Approfittando del caldo la politica romana (e non solo: 1; 2) sulla gestione delle occupazioni pare avere una sola soluzione: lo sgombero.
La mattina del 12 Agosto si è proceduto allo sgombero di Pirateria (comunicato), squat occupato dal 1993 e che dal ’95 si trovava nella zona degli ex mercati generali, attualmente interessata dall’ennesima speculazione edilizia nella capitale, in cui si preferisce dare spazio ai “grandi progetti” (dalla nuvola di Fuksas alla città dei giovani), piuttosto che trovare soluzioni alla pessima situazione che chi abita a Roma sta affrontando.
Da un lato si tenta quindi di sottrarre alla città luoghi di socialità e spazi autogestiti come il Volturno o il 30 di via dei Volsci, dall’altro non si trova una adeguata risposta al caro-affitti e all’indebitamento da mutuo che interessa gran parte delle persone che vivono a Roma. Anzi, si “difendono” appartamenti vuoti con ulteriore dispendio di mezzi e soldi pubblici quando si cerca di riappropriarsene o si reprime chi cerca di evitare gli sfratti.
Nonostante questo, sembra che Roma Capitale non abbia remore ad acquistare, per la modica somma di 11,8 milioni di euro, Casa Pound, oltre a fare favori di vario tipo e nonostante il bilancio 2011 preveda solo 16,6 milioni per i servizi sociali.
Intanto a Marino la soluzione sembrano essere le colate di cemento, non senza l’appoggio dei casapoundini di cui sopra.

