InformationGuerrilla – Lancio del 6 Novembre 2011

“GOVERNO TECNICO” ? GRAZIE NO

«Presto, un governo tecnico!» Il grido che sale da Confindustria, Abi, opposizione parlamentare e malpancisti del Pdl è ormai un coro assordante. Ma cosa dovrebbe fare un governo del genere? E chi sarebbe quella «figura al di sopra delle parti» che potrebbe riscuotere contemporaneamente i voti bipartisan nel parlamento italiano nonché la fiducia delle istituzioni europee (senza dimenticare quella ben più volatile dei mercati)?

Il nome più cliccato è Mario Monti, ex rettore e presidente dell’università Bocconi. Poi indicato dal primo governo di centrodestra come commissario europeo, presidente continentale della Commissione Trilaterale (fondata nel 1973 da David Rockefeller) e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. Dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs. Sopra le parti, insomma…

Il programma, invece, scivola via dall’attenzione, ben rimpannucciato sotto la parola-coperta-di-linus degli ultimi 20 anni: «riforme». Eppure il programma c’è: chiaro, strutturato, scolpito come le tavole della legge.

In un lungo editoriale sul Corsera, la scorsa settimana, Monti ha squadernato le ragioni della non credibilità di Berlusconi evidenziando la distanza delle «convinzioni profonde» del Cavaliere da quelle condivise dagli altri leader europei. Sull’euro come sulle «riforme», sulla durezza delle misure da prendere e sulla necessità di «presentarle in modo convincente ai cittadini».

Ma soprattutto sul tema centrale di questa fase storica: «il governo economico» continentale che «si sta creando». Un compito cui l’Italia non sta contribuendo da protagonista, ma da soggetto passivo, che «improvvisa» nel tentativo di recepire forme di governo in grado di «disciplinare» il paese. Il rischio, palese nelle sparate berlusconiane e ancor più in quelle leghiste, è vedere il paese governato ancora da una classe dirigente «populista» e «distaccata dall’Europa».

Questa è la pars destruens che motiva la necessità di una «svolta radicale» nella gestione – liberale e liberista, sia chiaro – nel governo della cosa pubblica. Quella “costruens”, non è un segreto, è tratteggiata nella «lettera della Bce» – inviata in luglio da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi – rimasta a lungo «segreta» e articolata in tre semplici punti.

Le «misure per la crescita» devono comprendere la «piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali»; un’«ulteriore riforma del sistema di contrattazione salariale» che renda gli accordi aziendali «più rilevanti rispetto agli altri livelli di contrattazione». Senza dimenticare l’«accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti» (e, in fondo, anche un «sistema di assicurazione dalla disoccupazione»).

La «sostenibilità delle finanze pubbliche» fa sempre la parte del leone, con l’«anticipo del pacchetto del luglio 2011» e l’obiettivo del «bilancio in pareggio nel 2013»; da realizzare – manco a dirlo – «principalmente attraverso i tagli di spesa». E quindi: «ulteriore intervento nel sistema pensionistico» («anzianità»), blocco del turnover nel pubblico impego e, «se necessario, riduzione degli stipendi». Persino il «pareggio di bilancio» nella Cosituzione e tante altre cosette che – onestamente – Berlusconi ha messo nei suoi disordinati elenchi di provvedimenti fatti, non fatti o malfatti.

Al terzo punto, infine, gli «indicatori di performance» per migliorare «l’efficienza amministrativa», l’abolizione delle province, l’accorpamento dei Comuni e tutte le frasi che sentite ripetere anche dal primo rottamatore che passa. Quando si parla di «governo tecnico», si parla di questo. E basta.

Francesco Piccioni

www.ilmanifesto.it

4.11.2011

 

 Il Comitato No Debito lancia il

referendum

E’ la proposta avanzata dal Comitato “No Debito” del 1 ottobre. “Gli strumenti ci sono, è già avvenuto sull’Europa nel 1989″ dice Giorgio Cremaschi. E si pensa a lanciare un vero e proprio referendum autogestito 

