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Archivio Temporale

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Stefania vs Santoro

Meravigliosa Mamma Stefania......
sono Dile che  scrive nel blog di Federico,
ho appena finito di guardarti ad Anno zero.
Oggi
sono stata fuori tutto il giorno e, non avendo avuto modo di
connettermi al blog degli Aldro; non sapevo della tua partecipazione ad
Anno zero.
Sapevo che avrebbero parlato del ragazzo ucciso a Verona
e avevo deciso di guardarne una parte almeno; a un certo punto stavo
per andare in camera quando a un tratto ho sentito la voce dolce e
composta di una signora dall'accento romano  che diceva la parola
'Focene'....ti giuro che non potevo crederci!!
Ho detto a tutti a
casa mia, mamma , papà , nonna , fratello sorella e pure la cagnolina
'Quella è Stefania, la mamma di Renato!'...
Sono stata felicissima
di vederti....sei bella e bionda proprio come ti avevo immaginato, è
incredibile; e somigli tanto a Renato, o forse è lui che somiglia a te.
Cara mamma Stefania...sono davver contenta di averti potuto vedere... e volevo dirtelo per questo ti ho inviato questa mail.
Era
terribile pensare alla vicenda di Renato e sapere che mai , in nessuna
trasmissione, ne avevano parlato. Adesso qualcuno vedrai, metterà i
tuoi video su youtube, la vicenda di Renato sarà piu conosciuta....
vorrei metterlo io il video con te su yt ma purtroppo non so come scaricare le puntate.

Sei
stata bravissima alla fine, quando hai detto che bisogna chiamare
queste metodiche comportamentali con il loro nome, FASCISTE.
quando hai detto che non dirlo sarebbe stato troppo brutto, e sbagliato, e che lo dovevi a Renato.
Quando
hai detto 'Santoro, noi cosi li legittimiamo questi
comportamenti'...quando hai parlato del rispetto dei valori
costituzionali....
noi da casa ti abbiamo detto BRAVA BRAVA..

Brava Mamma Stefania....avrei voluto essere in studio per abbracciarti.

A
dispetto di questa assurda società orwelliana in cui tutti si fanno i
fatti  loro, denunciano il collega, nominano il collega concorrente e
criticano il prossimo per farsi spazio, che berlusconi vuole trascinare
nell'abisso, ci saranno SEMPRE tante persone che continueranno a tenere
vivi i valori dell'antifascismo.

certe volte penso che sia quasi
un miracolo che ci sia ancora metà del paese che non lo voti dopo 20
anni di lobotomizzazione mediatica.

Ma questa sera sono contenta di averti visto.
e siccome penso che non sia giusto che io abbia visto te e tu non conosca me ti mando una mia foto.

In
questo paese, a dispetto  di tutto, ci saranno sempre, e sempre, e
sempre , coloro che terranno vivi i valori dell'Antifascismo.

una carezza dolce a Renato, quel bellissimo ragazzo di tuo figlio...laureato a 24 anni e sorridente come il sole....

un grandissimo abbraccio

Diletta

aggredito compagno 18enne sotto casa

autore:
skinhead

segnalato ad infoantifa e confermato da compagni di Roma:

Sabato 3 maggio nel quartiere Montagnola,vicino all’ex fiera di Roma, un gruppo di 5 ragazzi aspetta sotto il portone di casa un compagno di 18 anni che frequenta i collettivi studenteschi capitolini. L’aggressione è avvenuta verso le 17.00 e tra l’altro il luogo è molto frequentato essendo vicino a vari negozi, il ragazzo ha riportato ferite d’arma da taglio non rilevanti fortunamtamente grazie soprattutto alla sua prontezza di riflessi che li ha messi in fuga. Purtroppo non è la prima aggressione che questo ragazzo subisce e nel quartiere si sta verificando un’escalation sempre maggiore di atti intimidatori nei confronti di compagni ed immigrati.

