NewsWire

Repost (Copia & Incolla da altri media)

Archivio Temporale

Data

Corteo a Ciampino - sabato 10 maggio

autore:
Assemblea No Fly
Sommario:
ore 16.00 - piazza della Pace

Invitiamo tutte le realtà e i singoli ad aderire e partecipare al corteo di sabato 10 maggio a Ciampino per la riduzione drastica del numero di voli.

e-mail: nofly@inventati.org
sito web: www.no-fly.info

Spot Audio:
http://www.no-fly.info/audio/spotnofly.mp3

Servizio di "Report":
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E...

CORTEO PER LA RIDUZIONE DEI VOLI – CIAMPINO

Sabato 10 maggio, con ritrovo alle ore 16.00 a Ciampino in piazza della Pace, l'Assemblea Permanente No Fly organizza un corteo cittadino per chiedere l'immediata riduzione dei voli presso lo scalo G.B.Pastine.
In soli sei anni, grazie ai piani di AdR, delle compagnie aeree low-cost e all'avallo delle istituzioni il numero dei voli totali è passato da 20 a 70.000 con gravi ripercussioni sull'ambiente e la salute di decine di migliaia di persone che vivono a Ciampino, nelle frazioni di Marino e nel comune di Roma.
Dopo il fallimento dei tavoli tecnici ed il decreto-farsa dell'ex ministro Bianchi che ridurrà i voli solo del 7% ed esclusivamente a causa delle condizioni della pista è necessario che la popolazione esprima pubblicamente il proprio disagio quotidiano.
Da chi abita nei pressi dello scalo, fino ai bambini che frequentano le numerose scuole che si trovano sotto la rotta di decollo è arrivato il momento di farsi sentire.
Grazie all'inchiesta condotta dai giornalisti di “Report” la nostra vertenza, e quella di altre località che rischiano di finire nelle nostre stesse condizioni, ha assunto rilevanza nazionale.
Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare al corteo di sabato ed alle prossime iniziative già in programma che culmineranno tra qualche settimana con una manifestazione sotto il Ministero dei Trasporti a Roma.
Vogliamo evidenziare che, esattamente come accaduto in occasione dell'ultimo corteo autorganizzato dello scorso 13 ottobre, nessuna istituzione né amministrazione locale ha aderito all'appello che abbiamo lanciato. Ad elezioni concluse e con l'elezione dei sindaci di Marino e Ciampino in consiglio provinciale, evidentemente non c'è più bisogno di farsi pubblicità strumentalizzando la vicenda-aeroporto.
Come se non bastasse gli stessi amministratori locali si sono dati la “consegna del silenzio”: prima delle ultime elezioni rilasciavano interviste ovunque mentre adesso boicottano la manifestazione semplicemente non parlandone, così come hanno già fatto per quella di ottobre unitamente ad altri soggetti presenti sul territorio.
Evidentemente brucia aver evidenziato la funzionalità degli apparati politici locali e regionali al fine di aumentare i voli (vedere protocollo di intesa del 2002) e le contestazioni di piazza nei loro confronti riguardanti appunto la strumentalizzazione che c'è stata sul problema in questi anni.
Ne prendiamo atto augurandoci che sabato ci sia una buona partecipazione popolare come risposta ad una reale necessità di salvaguardia della salute e dell'ambiente in cui viviamo.

S.Maria delle Mole, 8 maggio 2008

Assemblea Permanente No Fly
nofly@inventati.org
www.no-fly.info

Sabato 10 maggio - Corteo a Ciampino

autore:
Assemblea No Fly
Sommario:
ore 16.00 - piazza della Pace

Invitiamo tutte le realtà e i singoli ad aderire e partecipare al corteo di sabato 10 maggio a Ciampino per la riduzione drastica del numero di voli.

e-mail: nofly@inventati.org
sito web: www.no-fly.info

Spot Audio:
http://www.no-fly.info/audio/spotnofly.mp3

Servizio di "Report":
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E...

