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Archivio Temporale

Data

AUTOPSIA DI PROMETEO

04/05/2008 - 00:22
LOCANDINA2_1.jpg
Sommario:
Scienze, poteri, tecnologia, libertà
Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -

L'ispettore Valenti se ne stava immobile sotto una pioggerella fitta e insistente,fantasma intermittente rivelato dalla luce azzurra del lampeggiante e subito riconsegnato all'oscurità. Ai suoi piedi un pesante telo di plastica nera copriva il cadavere della vittima, ancora disteso sull'asfalto bagnato. Il commissario scese dalla sua auto sbattendo la portiera.
- Allora Valenti, è davvero lui?
- Sì, commissario.
- Da non crederci... Una rapina al supermercato?
- Non si direbbe...
- Cosa allora?
- Potrebbe trattarsi di suicidio... o di un regolamento di conti.
- Scherziamo? Era solo un vecchio eccentrico, perché mai...?
- Non lo sappiamo, commissario. In realtà non sappiamo quasi nulla di lui.
- In effetti non conosciamo neppure il suo vero nome...
- Qui l'hanno sempre chiamato soltanto Prometeo.

AUTOPSIA DI PROMETEO
Scienze, poteri, tecnologia e libertà

Il mito di una scienza eroica e benevola che ruba il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini dando inizio ad un'inarrestabile processo lineare di liberazione dell'umanità è morto.
L'idea che il progredire della conoscenza avrebbe sostenuto la crescita illimitata della produzione di beni materiali e che questa avrebbe poi necessariamente portato alla scomparsa di tutti i conflitti che lacerano l'umanità si è dimostrata infondata. Non solo, si è rivelata un’illusione nefasta che nel secolo appena tra-
scorso ha dato prova di poter condurre a conseguenze anche tragiche.

Questo ciclo di incontri vuole essere il punto di partenza di un’indagine di lunga durata volta a far luce sulle cause politico-sociali ed epistemologiche di una situazione che più che come una crisi si presenta come un fallimento.

L'ipotesi di lavoro che ci anima è il sospetto che sia stato proprio l'ideale di una scienza-Prometeo ad aver determinato lo stato di cose attuale, escludendo dal processo di formazione della conoscenza la società e lasciando l'amministrazione del “fuoco di Prometeo” nelle mani di pochi sacerdoti e dei loro fedeli discepoli.

Le scienze potranno forse essere strumenti di trasformazione nelle mani della società solo quando cesseranno di essere un regalo e saranno, invece, una conquista consapevole.

"Da giovane, Prometeo aveva rubato il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini. L'aveva pagata cara. Ha ancora il fegato
pieno di cicatrici. Diventando vecchio però ha perso molte illusioni. S'è messo d'accordo con gli dèi, che hanno cambiato
nome ma sono sempre gli stessi prepotenti, e ha accettato di gestire per conto loro un supermercato”.
Marcello Cini - Il supermarket di Prometeo

Martedì 6 Maggio ore 15.30 Aula Amaldi Vecchio edificio di Fisica, La Sapienza
La fisica faraonica: dal Progetto Manhattan all'era degli acceleratori.
intervengono: Angelo Baracca, Gianni Battimelli, Gianni Jona-Lasinio

Nelle settimane successive:

- Paradigmi evoluzionisti e visioni della società
intervengono: Elena Gagliasso, Isabella Faraoni, Luca Peliti

- Il linguaggio dei processi stocastici dalla biologia alla finanza

- Inconntro conclusivo
Intervengono: Marcello Cini, Giacomo Marramao, Giampietro Berti

LabSAS - Edward Seegar

per ricevere materiale sugli incontri o essere informati sulle date dei prossimi appuntamenti scrivete una mail a edwardseegar@yahoo.it

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AUTOPSIA DI PROMETEO

04/05/2008 - 00:22
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Promotore evento:
LabSAS - Edward Seegar -

