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Archivio Temporale

Data

Libano: Graffiti sui Muri del Campo di Nahr al-Bared

autore:
a-films
Sommario:
Il collettivo anarchico a-films ha appena pubblicato un altro cortometraggio dal nord del Libano.

Il cortometraggio documenta molti graffiti razzisti, sessisti, umilianti e offensivi che i soldati libanesi hanno scritto sui muri delle case nel distrutto campo profughi palestinese di Nahr al-Bared.

Così come molti graffiti sono diretti contro i non-palestinesi delle milizie islamiche di Fatah al-Islam e il suo leader Shaker al-Abssi, altri sono indirizzati ai profughi palestinesi. In alcuni casi, le distruzioni del campo sono descritte come vendetta per i massacri commessi dalle milizie palestinesi durante la guerra civile libanese.

I graffiti possono essere intesi come strumento di guerra psicologica e come metodo supplementare che riguarda le strategie politiche dell’Esercito Libanese per demoralizzare i profughi e dissuaderli dal ritornare al loro campo distrutto. Tuttavia, i graffiti illustrano anche le frustrazioni e l’atteggiamento personale dei soldati durante il conflitto. Quasi 200 soldati sono stati uccisi nei 3 mesi di battaglia.
Come reazione ai relativi articoli dei media libanesi, l’esercito ha coperto molte scritte spray e disegni con della pittura.

Questo documentario di 7 minuti è stato prodotto nell’inverno 2007/08. I graffiti si possono trovare anche nelle case che i militari hanno restituito ai loro proprietari nella primavera del 2008.
Per ragioni di sicurezza, è pubblicata solo la versione anonima. Può essere vista e/o scaricata qui: http://a-films.blogspot.com/1998/05/video-scritti-sui-...

Per favore guarda il sito del collettivo per ulteriori video su Nahr al-Bared: http://a-films.blogspot.com

COSTRUENDO ALTERNATIVE

28/05/2008 - 18:00
28/05/2008 - 23:59
Sommario:
dall' america latina all'europa: voci ribelli
Promotore evento:
ACTIon A SUD
Indirizzo email:

Ciclo di due incontri con esponenti dei movimenti sudamericani in visita in Italia. Un occasione per conoscere alcune realtà inserite a pieno titolo in quel laboratorio sociale e politico che è l'America Latina, lontana ormai dall'essere il cortile degli Usa come è stato per decenni, laddove molti scorgono alcuni dei tratti che potrebbero caratterizzare il "socialismo del 21° secolo" vista la portata mondiale degli esperimenti politici e sociali in corso in quel continente: dalla difesa dei diritti e della dignità delle donne, a radicali esperienze di autogoverno, dalle lotte indigene alla ricerca di nuove forme di organizzazione sociale.
Un'opportunità di sentire le voci di chi nei territori si batte quotidianamente.

Organizzano A Sud e Action.

Costruendo alternative
The lollis spl
via cesare de lollis 6
mercoledi 28 maggio ore 18.30

Dopo la Cumbre de los Pueblos e le mobilitazioni di Lima che hanno bloccato gli accordi commerciali imposti dall'Unione Europea, a Roma le voci della resistenza

Gloria Amparo Suarez,
Organizacion Femenina Popular, Colombia
Luis Evelis Andrade Casama,
Consejero Mayor della Autorità Nazionale Indigena di governo DNIC
Omar Fernadez Obregon,
Poeta e fondatore della Coalicion de Movimientos y Organizaziones Sociales COMOSOC
Miguel Palacin Quispe,
Coordinatore Generale del Coordinamento Andino Organizzazioni Indigene CAOI

incontrano:
A Sud, Action, Comunità di Base San Paolo, Comitati No Turbogas Aprilia,
Comitati No Coke Civitavecchia

"morto come un cane" immigrato nel CPT di Torino

autore:
unocheneviga

ra da dieci giorni nel centro di permanenza Brunelleschi. Il prefetto: "È deceduto per malattia, aveva la polmonite". I compagni: "Non è stato soccorso".''Abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto nessuno. L'hanno trattato come un cane''.La testimonianza del compagno di cella

Su repubblica.it la testimonianza audio del compagno di cella Al Mohammad

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&...

Chiaiano, appello feriti: "Stop a presidio, non vale la pena morire"

16:15

Un appello agli amici e a tutti i militanti di Chiaiano a lasciare il presidio antidiscarica, "per non morire". Lo lanciano i due giovani rimasti feriti ieri durante gli scontri con le forze dell'Ordine a Chiaiano. "Questa partita è diventata troppo pericolosa, la polizia attacca gente disarmata che manifesta pacificamente e Berlusconi ha fatto capire chiaramente che userà le maniere forti. Non c'è modo di evitare la discarica", dicono Maurizio Pirozzi, 38 anni, e Vincenzo Galdiero, 22 anni, ricoverati per fratture alle gambe, dopo essere precipitati da un muro.

