra e povertà – continua a voler mantenere saldi i principi etici e solidaristici in ambito culturale, economico e sociale che sino ad oggi l’hanno caratterizzato e vivificato.

Cuba supera ancora oggi il resto dei paesi della regione in tutti gli indicatori dello sviluppo sociale: educazione (accesso gratuito ad ogni livello di istruzione, gratuità di trasporti, mense, libri e abbigliamento scolastico), salute (moltiplicando in 30 anni le infrastrutture mediche e sanitarie oltre il 500%), sport, sicurezza sociale (più del 96% della popolazione in età lavorativa dispone di un impiego e l’85% delle famiglie è proprietaria dell’abitazione in cui vive) e attenzione all’infanzia (la mortalità infantile è scesa dal 60 all’11 per mille)..

Non si tratta perciò di tessere le lodi dell’ennesimo “museo del socialismo reale”, ma di conoscere i processi di trasformazione in atto in quella che è ed è stata una delle rivoluzioni più profonde e durature della Storia ed è divenuta un laboratorio di inestimabile valore per quei popoli del mondo che ambiscano all’emancipazione dalla condizione di sfruttamento imposta dal mondo capitalista.

Otro mundo no es posible, es imprescindible !

Gruppo di Ricerca e Studio sull'America Latina - La Sapienza

latinamerica.studenti@gmail.com

CDR – Roma

www.cdr-roma.org

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CUBA - - - La Rivoluzione è Movimento

autore:
Gruppo di Ricerca e Studio sull'America Latina

Il Gruppo di Ricerca e Studio sull'America Latina - La Sapienza

e il Comitato di Difesa della Rivoluzione (CDR-Roma)

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MERCOLEDI' 21 MAGGIO

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DIBATTITO con Y. Pita (Ambasciata di Cuba), L. Vasapollo (Dirett. Nuestra America), A. Riccio (Dirett. Latinoamerica), M. Baldassarri (autore di Cuba: Orgoglio e Pregiudizi)

GIOVEDI' 22 MAGGIO

ore 22.00: Scalinata Facoltà di Lettere:

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“Sono d’accordo, cambiamenti!

Ma negli Stati Uniti.

Cuba ha cambiato da poco e continuerà il suo percorso dialettico.

Non ritorneremo mai al passato! Esclama il nostro popolo”

(Fidel Castro, 29/02/08)

“Martí disse: Essere colti è l’unico modo d’essere liberi,

e senza cultura non c’è libertà possibile”

(Fidel Castro, 03/04/2006)

Nei giorni 21 e 22 maggio gli studenti del Gruppo di Ricerca e Studio sull’America Latina (La Sapienza) e il Comitato di Difesa della Rivoluzione (CDR-Roma) hanno organizzato una due-giorni di Dibattito e Festa per discutere dei processi di trasformazione economica, politica e sociale in atto a Cuba in questi anni, in particolare a seguito del passaggio dei poteri presidenziali del Consiglio di Stato cubano da Fidel Castro a Raúl Castro.

Molti ricorderanno come nelle scorse settimane siamo stati vittime di un vero e proprio bombardamento mediatico sulla presunta “transizione” del sistema economico-sociale cubano, sulle “liberalizzazioni” di DVD e tostapane, sulle “aperture” in senso capitalista cui starebbe andando incontro Cuba. In realtà il contesto cubano – come e forse più di quello di molti altri paesi al mondo – sta subendo un’evoluzione inevitabile dinanzi al nuovo panorama di rapporti e relazioni internazionali che si va configurando, in cui Cuba s’inserisce e di cui è parte viva.

In particolare, i tentativi di creazione di un mercato di scambio ed integrazione solidale per il Sud America (l’ALBA) e la rinnovata disponibilità energetica dovuta al reciproco sostegno fra i paesi di Venezuela, Bolivia, Ecuador e molti altri dell’America Latina (sulla via dell’emancipazione politica e sociale), hanno consentito alla Revolución cubana di uscire dalle ristrettezze economiche cui era stata condannata negli ultimi decenni da quel bloqueo economico che è stato definito dagli USA stessi un vero e proprio “atto di guerra economica”, sostenuto di recente anche dall’UE.