L'ispettore Valenti se ne stava immobile sotto una pioggerella fitta e insistente,fantasma intermittente rivelato dalla luce azzurra del lampeggiante e subito riconsegnato all'oscurità. Ai suoi piedi un pesante telo di plastica nera copriva il cadavere della vittima, ancora disteso sull'asfalto bagnato. Il commissario scese dalla sua auto sbattendo la portiera.
- Allora Valenti, è davvero lui?
- Sì, commissario.
- Da non crederci... Una rapina al supermercato?
- Non si direbbe...
- Cosa allora?
- Potrebbe trattarsi di suicidio... o di un regolamento di conti.
- Scherziamo? Era solo un vecchio eccentrico, perché mai...?
- Non lo sappiamo, commissario. In realtà non sappiamo quasi nulla di lui.
- In effetti non conosciamo neppure il suo vero nome...
- Qui l'hanno sempre chiamato soltanto Prometeo.

AUTOPSIA DI PROMETEO
Scienze, poteri, tecnologia e libertà

Il mito di una scienza eroica e benevola che ruba il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini dando inizio ad un'inarrestabile processo lineare di liberazione dell'umanità è morto.
L'idea che il progredire della conoscenza avrebbe sostenuto la crescita illimitata della produzione di beni materiali e che questa avrebbe poi necessariamente portato alla scomparsa di tutti i conflitti che lacerano l'umanità si è dimostrata infondata. Non solo, si è rivelata un’illusione nefasta che nel secolo appena tra-
scorso ha dato prova di poter condurre a conseguenze anche tragiche.

Questo ciclo di incontri vuole essere il punto di partenza di un’indagine di lunga durata volta a far luce sulle cause politico-sociali ed epistemologiche di una situazione che più che come una crisi si presenta come un fallimento.

L'ipotesi di lavoro che ci anima è il sospetto che sia stato proprio l'ideale di una scienza-Prometeo ad aver determinato lo stato di cose attuale, escludendo dal processo di formazione della conoscenza la società e lasciando l'amministrazione del “fuoco di Prometeo” nelle mani di pochi sacerdoti e dei loro fedeli discepoli.

Le scienze potranno forse essere strumenti di trasformazione nelle mani della società solo quando cesseranno di essere un regalo e saranno, invece, una conquista consapevole.

"Da giovane, Prometeo aveva rubato il fuoco agli dèi per regararlo agli uomini. L'aveva pagata cara. Ha ancora il fegato
pieno di cicatrici. Diventando vecchio però ha perso molte illusioni. S'è messo d'accordo con gli dèi, che hanno cambiato
nome ma sono sempre gli stessi prepotenti, e ha accettato di gestire per conto loro un supermercato”.
Marcello Cini - Il supermarket di Prometeo

Martedì 6 Maggio ore 15.30 Aula Amaldi
La fisica faraonica: dal Progetto Manhattan all'era degli acceleratori.
intervengono: Angelo Baracca, Gianni Battimelli, Gianni Jona-Lasinio

Nelle settimane successive:

- Paradigmi evoluzionisti e visioni della società
intervengono: Elena Gagliasso, Isabella Faraoni, Luca Peliti

- Il linguaggio dei processi stocastici dalla biologia alla finanza

- Inconntro conclusivo
Intervengono: Marcello Cini, Giacomo Marramao, Giampietro Berti

LabSAS - Edward Seegar

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Nuovo video sul campo di Nahr al-Bared

autore:
a-films
Sommario:
Il collettivo anarchico “a-films” annuncia il suo ultimo cortometraggio (10 min.) dal campo profughi distrutto di Nahr al-Bared in Libano intitolato “Tracce d’Esproprio Collettivo”.

Il 31 marzo 2008, l’esercito libanese ha reso accessibili 20 case in la strada di al-Majles, nel distrutto campo profughi palestinese di Nahr al-Bared. Tutti i 20 edifici hanno segni di incendio; a volte intere stanze o anche pavimenti sono stati completamente bruciati. In molti casi, è evidente che i mobili sono stati utilizzati per accendere il fuoco. In almeno 16 abitazioni, ci sono tracce di liquidi infiammabili sui muri.