Roma3 comunicato stampa 9/5/08

autore:
collettivo di psicologia
Sommario:
comunicato stampa 9/5/08 Studenti e studentesse di roma 3: siamo fuori dal piano regolatore di Alemanno . La festa dei collettivi si farà .

A seguito del rifiuto da parte dell'università di concedere le feste di lettere e quella di architettura previste per l'8 e il 9 maggio , adducento motivi riguardanti la campagna elettorale studentesca e quello di ordine pubblico , l'assemblea studentesca, lanciata dai collettivi universitari, riunitasi nella facoltà di lettere ha deciso di mantenere aperta la facoltà e svolgere la
festa con o senza autorizzazioni . Ci appare chiara l'intenzione di eliminare l'agibilità politica dei movimenti studenteschi. L'università ha così ceduto alle pressioni delle liste di destra, facenti capo ad Alleanza Nazionale, nell'intento di poter proseguire i propri piani economico-urbanistici, anche con la nuova amministrazione comunale.Noi non cediamo a tali ricatti riaprendo dal basso uno spazio di agibilità antifascista e democratica , riprendendoci gia da questo pomeriggio la facoltà di lettere.verrà organizzata dalle 20.00 una cena sociale e a seguire la festa. studenti e studentesse di Roma3 in mobilitazione.

COSA HANNO IN COMUNE KAPPLER E PRIEBKE CON PANORAMA E BELPIETRO?

autore:
INIZIATIVA COMUNISTA
Sommario:
Dichiarazione di Norberto Natali (Iniziativa Comunista) - 9 maggio 2008

