Aperture e cotillon

Aggiornamento: Indyroma è ancora in fase sperimentale, per questo abbiamo qualche problema con il newswire, in cui le sezioni Comunicati, Repost (Notizie da altri media), Analisi devono essere approvate per poter essere lette nelle apposite sezioni. Chiediamo di pazientare nell’attesa di migliorie tecniche.
Indymedia Roma è stata chiusa per molti mesi. Non abbiamo fatto vacanza in questo periodo (come qualche sedicente quotidiano aveva ipotizzato) ma piuttosto abbiamo ragionato i motivi della “crisi” di partecipazione di cui Indymedia e Indyroma hanno sofferto. La crisi non era solo una questione di mera amministrazione e mancanza di admin:  indice ne era la presenza costante di numerosissime agenzie nel newswire e non di elaborazioni collettive/originali.
Indyroma riparte quindi dalla partecipazione tramite la sperimentazione collettiva di nuovi strumenti in trasformazione.
La volontà è quella di dar vita ad una piattaforma comune d’informazione,   slegata da  una particolare area di movimento in cui possano esprimersi tutte e  tutti, stimolando ragionamenti collettivi che sappiano valorizzare e porre a confronto soggettività  e narrazioni diverse tra loro. Vorremmo svincolarci  dalla contigenza che nell’emergenzialità riduce puntualmente quello che dovrebbe essere  un processo di socializzazione dei saperi e veicolo organizzativo ad una  sterile bacheca di appuntamenti di cui, in realtà, si conosce ben poco.
La distorsione dell’Informazione è secondo noi dovuta,in parte, proprio ai molti mezzi di comunicazione legati a doppio filo a interessi specifici che ne limitano la capacità comunicativa. Questi, molto spesso, non riescono né a socializzare adeguatamente ragionamenti e appuntamenti né sono riusciti  a condividere un dibattito aperto e accessibile da parte di quelle alterità che non si sentono necessariamente legate ad un’area politica ma che, in realtà , sono nella loro specificità la chiave dei processi di conflitto.
In qualche modo l’assenza di indymedia toglie dibattito a pezzi importanti di città e ciò non può che impoverire dal punto di vista della lotta e della condivisione e narrazione della stessa.
E’ importante che indymedia esista come mezzo di informazione e comunicazione (e perchè no, cospirazione),  non tanto perchè trasversale  in senso accumulativo ma piuttosto fuoco di contraddizioni che esplodono.
Indyroma, quindi, sta cambiando nella forma e, come strumento  collettivo, da un lato inviterà ad una autoassunzione di responsabilità  (si auspica anche con la creazione di admin per quelle realtà sociopolitiche che lavorano nella città) e dall’altro con una nuova policy. Inoltre, abbiamo reso più integrati i feed di quelle realtà che già operano nell’ambito comunicativo tale da poter avere un quadro migliore di quanto accade a Roma e non solo.
Per concludere, in questo momento di grave attacco  all’informazione, ripensare come riprendere in mano la comunicazione non può che avere un forte impatto sociale; invitiamo perciò tutte e tutti a iscriversi alla  mailing list.
Indyroma è un work in progress: la lista serve non solo per proporre ftr, ma anche per capire come ci si possa adattare a un web in continuo cambiamento sotto il profilo comunicativo, creativo ed estetico.
Gioia e amore a tutte e tutti.


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