La casa (non) è un diritto


Il primo settembre è stata sgomberata l’occupazione Regina Elena in via del Castro Laurenziano, con un provvedimento che preannuncia un inverno “caldo”, visto che sarebbero previsti altri sgomberi e visto che ciò segue solo politiche sempre più repressive in Italia e nella città di Roma (basti pensare a respingimenti, pacchetti sicurezza e aggressioni). Circa 600 persone sono state obbligate a salire sugli autobus e a lasciare le proprie cose nel palazzo. Il palazzo è stato saccheggiato dalla cooperativa che ha gestito le operazioni di sgombero, mentre le famiglie trovavano posto in inospitali centri di accoglienza per rifugiati, per l’occasione trasformati in residence. Tutt’oggi al tavolo delle trattative non esiste nessuna soluzione concreta per le famiglie del Regina Elena.
La risposta delle attiviste e degli attivisti è stata immediata, con un corteo, un presidio a piazza Madonna di Loreto (piazza Venezia) tutt’ora in corso e con alcun* militanti che sono salit*un’operazione di polizia contro l’occupazione 8 Marzo, che ha portato perquisizioni e a cinque arresti (uno ai domiciliari). Lo sgombero è stato evitato grazie alla determinazione degli e delle occupanti. L’accusa è quella di racket, estorsione e violenza privata. Durante il processo si rischia anche l’accusa di associazione a delinquere. Lunedì 21 settembre il giudice ha confermato gli arresti degli occupanti dell’8 Marzo poi convertiti in tre domiciliari e un obbligo di firme.

*AGGIORNAMENTI*

Anche Giap è stato sgomberato, la nuova occupazione a San Lorenzo.

Approfondimenti:
Richiesta di sgombero per l’occupazione 8 marzo .
Comunicato dell’8 Marzo.
Comunicato teatranti de Merode
Un deserto chiamato Roma
Per adesioni al comunicato di solidarietà con l’8 Marzo: occupa(at)inventati.org

Video:
Siamo tutt* sullo stesso tetto.
Emergenza casa, la risposta del Comune.
Magliana Resiste.
Sgomberati e derubati: dove sono finiti i beni delle persone sgomberate dal Regina Elena?