Pigneto;la questura copre"Non c'entra la politica"

autore:
i soliti depistatori
Sommario:
Solito trucco delle autorità"Non c'entra la politica!"

Per l'aggressione naziskin al Pineto dei negozi le autorità in divisa seguono lo stesso schema collaudato con Renato e Nicola;"Non c'entra la politica".E' solo per un portafogli,dicono.Leggendo i libri del periodo 20'/22' in Italia,si capisce che questi erano i primi a coprire il fascismo mettendola sempre nascosta per qualche scusa.Adesso continuano.

http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_25/assalto_p...

(PS;per gli ADM.ma che cazzo, è mai possibile che non ci sia la categoria dell'antifascismooo??????????L'ho messa in "animalismo",così siete contenti anche voi che i fascisti non esistono mica come dice la questura,,esistono solo i gattini abbandonati...)

Tempesta in famiglia fiamma

autore:
antifa voyeur

Iannone insieme ad un gruppo di camerati casapound e blocco studentesco ha occupato nei giorni scorsi la sede nazionale della Fiamma Tricolore.

All'espisodio è seguita l'ESPULSIONE di Gianluca Iannone dal partito...!

Insomma aria di cambiamento=tenere d'occhio la situazione ancora de più

Autopsia di Prometeo - Scienze, Poteri, Tecnologia, Libertà

26/05/2008 - 16:00
26/05/2008 - 19:30
Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -
Indirizzo email:

il LabSAS presenta:

AUTOPSIA DI PROMETEO
Scienze, Poteri, Tecnologia, Libertà

III Incontro/Dibattito:
PARADIGMI EVOLUZIONISTI E VISIONI DELLA SOCIETA'
intervengono:
Elena Gagliasso (filosofa della scienza), Isabella Faraoni (neurobiologa), Luca Peliti (Fisico)

LUNEDI 26 MAGGIO
Aula Rasetti, Vecchio Edificio di Fisica, Università La Sapienza, Ore 16:00

Negli ultimi tempi riguardo alla “teoria dell'evoluzione” si è fatto un gran parlare, il più delle volte il contesto è stato quello di uno scontro ideologico tra "sostenitori" e "detrattori" , in qualche caso si è cercato di fare il punto sugli irrisolti dell'evoluzionismo. Quasi mai invece si è entrati nel merito delle implicazioni filosofiche e culturali di un concetto complesso come quello di "evoluzione naturale" e della portata sociale di queste implicazioni, in particolare del modo in cui da Darwin in poi le scienze naturali hanno influenzato il nostro modo di guardare alle comunità umane.
I termini che vengono in mente sentendo nominare l'evoluzionismo hanno connotati anche opposti ma per molto tempo il concetto di selezione naturale è stato largamente dominante, mettendo in ombra altri aspetti quali il mutualismo e la coevoluzione. Questo ha permesso che la teoria dell'evoluzione fosse utilizzata come ratificazione scientifica dell'idea secondo la quale la storia – naturale ed umana – altro non sarebbe che una spietata lotta per la sopravvivenza. È stato così possibile piegarla a conferma e prova "sperimentale" delle teorie sociali più aberranti, di cui il Nazismo è l'esempio insieme più incomprensibile e agghiacciante.
Ma dalla sua nascita fino ad oggi la teoria dell'evoluzione ha conosciuto formulazioni e interpretazioni molto diverse, anche divergenti. Un discriminante importante è rappresentato dal ruolo più o meno significativo che viene attribuito all'influenza del cosiddetto “ambiente esterno” da un lato e alla predeterminazione genetica dall'altro.
Secondo alcuni autori lo sviluppo di un essere vivente altro non è che il dispiegamento del "disegno" contenuto nel suo DNA.
Altri invece ci parlano di un mondo più libero e aperto, in cui ad ogni momento le strade percorribili siano molteplici e diversificate. Vogliamo guardare a questa produzione scientifica perché le suggestioni che offre ci sembrano più affascinanti ed interessanti rispetto all'idea effettivamente un po' opprimente che ci vuole interamente determinati da un'eredità biologica che non abbiamo scelto e che non possiamo modificare.
Inoltre, nell'ottica di voler indagare i rapporti tra scienze differenti, siamo interessati a conoscere quanto la fisica teorica sta apportando all'affermarsi dell'evoluzione naturale come teoria pienamente scientifica, contribuendo a difenderla dall'accusa di “ascientificità” che le viene rivolta poiché ha per oggetto un esperimento non ripetibile: la storia naturale.
La modellizzazione/ assiomatizzazion e del processo evolutivo e la conseguente possibilità di una sua riproduzione attraverso simulazioni al computer permette infatti di verificare la validità delle ipotesi evoluzioniste con un rigore paragonabile a quello con cui normalmente si vagliano le asserzioni delle cosiddette “scienze esatte”.