Contemporaneamente il processo rivoluzionario – teso al soddisfacimento delle sempre maggiori necessità collettive, alla partecipazione democratica della massa popolare alla vita politica e sociale, all’incremento di rapporti di solidarietà umana nazionali e internazionali, alla liberazione del popolo cubano e dell’umanità intera da sfruttamento del lavoro, guerra e povertà – continua a voler mantenere saldi i principi etici e solidaristici in ambito culturale, economico e sociale che sino ad oggi l’hanno caratterizzato e vivificato.

Cuba supera ancora oggi il resto dei paesi della regione in tutti gli indicatori dello sviluppo sociale: educazione (accesso gratuito ad ogni livello di istruzione, gratuità di trasporti, mense, libri e abbigliamento scolastico), salute (moltiplicando in 30 anni le infrastrutture mediche e sanitarie oltre il 500%), sport, sicurezza sociale (più del 96% della popolazione in età lavorativa dispone di un impiego e l’85% delle famiglie è proprietaria dell’abitazione in cui vive) e attenzione all’infanzia (la mortalità infantile è scesa dal 60 all’11 per mille)..

Non si tratta perciò di tessere le lodi dell’ennesimo “museo del socialismo reale”, ma di conoscere i processi di trasformazione in atto in quella che è ed è stata una delle rivoluzioni più profonde e durature della Storia ed è divenuta un laboratorio di inestimabile valore per quei popoli del mondo che ambiscano all’emancipazione dalla condizione di sfruttamento imposta dal mondo capitalista.

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Doppio episodio di suicidio a Torino

 «Non riesco a trovare un lavoro
decente, con quello che mi danno non arrivo a fine mese». È
quanto ha detto M.C., 22 anni, agli agenti delle volanti della
Questura di Torino. Il giovane ieri pomeriggio ha tentato di
uccidersi con i gas di scarico della sua auto.
L'episodio è accaduto nei
pressi di via Reiss Romoli, alla periferia di Torino. Un
passante ha notato l'auto del giovane, parcheggiata in un luogo
isolato e insospettito ha avvisato il 113. Sul posto è
intervenuta una volante della polizia con un funzionario a bordo
che si è subito reso conto di quello che voleva fare il
giovane.
Attaccato al tubo di scappamento c'era infatti un tubo di
gomma, collegato all'abitacolo. Il funzionario si è precipitato
verso l'auto, ha aperto lo sportello ed ha tirato fuori il
ventiduenne. Trasportato in ospedale, non è in pericolo.
L'episodio si è verificato a poche ore di distanza dal gesto
di Riccardo La Mantia, 20 anni, che temendo di essere licenziato
si è dato fuoco davanti alla ditta torinese per cui
lavora. Il ragazzo avrebbe compiuto il gesto dopo aver litigato con l'ex datore di lavoro. La Mantia è stato prima condotto all'ospedale "Maria Vittoria", poi trasferito al reparto ustionati del Cto di Torino. E' in condizioni gravissime, con ustioni di secondo e terzo grado sul 95% del corpo. La prognosi è riservata. Ora il ragazzo è in coma farmacologico, intubato e sedato. Undici anni fa il padre si era suicidato nello stesso modo.

Da La repubblica 20 maggio 2008

Beppe Palazzo, titolare della ditta, ha dichiarato agli inquirenti che il giovane aveva ricevuto un'ammonizione scritta per inadempienze. "La nostra è una piccola ditta artigianale di nove dipendenti - dice l'uomo - e nessuno si può permettere di fare il fannullone, di danneggiare i macchinari, di importunare le ragazze, di stare ore su internet". Palazzo dichiara di essersi occupato di lui "come fosse un figlio". "Negli ultimi giorni però - racconta l'uomo - aveva perso la testa per una collega. L'ho richiamato tante volte e lui ha sempre fatto finta di nulla. Ho cercato di aiutarlo, ma negli ultimi giorni non ce la facevo più". Ora è sconvolto e si augura che Riccardo riesca a salvarsi.