Alla fine ci hanno scoperti!
il giornale satirico Panorama, diretto dall'ineffabile Maurizio Belpietro, nel numero in edicola oggi, ha esibito un nuovo comico, presentatosi come direttore del carcere dell’Asinara all’epoca del rapimento Moro e già condannato per truffa allo Stato in ordine alla sua attività professionale. Questa fonte così attendibile dichiara oggi per la prima volta chi era il vero capo delle Brigate Rosse: il compagno Vittorio Vidali, illustre figura dell’antifascismo, fondatore e dirigente per tutta la sua vita del PCI. Secondo queste inedite rivelazioni la notizia sarebbe stata desunta da “intercettazioni di brigatisti in carcere” (risalenti al 1979 però mai rese note prima). La divertente macchietta si completa pretendendo di far credere ai lettori che il compagno Vidali (descritto dallo stesso giornale satirico come un rivoluzionario esperto di tutte le carceri) avrebbe scritto una lettera indirizzata a Renato Curcio nel carcere dell’Asinara nella quale spiegava un suo proprio piano per assaltare lo stesso carcere: a 80 anni!
Da molto tempo Panorama ed il signor Belpietro fanno ridere i propri lettori con simili trovate.
Fra poco Panorama sarà certamente condannata in seguito ad una denuncia di Iniziativa Comunista, per un articolo di pura diffamazione aggravata, scritto senza alcun rispetto per la deontologia professionale alcuni anni fa. In esso si sosteneva che il sottoscritto ed altri esponenti di Iniziativa Comunista erano i nuovi terroristi responsabili dell’omicidio di Massimo D’Antona ed impegnati in terribili altri crimini della stessa natura. Lo si sarebbe scoperto grazie ad “intercettazioni di brigatisti in carcere” ovviamente inesistenti. E a proposito di lettere ed altre trovate comiche, si scriveva anche che un nostro compagno, prima di “gettarsi nella clandestinità” in procinto di assaltare la “Nato” aveva chiesto consiglio, inviandogli un’apposita lettera…. alla mamma! La stessa rivista, d’altra parte, è stata condannata pochi anni fa a pagare un ricco risarcimento ad un sindacalista per un articolo diffamatorio dello stesso genere.
Il signor Belpietro è molto più navigato nella diffamazione e nello spregio della deontologia professionale, doti sperimentate quando era direttore de Il Giornale. Egli pure, infatti, è chiamato in causa in più processi per rispondere delle diffamazioni operate dalla sua testata in danno a Iniziativa Comunista in quanto tale ed a diversi suoi esponenti. Abbiamo già documentato in tribunale come il quotidiano berlusconiano, sotto la sua direzione, abbia pubblicato ben 662 (avete letto bene: seicentosessantadue!) singole affermazioni false e gravemente offensive e diffamatorie ai danni del nostro partito o dei singoli suoi iscritti o simpatizzanti, contenuti in ben 48 pagine di 25 diverse edizioni diffuse nei primi 3 anni del presente millennio. Oltre a ribadire ripetutamente che lo scrivente ed Iniziativa Comunista sono terroristi ed assassini sottolineando che provengono dal PCI, la credibilità del direttore responsabile Belpietro si manifesta in un articolo nel quale si sosteneva che il sottoscritto, il giorno del delitto D’Antona “ci vedeva bene anche la notte” benché percepisse da 3 anni la speciale indennità di accompagnamento per i non vedenti! In un altro brano è scritto letteralmente che il “terrorismo islamico è niente in confronto a […] Iniziativa Comunista”. L’interminabile elenco delle imprese comiche di Belpietro può al momento concludersi con quella secondo la quale, essendo ciò strumentale alla diffamazione di Iniziativa Comunista, Il Giornale riuscì a far ritenere ai suoi lettori che un terrorista fosse andato ad uccidere Massimo D’Antona con … i tacchi a spillo!
Anche in questo caso una delle principali fonti di tutte queste bugie sarebbe costituita da “intercettazioni di brigatisti in carcere”.
La campagna de Il Giornale coincise nel suo culmine con una misteriosa devastazione notturna di una sede di Iniziativa Comunista. Si trattava della sede più citata nelle menzogne scritte dalla testata diretta da Belpietro che ha ripetutamente pubblicato il suo indirizzo.
Sono decenni che le centrali di provocazione e gli strateghi della tensione proteggono ed alimentano il terrorismo di vario colore nell’intento di utilizzarlo contro il PCI ed in primo luogo di addossarne ad esso la colpa. L’ignobile attacco che si ripete ancora oggi è l’ennesima dimostrazione di quali siano le forze e gli obiettivi che hanno ispirato anche la persecuzione giudiziaria e il linciaggio mediatico contro Iniziativa Comunista: ormai da nove anni siamo investiti da un procedimento penale che si avvita su se stesso trascinandosi in rinvii e manovre dilatatorie senza vedere ancora la sua conclusione.
È ora di dire che chi alimenta questa disonesta propaganda sul “terrorismo figlio del PCI” si rende complice quanto meno moralmente ed indirettamente proprio dei torbidi apparati che proteggono e manovrano il terrorismo e la tensione e come tali dovranno essere apertamente indicati qualora dovesse malauguratamente verificarsi una nuova recrudescenza di attentati sanguinari ed omicidi. Come ripetiamo da tempo il terrorismo fa comodo ai padroni e agli anticomunisti e certe montature giornalistiche (e non solo giornalistiche) ne sono una prova. Non a caso sta montando una campagna infame e priva di qualsiasi fondamento secondo la quale l’estromissione della sinistra dal Parlamento potrebbe generare una nuova ondata terroristica. È in questo quadro che il paese sprofonda in un clima di miseria morale e spirituale, di rivalutazione del fascismo e di regressione culturale, nel cui ambito l’omicidio di Renato Biagetti e Nicola Tommasoli rappresentano purtroppo solo la triste punta di un iceberg.
Di tutto questo dovrà rispondere in un'altra sede di dibattito e confronto politico il signor Veltroni e la scellerata strategia che sta perseguendo e che ha ormai appalesato negli ultimi mesi.
Cosa centra il titolo di questa dichiarazione?
È semplice: i boia nazisti hanno sempre giustificato o rivendicato le loro turpi imprese perché i partigiani sarebbero terroristi o per la necessità di eliminare i comunisti terroristi.
Da parte nostra è necessario rispondere rendendo omaggio incondizionato alla figura del compagno Vittorio Vidali e rilanciandone la vita e l’opera come esempio di dignità e libertà a tutti i giovani, a tutte le compagne ed i compagni.
ONORE AL COMANDANTE CARLOS, VIVA SEMPRE IL COMPAGNO VITTORIO VIDALI!

