Rifondazione Comunista contro la Procura di Teramo per le coltellate inferte dai neofascisti il 23 dicembre a tre ragazzi

Sono passate poche ore dalla comunicazione di un arresto nell’ambito delle indagini sulla rissa al bar Borromei di due mesi fa e Rifondazione Comunista muove precise accuse alla Procura di Teramo “Il Circolo di Teramo del Partito della Rifondazione Comunista, nell’apprendere la notizia dell’arresto di una terza persona in merito ai fatti del bar Boromei dello scorso 29 maggio, esprime sconcerto per le decisioni assunte dalla Procura di Teramo. Ci corre l’obbligo di ricordare che la stessa Procura, in circostanze ben più gravi, non ha ritenuto opportuno richiedere nessuna misura cautelare. È il caso delle coltellate inferte da alcuni neofascisti lo scorso 23 dicembre ai danni di tre ragazzi; in quell’occasione, nonostante siano stati trovati a casa di alcuni degli aggressori i coltelli utilizzati nel raid, nessun provvedimento è stato richiesto. Addirittura, sfiorando l’assurdo, il ragazzo ricoverato in prognosi riservata, si è visto accusare di porto abusivo d’arma”.
Su questi presupposti basa le sue richieste Rifondazione: “Vorremmo che si spiegasse pubblicamente questa disparità di trattamento. Godono, gli accoltellatori, di particolari protezioni? È un caso che il Sindaco abbia denunciato pubblicamente solo i fatti del Boromei dimenticando colpevolmente di esprimersi in merito all’aggressione dell’Heaven? Il Prc ritiene inutile che ci si affanni a chiedere ai cittadini senso di responsabilità quando, come in questo caso, ci si trova di fronte a palesi ingiustizie di cui si rendono colpevoli quelle istituzioni che dovrebbero garantire e rappresentare la collettività. Altrettanto inutile la richiesta, alle forze politiche, di abbassare i toni: angherie, soprusi e prepotenze, commesse da chi ha il potere, generano un sentimento di rabbia nella popolazione impossibile da controllare”.