In questi giorni i nostri occhi e le nostre orecchie sono concentrate sulla Palestina e sul governo d’occupazione sionista, nonché sulle decisioni di quest’utlimo di bombardare e massacrare gli abitanti della Striscia di Gaza.
Per puro caso siamo venuti a conoscenza di un messaggio di Marco Travaglio, che, rispondendo ad un lettore del sito chiarelettere.it, chiarisce la sua posizione sulla questione palestinese. La potete leggere qui, ma ve la riportiamo, perché val la pena d’esser letta:
“Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finchè si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anzichè lavorare a costruire lo Stato palestinese, s’è occupato di distruggere quello di Israele. L’ultima volta l’ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele. I paragoni fra il sequestro della Achille Lauro da parte di una frazione dell’Olp negli anni ’80 e il terrorismo sionista degli anni ’30 e ’40 del secolo scorso non hanno alcun senso: sequestrare una nave italiana piena di civili e uccidere a sangue freddo un ebreo paralitico in carrozzella non c’entra nulla con la guerriglia finalizzata allo stato palestinese. E salvare un assassino come Abu Abbas dalla giustizia (che l’avrebbe condannato per omicidio e sequestro di persone all’ergastolo) per consegnarlo a Saddam Hussein, cosa che fece Craxi dopo Sigonella, è un atto inqualificabile che non va mai dimenticato.
Cordiali saluti,
Marco Travaglio”
Ecco, ci sarebbero tante cose da dire in merito, ma per evitare il turpiloquio, ci limitiamo a riportare le parole di quest’altro filo-sionista, di cui parte della sinistra s’è innamorata. Noi, ovviamente, no.

