critica alla 133

UNIVERSITA’

Se per l’istruzione la parola d’ordine è Razionalizzazione,
per l’università è economicità della gestione!

I tagli previsti al Fondo di Finanziamento Ordinario sono di 500 milioni di euro in 3 anni, il 20%. Il nostro ateneo ha dichiarato che entro il 2010 verrano a mancare 9 mln di euro! Alcune università italiane hanno già annunciato il rischio di una chiusura imminente se non arriveranno capitali privati a sostenerle (segreterie, mense, biblioteche, laboratori costano e saranno le prime spese da tagliare).
Dove pensate che le università possano prendere i soldi che non arriveranno più dallo stato? Ovviamente dalle tasse degli studenti, senza che a questo possa corrispondere un miglioramento dei servizi o una migliore offerta formativa.
Le università che saranno giudicate potenzialmente produttive dagli investitori privati riceveranno così ingenti finanziamenti e diventeranno delle vere e proprie Fondazioni Private. Pensate che un ateneo sempre in perdita come la Sapienza possa attirare qualche investimento privato?
Il sistema del “diritto allo studio” e l’erogazione di servizi essenziali agli studenti (mense, case dello studente, borse di studio) verrà progressivamente cancellato o diventerà sempre più inaccessibile.

ART.15- COSTO DEI LIBRI
Poteva essere un articolo interessante ma c’è l’inganno: verranno individuati per l’anno scolastico 2008/2009, tutti quei libri disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Tutti coloro che vorranno accedere a questi testi on line potranno farlo gratuitamente o dietro pagamento secondo i casi previsti dalla legge: proprio qui sta l’inganno si può accedere gratuitamente solo per il 10% dei testi, dopo di che parte il diritto d’autore e non ci sarà nulla di gratuito!

ART.16- FACOLTA’ DI TRASFORMAZIONE IN FONDAZIONI DELLE UNIVERSITA’
Le università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato, tale delibera è adottata dal senato accademico a maggioranza assoluta.
La proprietà dei beni immobili diviene fondo di dotazioni delle stesse università. Le fondazioni operano secondo i principi di economicità di gestione.
Le fondazioni nascono come enti privatistici, non aventi in teoria scopo di lucro, per avere più risorse devono attrarre investimenti pubblici e soprattutto privati. Gli utili, secondo questa legge, non possono essere distribuiti, fatta eccezione del fatto che se subentrano degli sponsor privati esterni, che attivano corsi o master che seguono le direttive aziendali, tale distribuzione può avvenire nell’università la quale ridistribuirà i nuovi insegnamenti cercando di far fruttare gli investimenti guidati. Questo limita sicuramente la qualità dell’insegnamento e la libertà di scelta del medesimo. Ovviamente i progetti di ricerca saranno tutti simili con un conseguente appiattimento degli insegnamenti impartiti.

Quindi perché diventare fondazioni di diritto privato?
Perché grazie ai tagli operati dalle varie finanziarie le università sono costrette a prendere fondi da istituzioni esterne, ma soprattutto per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti, che non avrebbero più un limite di legge, sul modello delle università private e americane; Ciò implica una pesante riduzione dei servizi agli studenti e delle infrastrutture.

Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche, e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi; in definitiva le facoltà più a rischio sono quelle umanistiche perché sicuramente poco appetibili in quanto non rientrano in un sistema di produttività diretta di una merce scambiabile sul mercato!
Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi.

Comma 13: al personale amministrativo si applica il trattamento economico e giuridico di questa legge, il personale da statale diventa privato, con conseguente incremento della precarietà.

ART.17- PROGETTI DI RICERCA D’ECCELLENZA
Comma 4: le risorse acquisite dalla Fondazione istituto italiano di tecnologia sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione di progetti strategici, infrastrutture di ricerca di alta tecnologia.
Quello che si sta realizzando è un vero e proprio smantellamento della ricerca: i tagli previsti non hanno precedenti e non consentiranno la realizzazione di numerosi progetti, in più con l’aumento del turn over e la mancata messa in ruolo di 50.000 precari, fra pochissimi anni verrà a mancare un’intera generazione di ricercatori!!!

