Occupazione della sede della confcommercio.
In queste ore una rappresentanza del movimento antagonista sta occupando la sede della confcommercio romana, per protestare contro la proposta di divieto dei cortei al centro di Roma, appoggiata dal sindaco Alemanno e dal prefetto.
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Il diritto di manifestare nelle strade e nelle piazze della nostra città è stato posto pesantemente sotto attacco nei giorni scorsi dal fuoco incrociato di attori economici (Confcommercio), istituzionali (prefetto Pecoraro, sindaco Alemanno), mediatici (Il Messaggero).
E’ un tema che ricorre ciclicamente nelle esternazioni di reazionari di tutte le risme, sempre pronti a denunciare il carattere fastidioso della libera
espressione del conflitto sociale, ma in queste ultime settimane la faccenda ha raggiunto toni parossistici. I toni sono poi sfumati nelle giornate successive, ma la sostanza non cambia di molto.
I cortei disturbano il flusso incessante della produzione e del consumo, sono luoghi di cultura critica e di emersione della tante problematiche che agitano una società ingiusta, permettono alle persone di uscire di casa per ritrovarsi, condividere, respirare aria di liberazione.
E’ evidente il progetto di ridurre progressivamente gli spazi di agibilità democratica in questo periodo storico, caratterizzato da una crisi economica che produrrà malcontento sociale e, speriamo, voglia di organizzarsi e di scendere in piazza. Militarizzazione dei territori, delirio securitario,
“strategia della paura”, video-sorveglianza senza più limiti, riduzione del conflitto sociale a problema di ordine pubblico, divieto di manifestare, sono aspetti diversi di un problema unico: il tentativo di proporre una svolta autoritaria per gestire la crisi. Dovremo aspettarci nell’immediato futuro altre puntate di questa indecente telenovela fascistoide, per esempio la firma di un protocollo d’intesa per limitare i cortei vincolante per tutti.
La restrizione del diritto di manifestare è un problema che riguarda tutti e tutte, certamente in maniera più evidente quei soggetti che più duramente si
troveranno a pagare la crisi in un clima di guerra tra poveri.
Come realtà antagoniste di roma, con questa occupazione simbolica oggi vogliamo riprendere in mano la difesa del nostro diritto di poter esprimere il dissenso senza nessun tipo di vincoli, di poter proporre un altro tipo di società senza restrizioni. Il diritto di manifestare è uno dei diritti fondamentali che rimane a una società in cui la democrazia sembra sempre più restringersi.
Non si può usare la retorica del diritto dei cittadini a muoversi liberamente, quando di contro viene ristretta una delle libertà principali, nascondendo
di fatto i reali interessi di mercificazione esasperata del centro storico e maggiore capacità di controllo del dissenso.
Contro il pacchetto sicurezza,contro i divieti di manifestare,contro qualunque tentativo di restringere la libertà individuale e collettiva, faremo sempre sentire la voce del nostro dissenso,saremo ovunque riterremo opportuno stare, senza essere ristretti in recinti stabiliti da bottegai e istituzioni fasciste.
LA LIBERTA’ NON E’ IN SALDO!
NO ALLA ZONA ROSSA PERMANENTE!
assemblea contro la zona rossa permanente
zonarossa@anche.no