CORTEO PER LA RIDUZIONE DEI VOLI – CIAMPINO

Sabato 10 maggio, con ritrovo alle ore 16.00 a Ciampino in piazza della Pace, l'Assemblea Permanente No Fly organizza un corteo cittadino per chiedere l'immediata riduzione dei voli presso lo scalo G.B.Pastine.
In soli sei anni, grazie ai piani di AdR, delle compagnie aeree low-cost e all'avallo delle istituzioni il numero dei voli totali è passato da 20 a 70.000 con gravi ripercussioni sull'ambiente e la salute di decine di migliaia di persone che vivono a Ciampino, nelle frazioni di Marino e nel comune di Roma.
Dopo il fallimento dei tavoli tecnici ed il decreto-farsa dell'ex ministro Bianchi che ridurrà i voli solo del 7% ed esclusivamente a causa delle condizioni della pista è necessario che la popolazione esprima pubblicamente il proprio disagio quotidiano.
Da chi abita nei pressi dello scalo, fino ai bambini che frequentano le numerose scuole che si trovano sotto la rotta di decollo è arrivato il momento di farsi sentire.
Grazie all'inchiesta condotta dai giornalisti di “Report” la nostra vertenza, e quella di altre località che rischiano di finire nelle nostre stesse condizioni, ha assunto rilevanza nazionale.
Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare al corteo di sabato ed alle prossime iniziative già in programma che culmineranno tra qualche settimana con una manifestazione sotto il Ministero dei Trasporti a Roma.
Vogliamo evidenziare che, esattamente come accaduto in occasione dell'ultimo corteo autorganizzato dello scorso 13 ottobre, nessuna istituzione né amministrazione locale ha aderito all'appello che abbiamo lanciato. Ad elezioni concluse e con l'elezione dei sindaci di Marino e Ciampino in consiglio provinciale, evidentemente non c'è più bisogno di farsi pubblicità strumentalizzando la vicenda-aeroporto.
Come se non bastasse gli stessi amministratori locali si sono dati la “consegna del silenzio”: prima delle ultime elezioni rilasciavano interviste ovunque mentre adesso boicottano la manifestazione semplicemente non parlandone, così come hanno già fatto per quella di ottobre unitamente ad altri soggetti presenti sul territorio.
Evidentemente brucia aver evidenziato la funzionalità degli apparati politici locali e regionali al fine di aumentare i voli (vedere protocollo di intesa del 2002) e le contestazioni di piazza nei loro confronti riguardanti appunto la strumentalizzazione che c'è stata sul problema in questi anni.
Ne prendiamo atto augurandoci che sabato ci sia una buona partecipazione popolare come risposta ad una reale necessità di salvaguardia della salute e dell'ambiente in cui viviamo.

S.Maria delle Mole, 8 maggio 2008

Assemblea Permanente No Fly
nofly@inventati.org
www.no-fly.info

Italia. Muore in carcere donna incinta di sei mesi

autore:
uno che legge ADUC

Italia. Muore in carcere donna incinta di sei mesi

'E' assurdo e disumano morire in carcere in stato di gravidanza. Ci indigna e dovrebbe indignare tutte le coscienze la morte, avvenuta qualche giorno fa, di Flor Castello, detenuta venezuelana di 33 anni che era in carcere a Venezia nonostante fosse al sesto mese di gravidanza'. Lo dichiara Patrizio Gonnella, presidente di 'Antigone', l'associazione che si batte per i diritti nelle carceri, che chiede che 'si faccia piena luce sulle responsabilita' in questo drammatico episodio'. Gonnella spiega che la donna 'ha raggiunto l'ospedale ormai in coma e con il bambino morto in grembo. Al giudice avrebbe raccontato di aver ingerito ovuli di cocaina per 1.400 euro che le servivano per mantenere gli altri due figli di 2 e 3 anni'. 'Queste sono le storie degli immigrati che tanto ci fanno paura e sulla pelle dei quali si vincono e anche si perdono le elezioni. La vita umana oramai non conta piu' niente. Una povera donna disperata incinta viene trattata come una criminale. Che senso aveva l'applicazione della misura cautelare? Quale pericolo per la societa' poteva costituire una donna incinta al sesto mese? Se si fosse privilegiato l'aspetto sanitario su quello punitivo oggi Flor Castello forse sarebbe viva, e con lei suo figlio, che certo non aveva alcun carico penale'.

[VERONA] 11MAGGIO PRESIDIO ANTIFASCISTA

11/05/2008 - 15:59
11/05/2008 - 20:00
Sommario:
Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona

CHE COSA ASPETTIAMO?

A proposito dei fatti di Verona

Una città di fantasmi che uccidono. Questa è Verona. Una città che rischia di far da battistrada a tante altre. Una città in cui un gruppo di neofascisti massacra di botte e ammazza un ragazzo. Una città in cui la polizia pesta e arresta chi s'incaponisce a commettere e a difendere quel grave crimine che è diventato bere una birra all'aperto.