L’articolo 64 della legge 133 dell’agosto 2008 riguarda i provvedimenti che interesseranno la pubblica istruzione.

Parola d’ordine: RAZIONALIZZAZIONE

- Nel comma 6 vengono indicati gli Obbiettivi di risparmio (simpatica terminologia con cui si mascherano i tagli ai finanziamenti e i licenziamenti):
456 milioni di euro per il 2009
1650 mln per il 2010
2538 mln per il 2011
3188 mln per il 2012

- I licenziamenti del personale ATA sono specificati nel comma 2: si parla, infatti, di una riduzione complessiva del 17% della consistenza numerica delle dotazioni organiche del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), da conseguire nel triennio2009/2012.

- Nel comma 4 è prevista una Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico del sistema scolastico che si traduce in un accorpamento delle classi meno numerose e nella chiusura di numerose classi nei piccoli centri, ovvia conseguenza dell’aumento dei numeri minimi e massimi per la formazione delle classi; verrà inoltre rimodulata l’organizzazione didattica e la formazione professionale del personale docente. Ad esempio, i corsi di formazione dei docenti di inglese verranno ridotti a 150 ore (rispetto alle 200 precedenti), del tutto insufficienti per un’adeguata competenza.

- Razionalizzazione complessiva degli organici del personale docente e ATA. Sul piano pratico questo comporterà, nel solo 2009, il licenziamento di 27.000 docenti precari e di 9.000 elementi del personale ATA.
I tagli complessivi di personale per l’anno scolastico 2009/2010 saranno oltre 67.000, per un totale di tagli complessivi di 130.000 posti, da conseguire in tre anni.

- Appare inoltre evidente l’intento di indurre al cannibalismo professionale, ventilando la possibilità di aumenti di stipendio, in maniera non molto esplicita, nel comma 9. Circa il 30% dei tagli previsti dal comma 6 verranno destinati a fantomatiche “iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale scolastico”.

Quello che ne emerge è una vera e propria distruzione della scuola pubblica.
I tagli ai docenti e al personale amministrativo dequalificheranno enormemente il sistema dell’istruzione: le classi saranno sempre più numerose e i docenti sempre meno preparati, nei piccoli centri alcune scuole rischieranno di chiudere e le stesse strutture scolastiche saranno sempre più inadeguate e insufficienti.

LAVORO SEMPRE PIU’ PRECARIO

Con il pacchetto Treu del 1997 e la successiva legge 30 del 2003 (la famosa legge Biagi) la flessibilità diventa definitivamente la base su cui poggia il mercato del lavoro e tutto il sistema economico. Il progressivo smantellamento delle garanzie lavorative, anche attraverso il moltiplicarsi di forme contrattuali all’insegna dell’instabilità (a termine, a progetto, di collaborazione, d’inserimento, d’apprendistato…), ha portato ad una condizione di precarietà che in realtà eccede il mondo del lavoro e pervade ogni ambito di vita.
La nuova legge 133/08 si inserisce in questo contesto, dando un’accelerata alla diffusione di condizioni, lavorative e di vita, precarie e ponendo ulteriori ombre d’incertezza sul futuro di milioni di lavoratori e lavoratrici (giovani e non).
In questa legge sono ben 11 gli articoli che hanno a che fare con la “flessibilità” e riguardano i tipi di lavoro più svariati, tanto che questa condizione presto arriverà a coprire tutte le fasce del settore lavorativo, costringendo specialmente i giovani, a una situazione di perenne precarietà. Analizziamo qui, brevemente, solo quelli più rilevanti.

Art. 21-Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato.
Le prime ed importanti modifiche vengono effettuate nell’ambito del contratto a termine, in cui si dice che il datore di lavoro, differentemente che in passato, può assumere a tempo determinato il lavoratore per ogni tipo di attività dell’azienda e non, come in passato, solo per quelle che rientrano nelle attività ordinarie.

