Sul cocefisso

“[...]Doopo che la nuova religione si era estesa, dagli strati più umili della società mediterranea, ad ambienti economicamente e culturalmente più elevati, un orrore istintivo, quasi un terrore di classe, sembra tener lontani i credenti dall’esaltazione pubblica di un simbolo come la croce, che aveva sollevato sin dall’inizio tante riserve e tante perplessità. : così nella Prima lettera ai Corinzi di Paolo viene definita la predicazione del (I,23). Nel corso del secondo e del terzo secolo, come ci attestano alcuni passi dell’Ottavio di Minucio Felice e dell’Apologia di Tertulliano, i seguaci della nuova fede dovettero ripetutamente difendersi dall’accusa infamante di essere “. Donini

Siccome gli adoratori della croce sembrano non volerla togliere dai locali pubblici ed in particolar modo dalle aule di scuola ecco alcuni consigli per rendere dilettevole ed utile un oggetto triste e tetro come il crocefisso:
1)Orologio da parete: il braccio destro del Cristo segna le ore, quello sinistro i minuti nell’infinito girotondo che sta a indicare il passaggio del tempo.
2)Sirena: Cristo si mette ad urlare al cambio d’ora e all’intervallo, o, se si ritiene più consono, a cristonare.
3)Termometro cromatico: se la temperatura è troppo bassa il corpo di Cristo diventa blu, se normale si arrosa.
4) Modaiolo: il crocefisso si può vestire all’ultimo grido per avvicinarsi alla nuove generazioni sensibili alla moda.
5)Varietà: la crocefissione come pena di morte non parla più al nostro tempo. Siccome ancor oggi molti poveri cristi vengono giustiziati si aggiorneranno gli arredi murali con il nuovo cristo sulla sedia elettrica, il cristo impiccato e il cristo massacrato di botte in carcere.
6)Anticonformista: Da milleseicento anni si vede il crocefisso così… potremmo appenderlo al contrario, tanto per vedere l’effetto che fa.
And the winner is…
7)Il Cristo “dont worry fish”: come il pesce che canta “dont worry be happy” anche cristo canterebbe dimenandosi, rallegrando gli studenti e fecendogli dimenticare i triboli di aver a che fare con una scuola trascurata come quella italiana.