Archivio temporale

Solidarietà da Napoli

autore:
Laoratorio Ska

Solidarietà ai compagni e alle compagne dei collettivi studenteschi dal Laboratorio Ska e dal Centro sociale Officina 99 di Napoli. Fuori i fascisti e i razzisti dalle nostre città!

Solidarietà da Napoli

autore:
Laoratorio Ska

Solidarietà ai compagni e alle compagne dei collettivi studenteschi dal Laboratorio Ska e dal Centro sociale Officina 99 di Napoli. Fuori i fascisti e i razzisti dalle nostre città!

Presentazione MovimentoComunista-Roma

autore:
Movimento per la Costiruente Comunista
Sommario:
Presentazione del Movimento per la Costituente Comunista-Roma

I COMUNISTI ROMANI RICOMINCIANO DAL CONFLITTO E DALLE LOTTE

Incontro pubblico di presentazione del Movimento per la Costituente Comunista di Roma.

La vittoria elettorale delle destre fa da riscontro alla scomparsa della sinistra dalle istituzioni parlamentari, conseguenza naturale del suo allontanamento dalle ragioni, dagli interessi e dai bisogni dei lavoratori, dei giovani, dei movimenti. A Roma, questa situazione ha portato all’elezione di un sindaco e di una maggioranza che fanno leva sulla demagogia della “sicurezza”. Non la sicurezza sui luoghi di lavoro, non la sicurezza di un lavoro stabile, non la sicurezza di una casa per tutti, non la sicurezza di servizi pubblici ed efficienti: la “sicurezza” della destra è quella dei linciaggi razzisti, dell’impunità per le squadracce fasciste, dello scempio ambientale annunciato con la costruzione di quattro inceneritori.

I comunisti, a Roma come ovunque, devono ricostruire la propria autonomia e indipendenza, in aperta opposizione alle politiche antipopolari tanto del centrodestra che del Partito Democratico. Invitiamo tutti i compagni e le compagne ad essere protagonisti di un processo costituente di una nuova forza politica comunista all’altezza delle sfide del XXI secolo.

VENERDI’ 30 MAGGIO, ALLE 18.00, IN VIA BALDASSARRE ORERO, 61 (Casal Bertone)

Dibattito con:

Andrea Fioretti (Movimento per la Costituente Comunista)
Nella Ginatempo (BastaGuerra)
Alfonso Liberati (Coordinamento Provinciale FLAICA-CUB)
Pina Vitale (Comitato Popolare di Lotta per la Casa)
Siddique Nure Alam (Comitato Immigrati in Italia)
Sergio Cararo (Rete dei Comunisti)

Coordina Germano Monti (Movimento per la Costituente Comunista)

www.coordinamento-comunisti.it

A seguire, cena sociale e festa del tesseramento del Movimento per la Costituente Comunista

Solidarietà da Roma2, Napoli, Firenze, Palermo

autore:
Collettivi vari
Sommario:
Ai compagni e alle compagne della Sapienza

COMUNICATO DI SOLIDARIETA'

Non è stata una rissa, è stata un'aggressione fascista!

Ieri, all'ora di pranzo, davanti a tantissimi/e sdudenti e studentesse che uscivano dalla città universitaria si è consumata l'ennesima grave aggressione squadrista.
Organizzata e premedita da Forza Nuova tramite i suoi sgherri e uno dei capetti più noti a Roma e dintorni, responsabile della sezione di Piazza Vescovio.
Stavolta però, nonostante i tirapugni, le spranghe e i cacciavite usati hanno trovato la ferma risposta dei compagni e delle compagne aggredite che stavano ripulendo i muri de "La Sapienza" dai provocatori manifesti affissi dagli stessi topi di fogna il giorno prima.
Il loro capo-partito, l'euro-ripulito Roberto Fiore, ben assistito dagli organi di informazione e dalla polizia tenta di confondere le acque affermando che i "suoi" militanti sarebbero delle "vittime" dell'episodio.