Assunto nel 2005, La Mantia aveva avuto altri screzi con Palazzo. In mattinata, al termine dell'ennesima discussione, avrebbe firmato una lettera di dimissioni. Poi, il gesto estremo. Avvolto dalle fiamme, il ragazzo sarebbe uscito dall'auto per farsi vedere dagli ex colleghi. Un particolare, questo, che troverebbe conferma in un sms che il giovane avrebbe mandato a una collega invitandola a guardare le telecamere esterne della ditta.Intanto Franco Pignataro, sindaco di Caltagirone conferma che si tratta del figlio di Giovanni La Mantia, disoccupato che nel 1997 si suicidò dandosi fuoco nella stanza del sindaco del comune catanese. Disperato perché senza un impiego fisso, Giovanni La Mantia entrò con i vestiti in fiamme nella stanza del primo cittadino Marilena Samperi, dopo essersi cosparso il corpo con della benzina. Venne soccorso ma non ci fu niente da fare. Anche la vedova, Maria Cultrona, minacciò di suicidarsi se non fossero state mantenute le promesse di lavoro fatte dopo il tragico gesto del marito. Scagliandosi contro i politici disse: "Sappiano che mi stanno costringendo a un gesto estremo come fecero con mio marito". In seguito la donna fu assunta in una ditta di telefonia a Torino, al posto del suocero Francesco La Mantia, andato in pensione. Ed ebbe un sostegno economico anche dall'amministrazione comunale di Caltagirone, che a Giovanni La Mantia ha intitolato una strada nel 2007.

A chi accusa il figlio di non essere un buon lavoratore la donna ribatte: "A uno scansafatiche non si fa fare tanto straordinario, le buste paga parlano chiaramente". E precisa: "Con la storia di mio marito questa vicenda non c'entra nulla. Il papà di Riccardo cercava un posto di lavoro, lui il lavoro ce l'aveva. Era in quella ditta da cinque anni, è il suo titolare che deve spiegare perché voleva costringerlo a licenziarsi". Il figlio, continua Maria Cultrona, "aveva le chiavi per aprire l'azienda, accendeva lui i computer. A una persona indisciplinata, che non ha voglia di fare nulla, non si concede tanto. Quell'uomo deve sperare che mio figlio esca con le sua gambe dall'ospedale, altrimenti non avrà pace. I padroni devono pagarla a caro prezzo".
 

Como street parade 24 maggio 2008

24MAGGIO2008
Dalle ore 14
Parcheggio Ippocastano-stazione fnm Como Borghi

A
Como come a Varese, Lecco, Milano e in tutta Italia si sta gradualmente
perdendo il contatto con la propria città, coi suoi limiti, le sue
mancanze.
Lo si fa rinchiudendosi nella propria sfera personale,
illudendosi di poter trovare rifugio e ispirazione nella TV e nella
propria solitudine, oppure trasferendosi all'estero in cerca di nuovi
stimoli.
A fronte di questo disagio ci sono invece giovani, comaschi
e non, che invece di scappare o adattarsi cercano ogni giorno di
organizzarsi ed esprimersi per arricchire e valorizzare la propria
offerta culturale e quella della città in cui “sopravvivono”.
Ragazze
e ragazzi che si troveranno in strada il 24 maggio, tutti insieme con
le loro differenze, ma che giorno per giorno sul territorio si
organizzano in modo indipendente e autonomo, senza sponsor ne profitto,
per esprimere il proprio talento.