QUALCHE NOTA SU VITTORIO VIDALI “COMANDANTE CARLOS”:
Vittorio Vidali nacque nel 1900 a Muggia, cittadina operaia vicino a Trieste. Di famiglia proletaria fu egli stesso operaio fin dall’adolescenza. Fin dai tempi della 1° guerra mondiale fu protagonista delle lotte socialiste e per la pace e la fratellanza tra i popoli. Come esponente triestino della federazione giovanile socialista italiana, dopo la 1° guerra mondiale, organizzò tra l’altro le attività dei pionieri, ossia le vacanze e le attività culturali dei bambini delle famiglie operaie. Nel 1921 risulta tra i fondatori del PCI e della FGCI. Ardito e coraggioso combattente antifascista, fu una delle bestie nere dello squadrismo fascista, dal quale era odiato come pochi altri in Italia e perciò ricercato ovunque con l’espresso obiettivo di ucciderlo. Tanto che un povero innocente, vicino ad Alessandria fu assassinato dagli squadristi convinti che fosse Vidali sotto mentite spoglie. Subì numerosi arresti e processi e fu costretto ad espatriare. Mentre si trovava con Gramsci a Vienna nel 1924, i fascisti nel tentativo di attirarlo in trappola per eliminarlo gli inviarono un falso telegramma del fratello che lo informava che da lì a due giorni si sarebbero svolti i funerali del padre invitandolo a tornare perciò a Trieste. Il compagno Vidali sospettò il tranello e mangiò la foglia (infatti non vi fu alcun funerale e il padre era vivo e vegeto) rimanendo poi per oltre vent’anni fuori dalla patria.
Fu prestigioso militante del PCI e dell’Internazionale Comunista conquistandosi crescente stima nello svolgimento di incarichi e compiti. Fu in Unione Sovietica, in Francia, perfino in Africa e poi in Messico ed altre località Sud-Americane dove fu al fianco della nota fotografa comunista Tina Modotti e divenne membro dell’esecutivo della federazione sindacale latino-americana. In seguito fu attivo organizzatore del Soccorso Rosso Internazionale.
Nel 1936 i fascisti di Francisco Franco, spalleggiati da Hitler e Mussolini, diedero vita ad un colpo di Stato militare contro la Repubblica Spagnola dando inizio alla guerra civile di Spagna. Al suo inizio Vittorio Vidali fondò il glorioso V° Regimiento dei volontari italiani ed in quel momento assunse il nome che poi divenne leggendario di comandante Carlos. Si distinse per vari atti di eroismo in tutta la guerra di Spagna ed alla fine fu gravemente ferito nel 1938, nell’eroica difesa finale di Madrid. In seguito fu inviato nuovamente in Messico e negli Stati Uniti dove, tra l’altro, fondò la Lega Antifascista Italiana. Dopo la II° guerra mondiale divenne Segretario del Partito Comunista del territorio libero di Trieste e consolidò la stima che si era già conquistato anche tra i lavoratori e gli antifascisti triestini, dirigendo lo sviluppo con mano ferma del partito in quegli anni contraddittori e tormentati nella storia della Venezia Giulia. A sottolineare il valore del compagno Vidali e il prestigio di cui era circondato si ricorda che fu uno dei cinque soli italiani (tra cui Togliatti) che parteciparono al famoso XX° Congresso del PCUS (1956). Da quando Trieste e il suo territorio ritornò definitivamente all’Italia il comandante Carlos ha fatto sempre parte del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano e eletto numerose volte deputato e senatore comunista di Trieste. Negli anni ’60 e ’70 è stato vivace punto di riferimento comunista del movimento operaio e dell’antifascismo triestino e nazionale, divenendo educatore ed esempio per tante generazioni di comunisti ed antifascisti. Fino all’ultimo è stato un attivo comunista ed è morto a Trieste nel 1983. La sua vita e la sua figura fanno risplendere con orgoglio la storia e il significato del PCI, del movimento operaio e dell’antifascismo e sono le vite come quella del comandante Carlos a rendere fieri di essere proletari, di essere Italiani, di essere comunisti.