Ma la verità la consociamo bene. E la conosce tutta Roma, città nella quale solo negli ultimi giorni si sono susseguite aggressioni da parte di ronde cittadine ai trans, devastazioni e botte sui migranti del Pigneto e pesanti intimidazioni omofobiche ad un conduttore radio gay ad opera di gruppi di neofascisti organizzati.

Forza Nuova e Fiamma Tricolore, insieme ad un nugolo di sigle neofasciste, vengono "coccolate" e aiutate finanziariamente da anni dai rispettivi referenti politici e ben tollerate dall'ultima amministrazione veltroniana, fatta di notti bianche e cuori neri.
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà di studenti e studentesse, di compagni e di compagne a chi ieri ha subìto questo nuovo atto di violenza premeditata e a chi si troverà ad essere perseguito dalla giustizia in un'aula di tribunale per essersi difeso e aver contrastato efficacemente l'azione squadrista che avrebbe potuto avere altrimenti conseguenze ben più gravi.
Chi teorizza e pratica la discriminazione razziale, territoriale, sessuale e del "diverso" in genere non deve trovare spazio nella nostra società, si tratti di aule studio, strade, piazze o luoghi di lavoro.
Ricilando ancora una volta il revisionismo sulle foibe, pronto per l'uso in ogni occasione, Forza Nuova ha trovato ancora una volta la pubblicità che cercava dopo mesi di "lavoro sporco" nei confronti di immigrati e campi nomadi. L'aggressione di ieri è lampante ed è avvenuta alla luce del sole: se ne sono accorti anche quelli che non hanno mai voluto vedere quale clima di tensione è stato creato ad arte, alimentato sia a livello istituzionale che "culturale" sul tema della sicurezza.
Puntualmente, la manovalanza fascista sposta poi in strada quella che per loro è una vera e propria legittimazione a colpire chi lotta per uu'idea di società libera da ogni sorta di discriminazione e di ingiustizie sociali.
Stavolta però, hanno calcolato male la loro ardita impresa squadrista.
Siamo vicini ai nostri compagni e compagne de la Sapienza che hanno dato un segnale importante e messo un argine a questa dilagante ondata di violenze neofasciste.
Nelle nostre facoltà ci attiveremo da subito con le iniziative che riterremo più opportune.

Non un passo indietro!

28 maggio 2008

Collettivo Lavori in Corso - Roma - Tor Vergata
Collettivo Orientale - Napoli
Nucleo Studentesco Metropolitano - Napoli
Collettivo Politico di Scienze Politiche - Firenze
Collettivo Fuorilogo di Economia - Firenze
Collettivo 20 Luglio - Palermo

conoscera la verità sulla occupazione italiana dei balcani

autore:
collettivo comunista di via efeso, corrispondenze metropolitane, villa mirafiori in mobilitazione
Sommario:
la iniziativa intende fare luce sui crimini commessi dall'Italia nei Balcani durante la seconda guerra mondiale. Occorre sfatare il mito degli italiani brava gente, funzionale a mascherare il militarismo imperialista di oggi.

Per conoscere la verità sulla occupazione italiana dei Balcani.

