Atene: occupati i ministeri

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Nella giornata di oggi i dipendenti pubblici di Atene hanno bloccato le entrate e occupato le sedi dei principali ministeri: Interno, Giustizia, Lavoro, Sanità, Agricoltura impedendo di fatto lo svolgersi delle attività.

La protesta ha avuto luogo in coincidenza con l’arrivo dei rappresentanti del trio di istituzioni (Bce, Fmi, UE) che dovranno decidere se elargire o meno l’ennesima iniezione di miliardi per tentare di prolungare la permanenza della Grecia nell’olimpo neoliberal. Questo a patto che il governo greco riesca ad imporre il piano di garanzia attraverso licenziamenti pubblici, sospensioni lavorative, abolizione degli enti considerati inutili. Seguire insomma i dettami della ricetta stilata dai custodi dell’economia globale a cui tutti gli stati in odore di default dovranno attenersi, Italia compresa.

Tuttavia è bene chiarire che malgrado l’avvicendarsi di continue misure di smantella-welfare, e di conseguenti prestiti da parte degli strozzini dell’alta finanza, il rischio di default per Atene non è affatto scongiurato ed anzi sembra essere l’unica soluzione per tenere a galla la moneta della fortezza Europa.

Le altre manifestazioni di protesta organizzate per le strade di Atene sono state pacifiche, complice forse l’ormai diffusa sfiducia di tutta la società che ha portato a scioperare anche i media mainstream e la stessa TV di stato.