antiracist street team

TROFEO DI BASKET ANTIRACIST STREET TEAM

CON ANTONIO, RENATO E AURO NEL CUORE

*per tre Sabati di fila 3-17-31 maggio 2008*

TRE CONTRO TRE torneo di street basket

(IN DUE O DA SOLI LE SQUADRE SI FORMANO IN CAMPO)

PER ISCRIZIONI: MANDACI UNA MAIL A INFO@ACROBAX.ORG

OPPURE DIRETTAMENTE AL CAMPO ENTRO LE 15:30 (UN EURO A CAPOCCIA)

L'INIZIATIVA è A TOTALE SOSTEGNO DELLO SKATE PARK..

CON ANTONIO, RENATO E AURO NEL CUORE

*WWW.ACROBAX.ORG*

Lettera aperta delle Madri sull'omicidio di Nicola a Verona.

Ancora una volta, a Verona, nel nostro paese, una vita è perduta  per
l’aggressione da parte di giovani che  hanno come idea guida il razzismo,
l’intolleranza del  diverso.  L’uso della violenza fisica e verbale è
segno di una scomparsa della capacità critica che spinge il violento a
proclamarsi giudice e boia del suo avversario dichiarato o anche di
qualsiasi categoria egli senta come nemica.

Il razzismo,come caccia al diverso, allo straniero, al povero, al deviante,
a chi non accetta di appartenere al gruppo;
la cultura sessista, omofoba, intollerante, escludente che nasconde la
paura e l’incapacità di misurarsi con altre culture, di mettersi in
discussione;
la mitizzazione e l’uso della forza, delle armi, dei coltelli che vengono
sfoderati e mostrati in ogni occasione;
la diffusione di numerose bande di adolescenti che incombono sui quartieri
di periferia portano un unico segno, quello dell’ideologia della
sopraffazione, dell’odio per le minoranze e le diversità. Sono figli di
una mistica razzista che si richiama ai principi fondanti dell’ideologia
fascista e nazista.
Nelle stanze di chi ha ucciso Nicola Tomassoli a Verona sono stati trovati
i simboli del fascismo e del nazismo. Sulle braccia di chi ha ucciso Renato
Biagetti a Roma  erano tatuati i simboli della estrema destra.
Non vedere le dimensioni di questi fenomeni, anzi continuare a darne
interpretazioni riduttive significa non capire che non stiamo parlando di
‘gruppetti’ e meno che mai di nostalgici ma di una parte di giovani
italiani che guarda al passato non solo come insieme di simboli ma come
prova che si può passare all’azione contro un mondo che non funziona e
non può funzionare proprio perché è democratico e tollerante.
Eppure questa  violenza non si cancella con le rivisitazioni della nostra
storia ma piuttosto nel cercare di conoscere e capire come e perchè  si
senta "escluso" e "potente" chi  vive come una gara e una sfida costante la
 vita della polis, qualunque sia la sua situazione geografica e anagrafica.

