Da osservatore del grande marasma della crisi e i differenti attori che ci si muovono.
Una notizia è questa: la settimana prossima c’è il G8.
A cui si arriva sicuramente sfilacciati e un pò deboli.
Ma fino a qui nessuna novità.
Quello che è nuovo è che avendo organizzato una mobilitazione così difficile in così poco tempo (ricordiamo che fino a due mesi e mezzo fa il G8 era alla Maddalenna e oggi è all’Aquila e i contesti territoriali sono molto importanti, sempre, non solo quando fa comodo) oggi abbiamo un quadro della situazione.
Oggi vicenza
Martedì 7 mattina “accoglienza” a Roma
Martedì 7 pomeriggio presidio pubblico a piazza Barberini a Roma
mercoledì 8 azioni diffuse a Roma
Giovedì 9 appuntamento a Ponte Galeria a Roma
Venerdì 10 marcia in Abruzzo
Ora, l’altra notizia interessante è che, leggendo indymedia, improvvisamente, si susseguono commenti di chi la vuole più cotta e più cruda, più radicale o meno radicale, chi ha la patente per dare dei vigliacchi ed infami (ma poi a chi e perchè?); ora sono tutte reazioni comprensibili da chi si muove solo sulla tastiera o bazzica ogni tanto qualche spazio occupato e qualche manifestazione.
Ma è anche un ottimo messaggio di confusione da chi lo fa per professione, chi si infiltra e costruisce a tavolino commenti gratuiti solo per creare un pò di cortina fumogena.
L’invito che si può fare è a non cadere in tutte le polemiche sterili; certo i/le compagni/e e gli/le attivisti/e sono di solito un pò più sereni quando commentano, anche in completo disaccordo.
Inoltre per chi chiede chiarezza e info è attivata una pagina
http://g8.italy.indymedia.org
Inoltre basta ascoltare le radio di movimento o vicino al movimento, sia quelle via etere che in streaming.
Oltre che leggere i comunicati che ad oggi non sono troppo criptici ma forniscono le indicazioni necessarie per chi si vuole attivare.
Altra novità (assoluta per l’Italia) l’attivazione, ad oggi, non fa nessuna distinzione tra buoni e cattivi, di pratiche differenti, di intensità differenti. Certo non è la soluzione alle nostre debolezze, ma è una forma di laicità che da tanto tempo mancava.

