CIE: la rivolta non si arresta

Nel Cie di Ponte Galeria continua la rivolta di detenute e detenuti. Quindici persone, individuate come “responsabili” della rivolta, sono ora rinchiuse in carcere. La situazione, che ieri ha visto le forze dell’”ordine” sparare anche alcuni colpi, rimane grave.
La mattina del 31/3, si è tenuto un presidio di solidarietà a Piazzale Clodio, in occasione della prima udienza del processo ai ribelli di Ponte Galeria. Non ci sono ancora notizie certe su eventuali condanne ai/lle migranti.

[segue...]

Aggiornamenti

Iniziative
Giovedì 8 aprile, assemblea cittadina contro i Cie

Mercoledì 21/4 – “VI SERVIAMO OVUNQUE, ANCHE NEI LAGER! Boicotta “la Cascina” alla Sapienza”
Comunicato e foto dell’azione di denuncia nei confronti del gruppo “la Cascina” che gestisce la mensa del C.I.E. di Ponte Galeria

A via Corelli (Milano), a Ponte Galeria (Roma), a corso Brunelleschi (Torino) a Bologna e a Gradisca d’Isonzo (Gorizia) i detenuti e le detenute
nei Cie rimandano indietro il cibo. La protesta è iniziata la scorsa domenica nel Cie di Ponte Galeria, quando i detenuti e le detenute sono venuti/e a conoscenze delle nuove regole di sopravivenza imposte dalla cooperativa Auxilium, che dal primo marzo ha sostituito la Croce Rossa.
Auxilium ha imposto l’ora d’aria, costringendo i reclusi e le recluse a passare le giornate ammassati/e dentro le gabbie. A Ponte Galeria hanno bruciato i materassi, le sciarpe e le lenzuola.

Il 3 marzo, dopo aver saputo cosa stava accadendo a Ponte Galeria, i reclusi e le recluse del Cie di Milano hanno iniziato uno sciopero della fame e hanno scritto un comunicato per spiegare i motivi della loro protesta.

Immediatamente la protesta si è estesa in altri Cie, che a macchia d’olio hanno visto i reclusi entrare in sciopero della fame, contro i sei mesi, contro le terribili condizioni di vita nei Cie e in solidarietà con gli antirazzisti torinesi che sono stati gli unici a raccontare la verità su quei lager.

Iniziative in solidarietà con i/le migranti in sciopero della fame nei lager di Stato e con gli antirazzisti torinesi arrestati:

* SABATO 13 MARZO: TUTT* FUORI DAL CIE!: Presidio davanti al Cie di Ponte Galeria a Roma
* 8 marzo 2010 – Torino, Presidio in solidarietà ai compagni arrestati. Il 9 marzo si tiene il tribunale del riesame per i compagni arrestati [corrispondenza]

Infatti a Torino, il 23 febbraio scorso, la militanza antirazzista diventa il reato che permette al Pm Padalino di effettuare decine di perquisizioni e di trarre in arresto sei compagni, tra i quali ci sono anche i redattori di Macerie.

Mentre la protesta prosegue con determinazione, nonostante il silenzio dei media e l’ostracismo dei gestori, che cercano di fermare la protesta propinando psicofarmaci ai reclusi, dal Cie di via Corelli il Comitato antirazzista milanese riesce a far uscire le testimonianze delle recluse.

Oggi sembra sempre più evidente la volontà di voler dividere il mondo in discariche e in deserti. La discarica è l’opulento occidente con la sovrapproduzione continua e incessante dei beni, il deserto è in quei paesi dove non c’è niente e si muore di fame. I Cie sono la soluzione della società istituzionale e perbenista per il controllo dei flussi migratori.
Non si può arrestare la migrazione dei corpi, non si possono rinchiudere le persone dentro veri e propri lager di stato. Il lavoro diviene la discriminante che legittima o meno donne e uomini ad esistere, permettendo il caporalato e, con esso, la riduzione in schiavitù delle persone, come avviene nelle campagne del meridione. Ma, come hanno già fatto gli immigrati africani a Rosarno, i reclusi e le recluse nei Cie d’Italia si stanno ribellando. Anche dall’esterno è necessario far sentire loro il nostro sostegno, perché la solidarietà è un’arma.

Aggiornamenti sulla protesta nei Cie:
Macerie
Noi non siamo complici
Radio Onda Rossa
Radio Blackout