Sostegno agli attivisti ed alle attiviste della Freedom Flottilla

Lunedì 31 maggio l’esercito Israeliano ha attaccato la Freedom Flotilla uccidendo almeno 20 persone e ferendone altre. Dalle testimonianze di attivisti che si trovavano sulla Flotilla risulta che alcuni dei morti durante l’assalto israeliano sono stati buttati in mare.

La Freedom Flotilla è una flotta carica di aiuti umanitari, tra cui cemento, medicine, alimentari e anche case prefabbricate. Sulla nave erano presenti oltre 700 passeggeri di 40 nazionalità diverse, tra cui molte organizzazioni umanitarie, ma non solo. Sulla nave c’erano parlamentari, giornalisti, reporter, medici, e ong come Free Gaza Movement o European Campaign to end the Siege on Gaza.

La nave già nella giornata di domenica era stata circondata mentre stava cercando di raggiungere Gaza via mare.
In Turchia sono avvenute le prime manifestazioni anti-Israele, dopo la conferma che almeno 9 persone uccise sono di nazionalità turca, ma espressioni di solidarietà si sono diffuse in tutto il mondo.

L’attacco si è configurato come un atto di pirateria in quanto avvenuto in acque internazionali, a oltre 50 miglia dalle acque territoriali israeliane, e quello delle persone a bordo delle imbarcazioni come un sequestro in acque internazionali. Non si sono per altro avute notizie dai fermati dall’inizio dell’assalto alla scarcerazione.

Per sottolineare l’illegittimità dell’attacco, attiviste e attivisti si sono rifiutati di firmare l’atto di espulsione in cui si dichiarava l’ingresso illegale in Israele. Sono così rimasti in stato di detenzione, subendo violenze fisiche e psicologiche, per tre giorni. L’ultimo attivista italiano ancora non scarcerato, Manolo Luppichini, è rientrato giovedì 3 giugno in Italia.

Intanto Renata Polverini, lunedì 31 maggio, proprio dopo la notizia dell’attacco, ha ritenuto opportuno recarsi in visita di cortesia dall’ambasciatore israeliano, mentre nelle redazioni dei maggiori quotidiani italiani, dopo un primo momento di smarrimento, finalmente verso sera, ha visto la luce la libertà di stampa: quello che è accaduto il 31 maggio non è un attacco dell’esercito israeliano, non è un massacro, non è un sopruso, ma un incidente.

APPUNTAMENTI:

– Lunedì 31 Maggio alle ore 17.00 in tutte le piazze italiane è stato convocato un presidio contro Israele.
– Martedì 1 Giugno ore 16.30 appuntamento Facoltà di Architettura La Sapienza a Valle Giulia
– Martedì 1 Giugno ore 17.30 sit-in di fronte all’ambasciata d’Israele in Via Michele Mercati, 14

– Venerdì 4 Giugno h 17 Giornata di Mobilitazione Nazionale – Piazza della Repubblica

Per ulteriori notizie:

video: Immagini dell’attacco / Attacco alla nave della pace / Manolo Luppichini al rientro a Roma, video non censurato.

corrispondenze:in diretta dal porto israeliano di Ashdod; dal corteo di Roma; aggiornamenti da Tel Aviv.

link: Indymedia Italia | Infopal | Save Gaza | Electronic Intifada | Free Gaza Movement | Maan News

aggiornamenti:
- 2/6 Comunicato di solidarietà alla popolazione palestinese e sui fermi di stamattina