Il protocollo della repressione

A pochi giorni dalla firma del “protocollo per la regolamentazione dei cortei” voluto dal sindaco Alemanno, dal prefetto di Roma e concordato con i sindacati confederali al gran completo [cgil - cisl - uil] assieme alla confcommercio, si iniziano a vederne i primi effetti.

La manifestazione studentesca contro la riforma universitaria, promossa anche dalla CGIL, è stata ripetutamente caricata da Polizia e Guardia di Finanza schierate a bloccare tutte le uscite, ad ogni tentativo del corteo di uscire dalla città universitaria. [cronologia della mattinata]

Tutto questo avviene pochi giorni dopo che nella facoltà di Scienze Politiche di Roma 3, i fascisti di Azione Universitaria e Foro753 hanno prima minacciato e poi aggredito gli studenti con caschi e cinte.

Deriva securitaria e repressione vanno a braccetto, così mentre il diritto di manifestare del movimento viene attaccato, a Roma3 viene autorizzato un volantinaggio e una conferenza stampa ai fascisti nonostante abbiano trasportato dentro l’università spranghe, catene e materiale nazista.
I collettivi, sia della Sapienza che di Roma3, subiscono già le prime “strette” sulle autorizzazioni alle proprie iniziative.

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