Le istituzioni, i massmedia, gli uomini di cultura sono chiamati a
rispondere rispettivamente della loro inerzia e dei tanti opportunismi che,
anche in queste ore, permettono di dare dignità di analisi socio-politica
a quelle che sono solo pericolose farneticazioni.
Se solo al primo assalto, alla prima aggressione, al primo saluto romano,
fossero state applicate tempestivamente le leggi che in Italia mettono al
bando il fascismo e il razzismo.
Se solo la parola sicurezza  fosse interpretata come battaglia per una
cultura della tolleranza e del rispetto delle diversità.
Se solo la parola antifascismo, invece di essere messa ad equa distanza
dalla parola fascismo, fosse interpretata come l’azione continua dei
cittadini democratici contro ogni forma di razzismo e intolleranza.
Se solo continuassimo a considerarlo un valore fondante, Nicola e Renato
sarebbero ancora qui con noi.
E’ necessario interrogarci su cosa è oggi o che cosa può essere oggi
l'antifascismo.
Noi ne siamo convinte: l’antifascismo oggi significa   diritti,
uguaglianza,  partecipazione,  pace.

                                                                           
   Comitato Madri per Roma Città Aperta

http://madrixromacittaperta.noblogs.org/

Sull'omicidio di Nicola. La storia di tutti noi.

L’abbiamo già visto. Una rissa, una lite tra balordi finita male. Stavolta la scusa è la sigaretta ma, comeieri, la politica non c’entra niente.
Esattamente come quasi due anni fa, un ragazzo smette di vivere. Per noi è stato Renato, ammazzato fuori da una dance hall reggae sul litorale di Roma, ammazzato a coltellate perché considerato diverso, compagno, rosso. Oggi è Nicola, ammazzato di botte in una strada del centro di Verona; stesse mani, poco più che adolescenti, di un gruppetto di ragazzini cresciuti nella cultura fascista e razzista dell’intolleranza e del disprezzo.
Educati  alla violenza attraverso l’uso della lama facile e dell' aggressività gratuita, infame, codarda del gruppo, o della squadraccia, dei raid notturni.

Questi omicidi, nel corso di due anni, non sono episodi di bullismo e non sono uno spettacolo. Sono figli di un determinato linguaggio politico, di scelte di parole d’ordine; figli di un’esasperata rincorsa all’ordine ed alla sicurezza.
La paura ed il disprezzo, ripetuti ed alimentati, della diversità, che sia della pelle, dell’origine geografica, del pensiero o del modo di vestire: una cultura fatta di odio, violenza e sopraffazione. La scelta meticolosa di spostare sempre più avanti la soglia dell’intolleranza ed alimentare quella guerra tra poveri che spesso aiuta a non vedere tutto il resto.
Il resto fatto di precarietà della nostra vita, di lavori infimi e senza diritti, dalla mancanza di casa, dalla mancanza di spazi di decisione reale o di costruzione di un proprio futuro. Oscuri e puliti rimangono sempre quelli che su questa guerra ci speculano, ci mangiano e si ingrassano. La guerra sociale permanente, dove il nemico è sempre il più debole, chi non corrisponde ad un tratto “normale” delineato da non si sa bene chi e con quale autorità.

Per questo è pericoloso parlare da un punto di vista sociologico, e non politico, rispetto a fatti che non sono folklore, o semplice nostalgia, ma fenomeno diffuso e pericoloso di una matrice politica. Pericoloso come soffiare sul fuoco, come spesso ambienti politici, di centro-destra e centro sinistra, o i media fanno. Pericoloso perchè coscientemente superficiale e banalizzante, come l’invocazione dell’equidistanza dagli opposti estremismi.

Si tratta invece della contrapposizione reale tra nature politiche differenti. Si tratta di rifiutare una cultura politica che si ispira ad una della pagine più nere della nostra storia da cui, faticosamente, siamo usciti più di sess’antanni fa; si tratta di
affermare che oggi una cultura mortifera, piena di richiami populisti alla chiusura degli spazi di libertà e sfruttamento della miseria, sta venendo propagandata nei territori della società italiana.  Non ci sono emarginati (da rieducare) a cui viene inculcata la violenza, ma esiste una dinamica trasversale che diventa la scelta di adesione ad una posizione politica  e a un comportamento che fa dell’aggressione, in senso lato, il suo strumento.
Come tutte le aggressioni che avvengono ai danni di chi non può, o non vuole, denunciarlo o di migranti e rom a cui vengono date a fuoco le baracche.

