I movimenti e i sindacati davanti al palazzo senatorio chiedono che venga ritirata l’ordinanza del sindaco sui cortei e dicono no alla provatizzazione delle municipalizzate
Precari, studenti, movimenti di lotta per la casa. Tutti in piazza del Campidoglio, nel pomeriggio, per chiedere: “Casa, reddito, dignità”, come si legge su uno striscione esposto sotto al Palazzo senatorio. I manifestanti, tra le altre cose, chiedono che venga ritirata l’ordinanza del sindaco sui cortei, che non vengano privatizzate le municipalizzate, che “non sia svenduto il patrimonio di Atac” e che depositi e caserme vengano destinati alla realizzazione di case popolari e spazi pubblici.
“Dai nidi all’università la scuola pubblica non si arrenderà”, si legge su un altro striscione esposto dagli studenti. In piazza anche il consigliere provinciale Gianluca Peciola (Sel): “Siamo vicini ai precari e agli studenti che stanno protestando in Campidoglio contro l’ordinanza di Alemanno sui cortei, la dismissione del patrimonio di Atac, il rincaro dei biglietti delle aziende di trasporto pubblico, la privatizzazione dei beni comuni e l’attacco al lavoro dipendente. Nonostante l’esito dei quesiti referendari sta prevalendo la logica della svendita del patrimonio pubblico e la privatizzazione dei servizi. Queste misure produrranno un peggioramento della qualità della vita dei romani e colpiranno in particolare le fasce sociali più deboli”.
Vogliamo dire ad Alemanno che in questo momento è in Prefettura a discutere di cortei, che non vogliamo che sia messa in discussione la libertà di manifestare in questa città soprattutto in un momento di crisi economica e politica in cui i motivi per manifestare sono tanti”. Con questo discorso Paolo Divetta, uno dei rappresentanti dei movimenti di lotta per la casa, ha aperto l’assemblea cittadina con studenti e sindacati in Campidoglio.
Divetta ha esortato tutti i partecipanti all’assemblea a “trasformare il disagio in una mobilitazione comune”. Nel corso dell’assemblea è stato acceso un fumogeno colorato rosso sulla scalinata del Campidoglio.
14 novembre 2011 Repubblica.it