DJs, Sound System, Giocolieri,
Teatranti, Artisti, Ragazze e Ragazzi si uniranno per dare vita alla
prima StreetParade cittadina.
Si presenteranno uniti dall'esigenza di emergere e, perchè no, esondare.
Si uniranno per inondare la città di buona musica, balli sfrenati, arte, cultura, divertimento.
Come
un'onda supereranno i muri materiali e mentali della cittadinanza e
delle istituzioni, troppo prese dalle proprie faccende, tutti sordi
davanti a tanta creatività; cureranno questa sordità, entreranno nelle
case, da porte e finestre, cavalcando suoni e rumori.

Dimostreranno
ai cittadini che sotto la superficie delle grandi mostre d'arte
ufficiali, della musica tutta uguale, delle discoteche e dello svago
predeterminato esistono profonde alternative culturali, fatte di tante
piccole differenze e tante grandi correnti di pensiero, tutte unite da
questa irrefrenabile voglia di emergere.

Questa energia, queste
idee, questi progetti, questi sogni che ormai dentro di noi stanno
stretti e non trovano Spazio nella città, strariperanno dalle nostre
menti e si riverseranno in strada: l'unico posto ancora accessibile
dove potersi esprimere liberamente.

Per questo siete tutti
invitati a partecipare concretamente alla piena riuscita dell'evento,
portando direttamente in strada quello che vi caratterizza, quello che
avete da dire e per il quale non trovate Spazio, Mentale e Fisico.
La
mancanza di spazi mentali è in stretta interdipendenza con la mancanza
di luoghi fisici. Le nostre idee, per potersi formare, sviluppare e
concretizzare, hanno bisogno di Spazio.

DESIDERARE nuove tipologie di spazi pubblici, dove il confronto nel rispetto reciproco sia la base della convivenza.

EMERGERE
dall'omologazione, dall'appiattimento, dal soffocamento. Trovare
respiro nelle proprie passioni e nelle proprie attitudini, nelle
proprie idee e nei propri sogni è necessario per dare forza ai propri
desideri

CREARE questi spazi, ottenerli, riempirli di attività diverse, nuove, stimolanti e critiche fa parte di questo desiderio

UNIRE
gli utenti di questi spazi, cercarvi un confronto, una crescita
collettiva. Unire le esigenze dei singoli per trovare soluzioni comuni
e condivise fa parte di questo desiderio

RISPETTARE se stessi e gli altri è un dovere morale necessario per raggiungere la felicità collettiva

BALLARE
tutti insieme in questo ed altri eventi per sprigionare le nostre
energie positive e per sfogare la noia e il risentimento verso quella
che ancora ci ostiniamo a chiamare società è la soluzione immediata al
nostro disagio; ballare dà forza a questo desiderio

ASCOLTARE
per avverare questo desiderio. Ascoltare le musiche diverse, imparare a
riconoscerle, conoscerle, apprezzarle e rispettarle deve servirci per
capire che la musica, come la vita reale, è piena di sfumature,
differenze, peculiarità e particolarità che in modo complementare
costituiscono la società.

PERCHE’ COMO NON E’ DEL SINDACO E DELLA SUA AMMINISTRAZIONE MA DI TUTTI I SUOI CITTADINI, COMPRESI NOI!!

NON CI SERVONO REPRESSIONI MA SPAZI DI AGGREGAZIONE!

QUINDI
VIENI ANCHE TU, PARTECIPA ALLA CONDIVISIONE ED AL RISPETTO NEL CONFRONTO, PORTA LE TUE IDEE E DAI VITA A NUOVE PROPOSTE!