Perché accomunare due fatti così apparentemente distanti?

Perché la squadraccia che ha assassinato Nicola Tomassoli è un prodotto del clima, ormai imperante ovunque, di normalizzazione e di guerra ad ogni forma di diversità. Un clima imposto da coloro – governanti di destra e di sinistra, conformisti feroci, commercianti con i cuori a forma di salvadanai – che vogliono sterilizzare le città dal virus della vita.

Le strade, in questa utopia totalitaria, dovrebbero servire soltanto per andare e tornare dal lavoro. Le periferie per dormire. I centri storici per essere visitati dai turisti. Basta. Sedersi sui gradini di un monumento, bere e mangiare all'aperto, suonare nelle piazze, ritrovarsi in gruppo senza una meta… tutto ciò è intollerabile. Solo le merci possono parlare e passeggiare. Le merci e le divise. Tutto il resto ha un nome ("bivacco") e un destino (la repressione) ben segnati.

Un tale non-mondo – cos'altro è una città in cui non si può nemmeno mangiare e bere per strada? – trasforma le menti, il modo di guardare i propri simili e persino la maniera di vestire o di pettinarsi. Tutti i poveri sono allora un nemico da isolare, criminalizzare, deportare. Non solo. Anche un codino diventa un segno di diversità. Da punire. Con la morte.

Politici, giornalisti e magistrati vorrebbero farci credere che l'assassinio di Nicola è un gesto di violenza cieca, senza colori politici. Altri fanno finta di scoprire solo ora – perché al governo c'è la destra – che da alcuni anni a questa parte le aggressioni neofasciste in Italia non si contano più. E c'è anche chi, nel merdaio generale, arriva a dichiarare che bruciare la bandiera dello Stato di Israele in solidarietà con i palestinesi è più grave che ammazzare un ragazzo.

Non ci accoderemo a nessuno di questi cori. I neofascisti sono i fantasmi armati del non-mondo in cui ci vorrebbero rinchiudere. Sappiamo che contro di loro non servono a nulla l'indignazione dei partiti e la protesta democratica. Contro le loro aggressioni protette dalla polizia esiste una sola arma: la violenza autorganizzata.

Ma sappiamo anche che nelle città morte – senza conflitto e senza dissenso – questi fantasmi hanno il loro terreno più favorevole. Tornare nelle strade e nelle piazze, dunque, a mangiare, a bere, a discutere, a lottare.

Per rompere una normalità che uccide. In solidarietà con i compagni arrestati. A dispetto di divieti e divise.

Ciò che urge è ormai niente meno che questo: un'offensiva per riprenderci la vita.

Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona

Su queste basi vorremmo organizzare uno spezzone durante il corteo contro il fascismo del 17 maggio a Verona.

anarchici di Verona, Rovereto e Trento

iniziative studantifa su verona

autore:
studantifa
Sommario:
report iniziative scorsi giorni per denunciare l'omicidio di nicola

Urliamo nelle scuole, nelle strade, in tutta la città la rabbia per l'omicidio di Nicola a Verona!

----------------------------

-> Martedì un centinaio tra student* e antifascist* della città si sono ritrovati a Ponte Garibaldi per denunciare come l'omicidio di Nicola non sia frutto di una baruffa ma di un'aggressione. E' stato fatto un massiccio volantinaggio, accesi fumogeni e steso dal ponte uno striscione con su scritto: "NON E' STATA UNA RISSA MA UN'AGGRESSIONE FASCISTA"

-> Mercoledì sono stati fatti volantinaggi in molte scuole e attaccati striscioni fuori Mamiani, Virgilio, Kennedy, Tasso e Manara. Inoltre al Manara si è tenuta un'assemblea straordinaria per confrontarsi su quanto è successo e reagire.

... seguiranno aggiornamenti delle prossime iniziative di controinformazione e mobilitazione

<

A proposito dei fatti di Verona.

autore:
anarchici di Verona, Rovereto e Trento

CHE COSA ASPETTIAMO?

