Cu-cu? Canta il Merlo? In pieno inverno?
Cosciente di quanto detrimento cognitivo causi commentare un qualunque articolo di Repubblica.it, chiedo venia. Ma come si può non reagire ad un fischio del Merlo? (“..uno dei migliori popreporter del giornalismo italiano…”)
E’ possibile narrare il proprio fastidio, il disinteresse per la visione profonda delle cose trasmutandolo nell’arte ‘dietrocapiente’ (“l’arte e la tecnica di prendere per il culo”) facendosi pure pagare per questo? Figurando nell’ordine dei giornalisti? Imbrattando di inchiostro/bit una pagina cartacea/internet? Ci sono i servizi dietro la disinformazione di Francesco Merlo, o fa da solo?
Nel tempo del postmoderno tutto è possibile. Francesco Merlo lo sa bene.
Ecco, allora, che torna il fischio dell’uccello giornalistico dalla penna qualunquista. Contribuendo alla mistificazione informativa che (forse parallela alle indagini dei carabinieri) vorrà depistare da subito l’attenzione per l’agguato occorso giorni fa non ad un tizio qualunque ma ad un fascista inutilmente noto anche per fatti recenti. Un episodio dal valore politico forse minimo, ma pur sempre inerente quella cloaca fascista ed omicida cui appartiene un cane razzista, nazista e facebookdotato amico di Alemanno, quale è Francesco Bianco (un ragazzino, al tempo dell’assassinio di Scialabba, il 28 febbraio 1978, a Roma). Dipingendolo come un disturbato, un caso umano e sociale, Merlo non tratteggia nè un quadro storico nè cronachistico degli uomini (di merda) che condizionano il potere a Roma. Insomma a legger Merlo, Bianco è inoffensivo e gli hanno lanciato contro delle miccette.
L’articolo di Merlo:
La lezione antisemita
del militante nero
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/28/news/nar_alemanno-10635158/
Del quale, vi porgo un afflato cerchiobottista, à la Pansa:
“..è lo stesso Bianco di sempre, quello che faceva l’autista del commando che uccise Roberto Scialabba. E’ ancora il camerata di guerra che per ora può solo concedersi un terrorismo sfigato, un antisemitismo mimetizzato nella vetrina di quegli stessi giovani che odia perché non capisce, e dove si esibisce pensando che nessuno gli chiederà il conto.
E’ la via più comoda e anche la più vile, proprio come erano vili gli agguati di trent’anni fa, le spedizioni punitive, le bombe, i coltelli, le uccisioni e le violenze dei terroristi, ovviamente non solo neri ma anche rossi.”
Evvai con lo sport nazionale! Merlo aderisce al KalderonProject e mette neri, rossi, casalinghe e tipi a pallini tutti insieme! Tanto che gliene frega, mica s’è mai dichiarato antifascista.
Merlo minimizza e prende per il culo. Mica riesce ad informare. Merlo non trasfigura, nè dice alcunchè dell’incontro dei neofascisti che da Subiaco ha preparato il prossimo omaggio di Acca Larentia, il 7 gennaio prossimo, con allegato rischio di mini-marcia su Roma. Non si rende conto, Merlo, del clima che si respira a Roma. Gli sfuggono i morti ammazzati per strada, la violenza che si respira in città e i collegamenti con gli scossoni del sistema di potere clerico-fascio-banditesco romano, presentemente “retto” da Alemanno, UN FASCISTA, MERLO, MA PROPRIO FASCISTA, CAZZO. Guarda gli amici che piazza in città.
Quando prova a spennellare di psico-sociologico, Merlo fa precipitare tutto:
“Per evitare vecchi riflessi condizionati fascismo-antifascismo sarebbe bene chiarire ai ragazzi che protestano che questa pattuglia di estremisti raccomandati di Alemanno non c’entra con il fascismo che fu la tragedia di un’altra generazione. Qui c’è invece il passato eversivo e violento degli anni settanta che manda vampate al sindaco di Roma.”
Il riflesso condizionato. Merlo neo-pavloviano.
E anche: Merlo nietzschiano mancato, se invoca:
“quel vero coraggio che è rinunziare a se stessi per diventare se stessi”
D’altronde, penosamente, Merlo trovò il tempo e lo spazio per apprezzare De Gennaro: “A noi piacciono i capi che coprono i loro uomini”; e Merlo si caga politicamente sotto quando si tratta di schierarsi CHIARAMENTE contro il fascismo, informando chi ascolti i suoi fischi pop repubblichini anche solo presuntamente del fatto che sono regolamenti di conti romani, criminali perchè fascisti, un sequitur che il (pubblicista) medio borghese ha la pessima coscienza di non accettare.
Merlo spontaneista dell’analisi sociale e politica.
Meglio dietrologi che retroculisti.
Meglio gazza ladra che Merlo triste.

