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Oggi 23 Novembre si è svolto un presidio partecipato con lavoratori, lavoratrici, studenti e studentesse sotto al rettorato. Circa un centinaio di persone hanno dato luogo ad una protesta che doveva svolgersi in concomitanza con il tavolo di trattativa con l’amministratore delegato della Sapienza. Il tavolo è stato posticipato al pomeriggio. La vertenza non si fermerà però alle prime trattative. Domani 24 Novembre è convocato un altro presidio, alle ore 10, sotto agli uffici del rettorato. Contro i profitti sui posti di lavoro… solo la lotta paga!
Questo è il testo di un volantino di sensibilizzazione sulla situazione dei lavoratori/trici esternalizzati/e delle pulizie che stiamo facendo girare nella città universitaria per lanciare il presidio in sostegno alla lotta Mercoledì 23 Novembre mattina e che riproponiamo in vista del 24 novembre:
Il cesso dell’università fa schifo? I cestini traboccano? Non c’è più la carta igienica? Questa è un aspetto della crisi che stiamo pagando, ma c’è chi ne vive di peggiori!
Le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie sono in agitazione date le pessime condizioni di lavoro cui sono sottoposte/i. Tutti gli effetti delle riforme che da vent’anni a questa parte impongono le esternalizzazioni dei servizi e pesanti tagli alla spesa pubblica hanno portato ad una serie d’appalti al ribasso. Ora si è raggiunto l’apice con l’assegnazione dell’appalto per le pulizie de “La Sapienza” all’azienda EURO&PROMOS per una cifra inferiore del 26% rispetto ai fondi precedenti con pesanti ripercussioni sulle condizioni di lavoro.
La nuova ditta ha imposto spostamenti di sede a molte/i lavoratrici e lavoratori cosicché le ore pagate da “La Sapienza” in molti casi vengono in realtà svolte altrove.
Gli operatori e le operatrici in ferie non vengono sostituiti/e e lo stesso vale per i pensionamenti. Per attingere il più possibile ai fondi INPS, inoltre, i lavoratori e le lavoratrici vengono spinti/e a prolungare i permessi malattia (superati i tre giorni il pagamento passa dalla ditta all’INPS), tutte assenze che a loro volta non vengono sostituite.
Tutto ciò ha portato inevitabilmente ad un carico di lavoro insostenibile dovuto ad una diminuzione effettiva del personale del 40%. Come se non bastasse vengono imposte pesanti diminuzioni in busta paga con meno ore di lavoro dichiarate e ritocchi sugli assegni familiari. L’orario di lavoro viene spezzettato in turni distanti fra loro per costringere i lavoratori e le lavoratrici a rinunciare a parte delle proprie ore di lavoro per favorire l’ingresso di esterni/e. L’equipaggiamento è ridotto all’osso e le lavoratrici e i lavoratori sono costretti ad indossare camici estivi d’inverno, sono sprovvisti/e di mascherine, guanti e di attrezzature antinfortunistiche.
Gli operatori e le operatrici sono stati/e costretti/e a firmare la propria presenza ai corsi sulla sicurezza, obbligatori per legge, anche se in realtà non sono mai stati svolti.
Finora i direttori di dipartimento non hanno sporto reclamo adducendo come scusa possibili ripercussioni sui singoli lavoratori e lavoratrici. Far finta di nulla, però, di certo non è di alcuno aiuto alla loro lotta che deve essere assunta da tutte/i coloro che vivono questo ateneo.
Dal 16 Novembre le lavoratrici e i lavoratori sono in stato di agitazione.
Allo sciopero minacciato “La Sapienza” ha risposto con un muro di gomma affermando di non essere al corrente di nulla. Il blocco delle pulizie è quindi slittato di una settimana per intercessione dei sindacati confederali che hanno indetto un tavolo di trattativa.
Parallelamente a questa contrattazione istituzionale è stato indetto un:
PRESIDIO SOTTO AL RETTORATO
GIOVEDi’ 24/11 ORE 10
non lasciamo soli/e i lavoratori e le lavoratrici con cui condividiamo tutti i giorni i luoghi di studio e di lavoro, sosteniamo la lotta!
Collettivi Autorganizzati della Sapienza

