E’ emergenza nazionale nei Centri per i migranti “irregolari”
Andrea Onori, Periodico italiano, 21.11.09
Si accentuano sempre di più i problemi quotidiani che affliggono i reclusi dei Cie (Centro di Identificazione ed Espulsione), dove il rispetto dei diritti umani è quasi inesistente. Il mese scorso il garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, lanciava la necessità di cambiare. Parlando di Ponte Galeria (Roma), dove c’è il Cie più grande d’Italia, Marroni evidenziava che “la norma che prevede un periodo massimo di permanenza nel Cie di 180 giorni sta trasformando questi Centri in vere e proprie carceri. Se continua così saranno i Cie e le carceri la prossima emergenza nazionale”. Il garante ha denunciato sia il sovraffollamento che la possibilità di vedere i Cie come un luogo di incubazione di malattie.
Nessuno lo ha ascoltato.
A Ponte Galeria, da giorni, i reclusi dichiarano che il clima è sempre più insopportabile. L’igiene e la salute sono il problema principale di cui tutti i reclusi discutono.
Ma, fuori le mura, nessun giornale e telegiornale ne discute.
Venerdì scorso Faid ha avuto un arresto cardiaco ed è stato portato d’urgenza al Forlanini di Roma. Dov’è tuttora ricoverato in prognosi riservata. Qualche giorno dopo invece, un ragazzo algerino di 20 anni, anch’esso recluso nel Cie di Ponte Galeria, probabilmente ha contratto l’influenza H1N1. Dalle notizie che trapelano, il ragazzo, non dovrebbe essere in pericolo.
Dall’interno del centro di Ponte Galeria, i reclusi, raccontano che il ragazzo soffriva d’asma e sottovivere all’interno di quel fatiscente centro, di certo non lo ha aiutato. I compagni di cella dell’ammalato, con grande preoccupazione, hanno chiesto di essere visitati anche loro, ma senza alcun risultato. Così, per protesta, buona parte dei reclusi della sezione maschile hanno rifiutato il pranzo.
I trattamenti sanitari sono inadeguati nei Cie d’Italia. “Ci trattano come bestie. Nessuno ci visita quando entriamo qui dentro. Se scoppia un epidemia finiamo tutti male.Non si fa prevenzione. Dovrebbero visitarci appena entriamo nel centro, mi sembra il minimo”, mi raccontò Adel, cittadino Tunisino, recluso nel Cie di Corso Brunelleschi a Torino e espulso venerdì 14 novembre 2009.

