A Roma anche il Pride sarà di destra. La colonizzazione del sociale da parte delle destre compie così la sua svolta a 360°. Sarà di destra dopo l’inserimento, nel percorso delle fiaccolate contro l’omofobia iniziato un anno fa, di strutture addirittura fasciste, ma sarà di destra anche perché la manifestazione nasce da un percorso non condiviso, che ha portato l’inserimento dei più vari contenuti in un appello creato senza confronto. Si dimostra così sulla carta una ampiezza di vedute, da parte di strutture e associazioni che si richiamano a ben altri vissuti nei fatti. Inoltre, non si possono scordare le provocazioni fasciste al Pride dello scorso anno, compiute da Casa Pound, che poi, con l’aiuto di alcuni esponenti della “sinistra”, ha tentato di riabilitarsi sulla questione dell’omofobia. Per questo, collettivi, gruppi e associazioni antagonisti, sentendosi esclusi da tale prevaricazione (prevaricazione dovuta forse alla presenza del ben più lucroso Europride a Roma il prossimo anno?), hanno deciso di non partecipare al Roma Pride, ma di confluire in uno spezzone antifascista, antisessista e antirazzista al Pride nazionale a Napoli.
Approfondimenti:
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