Dalla data ufficiale della fine del conflitto all’inizio di settembre 2007 fino al 30 marzo 2008, tutta la strada al-Majles è stata sotto esclusivo controllo dell’Esercito Libanese. La quantità di furti, incendi dolosi e distruzioni intenzionali in la strada di al-Majles e nel campo di Nahr al-Bared in generale, indicano un sistematico e collettivo esproprio dei residenti del campo da parte dell’Esercito Libanese.

L’Esercito Libanese ha finora proibito decisamente qualunque ripresa video o foto a Nahr al-Bared. L’esercito, i suoi servizi segreti e i collaborazionisti locali si sono assicurati che nessuno potesse infrangere questa legge non scritta.

I 10 minuti di documenti filmati parlano delle accuse nel dettaglio. Può essere vista e/o scaricata qui: http://a-films.blogspot.com/1998/05/video-tracce-despr...

Per favore guarda il sito del collettivo per ulteriori video su Nahr al-Bared: http://a-films.blogspot.com

Cooperativa o capitalisti associati???

autore:
Claudio Maffei

LETTERA PER CHI HA VOGLIA DI DIRE UNA SOLA PAROLA PER NOI

Pubblichiamo la lettera scritta dalle 7 lavoratrici precarie
dell'Ipercoop di Montevarchi, che non solo stanno subendo l'impotenza
e l'umiliazione di essere state licenziate senza motivo da un colosso
come L'ipercoop; ma che pure devono subire l'indifferenze dei
consiglieri comunali del PD, i quali si sono sentiti offesi dalla
protesta delle lavoratrici, scaturita dalla volontà della giunta
montevarchina di non farle parlare.

Non paghi i rappresentanti dell'amministrazione comunale hanno
addirittura preteso una lettera di scuse dimostrandosi insensibili e
ormai estranei e lontani dalla società civile, dai lavoratori e dalla
realtà in generale, e allo stesso tempo invece molto vicini e
rappresentativi delle imprese anche quando, senza alcun ritegno,
queste calpestano i diritti e la dignità delle persone.
Certi invece che la loro lotta, la lotta dei lavoratori dell'ipercoop,
appartenga a tutti noi e che la loro vittoria è necessaria per tutta
la società e per la costruzione di un futuro migliore, ci schieriamo e
lotteremo insieme alle sette lavoratrici e ai 300 lavoratori.

Valdarno sPA

**********************

LETTERA PER CHI HA VOGLIA DI DIRE UNA SOLA PAROLA PER NOI

A gennaio 2008 all'interno dell' Ipercoop di Montevarchi si è
verificata una grave situazione: sette precarie con cinque anni di
onorato lavoro si sono viste chiudere in faccia le porte dell'
ipermercato
L' Azienda ha attribuito alla legge Welfare tutte le responsabilità
,questo è un atteggiamento inaccettabile e incoerente con quello che
mi hanno detto e promesso in tutti questi anni: che sono una
lavoratrice meritevole ,che l' assunzione sarebbe scattata quanto
prima e tanti bei discorsi di comodo e circostanza . Cari signori un
grazie e arrivederci non mi va proprio bene perché giocare su un posto
di lavoro e sulla dignità delle persone è vergognoso. Dire che in
questi anni ho dato l' anima è poco, perché con il miraggio di un
assunzione, il precario di fatto deve dire sempre SI
SI agli straordinari, SI agli orari peggiori, SI a tutto quello che l'
Azienda chiede.
Considerato che l' Ipercoop di Montevarchi è sott'organico e
continuamente deve fare uso di personale avventizio preso con l'
intermediazione delle agenzie interinali mi chiedo perché non sia al
mio posto di lavoro.
In questa vicenda sono venuti meno i capisaldi di cui UNICOOP FIRENZE
dice di farsi garante. Capisaldi che sono alle fondamenta di tutte l
cooperative: LA SOLIDARIETA LA MUTUALITA LA DEMOCRAZIA senza fini di
lucro.
A questo punto dopo avere effettuato alcune proteste e soprattutto
chiesto aiuto a Istituzioni, Azienda, Soci e sezioni politiche ho
ottenuto solo giudizi che mi rimproverano perché MI SONO ESPOSTA
TROPPO, non è PIACIUTO LO SLOGAN: ADOTTA UN PRECARIO A DISTANZA e che
mi sono COMPORTATA MALE quando ho perso la calma dicendomi che sono
una maleducata. Intendo ringraziare I LAVORATORI DELL'IPERCOOP, IL
SINDACATO, LA SINISTRA ARCOBALENO di MONTEVARCHI e LA SEZIONE DEL PD
di CAVRIGLIA . A tutti gli altri SIGNORI che invece di aiutarmi mi
hanno solo giudicata FACCIO LE MIE SCUSE ……….
SCUSATE
Se non capisco: c'è una legge che dice che ho diritto al lavoro fisso
ma sono a casa perché UNICOOP FIRENZE ha deciso di usarmi come arma di
ricatto per ottenere i suoi interessi contro lavoratori fissi e
sindacalisti

