
Stefano Cucchi è morto dopo essere passato per una caserma dei Carabinieri, per un aula di Tribunale, per una cella di Regina Coeli e per un letto del Pertini.
Un giovane uomo in mano allo Stato è morto solo, in un letto d’ospedale, con il corpo martoriato e non ci dicono perché e per mano di chi.
I carabinieri dicono di non aver pestato Stefano.
Le guardie carcerarie dicono di non aver pestato Stefano.
Il Giudice non si è accorto che Stefano aveva il corpo segnato.
I medici non hanno salvato la vita di Stefano.
Nonostante verbali, rapporti, atti giudiziari, cartelle cliniche, foto e video-immagini ancora non c’è nessuna responsabilità, nessuna chiarezza.
Quello che è successo a lui è successo a tanti, nei nostri quartieri e in tutta Italia e può succedere ancora a chiunque di noi.
Che tu sia un ragazzo con qualche canna in tasca, un esponente dei movimenti sociali, un ultrà o un immigrato senza permesso di soggiorno, se considerato un cittadino di serie B e finisci dentro, può capitarti se ti va bene di prendere un sacco di botte e di essere umiliato e se ti va male di morire. Lo Stato che ci dovrebbe tutelare si trasforma nel mostro che ci uccide!
Vogliamo essere in tanti fra le vie del nostro quartiere perché la storia di Stefano non si ripeta più per nessuno, perché escano le responsabilità politiche e materiali su questo delitto, per dare solidarietà alla sua famiglia che con tenacia chiede di conoscere la verità.
SABATO 7 NOVEMBRE ORE 15:00
APPUNTAMENTO A VIA DELL’ACQUEDOTTO ALESSANDRINO ANGOLO VIA DI TOR PIGNATTARA
TUTTI IN PIAZZA, SENZA BANDIERE
PER GRIDARE LA NOSTRA RABBIA
PER LA MORTE DI STEFANO CUCCHI