La nostra attivazione è stata, è e sarà sempre di senso opposto, ispirata all’inclusione ed alla costruzione di legami solidali forti; cerchiamo di ricomporre un terreno inclusivo che sappia affermare diritti  per tutti e non privilegi per qualcuno.
La violenza diffusa in questa società ai danni di tutti noi è tradotta nell’impossibilità di poter avere delle scelte da compiere; relegarla nello scontro degli opposti estremismi è solo una cartina di tornasole.
La tutela dei nostri spazi politici, delle nostre prospettive e della nostra incolumità fisica ci pone di fronte alla questione della violenza. Se lo sciacallaggio ipocrita delle istituzioni si trincera dietro l’equidistanza, noi affermiamo di avere il diritto alla resistenza. Rispetto ai fascisti, ai loro metodi e ai loro tentativi di sopraffazione non faremo un passo indietro.

Conosciamo le operazioni mediatiche che seguono queste violenze: così come è successo dopo la morte di Renato, e prima Dax, ancora dopo la morte di Nicola riemerge la stessa fretta di escludere qualsiasi matrice politica, rendendo invece plausibile la
versione della rissa per futili motivi.
Oggi, ancora una volta, ripetiamo che a Verona, come a Focene, non è stata una rissa, è stata un’aggressione.
E, ad uccidere Nicola, come ad uccidere Renato, sono stati giovani appartenenti ad una cultura neofascista e razzista, espressione di una destra reazionaria.
Conosciamo il dolore, la rabbia, la mancanza di parole e ci stringiamo intorno alla famiglia, agli amici, ai suoi fratelli e sorelle.

Con Renato, Dax e Nicola nel cuore
LOA Acrobax
Coordinamento cittadino di lotta per la casa

Aggressione Fascista a Ciampino

autore:
Assemblea Permanente No Fly
Sommario:
ieri notte, durante l'attacchinaggio per il corteo

AGGRESSIONE FASCISTA A CIAMPINO

La sera di giovedì 8 maggio, intorno alle 23.45, due ragazzi dell'Assemblea Permanente No-Fly sono stati aggrediti da cinque giovani neofascisti a Ciampino durante un attacchinaggio in vista del corteo che ci sarà domani.
I cinque hanno prima staccato i manifesti dai portoni dei condomini di via Bruxelles, successivamente hanno aggredito verbalmente i due ragazzi del No Fly e infine sono passati alle vie di fatto.
Uno dei due ha rimediato un pugno sullo zigomo ed è stato inseguito e scaraventato a terra, riportando alcune contusioni. L'altro ragazzo è riuscito a bloccare uno dei cinque coatto-fascisti che nel frattempo continuavano a dire “Siamo nazisti, ve ne dovete andare dal nostro quartiere”. Il nostro compagno aggredito è poi riuscito a raggiungere altri tre compagni che si trovavano a due isolati di distanza e a dare l'allarme.
Una dozzina di noi mentre girava per le strade di Ciampino e di Cava dei Selci per finire l'attacchinaggio si è subito recata sul posto dell'aggressione dove però i cinque balordi neofascisti si erano già dileguati.
Quello che è accaduto è un episodio gravissimo che va inquadrato nel clima generale che si respira a Roma e in altre zone del Paese.
Non si tratta né di bullismo, né di rissa tra opposti estremismi: questi cinque infami in erba, di cui la maggior parte appariva “strafatta” di non si sa cosa, cerca la violenza e lo scontro fisico contro chi nel territorio e nelle scuole è quotidianamente presente nelle lotte sociali.
Già lo scorso anno un nostro compagno in pieno giorno si trovò a subire un'aggressione a colpi di manganello estendibile in testa da un neonazi poco più che maggiorenne e militante di Fiamma Tricolore, riportando 25 giorni di prognosi.
Non staremo a leccarci le ferite e continueremo la nostra attività a prescindere da questi preoccupanti episodi che vanno contestualizzati per quello che sono realmente: vigliacche aggressioni di fascisti in giovane età che la sera attaccano in branco prima di dileguarsi nel nulla delle loro esistenze.
La nostra prima risposta c'è già stata ieri notte perché l'attività di propagandare il corteo è andata avanti fino a tardi insieme, tra l'altro, ai due ragazzi aggrediti. Quella di massa ci sarà domani al corteo autorganizzato.