SCUSATE
Se mi è stato detto di stare tranquilla buona a aspettare non so cosa
e non l' ho fatto. ma quando ho saputo che nei comuni vicini UNICOOP
FIRENZE ha assunto e quindi stabilizzato lavoratori con i miei stessi
diritti mi sono chiesta il perché.

SCUSATE
Se sono un ITALIANA che non ha mai chiesto niente e che non avrebbe
mai immaginato di salire le scale di un municipio per chiedere aiuto
alle persone per cui ha votato per 20 anni e dopo due mesi non avere
ancora una risposta.

SCUSATE
Se mi sono presentata a un consiglio comunale chiuso, ma quando ho
capito che avrei dovuto aspettare perché il protocollo non prevede la
parola per tutti EDUCATAMENTE ho aspettato

SCUSATE
Se dopo TRE ORE di ALBERI FINTI, FIORERE, PANCHINE, PICCIONI e ZANZARE
ci sono voluti altri TRE QUARTI D' ORA per dirmi che non avrei potuto
parlare e a quel punto mi sono arrabbiata e ho detto parole offensive.

SCUSATE
Se mi sono sentita male nel capire che chi non mi voleva fare parlare
era proprio il PD o PDS e i suoi consiglieri.

SCUSATE
Se sono rimasta STUPITA nel sentire che le parole che avrei voluto
dicesse il PD o PDS le stava urlando l' opposizione mi hanno congedato
con un documento nel quale non si aveva il coraggio di nominare e
condannare UNICOOP FIRENZE per la sua posizione. Per merito della
SINISTRA ARCOBALENO e FORZA ITALIA hanno nominato nel documento l'
ipermercato di Montevarchi.

SCUSATE
Se dopo avere saputo che il SINDACO di MONTEVARCHI si è offeso e che
ci voleva denunciare ho deciso di fare queste scuse a tutti.

A QUESTO PUNTO VORREI SAPERE CHI CHIEDE SCUSA A ME.

SCUSA per avere chiesto il MIO posto di lavoro.

SCUSA perché dopo avere visto cosa è la politica mi domando come un
SINDACO che è li grazie a me e al mio voto, invece di attivarsi perde
tempo a OFFENDERSI senza dare risposte.

SCUSA per avere lavorato quattro anni facendo sempre il mio dovere e
non perché ero una precaria ma perché so quanto è importante il
lavoro.

Ho lavorato per UNICOOP FIRENZE una cooperativa con VALORI IMPORTANTI
a cui nonostante tutto io credo e spero che anche LEI creda ANCORA.

GRAZIE A TUTTI...

le SETTE PRECARIE DI IPERCOOP MONTEVARCHI.

Report audio dalla Million Marijuana March

autore:
Reporter Libertario

Dal 1999 ogni primo sabato di maggio si celebra la Million Marijuana March. Attualmente sono 239 le città che in tutto il mondo aderiscono a questa iniziativa e l'italia vi partecipa dal 2001. tre sono i principali punti rivendicativi che portano per le strade migliaia di persone in tutto il mondo: 1) fine delle persecuzioni per i consumatori. 2) diritto all'uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti 3) diritto a coltivare liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del Pianeta.

