ROMA – “Una Roma ladrona esiste ed è quella dei ministeri e della burocrazia. Contro di lei c’é anche il popolo di Roma in prima fila”. Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno spiegando, in diretta telefonica su Radio24, che “la città è fatta di cose diverse, di popolo e di gente”. Per questo, ha ricordato Alemanno “al fisco diamo più di quanto riceviamo quindi non ha senso l’accusa della Lega”.
A proposito della proposta della Lega di rendere obbligatori per gli insegnanti meridionali l’apprendimento dei dialetti settentrionali se devono insegnare al nord, Alemanno pensa che si tratti di “cose fastidiose, le fesserie che ogni tanto vengono dette”.
“Pensare a quello che si può fare dopo porta male. Quando si fa una cosa si deve pensare a quella e non voglio fare come Veltroni e Rutelli”. Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno rispondendo alla domanda del conduttore della trasmissione “La Zanzara” in onda si Radio24 che gli ha chiesto se sta pensando a diventare leader nazionale. “Fare il sindaco di Roma – ha detto – è una delle cose più dure e impegnative, più difficile persino della presidenza del Consiglio”.
“Oggi il maestro Muti mi ha detto: ci pensate se la Nazionale dovesse cantare il Và pensiero prima di ogni partita?”. Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha rivelato che anche il maestro Riccardo Muti non sarebbe d’accordo con la sostituzione dell’inno di Mameli con l’opera di Verdi come inno nazionale. Il sindaco torna così, dai microfoni della trasmissione di Radio24 “La Zanzara”, a parlare della proposta leghista di modificare le note che caratterizzano la Repubblica italiana e Alemanno, che questa volta non ha cantato l’inno, come aveva fatto in un’altra trasmissione radiofonica, ha ripetuto che “l’inno di Mameli è perfetto”. E non è vero, come ha sostenuto l’intervistatore, che l’unica voce che si è levata a favore dell’identità italiana sia stata quella del primo cittadino della Capitale: “L’identità nazionale è un dato centrale per tutti noi che ci stimola e ci da carica e credo che sia fuori luogo fare questi attacchi”. Alemanno ha detto di sentirsi “italiano in quanto romano e viceversa” senza prevaricazioni tra identità locali e nazionali e che “senza la nazione le identità locali non riuscirebbero a reggere la spinta della globalizzazione”. E anche la Lega, ha concluso Alemanno, “ha rivendicato il ministero degli Interni che gestisce le cose nazionali. Quindi basta con la retorica identitaria”.
Il sig Alemanno dimentica che ai ministeri c’è sua SORELLA GABRIELLA ALEMANNO DIRETTRICE DELL’AGENZIA DEL TERRITORIO e SUA MOGLIE ISABELLA RAUTI CAPO DIPARTIMENTO AL MINISTERO DELLE PARI OPPORTUNITA’