Nonostante il trascorrere del tempo, la storia delle occupazioni militari italiane durante il periodo fascista e, soprattutto, la seconda guerra mondiale, è ancora in buona parte da scrivere; ciò che domina la rappresentazione collettiva di quegli eventi è la mistificazione del soldato italiano come “buono”, umano, in particolar modo in riferimento al sanguinario tedesco.
Se questo è vero per le operazioni condotte in Africa, lo è ancor di più per l’invasione della penisola balcanica. Mentre, infatti, sulle vicende libiche ed etiopiche è emerso qualche pezzo di verità, grazie all’opera di storici quali Angelo Del Boca e alla notorietà di personaggi quali il maresciallo Graziani, dei crimini commessi in Grecia, Albania e Iugoslavia nulla resta, anzi viene data evidenza solamente all’eroico episodio della resistenza di un manipolo di soldati italiani ai nazisti in quel di Cefalonia, o ad elementi “folkloristici”, riassunti nella denominazione data dagli inglesi all’esercito italiano di “Armata S’agapò” (in greco ti amo, a sottolineare l’arte amatoria – piuttosto che quella militare – dei nostri militi).
Proprio quest’ultimo riferimento permette di bene illustrare il clima fortemente censorio che grava e ha gravato su questi avvenimenti. Infatti, nel 1953 il critico cinematografico Renzo Renzi scrive un soggetto intitolato L’armata S’agapò, sull’occupazione della Grecia da parte dell’esercito italiano, facendo emergere che i soldati nostrani costrinsero alla prostituzione molte donne greche; lui e Guido Aristarco, direttore responsabile della rivista su cui viene pubblicato l’articolo, finiscono in galera e subiscono un processo da parte del Tribunale militare di Milano, per vilipendio delle Forze Armate!
Ma l’oscurantismo e l’omissione delle verità scomode continuano ancor oggi e con un fine ben preciso: mascherare il vero volto delle ODIERNE missioni militari, presentandole come “missioni di pace” e umanitarie, e facendo loro vestire i grotteschi panni del soldato italiano che distribuisce caramelle ai bambini afgani. La verità è un’altra: si tratta di vere e proprie missioni di guerra, come lo erano quelle del passato fascista! Non sono troppo dissimili nemmeno gli obiettivi, di natura economico-strategica.
Restando nell’area balcanica, l’Italia ha instaurato un vero e proprio protettorato de facto sull’Albania, terra di conquista per le imprese nostrane.
E’ questa la chiave per comprendere la scelta italiana, e di D’Alema in particolare, di appoggiare la cosiddetta “indipendenza” del Kosovo – in realtà avamposto militare statunitense verso l’area eurasiatica – e riconoscere fulmineamente il nuovo stato, filoalbanese.
Le stesse missioni in Afghanistan, Libano e in altre parti del mondo non sono nient’altro che imprese imperialiste, con cui lo stato italiano partecipa – non solo in funzione di stampella alla politica estera statunitense, ma con interessi propri – all’occupazione di paesi posti in siti nevralgici del pianeta. In questo modo, si favorisce la penetrazione in aree ridotte a bacini di manodopera a bassissimo costo, a fornitrici coatte di materie e risorse energetiche e a mercati per le industrie del Belpaese: basti pensare agli interessi dell’ENI in campo petrolifero.
Fare luce sui crimini compiuti nel passato dai soldati italiani (stupri, massacri, incendi di villaggi, reclusione della popolazione in campi di concentramento), con il contributo di giovani storici che, con coraggio, rompono con anni di silenzio e di conformismo, rimanda dunque ad una finalità politica: quella di demistificare l’immagine buonista e umanitaria di cui sono tuttora ammantati gli interventi militari all’estero, per svelare e comprendere gli interessi che vi stanno alla base.

Conoscere il passato per contrastare la demagogia patriottica del presente, funzionale ad uno scenario di guerra permanente!

Ne discutiamo martedì 3 giugno, alle ore 18, nella Sede di via Efeso 2a (Zona San Paolo).
Interverrà: Davide Conti, autore del libro L’occupazione italiana dei Balcani. Tra crimini di guerra e mito della brava gente (1940-1943)

• Collettivo Comunista di Via Efeso (www.viaefeso.org);
• Corrispondenze Metropolitane (cmetropolitane@yahoo.it);
• Villa Mirafiori in mobilitazione (collettivo di Filosofia e Lingue – la Sapienza) (mirafiorinmobilitazione@googlegroups.com)

sabato 31 maggio presentazione Lavorare uccide

 

 

Sabato 31 maggio 2008 dalle ore 19.00 al LOA Acrobax - via della vasca navale (Viale Marconi)
Presentazione di Lavorare uccide di Marco Rovelli, ed. Bur, 2008

Ascolta la presentazione a Radiondarossa

Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. “Morti bianche”, senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della violenza del lavoro Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto.

Interviene l’autore e il comitato contro le morti sul lavoro di Roma

Giornata a sostegno della realizzazione di un cortometraggio autoprodotto dedicato alle morti sul lavoro.

