Alcoa, scatta la protesta

Tre dirigenti sono rimasti «bloccati» all’interno dello stabilimento dell’Alcoa di Portovesme da quando è in atto la protesta dei lavoratori dopo l’annuncio della cassa integrazione e della chiusura della fabbrica. In un primo momento si era diffusa la notizia di un sequestro da parte degli operai infuriati ma è arrivata la smentita sia dei rappresentanti dei lavoratori che delle forze dell’ordine. Un sindacalista – sentito telefonicamente dall’Agi – si è limitato a dire che i tre «per il momento non possono uscire dallo stabilimento». Nel frattempo nella direzione dell’Alcoa di Portovesme, occupata da stamane da circa settecento lavoratori, si sta svolgendo un’assemblea per decidere le iniziative da adottare nelle prossime ore.

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Sono riuniti in assemblea assieme con i dirigenti e i sindaci del territorio i 400 operai che dal primo pomeriggio hanno occupato lo stabilimento Alcoa di Portovesme, nel sulcis-iglesiente. I cancelli restano bloccati in entrata e uscita, mentre davanti alla fabbrica stanno arrivando altri operai convocati dalle organizzazioni sindacali. Nello stabilimento sono stati richiamati anche gli operai in turno di riposo per organizzare, dopo l’occupazione, altre forme di protesta. Molti degli operai sono appena rientrati dalla trasferta romana di mercoledì scorso, al termine della quale il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola aveva fornito garanzie sul proseguimento dell’attività. Nessuno dei dirigenti dell’Alcoa che si trovano all’interno dello stabilimento sarebbe stato costretto contro la sua volontà. Le dichiarazioni in questo senso, è stato spiegato da fonti sindacali e delle forze dell’ordine, sono scaturite dall’esasperazione di alcuni manifestanti.