Ciampino, 9 maggio 2008
Assemblea Permanente No Fly
www.no-fly.info
nofly@inventati.org

Aggressione Fascista a Ciampino

autore:
Assemblea Permanente No Fly
Sommario:
ieri notte, durante attacchinaggio per il corteo

AGGRESSIONE FASCISTA A CIAMPINO

La sera di giovedì 8 maggio, intorno alle 23.45, due ragazzi dell'Assemblea Permanente No-Fly sono stati aggrediti da cinque giovani neofascisti a Ciampino durante un attacchinaggio in vista del corteo che ci sarà domani.
I cinque hanno prima staccato i manifesti dai portoni dei condomini di via Bruxelles, successivamente hanno aggredito verbalmente i due ragazzi del No Fly e infine sono passati alle vie di fatto.
Uno dei due ha rimediato un pugno sullo zigomo ed è stato inseguito e scaraventato a terra, riportando alcune contusioni. L'altro ragazzo è riuscito a bloccare uno dei cinque coatto-fascisti che nel frattempo continuavano a dire “Siamo nazisti, ve ne dovete andare dal nostro quartiere”. Il nostro compagno aggredito è poi riuscito a raggiungere altri tre compagni che si trovavano a due isolati di distanza e a dare l'allarme.
Una dozzina di noi mentre girava per le strade di Ciampino e di Cava dei Selci per finire l'attacchinaggio si è subito recata sul posto dell'aggressione dove però i cinque balordi neofascisti si erano già dileguati.
Quello che è accaduto è un episodio gravissimo che va inquadrato nel clima generale che si respira a Roma e in altre zone del Paese.
Non si tratta né di bullismo, né di rissa tra opposti estremismi: questi cinque infami in erba, di cui la maggior parte appariva “strafatta” di non si sa cosa, cerca la violenza e lo scontro fisico contro chi nel territorio e nelle scuole è quotidianamente presente nelle lotte sociali.
Già lo scorso anno un nostro compagno in pieno giorno si trovò a subire un'aggressione a colpi di manganello estendibile in testa da un neonazi poco più che maggiorenne e militante di Fiamma Tricolore, riportando 25 giorni di prognosi.
Non staremo a leccarci le ferite e continueremo la nostra attività a prescindere da questi preoccupanti episodi che vanno contestualizzati per quello che sono realmente: vigliacche aggressioni di fascisti in giovane età che la sera attaccano in branco prima di dileguarsi nel nulla delle loro esistenze.
La nostra prima risposta c'è già stata ieri notte perché l'attività di propagandare il corteo è andata avanti fino a tardi insieme, tra l'altro, ai due ragazzi aggrediti. Quella di massa ci sarà domani al corteo autorganizzato.

Ciampino, 9 maggio 2008
Assemblea Permanente No Fly
www.no-fly.info
nofly@inventati.org

CENA POPOLARE @ LA TALPA

11/05/2008 - 21:00
spazio-sociale_0.jpg
Sommario:
CENA POPOLARE @ LA TALPA
Promotore evento:
laboratorio sociale la talpa
Indirizzo email:

domenica 11 maggio ore 21.00
cena popolare con pasta fresca e grigliata (anche per vegetariani!)
costo 10euro (vino incluso!)
a sostegno dello spazio sociale

durante la cena proiezione videoclip dei Clash
e del film 'Rude Boy'

Laboratorio Sociale La Talpa
(Quarticciolo, Via Ostuni 9, ex questura occupata)
www.talpalab.com