Art. 23-Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato.
Viene stabilita l’eliminazione della durata minima di due anni del contratto professionalizzante, mentre viene mantenuta la durata massima di sei anni e vengono abrogate alcune norme che cercavano di tutelare i lavoratori a tempo determinato nella stessa maniera dei lavoratori a tempo indeterminato.

Art. 49-Lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni.
E’ aggiunto il lavoro flessibile all’interno delle pubbliche amministrazioni, cosa che precedentemente era limitata. Al taglio dei finanziamenti e a tutte queste precedenti leggi sulle precarizzazioni si aggiunge il ritardo dei rinnovi dei contratti e, soprattutto, una manovra atta alla riduzione degli organici: si incentiva l’esodo dei dipendenti, non si stabilizzano i precari e non si fanno assunzioni.

Art. 66-Turnover.
A questo punto è strettamente legato l’articolo di legge che riguarda il Turnover, che riguarda tutti i settori del pubblico impiego e, tra questi, l’istruzione. Per il prossimo biennio si prevede un fondo di assunzioni inferiore a quello degli scorsi anni, cifra che diminuirà nel corso dei successivi tre anni, mentre il Turnover universitario comporterà una riduzione di docenti e ricercatori di un 20 per cento.

Art. 71-Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.
Altro duro attacco alla vita del lavoratore è senza dubbio la nuova disciplina delle assenze per malattia e permesso retribuito, in cui la malattia viene vista come un elemento negativo che va combattuto per ridurre le assenze dal lavoro. Si introduce la tassa sulla malattia che per i primi dieci giorni comporta un forte danno economico per il lavoratore e che, se superiore ai dieci giorni, richiede una certificazione medica in strutture sanitarie non ben identificate. Per quanto riguarda i permessi retribuiti, questi potranno essere usufruiti solo come permessi orari e non come permessi giornalieri.

ALTRI ARTICOLI

Quello della Legge 133 è un disegno complessivo di aggiustamento di meccanismi già in atto nel nostro paese: la sempre più ingiusta redistribuzione dei redditi in favore delle classi alte e degli industriali, la privatizzazione dei servizi pubblici, l’impegno crescente nelle missioni di guerra all’estero, la scelta del nucleare, la realizzazione di una società del controllo, rientrano in un piano che ha attraversato anche la sinistra ma che con il governo del centro-destra vengono esaltate!
Gli argomenti principali affrontati dalla legge riguardano: il settore energetico e dei trasporti, agevolazioni e finanziamenti alle imprese private, privatizzazioni e liberalizzazioni, snellimento del settore pubblico e scolastico, tramite tagli del personale e dei finanziamenti.

Art.6ter- Banca del Mezzogiorno
Viene ripristinata la Banca del Mezzogiorno.
Questa Banca verrà fondata dallo Stato con una spesa di 5 milioni di Euro; l’azionariato di questa sarà a maggioranza privato: a cinque anni dall’inizio dell’operatività della banca questo finanziamento verrà restituito allo Stato a interessi zero.
Lo stato cederà tutte le azioni della banca in suo possesso tranne una. In sostanza lo Stato rende un servizio gratuito, senza avere controllo sul capitale e sulla gestione della stessa. Viene così ripristinato un pozzo senza fondo da cui per decenni si è alimentata la corruzione della classe politica del Sud d’Italia.

Art.7- Strategia energetica nazionale
In quest’articolo il nucleare viene presentato come l’unica fonte di energia alternativa rinnovabile con tanti saluti al referendum del1987 con cui gli italiani hanno detto NO al nucleare. Non solo: la legge prevede che l’apertura di centrali nucleari in Italia non comporti nuove spese a carico dello Stato; ciò vuol dire lasciare il controllo delle centrali nucleari nelle mani dei privati. In un periodo in cui tutte le più grandi nazioni europee (Francia e Germania in testa) rivedono le loro scelte energetiche basate sull’energia nucleare, solo l’Italia intendere compiere delle scelte tanto dispendiose e inutili quanto pericolosissime.