Dalle 21 selezioni di cortometraggi

Trevirgolaottanatasette, regia di Valerio Mastradrea (2005)

Dall’ultima edizione del Tekfestival:

IMMAGINI DI REPORTORIO. STORIA DI MIRCEA SPIRIDON di Sebiano Chillemi
LA SCOMMESSA di Virginia Capoluongo
CORTO PRECARIO di Laura Laakso

Con Antonio nel cuore

nomortilavoro.noblogs.org
www.acrobax.org

Akira vs G8. Bombe nucleari e commercio d’armi: il disarmo impossibile del G8

Autore:
Amisnet.org Valentina Vella

18:08 minutes (16.61 MB)

Politiche di sicurezza, lotta al terrorismo e armi nucleari: di questo i Great 8 parleranno ad Hokkaido, nella seconda giornata del summit, l’8 luglio. L’incontro non prevede ospiti esterni e, come fa sapere il ministro degli esteri giapponese, Masahiko Komura, verterà su Kosovo e Afghanistan, ma soprattutto sulla questione delle armi nucleari e quindi su Sud Korea ed Iran. L’obiettivo sarà quello di capire come fermare la cooperazione tra i due Stati in ambito di attività nucleari anche alla luce di quanto prevede il Trattato di non Proliferaizone Nucleare.

Allo stato attuale, sono olre 20mila gli ordingi nucleari nel mondo. Con questi numeri, è evidente quanto sia difficile parlare di disarmo nucleare. Possedere una bomba per un Paese, infatti, non significa soltanto attrezzarsi militarmente ma anche accrescere simbolicamente il proprio ruolo nella geopolitica internazionale. E’ uno status simbol insomma.

Nel percorso verso il disarmo un punto di partenza è costituito dalla modifica del Trattato di non Proliferazione Nucelare del 1970. La modifica è chista a gran voce da molte realtà pacifiste e la ragione è da ricercare in una calusola della norma che prevede la possibilità di trasferire materiale e tecnologie nucleari per scopi civili e pacifici, mettendo così in circolazione conoscenze e strumenti che potrebbero invece essere impiegati per scopi diversi. Lo strappo alla regola era stato previsto per consentire l’applicazione dell’energia nucleare nel lonteno ‘70, quando ancora non si parlava di energie rinnovabili.

Questo fa cì che, nonostante il divieto, siano sempre di più i Paesi che si dotano di ordigni nucleari nel loro territorio.

Lo scenario internazionale mostra però una vasta corsa agli armamenti che non riguarda dunque solo il settore nucleare. A dimostrarlo l’impennata registrata dal commercio regolare di armi nel mondo. Come denuncia il Sipri, l’istituto di ricerca della pace di Stoccolma, nel 2007 il commercio di armi ha fatturaro 24 mila miliardi di dollari, anche se in leggera diminuzione rispetto al 2006 per il mancato rinnovo di importazioni di aerei da caccia da parte della Russia. Nel 2006, si era segnata infatti quota 26mila miliardi di dollari, ma ciò che conta è che dal 2001, quando si era fermato a quota 16 e 700 mila miliardi di dollari, il commercio di armi è cresciuto spaventosamente.
A dividersi la torta, gli USA con una fetta del 30%, la Russia, con un altro 30% e l’UE, ancora un 30%. Ottima possizione dell’Italia, nei primo dieci posti al mondo nella produzione, e che dunque si aggiudica a pieno titolo il ruolo di membro del G8. A permetterglielo l’impresa italiana Finmeccanica, i cui fatturati crescono di anno in anno.
Le regolamentazioni internazionali inoltre non aiutano il processo del diarmo: non esistono infatti regole vincolanti e sanzoni. Nel caso dell’Europa, esiste solo un codice deontologico che proibisce la vendita di armi a Paesi in cui la violazione dei diritti umani è presente. I fatti dimostrano però che è facile poter raggirare questo punto.
Il giro d’affari del commercio d’armi è infatti troppo allentante perché gli Stati vi rinuncino, soprattutto se a fatturare sono imprese a compartecipazione statale, come accade in Stati Uniti ed Europa. A questo si aggiungono altri paradossi, come il fatto che le imprese statali di produzione di armi rimangono le più sostenute, quelle sulle quali i governi investono di più cioè, nonostante siano anche quelle che fatturano di più. La necessità di controllare il settore, giustficabile, lascia dunque post a ben altri paini ed interessi.
Con questo stato di cose, resta dunque difficile capire some poter smantellare un tale quadro internazionale.
La lotta resta nelle mani dei cittadini e dei moviementi pacifisti. Qullo italiano è uno tra i più pressanti al mondo: parliamo del Patto Permanente contro la Guerra, movimento interno allal Rete Nazionale Disarmiamoli, e che ormai da due anni si batte contro la politica della crescita degli investimenti nelle armi, contro la militarizzazione dl territorio, adesso estesa anche a temitiche di tipio energetico con la soppressione delle lotte sociali, ma anche contro i lugohi di guerra come le basi NATO ed USA e gli strumenti della guerra, come le bomebe nucleari illegalmente presenti sul nostro territorio.
Contro tutto questo, il Patto dà appuntmaneto per due manifestazioni: il 2 giugno a Napoli, insieme con i comitati locali di opposizione ad inceneritori e discariche, e l’11 giugno a Roma, contro l’arrivo dell’uscente Presidente degli Stati Uniti Bush.

