[Spagna] In milioni protestano

Hanno sostenuto che il movimento fosse ormai morto. Che l’indignazione fosse scemata. Che la rabbia e la frustrazione non potessero bastare, alla lunga, per sostenere una resistenza continuativa al capitalismo finanziario e alla farsa della così detta democrazia partecipativa. E’ chiaro, come abbiamo sempre saputo, che queste affermazioni fossero senza senso. E la scorsa Domenica i ribelli Spagnoli hanno dimostrato ancora una volta che gli esperti incompetenti e i giornalisti ignoranti si sbagliavano.

Post image for Massivity: over a million protest labor reforms in Spain

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con più di un milione di persone che hanno preso le strade e le piazze di più di 50 città, un potente messaggio è stato recapitato al nuovo governo di Mariano Rajoy: la vostra luna di miele è finita! Così mentre i Conservatori si preparano a lanciare la loro furia neoliberal su un paese nella morsa della crisi, premendo per una radicale riforma del mercato del lavoro e drastiche misure d’austerità, gli Spagnoli ancora una volta si ritrovano sulle barricade, pronti per un’altra primavera di dissenso.

Le manifestazioni – con più di mezzo milione a Madrid Puerta del Sol e altri 450.000 in Barcellona Plaza Catalunya – sono solo all’inizio. Mentre  questo weekend la protesta è stata costituita per la maggior parte dalle unioni sindacali, il movimento decentralizzato 15-M ha comunicato una nuova chiamata per un’ondata di movimentazioni durante la primavera – inclusa una giornata di azione globale, uno sciopero pan-europeo, e la rioccupazione di Puerta del Sol il 12 Maggio.

Prima ancora che le persone prendessero le strade il Primo Ministro Rajoy ha usato il suo discorso alla conferenza annuale del Partito Popolare per chiedere alla gente “importanti sacrifici”; proprio mentre i finanzieri privati – principali responsabili della bolla immobiliare che è alla base del tracollo finanziario del paese – la scampano indenni. Parlando con toni drammatici, Rajoy ha chiesto riforme del lavoro “giuste” e “necessarie” per mettere sotto controllo la situazione fiscale del paese.

Ma per i 5 milioni di disoccupati spagnoli, e i milioni che avversano in parziali o precarie condizioni di occupazione, la domanda non è più semplicemente se le riforme sono ‘giuste‘ o no, ma se sono fisicamente sostenibili. Con un tasso di disoccupazione del 23% (il più alto tra i paese ‘sviluppati‘), la stessa condizione di esistenza è sottoposta ad una tale pressione che potrebbe non essere lontana un’esplosione di agitazione popolare sullo stile delle rivolte greche.

Nel frattempo, lo scorso sabato, migliaia di persone hanno preso le piazze di dozzine di città del mondo – da Berlino a New York – per mostrare la loro solidarietà con il popolo greco che domenica, dopo i violenti scontri della scorsa settimana, ha manifestato ancora una volta contro l’austerità occupando piazza Syntagma. Tutto questo segue la più grande protesta fin’ora registrata in Portogallo che ha portato più di 350.000 persone a marciare su Lisbona per manifestare contro il governo.


L’indignazione, in breve, è chiaramente sopravvisuta ai freddi mesi invernali. Infatti, con la crisi che si fa più profonda e i governi di destra che preparano la successiva ondata di radicali riforme neoliberiste e draconiane misure d’austerity, la rabbia può solo crescere e farsi più forte. Per tutte queste ragioni – e molte altre – noi riprenderemo le piazze questa primavera;
da Atene a Madrid, da New York ad Oakland.

Noi siamo ovunque, aspettateci.

 
articolo originale di Jerome Roos.