Una città di fantasmi che uccidono. Questa è Verona. Una città che rischia di far da battistrada a tante altre. Una città in cui un gruppo di neofascisti massacra di botte e ammazza un ragazzo. Una città in cui la polizia pesta e arresta chi s’incaponisce a commettere e a difendere quel grave crimine che è diventato bere una birra all’aperto.
Perché accomunare due fatti così apparentemente distanti?
Perché la squadraccia che ha assassinato Nicola Tommasoli è un prodotto del clima, ormai imperante ovunque, di normalizzazione e di guerra ad ogni forma di diversità. Un clima imposto da coloro – governanti di destra e di sinistra, conformisti feroci, commercianti con i cuori a forma di salvadanai – che vogliono sterilizzare le città dal virus della vita.
Le strade, in questa utopia totalitaria, dovrebbero servire soltanto per andare e tornare dal lavoro. Le periferie per dormire. I centri storici per essere visitati dai turisti. Basta. Sedersi sui gradini di un monumento, bere e mangiare all’aperto, suonare nelle piazze, ritrovarsi in gruppo senza una meta… tutto ciò è intollerabile. Solo le merci possono parlare e passeggiare. Le merci e le divise. Tutto il resto ha un nome (“bivacco”) e un destino (la repressione) ben segnati.
Un tale non-mondo – cos’altro è una città in cui non si può nemmeno mangiare e bere per strada? – trasforma le menti, il modo di guardare i propri simili e persino la maniera di vestire o di pettinarsi. Tutti i poveri sono allora un nemico da isolare, criminalizzare, deportare. Non solo. Anche un codino diventa un segno di diversità. Da punire. Con la morte.

Politici, giornalisti e magistrati vorrebbero farci credere che l’assassinio di Nicola è un gesto di violenza cieca, senza colori politici. Altri fanno finta di scoprire solo ora – perché al governo c’è la destra – che da alcuni anni a questa parte le aggressioni neofasciste in Italia non si contano più. E c’è anche chi, nel merdaio generale, arriva a dichiarare che bruciare la bandiera dello Stato di Israele in solidarietà con i palestinesi è più grave che ammazzare un ragazzo.

Non ci accoderemo a nessuno di questi cori. I neofascisti sono i fantasmi armati del non-mondo in cui ci vorrebbero rinchiudere. Sappiamo che contro di loro non servono a nulla l’indignazione dei partiti e la protesta democratica. Contro le loro aggressioni protette dalla polizia esiste una sola arma: la violenza autorganizzata.
Ma sappiamo anche che nelle città morte – senza conflitto e senza dissenso – questi fantasmi trovano il loro terreno più favorevole. Tornare nelle strade e nelle piazze, dunque, a mangiare, a bere, a discutere, a lottare.
Per rompere una normalità che uccide. In solidarietà con i compagni arrestati. A dispetto di divieti e divise.
Ciò che urge è ormai niente meno che questo: un’offensiva per riprenderci la vita.

Domenica 11 maggio, ore 16.00: presidio in piazza Isolo a Verona

Su queste basi vorremmo organizzare uno spezzone durante il corteo contro il fascismo del 17 maggio a Verona.

anarchici di Verona, Rovereto e Trento

9 maggio antifà a piazza Trilussa

autore:
antifascisti e antifasciste di Roma
Sommario:

BASTA OMICIDI FASCISTI
VIVA LA NUOVA RESISTENZA!

