Diversi militanti hanno occupato il cantiere dove dovrebbe sorgere il polo natatorio di Ostia. Sotto accusa la costruzione di piscine per gare che si disputeranno in mare, la devastazione di un tratto di litorale e la realizzazione di una foresteria per atleti che, a quanto pare, dormiranno altrove
Alcuni esponenti dei centri sociali e della rete romana dello sport popolare hanno occupato il cantiere del futuro polo natatorio di Ostia.
“Fra le tante situazioni abbiamo scelto Ostia perché – spiegano in una nota – scandalo fra gli scandali. Per mesi i cittadini ed i residenti di questo territorio si sono opposti alla realizzazione di un opera dannosa ed inutile visto che ad Ostia si svolgeranno solo 5 giorni di gare a mare; una enorme colata di cemento che ha distrutto una delle ultime aree libere del nostro litorale per regalarla ad interessi privati”.
Continuano così gli interrogativi sugli impianti in via di realizzazione per i mondiali di nuoto 2009 che inizieranno il 17 luglio.
Il polo natatorio in costruzione a Ostia è diventato quindi bersaglio delle proteste da parte dei militanti di Action e dei residenti della zona. Le accuse principali riguardano la costruzione di piscine per gare che si disputeranno in mare, la devastazione di un tratto di litorale: il polo sorgerà su una duna di sabbia e, infine, sullo sperpero di denaro pubblico. Sotto accusa anche la realizzazione di una foresteria per ospitare gli atleti che, a quanto pare, non dormiranno nella suddetta foresteria.
Tutto questo ha portato all’Occupazione del cantiere.
Afferma, in una nota, il consigliere ‘Roma in Action’ Andrea Alzetta: “Basta con finti progetti e piani, è giunto il momento di disegnare dal basso una città a misura di chi la vive. Di fronte alle ipocrisie dell’amministrazione i cittadini devono esercitare concretamente la sovranità e l’autogoverno. Sui Mondiali occorre che davvero le opere realizzate e quelle da realizzare siano a servizio della città”. Alzetta, infine, annuncia che presenterà “una mozione in cui si stabilisce che gli impianti pubblici siano sottoposti alla tariffazione sociale prevista per gli impianti comunali”.
Mondiali nuoto. Prc: “Scandalo va fermato”
“Va fermato subito lo scandalo dei mondiali di nuoto. Roma deve diventare capitale dello sport per tutti e non dello sport dei profitti per pochi”. A dichiararlo sono con una nota congiunta Antonio Ferraro, responsabile nazionale politiche sociali e sport del Prc, e Ivano Peduzzi, capogruppo alla Regione Lazio, a margine dell’occupazione da parte della Rete romana dello sport popolare e dei comitati locali del polo natatorio di Ostia.
“Con questa occupazione – aggiungono – avvenuta proprio mentre veniva sequestrato dalla magistratura il cantiere del “Salaria Sport Village”, si è voluto toccare uno dei simboli della cementificazione selvaggia che a Roma, in deroga al piano regolatore e ai vincoli ambientali, è in atto su tutto il territorio con la scusa dei mondiali di nuoto 2009: piscine, foresterie, ristoranti, che non saranno neanche pronti per l’evento internazionale, e che porteranno nelle tasche di pochi affaristi risorse enormi. Una torta che viene spartita ai danni della cittadinanza, che vede violentare il proprio territorio e sprecare centinaia di milioni di euro pubblici per strutture inutili, come la città dello sport di Tor Vergata. Chiediamo perciò che Governo, Regione e Comune si assumano la responsabilità di fermare questo scandalo ritirando le autorizzazioni e programmando insieme alla cittadinanza nuove politiche sportive attente ai bisogni collettivi e non alle logiche di mercato. Oggi – concludono – è necessario stabilire un piano regolatore dell’impiantistica sportiva, che renda lo sport accessibile a tutti, partendo dalla ristrutturazione delle palestre scolastiche e da una equa distribuzione degli impianti sul territorio. Il Prc continuerà in questa direzione la battaglia iniziata a fianco della Rete romana dello sport popolare”.

