E’ di questi giorni l’ondata di affissioni su tutti i muri delle città di un manifesto che ritrae il volto di Rino Gaetano affiancato al logo infame di casa pound.
Non è un fatto nuovo, sappiamo che gli infami di cui sopra, da molto tempo sono alla ricerca di un Pantheon a cui rifarsi per acquisire più credibilità.
Peccato che anche da dopo morto il grande Rino li smentisca con un suo indedito (fino a quest’anno) pubblicato nella raccolta “Live & Rarities” dal titolo “I miei sogni d’anarchia”.
Testo:
E lei viveva nei suoi sogni
e la sua voglia d’imparare
in fretta il metodo inglese cucinare fare l’amore
lei impazziva per ricerche di cosmesi rimmel e maquillage
le letture Pavesi Ginsberg De Gregori e fiumi
legato alle tradizioni
ma io l’amavo
e lei amava me
nei suoi sogni ritrovavo
anche un po’di me
E lei scopriva ogni giorno il valore del denaro
e le conseguenze
toccava il cielo con un dito
e sanava le ferite con la rivoluzione
ancora i poeti un nuovo sound e le balere
e forse amanti
e il ’68 raccontato e le conquiste
le canzoni che dicevano oh o oh oh
io l’amavo
e lei amava me
nei suoi sogni ritrovavo
anche un po’di me
le bugie, le poesie
i racconti la paura
l’inflazione le battaglie
l’egoismo della razza
la stagione dei colori
un bicchiere le memorie
vecchi libri e dischi d’oro
un sudario e mille storie
le panchine dei viali
e le strane fantasie
le bugie, le poesie
e le strane cose che
stritolavano il passato
il feudalesimo e l’anarchia
i sogni l’anarchia
i miei sogni d’anarchia
io l’amavo
e lei amava me
na na na….na na na…