Di questo parliamo nella terza puntata di AKIRA vs G8, in compagnia dell’esperto di geopolitica Maurizio Simoncelli, di Giorgio Beretta, giornalista di Unimondo e della Campagna Banche Armate, e Roberto Luchetti del Patto Permanente Contro la Guerra e la Rete nazionale Disarmiamoli!.

Aggressione alla Sapienza. Centinaia di persone a lettere in assemblea

autore:
da Carta.org

Il prorettore dell'Università La Sapienza Luigi Frati è interventuo poco fa all'assemblea di fronte alla facoltà di lettere che sta discutendo dei gravissimi fatti di violenza fascista di ieri.
Ci sono centinaia di persone. Frati ha detto che lui si è preso la responsabilità di negare gli spazi alla conferenza sulle foibe perché Forza nuova è un'organizzazione anticostrituaiuzonale. E poi ha negato quanto aveva affermato questa mattina in tribunale il segretario di Forza nuova Fiore, che aveva sostenuto che i quattro fascisti arrestati erano stati aggrediti dagli studenti mentre «andavano a parlare con Frati». Prima di lui rano intervenuti altri docenti dell'ateneo. Molto applaudito l'intervento di Alessandro Portelli, docente di letteratura angloamericana e storico. Il preside di scienze umanistiche, Antonelli, ha annunciato che il consiglio di facoltà ha votato un documento all'unanimità in cui chiede che si distingua tra aggressori e aggrediti. Cioè tra fascisti e studenti.

dall'america latina all'europa:voci di donne ribelli

28/05/2008 - 16:31
31/05/2008 - 18:30
Sommario:
dibattito, comida resistente e spettacolo teatrale
Promotore evento:
action-a e a sud

il 31 maggio a lucha y siesta dalle 17.30 fino a sera incontro con la delegazione colombiana delle donne indigene appartenenti al Comosoc e con alessandra riccio di Latinoamerica, seguirà comida resistente e spettacolo teatrale di e con alessia sorvillo "Scampoli- scarti sociali reciclati"

1 giugno tutti a chiaiano

autore:
p-c.a.r.c.(sezione flegrea)

oggi più che mai è di fondamentale importanza dare una risposta compatta e di classe a ciò che sta accadendo in campania,
quello che viene messo in discussione da questo governo neofascista non è più solo il diritto alla salute ma anche alla possibilità di organizzare e creare dissenzo.
rivendichiamo il diritto alla libertà di espressione conquistato dalla gloriosa resistenza che i partigiani hanno saputo opporre al nazifascismo.
TUTTI A CHIAIANO!
LA SOLIDARIETA' E' UN ARMA USIAMOLA

COSTRUIRE E PRATICARE INIZIATIVE DI SOLIDARIETA' IN DIFESA DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE E DELLE POPOLAZIONI IN LOTTA.
sez.flegrea
p-c.a.r.c.