Non c’è pace a Roma, ogni giorno un’emergenza. Botta e risposta oggi tra Alemanno e il movimento delle occupazioni. Alle 9 di mattina sgomberato il centro sociale Horus, a piazza Sempione, porta d’ingresso di una grandissima zona che va dal Tufello a Valmelaina a Montesacro a Talenti, da sempre contesa tra il movimento di sinistra e la destra sociale e politica. Rispondono gli attivisti occupando due ore dopo il IV municipio, barricandosi dentro e salendo sui tetti. Tutto si svolge nel reticolo di strade di un municipio che ha tanti abitanti quanti la città di Bologna e non ha un teatro, né un cinema e in cui l’Horus rappresentava un faro di cultura. E’ il quarto sgombero deciso da Alemanno in dieci giorni. Dopo il doppio blitz subito dai Rom al Casilino Centocelle e lo sgombero della Villetta occupata sempre nel IV municipio. Anche molti ufficiali della polizia e dei carabinieri a lavoro sono gli stessi dello sgombero del campo nomadi e simile è lo stile di intervento: con i bulldozer. La proprietà Gemini entrata all’interno della struttura al seguito degli agenti con le ruspe, distruggendo tutto ciò che era all’interno e prefigurando le proprie intenzioni sul posto: un centro commerciale. Fuori intanto arrivano i compagni e le compagne da tutta Roma. Luca dell’Horus spiega: “Ce l’aspettavamo, ma non così immediato, lo sgombero e anche l’orario è stato deciso dopo la protesta di ieri in Campidoglio sul piano casa. E’ un’ennesima vergogna nella città dell’emergenza abitativa. Se la prendono con i più deboli. Risponderemo subito”. Le agenzie battono che all’interno sono stati trovati degli oggetti contundenti, sempre Luca risponde ironico: “Sono le zampe dei tavolini, quando c’è un pub ci sono anche i tavolini, noi facciamo riciclo e raccolta differenziata e quindi quando si rompono le mettiamo da parte. Se la questura le mette insieme alle bottiglie dell’altra volta, che avevano chiamato molotov, rimettono in piedi il pub dell’horus”. Mentre i blindati sorvegliano piazza Sempione a gruppi ci si muove verso la sede del IV municipio e qui si sposta il teatro delle azioni. Momenti drammatici al momento di saltare il muretto ed entrare all’interno. Due poliziotti scendono dalla volante messa a presidio del cancello, uno tira fuori la pistola, gli cade dalle mani, viene accerchiato e insultato per il suo inutile gesto carico di possibili conseguenze drammatiche. Certi passaggi sull’uso delle pistole evidentemente non sono ancora chiari nel corpo di polizia, malgrado Gabriele Sandri e tutti i morti uccisi da colpi partiti in modo accidentale. Il tutto è ripreso da un video che si può vedere su youtube inserendo le parole “Sgombero Horus-poliziotto con la pistola”. Il Municipio è occupato, con il presidente Bonelli all’interno. Arrivano i blindati che stavano davanti all’Horus e gli occupanti parlano al megafono: “Dal municipio non ce ne andiamo perché non ci sono più istituti democratici con cui parlare ma c’è solo polizia”. Dentro una stanza si apre un incontro tra gli occupanti e il presidente del municipio, il rappresentante della giunta provinciale, Peciola e della regione, Anna Pizzo. In ballo c’è l’assegnazione di una parte dell’Ex Gil e lo stanziamento di fondi per l’autorecupero. Il nuovo posto si chiamerà presumibilmente “Horus project”. Dopo un lungo braccio di ferro si ottiene che il tavolo inizialmente convocato per il 15 dicembre è spostato a domani (oggi per chi legge). Ultima assemblea alle 14.30 sul tetto del municipio: “ La minaccia di restare sui tetti a tempo indefinito ha fatto il miracolo. Abbiamo un risultato importante che assolve un pezzo della vertenza”. E’ stata un’altra mattinata dura. Ma tutto si trasforma, dalla distruzione è probabile che nasca il nuovo Horus. Qualcuno è più ombroso mentre scende dalle scale, gli chiedo “Che non ti fidi?”. “Non mi fido di sicuro”.
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/11/articolo/1872/