> ascolta l'intervento radiofonico di Mefisto dalla Million Marijuana March 2008 di Roma http://reporter.indivia.net/archivio/materiali/mefisto...

Parroco vieta "Bella ciao" in chiesa

autore:
da "la Repubblica"
Sommario:
La famiglia del defunto annulla il funerale in parrocchia

PORDENONE - Il parroco vieta Bella ciao dentro e fuori la chiesa, e la famiglia del partigiano annulla i funerali in parrocchia. E' accaduto a Castelnuovo del Friuli (Pordenone), roccaforte partigiana della destra Tagliamento. Protagonisti della vicenda sono la famiglia di Egidio Cozzi, 80 anni, ex partigiano, e don Renato D'Aronco, parroco di Castelnuovo. L'anziano partigiano aveva chiesto, prima di morire, che il suo funerale si svolgesse in chiesa e che fossero eseguite canzoni partigiane.

Un pallino per il defunto che aveva espresso più volte il desiderio di avere la banda alle sue esequie, ma il parroco si è opposto, non ha permesso che la piccola orchestra entrasse in chiesa e si è rifiutato anche di farla suonare sul sagrato. La famiglia ha quindi deciso di far svolgere solamente il rito civile, durante il quale sono state eseguite tutte le canzoni patriottiche care all'anziano partigiano.

"E' stata una cosa poco sensibile e rispettosa del defunto, dei suoi familiari e dei tanti amici che si erano radunati per l'ultimo saluto" ha detto il segretario dell'Anpi di Spilimbergo (Pordenone), Gianni Afro. "Sia i congiunti, sia i soci e i simpatizzanti dell'Anpi - ha precisato Afro - avevano capito perfettamente il disagio del parroco nel fare eseguire simili brani in chiesa e, quindi, avevano accettato di buon grado di non far suonare la banda nel luogo di culto. Quando, però, il prete si è rifiutato di concedere il nulla osta perfino per l'esibizione sul sagrato, su quello che è ormai suolo pubblico, è sembrato a tutti un affronto, e si è optato per rinunciare alla cerimonia religiosa per dare corso unicamente a quella civile".

"Mi sono limitato ad applicare le direttive che regolano l'uso della musica e degli strumenti all'interno dei luoghi di culto senza dare alcuna interpretazione ai canti che si sarebbero dovuti eseguire" si è giustificato don Renato D'Aronco, precisando di non essersi opposto all'esibizione della banda all'esterno della chiesa. Il sacerdote, che è parroco da 11 anni della piccola comunità friulana, ha anche spiegato che "era impossibile trovare un compromesso come qualche esponente dell'Anpi aveva richiesto. Il rito funebre ha il significato di una comunità cristiana che accoglie e accompagna".

(3 maggio 2008)

Documentario: The Fog of War

04/05/2008 - 20:00
04/05/2008 - 23:00
Promotore evento:
Statunitensi per la pace e la giustizia

Nell'ambito del cineforum Eyes Wide Open, presentato da Statunitensi per la pace e la giustizia, sarà proiettato il film "The Fog of War" (Nebbia di guerra), vincitore dell'Oscar nel 2004 per il migliore documentario. In inglese con sottotitoli in italiano. Dibattito a seguire.

Domenica 4 maggio, ore 20
Circolo Arci Arcobaleno
Via Pullino, 1 (metro Garbatella)

The Fog of War (2004)

Robert S. McNamara, ex segretario della difesa ai tempi della guerra in Vietnam, illustra da insider alcuni degli eventi più importanti del ventesimo secolo. Mentre le truppe statunitensi occupano l'Iraq e altre guerre appaiano all'orizzonte, la visione di questo film è fondamentale per chiunque voglia capire meglio come il governo degli USA giustifichi l'uso della forza militare.