Mentre la Grecia fa marcia indietro sull’ipotesi del referendum popolare, c’è chi in Italia chiede che un referendum si svolga anche nel nostro paese. Obiettivo: la lettera di Trichet e Draghi al governo italiano cioè le misure economiche che la Banca centrale chiede siano applicate dall’Italia. Gli strumenti ci sono, assicura il “Comitato No Debito”, il coordinamento di varie forze sindacali, sociali, politiche, ambientaliste che si è formato lo scorso 1 ottobre in una grande assemblea al teatro Ambra Jovinelli di Roma. A presentare la proposta in conferenza stampa è stato Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom affiancato dai diversi rappresentanti del Comitato: Usb, Forum ambientalista, sinistra Cgil, Rete Viola, Rifondazione comunista, Sinistra Critica, Pcl, Rete del comunisti, Alternativa di Giulietto Chiesa e altri ancora. “Non siamo euroscettici, diciamo no ai vincoli europei e diciamo no al debito. E chiediamo di poter decidere con un vero e proprio referendum” spiega Cremaschi che punta il dito contro i vertici dell’Unione europea a cominciare dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. “Questa Europa è ormai alternativa alla democrazia, la piega e la fa soccombere” viene ripetuto in diversi interventi a poche ore dalla decisione della Grecia di fare marcia indietro sul referendum. 

“E invece noi, aggiunge Cremaschi, un referendum lo chiediamo anche per quanto riguarda l’Italia”. Come? A spiegarne le modalità è Franco Russo che da anni segue le tematiche giuridiche e costituzionali con l’occhio rivolto ai movimenti socali, “Istituzionalmente, dice, la cosa è perfettamente fattibile perché non si voterebbe sui Trattati, cosa vietata dall’articolo 75 della Costituzione, ma sulle politiche dettate dall’Unione”. Russo spiega che la lettera di Trichet e Draghi del 4 agosto non è altro che la riproposizione delle linee guida stabilite dall’Ecofin a giugno. Quelle direttive sono diventate legge europea il 21 giugno e dunque è su quello che occorrebbe pronunciarsi. “Si tratterebbe dunque di un referendum di indirizzo, cioè consultivo e basterebbe, come già avvenuto una volta nel 1989, che il Parlamento varasse una legge costituzionale per permettere una consultazione popolare”. Sulla scheda andrebbe scritto: “Siete favorevoli ai piani di salvataggio stabiliti dall’Unione europea?”. 

Il Comitato No Debito lancerà una petizione formale al Parlamento, sulla quale saranno raccolte le adesioni più ampie, per chiedere questa iniziativa. Senza, ovviamente, farsi illusioni In subordine, è la proposta lanciata ieri, c’è l’ipotesi di un vero e proprio referendum “autogestito”. “Proveremo a organizzare centinaia e centinaia di urne per permettere un voto popolare che pesi sull’attuale fase politica”. 

www.ilmegafonoquotidiano.it

 

Associazione Ex Lavanderia –

NOVEMBRE 2011

 

 Padiglione 31 – S.Maria della Pietà (Monte Mario)

www.exlavanderia.itinfo@exlavanderia.it

Domenica 6 novembre dalle ore 12

FisioC, in ocasione dei 5 anni di attività presenta:

LE NOSTRE MANI INSIEME….

Per costruire un’aula scolastica in Tanziana con l’Associazione “Sorrisi nel Mondo ONLUS”

Pranzo solidale, stornelli romani con il “Ponentino Trio”

Prenotazione obbligatoria, tel. 338 8880217 – 338 3471559 mail dottorarcobaleno@libero.it

Venerdì 11 novembre dalle 20,30

L’Associazione Ex Lavanderia e il gruppo Pizzica “Verde Rame” presentano

SAN MARTINO

Cena tipica, vino e musica dal Salento

Sabato 12 novembre dalle 22

Labortango presenta:

“Milonga Viejo Lavadero”

prove di Milonga Popolare

Sabato 19 novembre

A partire dalle ore 21 un dopo-cena delicato e psichedelico con:

TBP (progetto rock di Mario Contarino)

a seguire: LETTURA DI “POESIA” IN MUSICA TRATTA DAL NUOVO LIBRO DIANGELA TRISCARI PIEDIVITI
dal titolo “
QUANDO LE MIE VISCERE NON SANNO TACERE“…
sfoghi dolci e crudi di una ragazza troppo sensibile!!!

a seguire Roberto Pucci con la sua musica:
PUCMAN (dj pak), ELECTRONIC LIFE LIVE 011 (electronic-synth rock-new age)

poi Masharoom con la sua folle musica:
the space inside ( un viaggio all’esterno dell’interno ).

Sabato 26 novembre dalle 22

Labortango presenta:

“Milonga Viejo Lavadero”

prove di Milonga Popolare

 

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