VENERDI 9 MAGGIO ORE 19 PIAZZA TRILUSSA

Un altro omicidio di stampo fascista riempie le cronache di questi giorni. Nicola Tommasoli, 29 anni, è stato assassinato a Verona nella notte del 1° maggio da una banda di cinque neonazisti. Lo hanno ammazzato a calci e pugni, colpevole soltanto di avere un aspetto non conforme, in quelle strade centrali della città veneta dove tutti i giorni vengono aggredite e insultate le persone riconoscibili come immigrate, frequentatrici dei centri sociali, antifasciste, alternative, “diverse”, le stesse categorie sociali messe nel mirino dalle deliranti paranoie securitarie del sindaco Tosi, amico e alleato dei camerati scaligeri.
Un omicidio che ha la sua genesi nel clima di odio e di intolleranza che si respira non solo nel Veneto ma in tutto il paese, investito dalle politiche securitarie di sindaci e politici di destra come di centro sinistra che riducono le contraddizioni sociali (e il conflitto sociale che ne deriva) a problema di ordine pubblico. Il nemico diventa il lavavetri, il baraccato, il writer, l’occupante di case, il capellone, la prostituta, lo straniero, additati come obiettivi da colpire a un’opinione pubblica spaventata da campagne giornalistiche vergognose. Si sorvola naturalmente sulle morti nei cantieri dove si lavora in nero, sulla mancanza di case a prezzi sostenibili, sul carovita, sulla precarizzazione generalizzata della vita di tutti e tutte noi, sulla devastazione ambientale. Per nascondere i problemi reali e colpire l’opposizione sociale si lanciano campagne di odio contro nemici immaginari.
In questo contesto i fascisti svolgono il ruolo di braccio armato. Nella nostra città negli ultimi due anni si sono verificate centinaia di aggressioni fasciste, di assalti a case occupate, centri sociali, sedi di sinistra, singole persone. Come quella dove ha trovato la morte il nostro compagno e fratello Renato Biagetti, a Focene, reo di frequentare un luogo “di sinistra”. Anche in quell’episodio si è parlato di “banale rissa”, si è detto che la politica non c’entrava, si è cercato di minimizzare, come vergognosamente sta accadendo in questi giorni in merito all’omicidio di Nicola, e come era già successo a Milano quando fu assassinato il compagno Davide Cesare detto Dax. Come vergognoso è l’atteggiamento del camerata Gianfranco Fini che getta la maschera affermando essere più grave bruciare una bandiera che assassinare una persona. Come vergognosi sono stati gli atteggiamenti di “equidistanza” e di revisionismo storico assunti da tanti esponenti del sedicente centro-sinistra.
Ma gli antifascisti e le antifasciste di questa città non hanno mai piegato la testa in questi anni difficili, hanno continuato a praticare l’antifascismo nella loro attività quotidiana, nelle lotte sociali, nelle relazioni, nella solidarietà, nel contrasto determinato e consapevole alle bande fasciste. Ancora più forte deve essere oggi la nostra unità e determinazione, in questa fase storica infausta che vede lo squadrista Alemanno conquistare il Campidoglio.
Anche questa volta, con rabbia e con dolore, non intendiamo abbassare la testa.
Invitiamo tutti e tutte a mobilitarsi venerdi 9 maggio dalle ore 19 a Piazza Trilussa a Trastevere per dare una prima risposta di “questa città ribelle e mai domata” alla violenza fascista e alla deriva securitaria. Analogamente invitiamo tutti e tutte a riempire i pulmann che ci porteranno a Verona sabato 17 maggio per la manifestazione nazionale antifascista in ricordo di Nicola.

IL FUTURO CI APPARTIENE

Gli antifascisti e le antifasciste di Roma

9 MAGGIO CIRCOLO ANPI @ CSOA VILLAGGIO GLOBALE

09/05/2008 - 18:24
Sommario:
COSTITUZIONE CIRCOLO ANPI VILLAGGIO GLOBALE INTITOLATO AD ENZO BIAGI.
Indirizzo email:

Finalmente, dopo anni di proficua collaborazione e scambio con l'associazione nazionale partigiani italiani, il centro sociale Villaggio Globale insieme all'associazione antimafia “Io sto con Falcone” si costituisce circolo con il nome Enzo Biagi ex partigiano,scrittore e giornalista e soprattutto memoria storica di questo paese.
In un'epoca nella quale i rigurgiti neofascisti si fanno sempre più arditi e pericolosi, il revisionismo storico trova nuovi mentori, il delirio securitario fa dell'intolleranza, della repressione e della paura verso il diverso i suoi punti cardine, sentiamo il profondo bisogno di aggregarci attorno a e a difesa di quei valori costituzionali di cui l'antifascismo è una delle radici principali.

ORA E SEMPRE RESISTENZA

ORE 18.30 PRESENTAZIONE CIRCOLO
0RE 20.00 CENA SOCIALE
ORE 22.OO DJ SET

INTERVERRANNO
-ERNESTO NASSI(Segretario ANPI Roma)
-BIANCA BRACCI TORSI
-PRIMO DE LAZZARI (Presidente vicario ANPI Roma)

SARà PRESENTE UN TAVOLINO INFORMATIVO DOVE SARà POSSIBILE ISCRIVERSI ALL'ANPI.

A SEGUIRE:

DJ SET DEDICATA A PEPPINO IMPASTATO all night long with :

-A Shot in the Dark Rude Boy System
-Lazyskin and the Skafever
-Danielino dj
-Iamba Sound
-Selezioni M.A.T.

START H 22
ENTRY 3 EURO

9 MAGGIO

9 MAGGIO

9 MAGGIO

9 MAGGIO