Vogliamo discutere di tutto questo insieme ad Elena Gagliasso, filosofa della scienza, autrice di "Verso un'epistemologia del mondo vivente"; con Luca Peliti, fisico statistico che da tempo si dedica a ricerche nel campo dell'evoluzione al confine tra la fisica e la biologia; con Isabella Faraoni, neurobiologa che ha partecipato al dibattito sollevato qualche tempo fa su alcuni giornali e riviste nazionali riguardo al determinismo genetico.

Siamo motivati dalla speranza che la scienza e la divulgazione scientifica possano smettere di essere armi per l'organizzazione sociale del consenso e diventare strumento di trasformazione radicale nelle mani della società.
Sviluppare un dibattito serio e approfondito rappresenta il primo passo che possiamo intraprendere.

Laboratorio Sociale per l'Autogestione dei Saperi
Edward Seegar

AGGIORNAMENTO SUL COMPAGNO BUSA

autore:
compagna
Sommario:
nuova condanna

Mantenere viva la solidarietà per il compagno Busa

Ven, 23/05/2008 – 14:25
Riceviamo e pubblichiamo

Mauro è stato condannato a 5 anni per quanto riguarda il processo tenutosi a Firenze, dice di aver fatto ricorso con la speranza di non dover entrare subito in carcere ma di poter uscire in attesa della sentenza definitiva. Onestamente non so se la sua permanenza sia a Prato ( da cui mi ha scritto in data 21/5 ) o se tornerà a Poggioreale.

ultimo indirizzo

MAURO ROSSETTI BUSA VIA LA MONTAGNOLA 76
59100 Prato (PO)

http://www.informa-azione.info/aggiornamenti_su_mauro_...

Assemblea pubblica al Pigneto

autore:
Csoa ex Snia

Condanniamo l’atto vergognoso accaduto oggi nel quartiere romano del Pigneto.

Una ventina di individui – alcuni dei quali a volto coperto - hanno devastato con spranghe e bastoni le vetrine di tre negozi, a via Ascoli Piceno e via Macerata, gestiti da cittadini migranti.

Il clima di razzismo, alimentato da campagne mediatiche ed elettorali securitarie, che incrementano una guerra tra poveri volta a distogliere l’attenzione dalla mancanza reale di condizioni di vita dignitose, è il terreno fertile in cui tali azioni trovano legittimazione.

Nel caso del Pigneto, l’episodio accaduto è conseguenza di scelte politiche precise che hanno, negli ultimi anni, concesso l’apertura indiscriminata di attività commerciali notturne che contribuiscono al disagio e all’invivibiltà del quartiere esasperando i residenti.

La riqualificazione del quartiere può avvenire solo con la creazione di luoghi di aggregazione e di servizi necessari alla popolazione, da sempre carenti, che rispondano ai reali bisogni degli abitanti.

Il quartiere, che ha una storia fatta di convivenza e socialità tra i cittadini di diverse provenienze geografiche e culturali, ha voluto immediatamente, insieme a tutta la cittadinanza, esprimere la propria rabbia contro gli atti di violenza di chi si improvvisa “sceriffo” per garantire “sicurezza” e “pulizia” secondo una logica di eliminazione del diverso.

Spontaneamente hanno avuto luogo un presidio e un corteo che ha attraversato le strade del quartiere condannando l’atto squadrista.

Anziché parlare di “emergenza sicurezza” vogliamo che si parli di diritto alla casa ed ad un lavoro senza sfruttamento, di cittadinanza per tutte e per tutti, di un quartiere che cresca ascoltando le reali esigenze degli abitanti senza trasformarsi in una vetrina, della difesa dei beni comuni della città regalati, come il deposito Atac, agli speculatori.

Invitiamo tutte e tutti all’assemblea pubblica domenica 25 maggio ore 18.00 all’isola pedonale di via del Pigneto.

Il Pigneto non ha bisogno di padroni di casa, “sceriffi” e fascisti.

CSOA Ex Snia Viscosa

Ateneo di Bari: naziskinheads in piazza per Mussolini

Naziskinheads in piazza
"Resti il nome Mussolini"

La mappa dei neonazisti baresi.
La Digos da tempo li tiene d´occhio: "Ma noi manifesteremo pacificamente"

Raccolgono le firme per Priebke libero, si fanno fotografare con il braccio teso a Predappio, Dacahu.
E adesso scendono in piazza. L´appuntamento è per fine maggio: i ragazzi neri di Bari, dietro il vessillo di Forza Nuova, saranno all´università per difendere la memoria di Benito Mussolini.