Art. 14- Expo Milano 2015
Sembra che il governo abbia particolarmente a cuore ciò che la cittadinanza di Milano ha particolarmente in odio. Questo articolo assegna 1486 miliardi di euro alla buona riuscita dell’iniziativa, che sarà una vetrina per le imprese italiane. Come al solito i soldi per questi teatrini ci sono sempre…

Art 19- Abolizione dei limiti al cumulo tra pensione e redditi di lavoro
Dopo aver raggiunto 40 anni di contributi i lavoratori avranno “la fortuna” di poter continuare a lavorare e di ricevere comunque la pensione. Di portare le pensioni ad un livello decente non si parla nemmeno!

Art. 23 bis- Servizi pubblici locali di rilevanza economica
Conformemente alla direttiva Bolkenstein, questo articolo riafferma la necessità di liberalizzare i servizi come l’acqua, l’energia e i trasporti.
La popolazione da anni si oppone a simili progetti: si pensi a tutte le lotte scoppiate in Italia ad opera dei comitati per la difesa dell’acqua come servizio pubblico. Vi viene in mente un servizio che nel passaggio dal pubblico al privato non abbia subito forti rincari e una forte dequalificazione (le municipalità dell’acqua, le ferrovie dello stato, la centrale del latte a Roma o l’Alitalia a breve sono degli esempi abbastanza lampanti)?

Art.31- Durata e rinnovo della carta di identità
Dietro a questo titolo così innocuo, si nasconde una misura repressiva: le carte di identità rilasciate dal 1° gennaio 2010 dovranno essere munite delle impronte digitali della persona a cui si riferiscono. Se il cittadino italiano si sente più sicuro se schedano i Rom, quanto si sentirà sicuro a essere schedato egli stesso?

Art.43- Semplificazione degli strumenti di attrazione degli investimenti e di sviluppo di impresa
Le imprese private sono le uniche a guadagnarci da questa legge: questo articolo tratta delle agevolazioni alle imprese; lo scopo principale è favorire la loro COMPETITIVITA’ nel mercato globale e liberalizzato.
È interessante il riferimento alla situazione del Mezzogiorno.
Tra centro-destra e centro-sinistra la strategia è una sola: ridistribuire il reddito a favore delle industrie e fare pagare ai lavoratori le conseguenze della crisi e l’aumento del costo della vita. I redditi degli industriali sono sempre in crescita mentre i salari rimangono fermi o addirittura diminuiscono!!!

Art.-58 Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni e altri enti locali
Questo articolo prevede la redazione di un elenco di archivi, uffici e singoli beni immobili delle regioni e dei comuni, suscettibili di variazione o di dismissione.
La dismissione del patrimonio immobiliare pubblico andrà a beneficio di tutte le imprese private che vorranno appropriarsene, magari per specularci sopra.
Le conseguenze di simili politiche sono abbastanza esplicite proprio a Roma: una città svenduta a palazzinari e speculatori (Caltagirone in primis) che fanno miliardi comprando vendendo e affittando mentre affitti e prezzi delle case raggiungono livelli proibitivi anche per i redditi medi.

Art.-63 Esigenze prioritarie
Il 1° comma di questo articolo incrementa di 90 milioni di euro l’autorizzazione di spesa della legge 296 del 2006 per il finanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace. Ossia la guerra in Afganistan, in Kosovo, in Libano, in Georgia e presto in Iran. Nonostante si cerchi di celare con finti tagli alle forze armate, le missioni all’estero rappresentano una voce di spesa sempre più grossa all’interno del bilancio statale: in Afghanistan è in corso una vera e propria guerra in cui l’Italia è impegnata in prima linea…ancora una volta la Costituzione diventa carta straccia!