Israele rinnova le minacce alla Flotilla

ISRAELE:LA «FREEDOM FLOTILLA» NON PASSERA’
La Turchia chiede la fine del blocco di Gaza e di far transitare le navi pacifiste
Tel Aviv, 26 maggio 2010 Nena News – Israele minaccia di fermare, anche con l’arrembaggio di commando della Marina, le navi pacifiste della «Freedom Flotilla», con a bordo circa 700 attivisti internazionali oltre a 10mila tonnellate di aiuti umanitari, attese tra domani notte e venerdi’ nel porto di Gaza city.
«Quelle navi in viaggio, in realtà, non vogliono aiutare la popolazione di Gaza ma solo portare avanti un’ agenda radicale e fare gli interessi di Hamas», ha affermato Yigal Palmor, portavoce del ministero degli esteri israeliano. Il vice ministro della difesa Matan Vilnai ha avvertito che la “Freedom Flotilla” non raggiungera’ mai il porto di Gaza city.

Da parte sua la stampa in ebraico riferisce che le navi pacifiste saranno “se necessario” fermate anche con l’arrembaggio prima del loro arrivo a Gaza. Il quotidiano “Yisrael Hayom”, vicino al governo, precisa che i pacifisti verranno arrestati e portati al porto di Ashdod dove saranno interrogati in massa. La prigione di Beersheva (Neghev) sarebbe stata svuotata per ospitare decine forse centinaia degli arrestati.

Le minacce pero’ non fermano la Freedom Flotilla che procede verso Gaza dove ha annunciato di voler consegnare generi di prima necessità per la popolazione palestinese, da tre anni sotto uno stretto embargo israeliano, e un consideravole quantitativo di cemento – che Tel Aviv non lascia entrare nella Striscia – in modo da favorire la ricostruzione ancora ferma per mancanza di materiali edili ad oltre un anno dall’offensiva militare israeliana «Piombo fuso» in cui sono rimasti uccisi circa 1.400 palestinesi.
A guidare le navi pacifiste – partite dall’Irlanda, dalla Grecia e dalla Turchia – è il cargo «Rachel Corrie» che porta il nome della giovane attivista americana uccisa nel 2003 da un bulldozer israeliano mentre cercava di impedire la demolizione di una casa palestinese a Rafah.

Intanto ieri la Turchia, uno degli sponsor politici principali della ”Freedom Flotilla”, ha chiesto a Israele di togliere l’assedio a Gaza e di consentire al convoglio di navi di arrivare a destinazione. Nel corso di una conferenza stampa il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu ha detto che «È necessario evitare di aumentare le tensioni – ha detto.L’assedio a Gaza dovrebbe essere levato». La Turchia, paese membro della Nato, è uno stretto alleato militare di Israele ma le relazioni tra le parti si sono deteriorate dopo l’offensiva israeliana contro Gaza. Sono frequenti le critiche del primo ministro Recep Tayyip Erdogan alle politiche israeliane nei confronti dei palestinesi.(red)