Il passaparola per il sit-in corre da giorni sul web. E come conferma il portavoce del movimento Sergio Pizzi, «siamo già a un buon punto dell´organizzazione».
La Digos di Bari tiene tutti d´occhio.
«Noi manifesteremo pacificamente ma non ci possiamo mica sottrarre dallo scendere in piazza - dice Pizzi - Qui si sta infangando il nome di un uomo che ha permesso da più di cinquant´anni ai baresi e ai pugliesi di studiare, di laurearsi. Non capisco perché il nome di Mussolini debba essere cancellato. Davvero non capisco perché».

Contraria al cambio di denominazione dell´Ateneo è anche l´altra faccia nera di Bari: sono i ragazzi dell´Apulia Skinheads, teste rasate e la convinzione che «per difendere le proprie idee si devono anche menare le mani. Si è sempre fatto e si continuerà a fare». In piazza, per il nome di Mussolini ci saranno anche loro.
Ma la battaglia per la denominazione dell´università è soltanto un aspetto del movimento nero e silenzioso, ma non per questo piccolo. Anzi. Dicono le informative fatte in questi anni dalla polizia al ministero, tra Bari e provincia ci sono un centinaio di ragazzi, quasi tutti giovanissimi, vicini all´estrema destra.
I gruppi sono due.
Il primo è quello riconducibile direttamente a Forza Nuova e sono i più politicizzati.

Dal 2000 si è poi staccata una frangia che si è avvicinata alla Fiamma Tricolore e ha creato l´Apulia Skineahds: si definiscono l´ala più culturale, impegnati a organizzare concerti, manifestazioni, incontri fermo restando che si deve stare a destra, che più a destra non si può. La peculiarità dei nazi di casa nostra è quella di non avere implicazioni dirette con il calcio e la tifoseria organizzata: a Bari fino a qualche tempo fa in curva c´era qualche croce celtica, ma ora è sparita anche quella.
Una frangia ha frequentato a lungo lo stadio a Monopoli, c´è qualcosa a Barletta ma si tratta di elementi marginali.
Nulla di organico.
Il fatto di essere lontani dagli stadi, non li tiene però certo lontani dai guai.
Se tutti si affrettano a prendere le distanze da quanto accaduto a Verona («era una rissa, non c´entra la politica, bisogna vedere poi esattamente come è andata. E soprattutto quelli non erano skinheads, hanno capelli lunghi due centimetri»), le carte giudiziarie raccontano che l´estrema destra di Bari ha avuto spesso a che fare con la violenza.

Il portavoce di Apulia Skinheads, Nicola De Tullio, non ha alcuna difficoltà ad ammetterlo. «Per politica ci si picchiava, ci si picchia e ci si continuerà a picchiare. Certo, non si fanno agguati ma per portare avanti le proprie idee tutti i mezzi sono leciti». De Tullio ha sempre vissuto a Bari ma parla con uno spiccato accento del nord. Ha 37 anni, lavora in Trentino nella reception di un albergo. Di sé dice: «Se mi dicono che sono un ignorante certo che mi offendo, nessuno si può permettere. Da un punto di vista politico io mi definisco un nazionalista italiano, ma se qualcuno mi dice che sono un fascista oppure un nazista non provo alcun fastidio». E´ sicuro De Tullio? «Ci mancherebbe. Ci sono state delle cose sbagliate ma anche tantissime giuste. E poi bisogna storicizzare le cose. Oggi noi combattiamo con quella cultura per raggiungere altri obiettivi». La difesa del made in Italy per esempio contro l´invasione del mercato cinese, la tutela della terra contro gli immigrati clandestini, la lotta all´aborto e alla droga.

Temi cari anche a quelli di Forza Nuova, sotto l´occhio delle forze di polizia da tempo. Una ventina di persone sono sotto processo per un´inchiesta partita nel 2004. Sono accusati di violenza e minacce contro i ragazzi dei centri sociali oltre alla ricostruzione del partito fascista. «Sappi - diceva uno di loro per telefono, ascoltato dai carabinieri - che fai un servizio alla società quando meni quelli là (ndr, i ragazzi dei centri sociali). E poi ora dobbiamo cominciare anche a dare le botte ai poliziotti. Se uno di noi viene pestato a sangue dagli sbirri, per noi è come un comunista, dobbiamo fargli il servizio pure a lui».
(08 maggio 2008)