 

Serata Hip Hop al Corto Circuito

23/05/2008 - 22:00
23/05/2008 - 23:59
2304piccola.jpg

Il CSOA Corto Circuito presenta:

Romasuddenight
from the other side of the city

Venerdi 23 Maggio una serata HipHop con artisti da tutta Roma.
Cena a cura dell'Osteria del Corto.

per maggiori info
http://www.corto.circuito.info

AUTOPSIA DI PROMETEO - scienze, poteri, tecnologia e libertà

22/05/2008 - 16:00
22/05/2008 - 19:30
Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -
Indirizzo email:

il LabSAS - Edward Seegar - presenta:
Autopsia di Prometeo
Scienze, Poteri, Tecnologia, Libertà

Incontro/Dibattito:
IL LINGUAGGIO DEI PROCESSI STOCASTICI: DALLA BIOLOGIA ALLA FINANZA
(intervengono: Gianni Jona-Lasinio, Angelo Vulpiani, Luca Passalacqua)

Se pensi che non ti riguardi e che si tratti di un seminario solo per addetti ai lavori, stai confermando quanto siano estranei alla maggioranza della società alcuni strumenti che permeano e indirizzano la nostra vita quotidiana. E' da questa considerazione che prende le mosse la serie di incontri che stiamo proponendo. Il nostro intento è di portare un contributo al processo di riappropriazione critica dei saperi tecnico-scientifici, aprendo spunti di riflessione per una democrazia effettiva e non solo formale. In una società i cui meccanismi economici e produttivi possono essere compresi e gestiti solo da pochi tecnocrati c'è un problema di accentramento incontrollabile del potere.

In questo secondo incontro l'oggetto di studio sarà il linguaggio dei processi stocastici. Parliamo di linguaggio perché si tratta di una teoria matematica formale che utilizzando le leggi del caso riesce a modellizzare e simulare la realtà al fine di trarne delle informazioni.
È un approccio probabilistico che porta il suo contributo nei campi più disparati delle scienze, dalla fisica alla biologia, dalla sociologia alla finanza…

Questo approccio ha portato con sé fin dal suo nascere un modo diverso di guardare al mondo, modificando, non senza resistenze, l'approccio alla realtà di tutte le scienze in cui è penetrato e contribuendo a costruire un paradigma alternativo a quello determinista-meccanicista.

D'altra parte, il suo sviluppo è da sempre connesso alle esigenze predittive del capitalismo finanziario, rappresentando un potente strumento di analisi per le società di assicurazioni come per le banche d'affari.

Come questo intreccio con il mondo della finanza influenza l'evoluzione della cosiddetta ricerca di base?
Come si sono adattate le varie comunità disciplinari a questo nuovo linguaggio?
Quanto e cosa c'è da imparare da questo linguaggio delle scienze?

Queste sono solo alcune delle domande da cui vogliamo partire per continuare a sviluppare un dibattito che, nell'ambito di questo specifico contesto, possa contribuire a comprendere e magari ridefinire i rapporti tra scienze e società.

Giovedì 22 Maggio ore 16:00 Università La Sapienza, Roma
Aula Conversi Vecchio edificio di Fisica

Al termine dell'incotrno ci sarà un aperitivo di
autofinanziamento (offerta libera)

LABORATORIO SOCIALE PER L'AUTOGESTIONE DEI SAPERI
Edward Aeegar

COFFERATI COME ZANGHERI

autore:
lele82
Sommario:
manganelli e spray ai vigili bolognesi

Torna asfisiante la repressione a Bologna come 30 anni fa c'era Zangheri(pci) ed oggi ce'Cofferati(pd|ex cigl)due personalità di sinistra in anni diversi in cui la sinistra non rappresenta nulla oltre che una presa in giro per i suoi presunti elettori.Quando c'era Zangheri,1978,la repressione del primo cittadino portò alla morte del giovane Francesco Russo ucciso da un giovane cc "inesperto ed impaurito" ed oggi,dopo le questioni legate ad una vera guerra contro i clandestini,i vigili bolognesi vengono dotati di manganelli e spray accecante.Perché Cofferati fa tutto ciò e semplicemente assurdo ricordandolo come sindacalista divenuto un sindaco che si occupa più di repressione che di amministrazione.