C’è un indagato per la scomparsa – e secondo la procura la morte – di Emanuela Orlandi, la figlia quindicenne del postino personale di Papa Giovanni Paolo II, mai più tornata a casa da quel lontano pomeriggio del 22 giugno 1983. L’indagato èun malavitoso romano, che ai quei tempi lavorava con la banda della Magliana, in particolare con i Testaccini, il gruppo che faceva capo a Enrico De Pedis, detto Renatino, il bandito assassinato nel ’90 in via del Pellegrino, dietro Campo De’ Fiori, il quale vantava contatti altolocati nei palazzi del potere e anche al Vaticano, tant’è che la sua salma fu sepolta nella basilica monumentale di Sant’Apollinare, accanto a illustri benefattori, col nulla osta dell’allora capo della Curia, cardinale Agostino Casaroli. L’indagato è il telefonista che il 28 giugno dell’83, sei giorni dopo la misteriosa sparizione, telefonò a casa Orlandi presentandosi col nome di “Mario”, lasciando intendere ai genitori della ragazza di avere a che fare con il rapimento, pur senza fornire alcuna indicazione precisa né fare richiesta di alcun riscatto. Mistero sul suo nome, ma è certo che si tratta di un personaggio noto alle forze dell’ordine, vivente, attualmente libero.
PENTITO DECISIVO
A riconoscere la sua voce, mercoledì sera, davanti al pm della Dda di Roma Giancarlo Capaldo, è stata l’ex amante di De Pedis, Sabrina Minardi, colei che già un anno e mezzo fa fece importanti rivelazioni in merito al sequestro (e disse che la ragazza era stata uccisa, dopo pochi mesi del sequestro, e gettata in una betoniera). Già nel 2006 un pentito storico della banda, Antonio Mancini detto l’Accattone, riferì prima a Chi l’ha Visto e poi ai magistrati di aver riconosciuto senza ombra di dubbio la voce di uno di quelli della Magliana: «È Rufetto, il killer personale di Enrico de Pedis», disse l’Accattone, che nel periodo della scomparsa di Emanuela si trovava in carcere. Riferì che già a quei tempi, tra i detenuti, circolava la voce che la giovane fosse stata rapita dalla banda della Magliana: «Si diceva che la ragazza era robba nostra». Quanto all’esatta identificazione di Rufetto, stando a quanto di Mancini è messo a verbale, si sarebbe trattato di un giovane che apparteneva agli ambienti della criminalità dell’epoca che, attualmente, gestirebbe alcuni ristoranti della capitale. Nonè dato sapere, tuttavia, se Mancini e la Minardi abbiano fatto riferimento alla stessa persona: di certo c’è che la procura ha acquisito importanti riscontri investigativi, che potrebbe portare all’identificazione di chi materialmente rapì la ragazza.
BMW VERDE
Emanuela Orlandi scompare verso le 19, dopo essere uscita dal conservatorio vaticano “Ludovica da Victoria”, in piazza Sant’Apollinare dove fu seppellito de Pedis. La ragazza fu vista da due testimoni parlare conun uomo che aveva accostato un Bmw verde tundra davanti al Senato. La scomparsa divenne un caso internazionale allorché rivendicarono il rapimento sedicenti sostenitori di Ali Agca, il terrorista turco dei Lupi Grigi che nell’81 attentò alla vita di Wojtyla. Fu solo uno di numerosi depistaggi.

